18/09/2026
A oltre dieci anni dalla crisi dei rifugiati, quando la Francia ha reintrodotto i controlli alle proprie frontiere interne e con la politica della paura ha iniziato a intensificarsi la criminalizzazione dello spostamento, l’arco alpino occidentale è ancora un luogo di difficile transito per le persone migranti. E si continua a morire in frontiera.
Ma da Ventimiglia all’Alta Val di Susa, una rete straordinaria di persone, silenziosamente, fa di tutto per aiutarle a passare. Per fortuna esistono luoghi che tengono alta la fiaccola dell’umanità: uno dei cardini di questo commovente senso di fratellanza è il mitico rifugio Fraternità Massi di Oulx, che dal 2018 ha accolto circa 150.000 persone, spesso stremate, molto spesso senza documenti – quel tremendo dispositivo di esclusione da cui può dipendere la vita o la morte di ciascuno di noi. O meglio, almeno per ora: di ciascuno di “loro”, che non hanno avuto in sorte di nascere con il passaporto – e la carnagione – del giusto colore “giusto”, quello che ti permette di passare.
In questi otto anni il rifugio ha offerto ospitalità gratuita, pasti caldi, assistenza sanitaria, prima assistenza legale e psicologica e le informazioni necessarie per affrontare il passaggio attraverso le Alpi a persone, sovente giovani o giovanissime, che devono affrontare gli ultimi passi in alta quota, che possono essere letali – la montagna uccide –, dopo migliaia di chilometri attraverso l’Asia, l’Africa, l’Europa. In questi tempi cupi, il rifugio è stato un presidio di solidarietà in quella stessa valle e su quella stessa rotta – il cammino della speranza – che i migranti italiani hanno percorso centinaia di migliaia di volte, spesso clandestinamente, per scendere in Francia a cercare un futuro migliore.
Ma alla fine del 2023 sono venuti meno i fondi ministeriali ed europei che garantivano il funzionamento della struttura. Dal 2024 il rifugio è in rosso e il 1° settembre di quest’anno, 2026, ha definitivamente chiuso. A fine agosto si è però costituita l’associazione Sentieri Solidali: i volontari e le volontarie vogliono continuare a esserci per “stare vicino alle persone migranti, dandosi come primo obiettivo quello dell’incolumità fisica delle persone in cammino”. Qualcosa di semplice, e allo stesso tempo immenso: piccoli grandi gesti che ci permettono di vedere ancora la luce.
Aiutiamoli, aiutateli.
Per chi può, l’intestazione per il contributo economico è questa:
IBAN: IT36 R050 1801 0000 0002 0001 600
Intestato a Sentieri Solidali ODV
Piazza Mistral 2, Oulx (TO)
Anche un piccolo contributo può fare la differenza.
Grazie, Rete Sentieri Solidali