Sport Popolare e di Base in Movimento

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Sport Popolare e di Base in Movimento, Sport, Rome.

Lo sport popolare e di base ha un valore sociale rilevante: un modello educativo che mette al centro la persona, per supportare la crescita psicofisica parlando di diversità e inclusione, che semina anticorpi contro la violenza razziale e di genere

Associazioni e reti sociali contro lo sgombero della Street of the life: "Giù le mani dalla palestra popolare di Spinaceto" 27/04/2021

Domani 28 aprile alle h 08:00 appuntamento a Spinaceto per sostenere la palestra street of the Life che da vent'anni porta avanti un lavoro prezioso di integrazione, tutela dei beni comuni e un presidio culturale fondamentale per tutta Spinaceto.

Paradosso dei paradossi nella stessa mattinata in Campidoglio c'è una seduta di giunta per discutere della delibera sui Beni comuni.

A più di 14 mesi dalla chiusura dei centri sportivi, cosa che non sta impedendo al Comune di esigere canoni e utenze per tutte quelle associazioni sportive che insistono nei centri municipali per i mesi di chiusura, in un periodo storico in cui si necessita di spazi aperti per tutelare la ripartenza fisica e sociale anche attraverso lo sport, dal Comune di Roma arrivano indicazioni chiare: da una parte ricorrere a forme di indebitamento e microcredito per cercare di ripartire, come fatto dalla stessa Raggi durante la visita promozionale alla palestra sulla Tuscolana qualche settimana fa, dall'altra esigere sgomberi e richieste di risarcimento per chi da anni mette in campo misure attive di walfare, tutela e riappropriazione di beni comuni per tutt@ altrimenti destinati all'abbandono o all'ennesima speculazione privata.

In questi mesi sono stati diversi i momenti e le richieste che abbiamo provato a mettere in campo per sostenere lavoratori, associazioni sportive e utenti come:

- costruire un meccanismo di tracciamento attivo affinché le associazioni sportive potessero essere dei luoghi di monitoraggio dello stato di salute dei territori soprattutto ora che si parla di ripartenza;

- internalizzazione per tutti quei lavoratori che insistono nei centri sportivi municipali, e forme dirette di sostegno al reddito per chi ha perso il lavoro;

- favorire la predisposizione di spazi verdi e bandi ad hoc per cercare di costruire meccanismi virtuosi di redistribuzione di risorse per i cittadini, piuttosto che eventi inutili, coinvolgendo tutte quelle associazioni che vivono sui territori e che da anni sono presidi attivi di solidarietà, inclusione e tutela dei beni comuni.

Ma d'altro canto da chi in questi anni ha tradito ogni battaglia territoriale, barricati dietro al mantra della legalità e incapaci di determinare un cambio di passo, complice anche un opposizione politica molto spesso silente e connivente, non ci aspettiamo altro che distanza e attacchi per chi quotidianamente costruisce risposte dirette ai bisogni materiali per la cittadinanza.

Dopo l'acquisizione tramite l'art 15 del palazzetto di via brogi, dopo l'acquisizione di campo Testaccio di cui non è noto sapere quali saranno le progettualità future, anche per la palestra street of Life di Spinaceto all'orizzonte non sembra esserci nulla di buono dopo anni di interlocuzioni.

MERCOLEDI 28 APRILE H 8 SAREMO PRESENTI PER SOSTENERE LA LEGITTIMITÀ DI CHI IN TUTTI QUESTI ANNI NON HA MAI FATTO UN PASSO INDIETRO

Associazioni e reti sociali contro lo sgombero della Street of the life: "Giù le mani dalla palestra popolare di Spinaceto" Il centro da ventanni garantisce a tutti nel quartiere di praticare karate, attività sportive e ginastica. Il Campidoglio ha intimato lo sfratto e merco…

Photos from Sport Popolare e di Base in Movimento's post 21/04/2021

🇨🇺SABATO 24 APRILE CAROVANA A SOSTEGNO DI CUBA PER L'ABOLIZIONE DELL'EMBARGO ECONOMICO CHE DURA DA PIÙ DI 60 ANNI.

PARTENZE H 11:00 DA PIAZZA PAOLINA BORGHESE O PASSEGGIATA DEL GIAPPONE (LAGHETTO DELL'EUR) CON ARRIVO A CIRCO MASSIMO. 🇨🇺

L'embargo contro Cuba, conosciuto anche come el bloqueo, è un embargo commerciale, economico, finanziario, culturale, imposto dagli Stati Uniti contro Cuba all'indomani della rivoluzione castrista.

Nel 1996 l'embargo viene aggravato ulteriolmente stabilendo il ritiro da parte degli Stati Uniti di tutti i finanziamenti verso le organizzazioni internazionali che violano l'embargo e annullando le importazioni da quei paesi che effettuano traffici con Cuba:
si negava e si nega ancora oggi, perfino l'acquisto di una bambola contenente anche solo una vite fabbricata da una ditta statunitense.

Il blocco non è solo il divieto di ottenere qualsiasi credito e qualsiasi agevolazione finanziaria: è a tutti i livelli una guerra di bassa intensità che pur non sfociando mai in un diretto conflitto armato, produce ormai da 50 anni gravi conseguenze sull' economia cubana , sulle sue relazioni diplomatiche
e internazionali, e incide profondamente sulla vita della popolazione.

Quando nel 1991 cadde l'Unione Sovietica venne a mancare il principale partner commerciale di Cuba:
iniziò il periodo che i Cubani ancora oggi ricordano e nominano come il Periodo Speciale.
Non c'erano più medicine, matite, vestiario, cibo, corrente elettrica, scarseggiava tutto, mentre gli Stati Uniti immettevano dollari per creare dissidenti e "ripulire l'isola dai castristi".

Ma Cuba andò avanti: durante i sette anni del periodo speciale, non si pensò mai di privatizzare una scuola, una università o ancor meno un consultorio medico.

Nessuna delle principali conquiste
sociali della Rivoluzione fu toccata. I cubani raccontano che nessuno morì per mancanza di cure mediche, né ai bambini furono negati gli strumenti scolastici.

Il tasso di mortalità infantile a Cuba è tra i più bassi del mondo, è più basso di 3 punti rispetto a quello degli Stati Uniti ed lo stesso di molti paesi occidentali , quali Canada, Italia, Inghilterra.

Negli ultimi 50 anni Cuba ha sviluppato un sistema sanitario nazionale esclusivamente pubblico che garantisce, cure e programmi di prevenzione a tutta la popolazione e che oggi li vede in prima linea anche nella produzione di vaccini contro il covid, soprattutto per tutti quei paese che non hanno la possibilità di accesso al mercato e al ricatto delle Big Pharma.

Anche l'istruzione è un diritto universalmente riconosciuto: il tasso di scolarizzazione attuale è del 100% fino agli 11 anni, e l'indice di analfabetismo si è attestato all'1,9% nella popolazione compresa tra i 10 e i 49 anni.

Su una popolazione di undici milioni di abitanti i giovani che frequentano i diversi livelli scolastici sono 2,5 milioni, mezzo milione sono i laureati universitari: uno ogni 15 abitanti.

Il blocco è stato condannato per 28 volte consecutive dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite - l'ultima votazione ha registrato 191 voti a favore di Cuba, 2 contro e 0 astenuti.

L'Italia a meno di un anno dall'arrivo dei medici Cubani , la BRIGATA MEDICA HENRY REEVE, per l'emergenza Covid ha votato contro una risoluzione portata al Consiglio dei Diritti Umani ben motivata giuridicamente che rilevava il pesante impatto negativo che l'embargo ha sui diritti umani.

Lo sport è definito dalla costituzione cubana un "diritto di tutto il popolo": nel tentativo di mantenere vivo uno spirito sportivo autentico e di evitare la commercializzazione dello sport, nel 1962 Cuba ha eliminato il professionismo, misura in vigore ancora oggi.

L'assenza del professionismo è però colmata dall'importante sostegno economico che il governo dà ad i suoi atleti di tutte le discipline, compresi gli atleti paralimpici, sia in modo diretto che attraverso le infrastrutture che mette a disposizione.

⚽🏀🏐🥊🥋Cuba pratica la nostra idea di sport popolare e di base, accessibile a tutte/i che da sempre promuoviamo e riconosciamo, a partire dall'importante funzione e valore sociale: per questo come Movimento per lo Sport popolare e di base abbiamo deciso di aderire alla Carovana che si terrà a Roma contro l'embargo a Cuba.

E mentre in Europa si parla di super leghe, profitti, esclusione, pianificazione e avanzamento di un modello sportivo che già da anni non mette al centro le persone, gli sportivi, i tifosi, come realtà di sport popolare proponiamo un'idea alternativa e vincente di sport, e vogliamo citare la frase di Teofilo Stevenson che ben racchiude l'idea di sport per tutti, come diritto fondamentale slegato dal dio danaro: "Cosa sono cinque milioni di dollari in confronto all'amore di 8 milioni di cubani?”🥋🥊🏀🏐🏈




https://m.facebook.com/events/286977129558352?acontext=%7B%22source%22%3A%223%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D&aref=

Photos from Autorganizzat_ Spettacolo Roma's post 14/04/2021

Come movimento per lo sport di base, pubblico e popolare sosteniamo l'occupazione dei lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, a partire dal tema centrale sulle riaperture: "aprire si o aprire no" non è la questione prioritaria ma come e in che direzione, ed è questo di cui vogliamo farci carico.

Senza un ripensamento strutturale dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia, a partire dalle condizioni di lavoro e dall'assenza di ammortizzatori sociali, senza un piano di messa in sicurezza delle strutture soprattutto pubbliche, senza continuità di reddito e una equa redistribuzione delle risorse, qualsiasi settore dalla ristorazione allo spettacolo, dallo sport al turismo sarà vittima di altre false ripartenze, soprattutto in questa fase in cui stiamo ancora in piena pandemia - come confermano i dati di questi giorni tra contagiati e decessi che ci rimandano diretti ad un anno fa - e con una campagna vaccinale che stenta a partire per diverse ragioni!!!

Photos from Sport Popolare e di Base in Movimento's post 09/04/2021

A più di un anno dall'inizio della pandemia il canovaccio e le soluzioni sembrano essere sempre le stesse: chiusure, chiusure, chiusure!!!

Se da un lato non abbiamo mai negato lo stato di emergenza soprattutto a causa dello smantellamento del sistema sanitario -risultato di più di 30 anni di privatizzazioni-, dall'altro il supporto e il sostegno economico per i settori maggiormente colpiti dalla pandemia sono stati insufficienti e del tutto inadeguati rispetto alla perdita quasi totale di reddito e di fatturato di molti settori.

Lo sport di base, pubblico e popolare che ha tra gli obiettivi il diritto allo sport per tutti, di essere uno strumento di prevenzione e tutela della salute, di svolgere una funziona attiva contro la violenza di genere, il bullismo e l'omofobia nonché un pezzo della base del movimento professionistico, è stato sacrificato sull'altare del profitto rispetto alla tutela data allo sport show business, che garantisce buona parte di quel 4% del PIL Nazionale costituito dal comparto sport, come dimostrano anche le ultime preoccupazioni del ministro Speranza intento a trovare una soluzione per riempire gli stadi per gli Europei di calcio.

Tante sono state le iniziative a carattere nazionale fatte in questi mesi, tante le dichiarazioni di come lo sport poteva e può essere un campo d'azione attraverso cui supportare la convivenza psicofisica con la situazione pandemica, tante le voci che si sono alzate per essere parte integrante di un processo di ripensamento del mondo dello sport e della messa in sicurezza di lavoratori, associazioni e strutture fondamentali anche per la tenuta sociale del paese ma ad oggi resta l'unica certezza, immediata e programmatica delle CHIUSURE sia per il comparto sportivo sia per tutti quei settori considerati non strategici e improduttivi come cultura, spettacolo, turismo, commercio al dettaglio e buona parte della ristorazione.

Insieme al sindacato di base SLANG Usb - Tuteliamo il Lavoro che cambia abbiamo incontrato molti dei municipi di Roma, primo ente di prossimità e di vicinanza ai cittadini, per cercare di andare oltre le chiusure e portare quelle istanze in grado di affrontare l'emergenza ma soprattutto di gettare le basi per la ripartenza.

‌Il primo passaggio è stato innanzitutto ottenere delle delibere di giunta (le trovate sotto) che chiedono il prolungamento delle concessioni ma soprattutto l'impossibilità di pagare, per i mesi di CHIUSURA, i canoni e le utenze per tutte quelle associazioni sportive che operano nei centri sportivi municipali o di proprietà del comune, cosa che lo stesso comune di Roma sta continuando ad esigere mentre la sindaca Raggi, alle prese con la campagna elettorale, va in giro per la città senza cognizione di ciò che accade nella realtà come dimostrano le ultime uscite social rispetto al mondo dello sport.

Abbiamo iniziato a ragionare con i municipi su delle iniziative di promozione a sostegno di lavoratori, associazioni sportive e cittadini, come attrezzare spazi verdi, intercettare bandi finalizzati alla promozione dello sport di base, ma soprattutto chiedere che le risorse pubbliche ad oggi disponibili nonché quelle in arrivo tra estate romana, bandi europei e recovery fund effettivamente arrivino ai cittadini, ai lavoratori, a tutte quelle strutture sportive che mettono le persone e un salario degno al centro della loro proposta sportiva.

Mercoledì 7 aprile, proprio in questa direzione abbiamo partecipato alla commissione sport e scuola del III Municipio in un confronto diretto nel quale abbiamo ribadito che lo sport di base, pubblico e popolare, al pari di altri settori dilaniati dalla pandemia, non ha più tempo e soprattutto necessita di coraggio, vicinanza e scelte politiche in grado di rompere quei vincoli sistemici, burocratici e legalitari che stanno determinando fratture e disuguaglianze sempre più insanabili per la cittadinanza, per tutte quelle fasce più vulnerabili e già sovraesposte alla crisi sanitaria, sociale, economica e politica che sta attraversando il Paese.

Consapevoli che solo la lotta, la solidarietà e l'autorganizzazione ci permetteranno di strappare dal basso diritti fondamentali come lo sport, nonostante un'anno di CHIUSURE e tutte le difficoltà che stiamo attraversando, come movimento per lo sport di base, pubblico e popolare non facciamo un passo in indietro e continueremo la nostra maratona per uno sport pubblico, popolare e accessibile a tutti e tutte.

23/02/2021

Continua la maratona attraverso i municipi a sostegno dello sport sociale, di base e popolare: domani saremo alle 11:00 al Municipio VIII.

19/02/2021

Le dissennate politiche della giunta Raggi sottraggono al territorio un impianto sportivo utilizzato dai cittadini del Municipio VIII regalandolo (si regalando visto e considerato che affida l'impianto in forma gratuita) alla Federazione Ginnastica d'Italia che lo destinerà a polo di eccellenza sportivo realizzando in esso "l'Accademia Nazionale di Ginnastica Ritmica":

Che fine faranno i circa 350 atleti e atlete che fino ad ora hanno frequentato i corsi organizzati nelle diverse discipline sportive?

Cosa ne sarà degli oltre 10 operatori sportivi e personale di segreteria che ricavavano parte del loro stipendio gestendo corsi sportivi nell'impianto?

Questa è la politica dell'attuale giunta capitolina verso lo sport pubblico e di base, utilizzando il grimaldello dell'ex art. 15 della legge 241/90, come avvenuto nello stesso VIII municipio per l'assegnazione dello stadio degli eucalipti a Roma tre.

Anche Codacons chiede la revoca dell’assegnazione diretta e ha diffidato il Comune: nello specifico il comportamento del Campidoglio non sarebbe corretto “non solo perché contrario alle esigenze del territorio e dunque agli interessi pubblici che dovrebbe perseguire l’Amministrazione, ma anche perché distorsivo della concorrenza”.

E' ora di invertire la rotta!

Sosteniamo la battaglia di lavoratori, utenti e associazioni sportive che portano avanti spazi che garantiscono il diritto allo sport per tutti e tutte: nello specifico su via brogi si chiede il ritiro della delibera di giunta che affida l'impianto alla Federazione e che venga disposto un nuovo bando di gara accessibile a tutti.

Siete tutte/i invitati alla conferenza stampa di oggi, 19 febbraio alle ore 17.

Noi ci saremo per ribadire che lo sport è un diritto di tutti e tutte, così come stiamo facendo in questi mesi, in ultimo con la maratona lanciata nei municipi che ieri ha attraversato il III e nelle prossime settimane arriverà negli altri municipi di Roma.

https://www.romatoday.it/zone/garbatella/ardeatino/impianto-sportivo-via-brogi-codacons.html

Roma, le iniziative dei comitati: a San Lorenzo torna la boxe delle palestre popolari 14/02/2021

Ad un anno dall'inizio della pandemia tra bonus insufficienti per lavoratori e associazioni, riaperture sempre più lontane e non sostenibili stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni, un ministero dello sport completamente non pervenuto nelle nuove nomine governative, ancora una volta lo sport popolare, di base e sociale fa sentire la sua voce, così come fatto in questi mesi, grazie all'iniziativa di oggi che coinvolge le palestre popolari.



https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/02/06/news/roma_le_iniziative_dei_comitati_dal_mutuo_ristoro_ai_progetti_per_il_verde-286385388/?fbclid=IwAR00PNWNAhher4y8TY5VusxotnX__t7gJ4k4c4zfT6p2_FcpmziWrob6YGM

Roma, le iniziative dei comitati: a San Lorenzo torna la boxe delle palestre popolari Domenica 14 ale 17, in diretta su Facebook, i giovani atleti sul ring di via dei Volsci. Tra le tante iniziative della settimana: la giornata conviviale e soli…

01/02/2021

Mercoledi 27 gennaio, a quasi un anno dall'inizio della pandemia come asd, lavoratori e sportivi insieme al sindacato di base USB Federazione del Sociale USB abbiamo deciso di dare sostegno e voce a lavoratori e lavoratrici, sportivi e associazioni che mettono le persone e un salario degno al centro della loro attività sportiva ed oggi più che mai si ritrovano isolati e a fare i conti con l'assenza di prospettive economiche, sociali e culturali per tutelare la ripartenza dello sport di base.

Dopo aver fatto diverse iniziative negli scorsi mesi, siamo stati in presidio al dipartimento per lo sport dove abbiamo avuto un incontro con la segreteria del capo del dipartimento.
E' stato aperto un tavolo a cui presenteremo un documento articolato di cosa, secondo noi, è necessario mettere in campo per tutelare la ripartenza dello sport di base.

Le istanze che stiamo portando avanti da mesi e sulle quali ci siamo confrontati sono:

🔊La necessità di realizzare, potenziare e mettere a norma l'impiantistica sportiva finalizzata alla pratica dello sport di base, favorendone una equa distribuzione territoriale e forme di gestione pubbliche e trasparenti. Riconoscere lo sport come diritto della persona;

🔊Lo sviluppo del Sistema Sportivo Pubblico deve essere una priorità per le amministrazioni di prossimità (Comune e Regione), considerando il ruolo sociale ed educativo che le attività motorie e sportive ricoprono per facilitare processi di inclusione sociale, superare disagi e mediare conflitti. Le città devono essere arricchite di attività sportive decentrate per rendere accessibile lo sport a tutti i cittadini;

🔊Sostegno diretto e sgravi fiscali per le Asd e le Ssd sui canoni di affitto e su tutte le utenze, blocco degli sfratti per morosità e degli sgomberi, la regolarizzazione delle concessioni a canone sociale e la cancellazione dei pregressi in contenzioso per le realtà sportive di base che promuovono lo sport come strumento di integrazione sociale;

🔊Il riconoscimento del ruolo di lavoratori sportivi e non collaboratori, in quanto essendo professionisti dello sport, meritiamo contratti di lavoro adeguati con una normativa (legislativa o contrattuale) che ci dia uno spunto chiarificatore per poter disciplinare questi rapporti;

🔊Le città devono essere arricchite di attività sportive decentrate per rendere accessibile lo sport a tutti i cittadini. Va rotta la convenzione che per fare Sport sia necessario avere un impianto a cui fare riferimento. Un'area aperta può essere attrezzata con costi minimi e può permettere anche attività di squadra a costi zero per la cittadinanza;

🔊Tutelare la salute di operatori e sportivi, in fase di riapertura, attraverso la garanzia di tamponi così come avviene per lo sport professionistico.
Questo permetterebbe sia di far diventare palestre e centri sportivi dei presidi attivi per il supporto al tracciamento e monitoraggio di ciò che avviene sui territori, sia per dare centralità e importanza alla riaperture intese anche e soprattutto come strumento di supporto, prevenzione e tutela della salute psicofisica;

🔊Un reddito di quarantena fino alle prossime riaperture per i lavoratori e le lavoratrici anche dello sport;

🔊La riqualificazione delle opere sportive abbandonate o mai finite da dare in gestione alle associazioni territoriali che promuovono lo sport di base.

Di seguito il report di quanto ci siamo detti durante l'incontro.

🔇"Molto si è discusso della funzione sociale, culturale e formativa dello sport di base.
Per quanto riguarda le riaperture delle palestre non hanno indicato date, ma hanno escluso che si riparta con lezioni individuali. Hanno incontrato più volte il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) richiedendo delle aperture graduali, ed anche se è stato riconosciuto che non esiste nessuna correlazione sport-aumento dei contagi, devono attenersi ai DPCM e alle disposizioni in materia.
E' loro volontà non lasciare indietro nessuna associazione e in virtù di questo hanno optato di rivolgere i ristori direttamente alle società sportive piuttosto che farli passare attraverso Federazioni e Enti di Promozione Sportiva.

Per quanto riguarda la questione legata al blocco dei canoni e delle utenze ci hanno risposto che non essendo di loro competenza avremmo dovuto girare queste richieste agli Enti Locali come Comune e Regioni.
Sono stati predisposti dei nuovi ristori per il 2021 e sono in attesa dei decreti attuativi per predisporne le forme di erogazione.
In ambito lavorativo il dipartimento è consapevole della precaria condizione degli operator* sportivi e stanno lavorando sulla presentazione di un decreto attuativo sul lavoro sportivo che dovrebbe entrare in vigore nei primi mesi del 2023 e che prevede tre distinte figure lavorative e tre distinte forme contrattuali per il comparto sportivo:

1) Contratto di lavoro subordinato: previsto per chi sceglie lo sport come primo lavoro. Nella forma contrattuale hanno previsto per le società un esonero contributivo di 18-24 mesi;

2) Contratto per prestazione amatoriale: da stipulare con chi sceglie lo sport come secondo lavoro. L'attuale tetto massimo dei 10.000 € di retribuzione verrà cancellato;

3) Lavoratore autonomo: indirizzato a chi opera in più strutture (10). Per questa figura è prevista l'apertura di partita iva."🔇

A margine di quanto è emerso dall'incontro, e soprattutto di quanto non è stato fatto in questi ultimi 12 mesi, continueremo a portare avanti il nostro percorso consapevoli che solo la solidarietà e l'organizzazione tra lavoratori, sportivi e associazioni potranno invertire la rotta e ottenere le vittorie necessarie per far sopravvivere e rinascere lo sport di base, sociale e popolare.

Invitiamo per questo lavoratori, associazioni, sportivi e utenti che si riconoscono nelle nostre istanze a partecipare alle prossime iniziative pubbliche che metteremo in campo: potete contattarci tramite la nostra pagina FB o all'indirizzo mail [email protected].

Movimento per lo sport di base, pubblico e popolare.
Federazione del Sociale USB

Patrimonio abbandonato e lavoratori senza stipendio: la protesta delle palestre popolari arriva al Ministero 28/01/2021

Un racconto della giornata di ieri ma soprattutto di ciò che stiamo provando a costruire in questi ultimi mesi come movimento dello sport di base, pubblico e popolare.

Crediamo che solo la solidarietà e l'organizzazione tra lavoratori, sportivi e associazioni che mettono un salario degno e il diritto allo sport al centro delle loro attività quotidiane, possa essere uno dei pochi strumenti in grado di mettere pressione alle istituzioni e alla politica dei palazzi.

L'obiettivo è dare dignità, sostegno e voce a chi oggi, ad un anno dall'inizio della pandemia, si ritrova isolato e a fare i conti con l'assenza di prospettive economiche, sociali e culturali per tutelare la ripartenza e la spina dorsale del movimento sportivo nazionale.

Patrimonio abbandonato e lavoratori senza stipendio: la protesta delle palestre popolari arriva al Ministero Flash mob del movimento per lo sport popolare: “Servono ammortizzatori sociali e aiuti per ripartenza”

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