08/09/2026
IL RIENTRO IN PATRIA👢
Anche il rientro vittoriosi in patria è stato un pezzo di viaggio. I genitori si erano organizzati per venirci a prendere a Verona e una volta arrivati al nostro adorato parcheggio della Dechatlon c'è stata una meravigliosa accoglienza. Palloncini bianchi e blu appesi tutti intorno e l'abbraccio dei genitori e di tanti dei ragazzi della squadra Junior ha riaccolto i nostri ragazzi. Una scena che ha sottolineato per l'ennesima volta quanto il valore di questo gruppo vada anche oltre chi è pronto per fare l'esperienza e chi invece ancora no. In quel parcheggio l'entusiasmo era tale che sembrava che fossero tutti stati via con noi.🎈
Alcune scene non hanno davvero prezzo, come vedere qualcuno che si era imboscato una medaglia in più per poterla dare ad un compagno che non è riuscito a ve**re. Noi capiamo che sia difficile far parte di un gruppo come il nostro, perché da un lato è totalizzante. Ti porta davvero a vivere un aspetto della vita, se non tutta quanta, in maniera differente e in un contesto dove ci devi essere, completamente. E siamo contentissimi che alcuni delle nostre giovani leve e le rispettive famiglie dimostrino tutti i presupposti per volerne far parte tanto quanto i Senior.🌍
Essere Baskings significa diventrare parte di qualcosa di più grande, che non è solo un gruppo sportivo inclusivo. È relazione, è condivisione, è crescita, è appartenenza, è cultura. Perché alla fine il valore di un’esperienza non si misura solo da quello che si vince. Si misura da quello che lascia. E Parigi ci ha lasciato tantissimo. Ma soprattutto una lezione: per avere delle grandi soddisfazioni bisogna saper osare; e per osare non si può pensare in nessun modo di sottovalutare i nostri ragazzi; ma al contrario bisogna avere il coraggio di saperli sfidare, stando certi che rimarrete sorpresi di cosa siano in grado di fare.🪂
Ultima parte Extra
07/09/2026
L'EMBLEMA ⚜️
Quella camminata è diventata il simbolo di quello che siamo. E più andavamo avanti, più l'entusiasmo cresceva. Quello che fino a poco prima sembrava impossibile diventava, passo dopo passo, sempre più normale. Fino a quando, quasi senza accorgercene, ci siamo ritrovati a correre sui grandi ponti della Senna, davanti al Grand Palais, con il sorriso stampato in faccia. Alle 3:05 eravamo davanti all'ostello. E qualcuno aveva ancora voglia di continuare a camminare. E qualcuno aveva ancora la forza di fare scherzi, e di vendicarsi di quelli del capitano.🏃
Alla fine quella notte è stata probabilmente il modo migliore per chiudere una giornata incredibile. Avevamo sfruttato ogni minuto, avevamo vissuto Parigi fino in fondo e avevamo trasformato una difficoltà organizzativa in uno dei ricordi più belli del viaggio se non di sempre. Forse è proprio questo il senso di esperienze come questa: non sono solo i momenti perfetti quelli che rimangono, ma quelli in cui qualcosa va storto e il gruppo riesce a trasformarlo in un ricordo meraviglioso.🐛
Solo oggi ci rendiamo conto che quella notte è stata la metafora perfetta di tutto ciò che abbiamo costruito in questi anni. Un percorso iniziato con fatica, pieno di ostacoli e momenti in cui sarebbe stato molto più semplice fermarsi o scegliere una strada più comoda. E invece abbiamo continuato, sempre insieme, in maniera naturale, come camminare. Esattamente come abbiamo fatto durante tutta la scorsa stagione, che ci ha portati a conquistare il titolo italiano e solo un paio di settimane dopo anche il torneo di Parigi.🦋
Terza parte Extra
06/09/2026
LA NOSTRA SERA🌠
Abbiamo mangiato come se non ci fosse un domani, e fra panini, patatine e re-fill automatici ci siamo goduti una bellissima cena nell'attesa che i due sposini ci raggiungessero di nuovo. Dopo la cena siamo rimasti fuori, a camminare verso il simbolo di Parigi. E fra crepes, souvenir e "Lamborghini verde casa" siamo finalmente arrivati alla Tour Eiffel. E quel giardinetto è velocemente diventato teatro di un bellissimo set fotografico vissuto fra mantelli tricolore al vento e equilibri precari su staccionate pericolanti. Illuminati da un lato dalla luce della Signora di Ferro e dall'altro dai suoi riflessi sulla Senna.🗼
Ma in un contesto magico, quasi senza accorgercene, è arrivata l'una di notte. E a Parigi, a quell'ora, la metropolitana chiude. Quando ce ne siamo resi conto, era ormai troppo tardi e nonostante una disperata corsa, siamo rimasti a piedi e il nostro ostello era a più di sette chilometri di distanza. Eravamo stanchi. Arrivavamo da un torneo intenso, da giornate piene di partite, sveglie all'alba e chilometri percorsi per visitare la città. Mentre cercavamo di capire cosa fare, quasi senza rendercene conto, abbiamo iniziato a camminare.🚶
Ed è proprio lì, in quel momento di difficoltà, che è successo qualcosa di magico. Passo dopo passo, metro dopo metro, immersi nella bellezza di una Parigi illuminata nel cuore della notte, ci siamo accorti che non avevamo bisogno di niente e di nessuno. Avevamo bisogno soltanto gli uni degli altri. Nessuno è rimasto indietro. Da fuori sembravamo un'unica macchia blu che attraversava la città. Non c'erano differenze, non c'erano etichette, non c'erano limiti. C'era semplicemente un gruppo di amici che andava nella stessa direzione. Ognuno a modo suo. Ognuno con i propri tempi. Ognuno con le proprie fatiche. Eppure tutti, allo stesso tempo, capaci di trascinare gli altri e di lasciarsi trascinare quando ce n'era bisogno.🔵
Seconda parte Extra
05/09/2026
L'ULTIMA SERA🌙
Finiti gli oneri di campo, vinto il torneo e archiviata la parte sportiva, quello che ci rimaneva da fare era andare a festeggiare. Presa la metro in direzione Arco di trionfo avevamo deciso di cenare lì, ancora secondo tradizione, al Five Guys degli Champs Elysees. Ma prima di farlo, ci rimaneva una cosa da fare, onorare quella che è stata una bellissima storia nella storia. Infatti uno dei nostri giocatori, aveva deciso di portare la neo moglie con lui in questa bellissima avventura, non solo per farci il tifo e le foto, ma perché questi giorni insieme sarebbero stati l'inizio della loro luna di miele.🍯
Tra tutti i momenti vissuti a Parigi, quello dedicato a loro è stato probabilmente uno dei più particolari e inaspettati. L’idea era semplice: regalare un momento magico, all’interno di un viaggio che ha un significato enorme, a due persone davvero speciali. E per questo un po' con l'inganno li abbiamo portati in uno dei migliori ristoranti di pesce di Parigi e lì abbiamo lasciati lì, a godersi una romantica cena nella città dell'amore, solo loro due, eleganti come non mai. La loro reazione è stata genuina, proprio come loro, e le facce dei ragazzi che sapevamo dello scherzo erano tutto un programma.🦐
Anche questo vuol dire essere squadra e speriamo così di aver saputo dare un valore aggiunto al viaggio di nozze di un ragazzo che è stato sicuramente un valore aggiunto enorme per la nostra squadra, dentro e ancor di più fuori dal campo, e il che, è tutto un dire. Ed è forse proprio questo il senso del Baskin e in particolare della nostra squadra. Diventare parte di un qualcosa che non si sa nemmeno di necessitare nella propria vita; finché non vi ci si ritrova in mezzo e, con il giusto tempo, ci si rende conto del valore di ciò che si sta vivendo.❣️
Prima parte Extra
04/09/2026
QUESTI SIAMO NOI🌊
Esperienze così fanno anche capire quanto sia importante il lavoro che c’è dietro. Perché quando un gruppo arriva a vivere momenti del genere, non è mai casuale. Dietro ci sono scelte, allenamenti, regole e responsabilità. C’è il lavoro quotidiano per creare una cultura di squadra. E anche il viaggio di Parigi è dovuto passare per momenti difficili. La conoscenza dei ragazzi ci permette di sapere chi riesce a stare dentro un gruppo. Chi sa affrontare la fatica. Chi sa adattarsi. Chi sa affidarsi agli altri. Chi sa gioire insieme agli altri. E tutte queste scelte, seppur difficili stanno nella responsabilità di costruire qualcosa di grande, che vada oltre i singoli.🗓️
La cosa più bella è che questo viaggio non rappresenta un punto di arrivo. Rappresenta un punto di partenza. Perché dopo aver vissuto un'esperienza tale, il gruppo torna a casa con una consapevolezza diversa. I ragazzi hanno visto cosa possono fare. Noi abbiamo avuto l'ennesima la conferma che il percorso intrapreso anni fa aveva un senso. Un progetto nato con l’idea di creare un’attività sportiva inclusiva è diventato qualcosa di molto più grande. È diventato un luogo dove le persone crescono. Dove le famiglie si incontrano. Dove i ragazzi trovano spazio. Dove le fragilità si spezzano per poi ricostruirle. Dove lo sport diventa uno strumento per superare limiti che spesso esistono solo perché nessuno aveva mai dato loro la possibilità di provarci.🤍
Alla fine, tra qualche anno, forse non ricorderemo il punteggio di ogni partita o ogni dettaglio del torneo. Ricorderemo sicuramente la vittoria, ci sarà lì la coppa a ricordarcela quella; ma le emozioni e i momenti vissuti insieme, quelli daranno valore a quella che sennò sarebbe solo un'inutile ferraglia. Non ricorderemo il campo. Ricorderemo l’entusiasmo del primo volo. Le risate. La sorpresa a Cristiano e Agnese. La notte sul lungo Senna. Le parole scambiate in camera prima di andare a letto. Gli abbracci, tutti gli abbracci. Perché sono questi i momenti che danno il vero valore a un viaggio. Parigi non è stata solo una trasferta. È stata una fotografia di quello che sono diventati i Baskings.💙
Ultima parte
03/09/2026
TIRIAMO LE SOMME🌀
Siamo partiti con una squadra di 23 persone, con storie diverse, caratteristiche diverse, esigenze diverse. Un gruppo che sulla carta poteva sembrare difficile da gestire, perché mettere insieme così tante ragazzi e ragazze, con livelli di autonomia differenti e con bisogni diversi, non è mai semplice. Una squadra che prende aerei pullman e metro, che affronta una città enorme come Parigi, che cambia programmi in corsa, che si adatta alle difficoltà, che aspetta chi è rimasto indietro e che aiuta chi è più in difficoltà.Ⓜ️
Una delle cose più belle di questa esperienza è stata vedere ragazzi che magari, in altri contesti, avrebbero avuto più difficoltà a vivere certe situazioni, riuscire invece a farlo in quasi totale autonomia. Prendere un aereo. Muoversi in una città straniera. Entrare in un ristorante. Ordinare. In Francese. Gestire le proprie cose. Gestire le relazioni con gli altri. Camminare per chilometri. Affrontare la stanchezza. Dormire fuori casa. Sono tutte cose che per molti possono sembrare normali, ma per alcuni dei nostri ragazzi rappresentano sempre e comunque conquiste enormi.👣
E la cosa più bella è che spesso loro stessi non si rendono conto di quanto stanno facendo mentre lo stanno facendo. Vivono il momento. Si buttano. Provano. Senza il paracadute dei genitori. E alla fine tornano a casa più sicuri di prima. Questo è forse uno degli aspetti più importanti del nostro progetto: dare occasioni vere di sviluppo, non creare situazioni protette dove tutto viene preparato e risolto dagli altri. Perché la crescita arriva proprio quando una persona ha la possibilità di mettersi alla prova.
Dodicesima parte
01/09/2026
IL DOPO PARTITA🇮🇹
La cosa curiosa è che, alla fine della partita, non c’è stata un’esplosione immediata di gioia da parte di tutti. Sicuramente l'ultima finale giocata aveva portato con sé un carico di emozioni difficilmente replicabili. Ma una finale resta sempre una finale, e bisogna saper vivere al meglio momenti come questi che non sono per nulla scontati, lasciando spazio alla gioia e all'entusiasmo, che non sono di certo mancati una volta che è arrivata la consegna della coppa e delle medaglie.🥇
E poi le solite foto di rito, in mille pose e in mille composizioni diverse, perché le tradizioni vanno sempre mantenute. Per qualcuno era la prima volta con una coppa in mano, vinta sul campo. Per qualcun'altro era l'ennesima, ma il momento post vittoria nel quale si rimane l'ultima squadra in campo a fare le foto sotto il canestro con la coppa e le medaglie rimane uno di quei momenti che si scambierebbero con poche cose al mondo.🏆
E poi lo spogliatoio, fra canzoni e gavettoni, rimane sempre un posto magico nel quale potersi davvero del tutto dare alla pazza gioia. Nonostante le sirene che ci intimavano di uscire e le docce gelate è stato come sempre un momento di vita vera dove rendersi conto che alla fine siamo tutti bestie uguali. E lì fra una medaglia presa per qualcuno a casa e una bandiera messa come mantello da Superman, che è nata l'idea di andare a festeggiare sotto la Tour Eiffel.🚿
Undicesima parte
31/08/2026
UNA FINALE DIVERSA⭐
La finale è stata un momento davvero particolare. Si è giocata in un meraviglioso palazzetto, lo Stade Pierre de Coubertin, e ha avuto un sapore tutto suo, come les escargot provate la prima sera. Dall'altra parte, ad attendere i reggiani c'era una delle altre due squadre italiane del torneo, le .baskin di Cusano Milanino. Ma in realtà, forse per la prima volta, questo poco importava.🏟️
I Baskings hanno raggiunto una consapevolezza tale di gioco, da poter cambiare gli addendi, senza che cambi anche il risultato. Infatti, vuoi anche il successo appena raggiunto a Monfalcone, per la prima volta nella nostra storia le convocazioni hanno preso un sapore del tutto diverso, sono avvenute in maniera naturale e spontanea, non perché qualcuno se lo meritasse più di altri, ma perché era giusto così, e i motivi sono stati chiarissimi fin da subito per tutti, consci del fatto che fossimo tutti pronti a vestire la maglia BiancoBlu anche in un'occasione così importante come una finale di un torneo internazionale.✨
E il campo ci ha dato ragione. Tutta la nostra fiducia è stata ampliamente ripagata. E non sappiamo se sia stato più bello vedere ragazzi che alle finali nazionali non sono potuti scendere in campo per il limite di giocatori convocabili, giocare in modo davvero incredibile; oppure vedere chi era stato protagonista in quell'occasione, gioire per i propri compagni dalla tribuna, o addirittura essere il primo a togliersi il posto per lasciarlo ad uno di loro. Sono emozioni che non si possono spiegare, si possono solo vivere, e probabilmente solo in maglia BiancoBlu. Una vera vittoria di squadra e da squadra.💺
Decima parte