12/05/2025
Per la festa della mamma, aggiungo valore nella relazione, di aiuto e non, con per riconoscere, interve**re e supportare per la gestione della violenza di genere nelle relazioni di intimità.
Grazie a Paola Vigarani e a tutto lo staff, nonché al comune di Campogalliano con le preziose compagne e compagni di percorso. Avanti tutta!
21/02/2025
Oggi ho cantato una ninnananna. A una cliente, adulta.
Perché ne aveva bisogno, perché stava piangendo, semplicemente perché sì.
Mi sono ricordata di una affermazione letta, ormai cinque anni fa.
Anni fa, durante il periodo di lockdown a causa del Covid, leggevo un commento lapidario di un operatore della relazione d’aiuto, di cui non solo non farò il nome ma di cui tralascerò la formazione per evitare polemiche sterili.
Il commento diceva più o meno così, riassumendo in poche parole una sua domanda retorica (domanda la cui risposta era “no”, secondo lui):
“Qualcuno dei vostri pazienti ha mai pianto durante un incontro online?”
Volendo così indicare l’impossibilità, a suo avviso, di lavorare online nel supportare le persone, facendo un buon lavoro di supporto.
Questa sua opinione vale forse per lui e per chi non sa creare vicinanza emotiva.
Piangere in un incontro nella relazione di aiuto, non è obbligatorio, ma è certamente uno dei possibili segnali di un’apertura di un mondo interiore, apertura che porta cambiamento e liberazione. Mi accade di osservarlo con le clienti ed i clienti, in svariate occasioni durante gli incontri, che avvengono tutti online.
Perché io li ho visti piangere, i clienti online.
Ecco, solo a ricordare, che la vicinanza emotiva la creano le persone, non i luoghi, fisici o virtuali che siano.
E quanto è bello il mio lavoro, che mi ha permesso oggi di stare vicino a chi ne aveva bisogno.
05/03/2024
Aggiornamento continuo per passione.
Con AssoCounseling un webinar per offrire supporto efficace alle famiglie omogenitoriali
07/01/2024
Ti auguro un felice inizio di questo 2024!
Secondo te, l’epifania con le feste si porta via anche i buoni propositi stilati per il nuovo anno?
Provo un certo disagio nei confronti dell’approccio "Nuovo anno, nuova te!".
Ho anche deciso di evitare qualsiasi bilancio di fine anno.
Quei bilanci in cui fai il resoconto di quanto hai portato a termine nell’anno passato.
Intendiamoci: la mente me li propone, in fondo dal 31 dicembre il conteggio riparte da 1 e continua per altri 354 giorni ogni anno, tranne per questo che è bisestile e dura un giorno in più.
Il cervello propone una forma di resoconto anche a te, ?
Se è così, non mi sorprende, in qualche modo è vero che si ricomincia, e al tempo stesso non hai mai terminato: il 1 gennaio è solo un altro giorno in successione a quello precedente.
Eppure, ho per anni portato avanti per tanti anni i cosiddetti "buoni propositi", anche per migliorarmi come mamma, e in molti casi già per il giorno della Befana si erano già volatilizzati…
Forse è l’Epifania, che insieme alle feste si porta via anche tutta la buona volontà?
Non so tu, , è possibile che al contrario di me applichi una disciplina ferrea e porti a termine ogni cosa che ti proponi.
In questo caso, ottimo, va benissimo così.
O magari anche tu, invece, capitoli presto e ti sembra di aver fallito con i tuoi obiettivi.
Oggi voglio proporti di cambiare approccio. Portare la tua gratitudine a ciò che ti ha arricchito e portato gioia nello scorso anno, e goderti questa fase attuale:
L’inverno.
L’inverno è il tempo per l’ibernazione e la comodità. Un momento per essere gentile con te stessa o te stesso e riposare. Il dispendio di energie in inverno può risultare una forzatura.
Sono con te nel fermarti a riposare se è questo che ti serve.
E sono con te se invece hai la motivazione e l’energia per modificare e sistemare la tua vita proprio ora.
Quest’anno condividerò con te contenuti che ti aiuteranno a costruire la tua vita in modo che funzioni con facilità proprio per te.
Credo fermamente che una vita più semplice sia la forma più elevata di cura di sé. Così che tu non debba costantemente provare una forma di ansia nel tentativo di mantenere il passo con i "buoni propositi".
A te e al tuo nuovo inizio del 2024.
E se non l'hai già fatto, questa è la tua occasione per scaricare la guida per abbracciare l'imperfezione e trasformare le sfide da genitore,con la sicurezza di fare il meglio per i tuoi figli e per te clicca qui sotto
Trovi il link nel primo commento
24/12/2023
Come rispondere ai parenti che trattano male tuo figlio?
Voglio augurarti Buon Natale a modo mio. So che il Natale è un periodo che può far emergere emozioni contrastanti:
La gioia di stare insieme ai tuoi cari, rinnovare ricordi felici di quando eri tu la piccola di famiglia, ritrovare profumi noti e apprezzati.
Eppure ci sono anche ricordi spiacevoli che riaffiorano, e li noti quando i parenti si rivolgono a tuo figlio, in modi che non condividi e che stai facendo il tuo meglio per cambiare nella tua vita di genitore.
Ecco 5 modi per rispondere a chi si rivolge in malomodo a tuo figlio in questi giorni.
Quale applicherai per primo?
E ricorda, se ti sembra scortese rispondere così a un tuo caro, il modo in cui si è rivolto a tuo figlio è stato scortese e mettere un confine a questo NON È SCORTESE!
Ti meriti serene feste.
Un caro saluto
Vera
ps: Per scaricare la guida per abbracciare l'imperfezione e trasformare le sfide da genitore,con la sicurezza di fare il meglio per i tuoi figli e per te clicca qui sotto:
- https://cattivamamma.it/
29/11/2023
Hai una vocetta nella testa che dice che non sei una mamma abbastanza brava?
È giunto il momento di ribaltare quello che ti dice quella voce.
Nel mondo contemporaneo essere madre ci porta a sentire che:
👉Non siamo abbastanza brave se non siamo perfette
👉Non possiamo mai fare errori
👉Non dovremmo provare rabbia
👉Dovremmo essere capaci di giostrarci tra tutti gli impegni senza aiuto o supporto
👉Danneggeremo nostro figlio se non rispondiamo perfettamente
Siamo sotto la costante pressione di fare di più ed ESSERE di più, e di farlo anche senza provare emozioni scomode (scomode per chi, poi?)
Tutto questo costruisce una strada dorata per l’esaurimento.
Non possiamo essere perfette, non importa quanta pressione ci mettiamo addosso.
Non possiamo “star dietro” a tutto senza pause o supporto.
E non possiamo impedire a noi stesse di provare emozioni umane, perdere la pazienza o fare errori.
Meritiamo di ricevere supporto e curarci di noi!
Quello che possiamo fare è lasciar andare le norme che ci dicono che stiamo fallendo come madri.
Essere una brava mamma non significa essere perfetta. Significa occuparci della nostra famiglia in un modo che sentiamo adatto a noi stesse.
Forse significa rendere prioritario il tempo e le risorse per te stessa al posto di avere una casa immacolata.
Forse significa ordinare da asporto o preparare cibo congelato invece di cucinare da zero un pasto completo.
Forse significa scegliere lentezza e tempi dilatati, scegliendo meno attività extracurricolari.
Quando siamo in contatto profondo con i nostri valori, siamo in grado di liberarci del rumore di sottofondo che ci tedia, delle aspettative, delle norme, e possiamo focalizzarci invece su ciò che per noi è davvero importante.
Per aiutarti in questo percorso, con Genitori e Boccioli, offro incontri online a mamme e papà in tutta Italia, e faccio insieme a te ogni passo del tuo viaggio.
Comprendo quello che stai attraversando, e ti posso aiutare a:
👉Interrompere le aspettative irrealistiche
👉Allinearti ai tuoi valori
👉Scegliere un percorso che ti alleggerisce invece di doverti tenere al passo con tutti gli altri
👉Mettere confini chiari con gli altri
👉Alimentare una solida sicurezza nelle tue capacità e nella tua abilità di prendere decisioni
So che chiedere aiuto non è facile, ma è il primo passo per raggiungere la soddisfazione e la felicità che meriti!
Puoi cominciare cliccando sul LINK NEL PRIMO COMMENTO, per scaricare la "Guida pratica al genitore imperfetto"
Contattami e scopri qual è il modo più adatto per dare una immediata svolta al tuo equilibrio familiare…
22/11/2023
Facciamo lo stesso errore in modi diversi
Nella mia esperienza, sia professionale che nella vita privata, i genitori che vogliono rispettare i propri figli tendono a fare un errore piuttosto comune, di cui oggi puoi cominciare a liberarti:
I genitori che rispettano i propri figli tendono a voler proteggere i bambini dalle loro emozioni spiacevoli , e proteggerli dalle conseguenze delle loro azioni.
A te è mai successo?
Tutto questo parte dalle migliori intenzioni: la maggior parte dei genitori che vuole rispettare i propri figli viene da famiglie che vivevano in tempi dove le emozioni, a maggior ragione quelle spiacevoli come rabbia, paura e tristezza, non avevano dimora.
Le emozioni più scomode venivano ignorate e i bambini colpevolizzati per dar loro una lezione o per mantenere il punto.
Con questa esperienza di bambini, diventando genitore puoi pensare:
“Ehi, io farò l’opposto di quello che hanno fatto con me! Mi hanno fatto sentire in colpa e sbagliato, io farò in modo che i miei figli provino solo emozioni positive.”
Potresti trovarti a dire dolcemente a un bambino di 2 o 3 anni: “Va tutto bene, non ti sei fatto niente! Non piangere”
O a un bambino di 5 o 6 anni che fa cadere il gelato potresti subito porgere la soluzione: “Va tutto bene tesoro, pulisco io! Poi torniamo a prenderne un altro”
Quando il bambino di 10 anni prende un brutto voto, potrebbe ve**re il desiderio di chiedere alla scuola di cambiarglielo – Fa notizia il ricorso di una famiglia insoddisfatta del voto di maturità della figlia che ha fatto ricorso e ottenuto di ripetere gli esami a tutta la classe!
Potresti trovarti a dire un figlio quindicenne che la fine di una storia d’amore non è tanto importante, che nel mondo troverà sicuramente qualcun altro.
Il problema sia con il punire i bambini per le emozioni che provano, che con il tentativo di evitare che si soffermino sulla propria emozione negativa – la paura e il dolore per la ferita a 2 o 3 anni, la delusione e la vergogna per il gelato caduto a 5 o 6, l’umiliazione e la tristezza per il brutto voto a 10 anni, il dolore per la storia finita a 15 – è che in questo modo non permettiamo ai nostri figli di vivere quella determinata emozione…
E sperimentare che possono sopravvivere ad essa e addirittura trasformarla in qualcosa di utile per se stessi!
Sia che le emozioni vengano ignorate e umiliate, che vengano sollevate dai nostri figli, pur con le migliori intenzioni, il messaggio che passiamo ai bambini è che provare quelle emozioni è SBAGLIATO.
E qui c’è il vero punto di svolta:
Parte significativa del motivo per cui non permettiamo ai nostri figli di vivere le proprie emozioni e di sperimentarle nel proprio corpo, è perché anche a noi, quelle stesse emozioni, provocano disagio.
Le emozioni dei nostri figli hanno un impatto sulle nostre emozioni!
Non sempre noi sappiamo come occuparci delle nostre emozioni e non sappiamo regolarle, così cerchiamo di controllare le emozioni dei bambini, per spegnere quel disagio.
Con Genitori e Boccioli, offro incontri online a mamme e papà in tutta Italia, e faccio insieme a te ogni passo del tuo viaggio.
Comprendo quello che stai attraversando, e ti posso aiutare a:
👉 Riconoscere i tuoi bisogni
👉 Sostenere i tuoi bisogni
👉 Definire confini chiari con gli altri
👉 Comprendere cosa ti fa scattare con i tuoi figli
👉 Comunicare con i bambini in modo efficace sia per te che per loro
So che chiedere aiuto non è facile, ma è il primo passo per raggiungere la soddisfazione e la felicità che meriti!
Puoi cominciare scaricando gratuitamente la mia Guida Pratica per Genitori Imperfetti, la trovi nel primo commento!
Ti aspetto!