Tiro Dinamico MSP Italia

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02/09/2024

È IL MOMENTO DELLA RIVOLUZIONE

Immaginate di recarvi in per acquistare una ***la, una , un , una scatola di , e di presentare all'armiere il vostro .

Immaginate però, cari , che il porto d'armi sia in forma di tessera con microchip o banda magnetica (come sono già da anni le tessere sanitarie, le carte d'identità elettroniche e le patenti), e che l' lo inserisca in un lettore collegato al suo .

Immaginate che tale operazione invii automaticamente comunicazione dello scarico dell'arma alla di competenza dell'armiere, e di presa in carico alla vostra. Immaginate che possa funzionare così anche quando l'armiere preleva una vostra arma, per spedirla da qualche parte; o che possa fornire, ad un prezzo simbolico, lo stesso servizio per vendite tra privati.

Immaginate che la cosa finisca lì: niente più bisogno di inviare o ; niente più necessità di portare carte agli uffici della o dei ; niente più bisogno di lunghe file e attese per riti**re denunce cartacee aggiornate.
Solo un messaggio sul con un codice QR che in caso di controllo gli operatori di possano scansionare per controllare la vostra denuncia con un dispositivo palmare, come già fanno con le patenti e le carte d'identità; e un codice per scaricare e stampare la denuncia tramite la già diffusa app IO, l'app dei servizi pubblici-

Fantascienza? Utopia? No, nient'affatto. Come ben sa chi lavora nel settore della contabilità e chi gestisce una piccola impresa o un'attività a , in praticamente tutto ciò che ha a che fare con l'Agenzia delle Entrate funziona pressappoco così già da molti anni.

E non è tutto: già oggi, tramite il Sistema Pubblico d'Identità Digitale ( ), qualsiasi cittadino, e ripetiamo QUALSIASI cittadino, può accedere sempre sul sito al suo "cassetto fiscale" e controllare i propri dati e le proprie pendenze fiscali e tributarie; con IO è possibile chiedere copie della carta d'identità, della tessera sanitaria / codice fiscale e della patente; firmare per i referendum; e molto altro ancora. Altre possibilità saranno offerte dal sistema .

Si tratta di una rivoluzione digitale che sta arrivando, se non é già arrivata, per tutti e per ogni aspetto del nostro rapporto con lo Stato; eppure tra i tanti servizi a cui tale rivoluzione digitale prevede di fornire l'accesso ad oggi non si trova ancora la gestione della denuncia di acquisizione e cessione di e munizioni da parte dei comuni cittadini.

Non esiste un motivo valido per cui un aspetto tanto importante di una ̀ numerosa come quella dei , in un Paese come l'Italia, nel 2024 debba essere gestito ancora come lo si gestiva all'epoca della promulgazione del , negli anni '30 del secolo scorso.

Così come non esiste un motivo valido per cui tale sistema non possa essere implementato in maniera tale da cambiare la legge, togliendo a noi e alle armerie il fardello della presentazione e del ritiro di persona della denuncia aggiornata (ancora una volta: siamo nel 2024, non nel 1924!), in un Paese che solo un paio di anni fa è riuscito a somministrare centinaia di milioni di dosi di contro il facendo pervenire ai cittadini vaccinati un certificato sul cellulare all'istante, prima ancora che lo stantuffo della siringa fosse arrivato a fine corsa.

Un Paese con un sistema telematico che è stato in grado di gestire un tale volume di dati, e che oggi è in grado di gestire ogni anno decine e decine di milioni di cartelle esattoriali, pratiche di pagamento, F24, bollettini e pratiche fiscali e tributarie varie è senz'altro in grado di gestire qualche migliaio, o decina di migliaia, di cessioni e acquisizioni d'armi annuali.

L'implementazione di un sistema di gestione digitale per le denunce d'armi potrebbe essere finanziato coi fondi del dedicati alla transizione digitale della ; consentirebbe di rientrare negli obblighi europei di creazione dell'anagrafe digitale dei detentori di armi prevista dalla direttiva europea 2017/853; libererebbe dagli uffici il personale delle oggi legato alla gestione delle pratiche relative alle armi, consentendone l'impiego verso lo smaltimento di altre pratiche amministrative arretrate (come i passaporti) o meglio ancora il suo dispiegamento sulle strade in compiti di sicurezza pubblica; e dunque a lungo andare comporterebbe un vantaggio per lo in termini di riduzione della e di taglio della spesa pubblica.

Inoltre, consentendo alle armerie, tramite tale sistema, di fare da tramiti per le cessioni tra privati dietro il pagamento di un contributo simbolico (diciamo il prezzo di una scatola di cartucce) si consentirebbe a tanti esercizi oggi in difficoltà di restare a galla.

Tutto questo peraltro non comporterebbe nessun "pericoloso allentamento dei controlli sulle cessioni e acquisizioni di ", tutto il contrario: il passaggio di mano delle armi sarebbe notificato alle Autorità in maniera automatica ed istantanea, rendendo obsoleto l'ormai leggendario termine di 72 ore e lasciando la possibilità di presentare denuncia cartacea di persona, o tramite Posta Elettronica Certificata, solo come misura d'emergenza in caso di temporaneo "downtime" del sistema (neppure tanto frequenti come si crede, se i sistemi dell' sono da prendere ad esempio).

Certo, capiamo perfettamente che alla canèa qualsiasi cosa che semplifichi la nostra vita non vada giù. Il punto per loro non è certo "maggiore " (altrimenti avrebbero premuto per la digitalizzazione del sistema da tempo, così come per incrociare le banche dati relative alle armi e quelle del al fine di rilevare automaticamente gli individui che soffrano di patologie mentali pericolose incompatibili col possesso di armi da fuoco); per loro l'importante è renderci la vita difficile, trattarci e farci sentire trattati come cittadini di al fine di costringerci a rinunciare alle nostre passioni e ai nostri diritti.

Quello che NON capiamo è perché lo , che avrebbe tutto da guadagnare in una gestione informatizzata delle armi, paia non interessato a cogliere l'occasione in un momento in cui i fondi europei sono disponibili (appunto, quelli del PNRR per l'informatizzazione della Pubblica Amministrazione). Ma qualche dubbio ci viene.

Da sempre, in Italia, la burocrazia viene utilizzata per limitare e restringere artificiosamente tutti gli ambiti che non possono essere limitati e ristretti a norma di legge, o per imporre limitazioni e restrizioni superiori e più arbitrarie rispetto a quelle previste dalla legge dello Stato.

E per "limitare e restringere" non intendiamo soltanto la limitazione della diffusione di qualcosa (come ad esempio del possesso d'armi); intendiamo anche, per così dire, l'infeudamento di una determinata materia, la sua limitazione entro i paletti di gestione di qualcuno, individuo o istituzione che sia, che potrà vantarsi di essere l'unico/a in grado di gestire, coi suoi metodi, quella determinata materia in modo da giustificare la sua permanenza in quel posto di potere e le relative spese.

Perché si sa, nella Pubblica Amministrazione è diffusa la convinzione che la legge Bassanini e le successive modifiche e integrazioni siano valide per TUTTI gli aspetti della P.A. tranne che per "loro", a seconda del settore e del burocrate di turno.

Se siete d'accordo a che il lato amministrativo e burocratico della nostra esistenza come armigeri continui ad essere gestito con criteri e metodi ottocenteschi e a restare in ostaggio di un pugno di individui che altrimenti dovrebbero cercarsi un lavoro vero (e possibilmente uno non a carico delle finanze pubbliche), accomodatevi pure. Altrimenti, vi invitiamo a chiedervi se non sia il caso di iniziare a domandare a gran voce che per una volta la digitalizzazione della P.A. vada a nostro vantaggio, e non a nostre spese.

Come già stabilito una volta per tutte nel 2018 dalla ricerca "Sicurezza e legalità" della Sapienza Università di Roma, i legali detentori di armi in Italia sono autentici cittadini di , con uno dei ratei di devianza più bassi (se non il più basso in assoluto) tra tutte le categorie sociali, ed è ora di chiedere di essere trattati come tali, e non come un problema o una complicazione.

ACT TOGETHER, FEEL FREE AND MAKE CHANGES

27/12/2023

Gaston G***k charted the strategic direction of the G***K Group throughout his life and prepared it for the future. His life’s work will continue in his spirit.

us.glock.com/en/the-G***K-story

***K

13/07/2023

*** LA ROTTURA DEL CONTRATTO SOCIALE ***

A pochi giorni dall'attacco terroristico di Tel Aviv, che lo scorso 4 luglio ha visto un terrorista essere fermato da un civile armato (https://tinyurl.com/PortArm-1); e a poco più tempo da un simile evento fermato da un cittadino armato a Las Vegas (https://tinyurl.com/PortArm-2); in un Paese come il nostro che nel 2022 ha visto un boom di crimini, con 319 omicidi e oltre 24.000 rapine (https://tinyurl.com/PortArm-3) si consuma un'ennesima ingiustizia: la Corte d'Assise d'Appello ha infatti annullato la condanna all' dei , diminuendo a 24 anni di reclusione la pena a loro inflitta per l'omicidio di (https://tinyurl.com/PortArm-4).

Come ricorderete (https://tinyurl.com/PortArm-5), a suo tempo, parlammo della morte del giovane W***y come un esempio di ciò che accade in una società dove, per timore del " ", il cittadino non ha il diritto di detenere e portare gli strumenti più adeguati a difendere se' stesso, la propria vita e incolumità, i propri cari, il prossimo, e perché no, le sue proprietà da un'aggressione ingiusta.

Conoscete bene la nostra posizione al riguardo: in un Paese in cui, come dimostrano i dati, il "Far West" c'è già – perché i criminali aggrediscono, rubano e uccidono con relativa facilità – continuare a stringere le viti sul per e, più in generale, sulla comunità dei significa solo facilitare il compito a chi delinque.

Certo, le fanno del loro meglio pur nei limiti della preparazione e delle risorse fornite dallo ; le Forze dell'Ordine in non sono neppure "sotto organico" come da qualche parte si vorrebbe far credere, dato che con 453 operatori delle FF.OO. per 100.000 abitanti l'Italia è ben sopra la media UE (https://tinyurl.com/PortArm-6).

Semplicemente, con buona pace di chi dice che "la deve garantirla lo Stato", le Forze dell'Ordine non possono essere ovunque in qualsiasi momento, neppure nelle dittature più militarizzate; e in più la presenza delle FF.OO. è visibile, e i criminali ne prendono atto e di conseguenza adattano le loro strategie.

Il caso della sentenza , tuttavia, evidenzia un altro vulnus nella nostra Italia: la rottura del contratto sociale.
Se gli , anche (o soprattutto) quelli nella politica, vogliono davvero vederci abdicare al nostro sacrosanto ruolo di di noi stessi e lasciare nelle mani dello Stato il monopolio della nostra protezione, dovrebbero quantomeno garantire se non la massima efficienza della e della dei reati, quantomeno una solida .

Nel momento stesso in cui un omicidio commesso volontariamente con un brutale pestaggio viene derubricato in maniera tale da consentire a chi l'ha commesso di poter tornare ad essere libero in tempo per poter ripetere i suoi atti (la "rieducazione del condannato" prevista dalla Costituzione come finalità del sistema penale, bisogna avere il coraggio di ammetterlo, per alcuni individui è pura utopia!), diviene chiaro a tutti che il contratto sociale è stato violato, anzi rotto, e che in questo Paese gli unici a subire condanne a vita sono le vittime e i loro cari.

Il voglia intervenire con una radicale riforma della disciplina inerente il possesso, il porto e l'uso di per difesa personale. La ricerca "Sicurezza e legalità" della Sapienza Università di Roma ha già dal 2018 dimostrato inequivocabilmente che chi oggi in Italia possiede armi legalmente fa parte della categoria sociale in assoluto meno incline a commettere reati, con un'incidenza addirittura inferiore a quella dei membri delle stesse Forze dell'Ordine (https://tinyurl.com/PortArm-7).

Non sarà dunque affatto pericoloso come sostiene la lobby anti-diritti consentire, almeno per iniziare, che chi ha i titoli all'acquisto, al possesso e al trasporto di armi per scopi venatori o sportivi possa ottenere altrettanto speditamente la licenza necessaria a portare tali armi per difesa.

Si intervenga modificando il per eliminare la discrezionalità prefettizia nel rilascio e rinnovo dei porti d'arma per difesa personale; per estenderne la durata a cinque anni come tutti gli altri titoli; per prevedere "corsie preferenziali" di rilascio e rinnovo a chi denunci di essere vittima di stalking, atti intimidatori, violenze da parte di un ex-coniuge o compagno, e per le vittime di estorsione e di minacce da parte di noti criminali.

Nell'attesa di tale cambiamento legislativo, il , che ne ha la facoltà, intervenga per limitare la discrezionalità dei Prefetti con un decreto che fissi una ben determinata lista di criteri oggettivi soddisfatti i quali il richiedente non possa più vedersi negato il rilascio o il rinnovo del porto d'armi per difesa personale.

Le istituzioni non tradiscano ancora i cittadini onesti di questo Paese.

ACT TOGETHER, FEEL FREE AND MAKE CHANGES

A Roma, le munizioni si denunciano così 16/02/2023

A Roma le munizioni si denunciano così: la Questura della Capitale chiarisce le modalità per la denuncia del munizionamento, semplificando una volta per tutte gli adempimenti ed eliminando definitivamente interpretazioni fantasiose della normativa in materia.

A Roma, le munizioni si denunciano così La questura di Roma ha diffuso una circolare a commissariati e comando generale dell’Arma dei carabinieri, evidenziando con quale modalità dovranno essere inserite le munizioni nelle denunce dei cittadini: non più la puntuale elencazione suddivisa per calibro, bensì…

Campriani risponde alle polemiche sul Tiro a segno a scuola 08/02/2023

“Ho speso sedici anni della mia vita a fare tiro a segno ad alto livello, sviluppando sia la parte mentale sia quella tecnica di questo sport e scoprendo me stesso.
Ho fatto tiro sportivo olimpico ed è stato lo strumento di un lavoro di introspezione che è stato parte integrante della mia formazione, soprattutto in età adolescenziale: definire cos’è il successo e che cosa è la sconfitta è stata un’occasione unica.
Se la meditazione fosse uno sport sarebbe il tiro a segno. Ma, appunto, nella mia gioventù lo sport non sostituiva la scuola, perché per me i due concetti, sport e scuola, non potevano che essere legati.

E se proprio vogliamo parlare del tiro in quanto insegnamento io voglio ricordare il progetto che ho portato avanti con due rifugiati, Mahdi e Luna, lui afgano, lei eritrea.
Li ho allenati e loro sono riusciti ad andare alle Olimpiadi, e proprio grazie alla scusa dello sport li ho coinvolti in un percorso con psicologi e psichiatri per affrontare paure che vanno ben al di là di perdere una medaglia.
Il dibattito attuale che si è scatenato attorno alla presunta proposta del senatore Fazzolari si è subito incentrato sulle armi. È sbagliata la prospettiva: bisognava partire dall’importanza di integrare il curriculum scolastico con attività che sviluppano intelligenza emotiva, e il tiro sportivo, così come tante altre attività, può farlo.

E poi il gergo che sento usare non mi piace. Si dice ti**re, non sparare. Le parole sono importanti, e tante volte tradiscono gli intenti"

Niccolò Campriani (Firenze, 6 novembre 1987)
Ex tiratore a segno italiano, vincitore di tre medaglie d'oro e una d'argento ai Giochi olimpici.
Laureato in ingegneria manageriale all'Università della Virginia Occidentale di Morgantown nel 2011.
[https://it.wikipedia.org/wiki/Niccol%C3%B2_Campriani]

Campriani risponde alle polemiche sul Tiro a segno a scuola Il quotidiano La Repubblica ha pubblicato una lettera del campione olimpico Niccolò Campriani, che ha inviato in risposta alle polemiche sulla proposta (peraltro smentita) del senatore Fazzolari di introdurre il Tiro a segno nelle scuole. “Se la meditazione fosse uno sport sarebbe il tiro a segno...

Canna in 9x19 sulla pi***la 9x21: si può fare? 14/09/2022

Canna in 9x19 sulla pi***la 9x21: si può fare? Con la liberalizzazione delle armi corte in 9x19 mm, sono molti gli appassionati che stanno valutando di acquistare una canna in 9x19 da mo***re sulla propria pi***la in 9x21. Legalmente, è una operazione possibile? Solo per uso sportivo o anche per la difesa personale?

20/07/2022

*** LA LEZIONE DI GREENWOOD, OVVERO DI COME IL PORTO D'ARMI SALVA VITE E DI COME LE RESTRIZIONI LE METTANO IN PERICOLO ***

Come abbiamo accennato ieri (https://tinyurl.com/50yarde-1), gli in , in e negli sono stranamente silenti – salvo quando costretti a parlarne, in tal caso lo fanno con rabbia e fastidio – riguardo alla sparatoria del avvenuta solo due giorni fa a , nell' .

Perché? Ovviamente perché i fatti distruggono la loro narrativa, come illustra la ricostruzione dei fatti pubblicata da una rete televisiva locale, la WRTV, e confermata dalla Polizia di Greenwood (tinyurl.com/50yarde-2).

A neutralizzare lo sparatore che ha aperto il fuoco sulla "food court" del centro commerciale è stato Eli Dicken, un ventiduenne del posto che si trovava in zona e portava con se' una ***la semiautomatica Springfield Armory "Hellcat" calibro 9 Parabellum.

Eli Dicken non è titolare di alcuna licenza di porto d'armi, e non ne ha bisogno, perché dall'inizio di questo mese, l'Indiana ha in vigore il , ovvero una legge che sancisce che qualsiasi cittadino che possa legalmente acquistare o detenere armi da fuoco è anche automaticamente titolato a portarle legalmente per difesa ovunque sia legale farlo, senza necessità di alcuna autorizzazione aggiuntiva.
Ad oggi, il "Constitutional Carry" è in vigore in 25 Stati USA su 50, in pratica la metà netta degli Stati Uniti.

Come riferito dalla WRTV e confermato dalla Polizia di Greenwood in seguito alla visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza del centro commerciale, non appena l'attentatore è uscito armato dalle toilette della "Food Court" (la zona ristoro) e si è messo a sparare sulla folla, Eli Dicken ha reagito; si trovava in quel momento a 50 yarde di distanza (45,72 metri), ed ha avanzato sparando contro l'aggressore fino a fermarsi a 40 yarde di distanza (36,57 metri).

Dei dieci colpi del caricatore della sua arma, tutti sparati, ben otto hanno colpito l'aggressore, che ha rinculato nei bagni e lì si è accasciato, deceduto.

Tutto questo è avvenuto nello spazio di QUINDICI SECONDI. Per rapidità d'esecuzione, colpi andati a segno e tecnica di tiro (in movimento, contro un bersaglio più pesantemente armato, che a sua volta si muoveva e rispondeva al fuoco, dunque sotto grande stress!) si è trattato di un'impresa non da poco, una grande prova di coraggio che non molti tra istruttori di tiro, guru della difesa personale, "GunTuber" e "Nevisilli" vari riuscirebbero a ripetere – e che probabilmente riuscirebbe difficile anche alla stragrande maggioranza degli operatori e di , con buona pace di chi sostiene che le andrebbero lasciate alle perché solo loro hanno l'addestramento necessario a usare le in maniera proficua e risolutiva in situazioni di questo tipo.

Fermato e ammanettato dalla Polizia di Greenwood, intervenuta sul posto, Eli Dicken è stato immediatamente rilasciato quando la visione del filmato delle telecamere di sicurezza ha chiarito la sua posizione, e anche la CNN oggi lo acclama come un .

La stessa Polizia di Greenwood ha confermato che Eli Dicken non ha ALCUN TIPO DI ADDESTRAMENTO MILITARE O DI POLIZIA. Si tratta di un semplice cittadino armato.

Eppure non è necessario altro che dare un'occhiata ai profili di alcuni attivisti antiarmi su Twitter per notare che o si glissa sull'episodio, o si cerca di demonizzare anche il buon Dicken. Perché?

Da tempo noi diciamo che gli antiarmi preferiscono vedere vittime innocenti, la cui morte consente loro di avanzare con la loro agenda liberticida, piuttosto che assistere a casi in cui cittadini legalmente armati riescono ad impedire o fermare aggressioni dall'esito potenzialmente nefasto.

Gli antiarmi ripetono spesso che "quello del 'good guy with a gun' è un mito", nonostante i dati dell'FBI dicano il contrario (tinyurl.com/50yarde-3), e che "raramente" le sparatorie di massa vengono fermate da cittadini armati.

Ovviamente la causa di tutto è una sola: le , ovvero quei posti, identificati dalla legge negli USA, dove i normali cittadini NON POSSONO entrare armati, pena gravi conseguenze legali. Parliamo di autentiche riserve di caccia per stragisti, dove si sono registrate più dell'85% di tutte le sparatorie di massa avvenute negli USA dal 1988 all'agosto del 2019 (tinyurl.com/50yarde-4), visto che i pazzoidi assassini e i terroristi tendono a scegliere luoghi dove sanno di trovare solo vittime inermi.

C'è da dire che le "Gun-Free Zones", negli USA, sono di diversi tipi. Ad esempio, ci sono quelle identificate dalla legge federale e dalle leggi Statali, dove entrare armati è sempre un reato penale: tribunali, uffici pubblici, scuole, ospedali, stadi, in alcuni Stati anche i luoghi dove si servono alcolici, e la lista continua.
Ci sono, poi, quegli esercizi a cui le leggi Statali CONSENTONO di dichiararsi "Gun-Free Zone" in base alla volontà dei gestori: parliamo di negozi, centri commerciali, cinema e quant'altro. In alcuni Stati, quelli più restrittivi, questi luoghi sono "Gun-Free Zone" identificate dalla legge a tutti gli effetti; in altri, sono i proprietari o i gestori dei luoghi in questione a doversi prendere l'impegno, se lo vogliono, di piazzare i relativi cartelli e di imporre i controlli atti a farli rispettare, con guardie di sicurezza e quant'altro.

In questo caso, e al netto di altri e più gravi crimini, entrare armati non è automaticamente un reato penale: chi viola l'imposizione dei gestori dei locali può al massimo essere cacciato o citato per "trespassing" (violazione di proprietà privata) che però non è un crimine grave ma un "misdemeanor", ovvero un'infrazione amministrativa.

Questo excursus è importante perché il centro commerciale di Greenwood rientra appieno in quest'ultima categoria di Gun-Free Zones "facoltative". Il buon Eli Dicken ha semplicemente deciso che non valeva la pena di rischiare di cadere vittima di un aggressore solo per piegarsi ai patémi e alle pruderie antiarmi dei proprietari del centro commerciale, e così facendo ha anche dimostrato che di fatto le "Gun-Free Zones" non servono a nulla, di certo non a fermare gli attentatori.

È questo – e la dimostrazione che il "good guy with a gun" esiste laddove è consentito che esista – a dare profondamente fastidio alla cricca anti-diritti, quella che dice che "non possiamo sostituirci alla Polizia", salvo poi non dire nulla quando quattrocento agenti pesantemente armati restano fuori da una scuola per un'ora intera, impedendo ad agenti federali e genitori armati di entrare per soccorrere i loro figli che muoiono all'interno.

Ma che le Forze dell'Ordine – pur con tutta la buona volontà e anche al netto di episodi di evidente codardia come quello di – non possano mai essere sempre e immediatamente pronte ad intervenire quando il pericolo si manifesta, il Fi****ms United Network lo dice da anni.

I cittadini europei hanno capito già nel novembre 2015, di fronte alle immagini degli agenti SWAT francesi che scivolavano sulla collinetta erbosa fuori dal , che lo Stato non può proteggerli quando ne hanno bisogno.
E all'inizio di quello stesso anno, di fronte alle immagini dell'agente di Polizia giustiziato a terra dagli attentatori di , avevano già capito che la sorveglianza armata e professionale, quella in uniforme, non è un deterrente perché è visibile, e dunque è un bersaglio primario, mentre il cittadino armato, la vittima che si dimostra non inerme, è molto più insidioso e pericoloso per i criminali, i terroristi, gli stragisti folli.

Diciamo da anni che i siamo noi stessi, che siamo responsabili in prima persona della nostra sicurezza e di quella dei nostri cari, e che le istituzioni devono comprendere e incoraggiare il ruolo dei nella difesa della pubblica sicurezza. Ma non accadrà, perché se dopo tanti esempi non si è capito che il proibizionismo non funziona, significa che dietro le restrizioni non c'è nessuna percezione errata della nostra , ma un disegno ben preciso.

Alle prossime elezioni, siano quando siano, ricordatevelo.

ACT TOGETHER, FEEL FREE AND MAKE CHANGES

Photos from Tiro Dinamico MSP Italia's post 13/09/2021

🇮🇹 Campionato Italiano di Tiro Dinamico Sportivo MSP Italia 2021 - Gara 6 🏆🏅
Ecco i risultati e la classifica finale della sesta gara di Campionato disputata il 12 settembre scorso. 🔫
INFO: [email protected]
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Photos from Tiro Dinamico MSP Italia's post 23/06/2021

🇪🇺 🇮🇹 5° Trofeo di Tiro Sportivo European Police Association Italia 🏆🏅
Ecco i risultati e la classifica finale del Trofeo che si è disputato lo scorso 20 maggio presso il Campo Tiro Dinamico Pisana. 🔫
INFO: [email protected]
WhatsApp: +1-515-218-7737
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