08/09/2026
La biodiversità dei nostri fondali ci regala spesso incontri emozionanti, ma anche momenti di profonda riflessione sulla salute del mare.
Domenica 6 settembre, durante un’immersione nelle acque di Civitavecchia insieme al biologo marino Emmanuele Scanu, ci siamo imbattuti in un giovane esemplare di aquila di mare comune (Myliobatis aquila), purtroppo ritrovato senza vita.
Attraverso l'osservazione degli pterigopodi (i claspers, ovvero le pinne pelviche modificate in organo copulatorio che caratterizzano i maschi nei pesci cartilaginei), è stato possibile identificare con certezza che si trattava di un giovane maschio.
Le aquile di mare appartengono alla classe dei condroitti (i pesci cartilaginei :squali, razze e chimere) e più in particolare, alla sottoclasse degli Elasmobranchi, la stessa degli squali pur collocandosi in un ordine differente quello dei Myliobatiformes.
Ogni incontro con queste creature straordinarie rappresenta un’occasione unica per toccare con mano la ricchezza, ma anche l'estrema fragilità, dei nostri fondali.
Oggi molte di queste specie sono fortemente minacciate da:
Pesca accidentale (bycatch)
Pressione antropica
Perdita e degrado degli habitat costieri.
Avvistamenti come questo ci ricordano quanto sia fondamentale proteggere l'ambiente marino.
Da questo punto di vista, il posidonieto del Marangone e i siti limitrofi di Parete Pirgo e della Madonnina a Civitavecchia rappresentano un vero e proprio hotspot di biodiversità per la costa laziale:la prateria di Posidonia oceanica agisce infatti come una preziosa nursery e un rifugio sicuro per specie sensibili come i condroitti, oltre che per cernie, salpe, saraghi, murene, polpi,barracuda ecc ecc.