AIPA - Associazione Italiana di Psicologia Analitica

AIPA - Associazione Italiana di Psicologia Analitica

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Nel 1939 esisteva già a Roma un Club di Psicologia Analitica, sul prototipo di quello zurighese, nato fra il 1913 e il 1914. Una specifica vocazione clinica.

L’AIPA è la prima Associazione di psicologia analitica in Italia, fondata a Roma nel maggio del 1961 da Ernst Bernhard - psicoanalista e collaboratore di Carl Gustav Jung - e da un gruppo di suoi allievi. L’AIPA è un’Associazione analitica che affonda le sue radici agli inizi della storia junghiana e che ha avuto una presenza costante negli anni, come polo di aggregazione del pensiero junghiano

13/08/2026

Il suono, il ritmo, l’ascolto.

Un altro frammento dai laboratori esperienziali del Festival “La Psicologia Analitica in dialogo con l’arte”, che lo scorso aprile ha attraversato linguaggi e forme diverse della creatività. Qui è la musica a farsi esperienza: il gesto incontra il suono, il ritmo passa attraverso il corpo e l’ascolto diventa relazione.

Perché creare insieme significa anche trovare nuovi modi di entrare in risonanza con sé stessi e con gli altri.

🎥 Frammenti dal Festival di Napoli 2026

13/08/2026

✨ 2° OPEN DAY AIPA - Sede di Napoli ✨ Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad Indirizzo Junghiano & Training Formativo per Psicologi Analisti
Vuoi approfondire l’offerta formativa della nostra Scuola di Specializzazione? Ti aspettiamo al nostro secondo incontro di presentazione!
📅 Quando: Sabato 12 Settembre 2026 ⏰ Orario: 10:00 - 12:00 📍 Dove: Presso la nostra sede in Via S. Giacomo, 32 – Napoli (citofono 2006) oppure online.
“Conosci tutte le teorie. Padroneggia tutte le tecniche. Ma toccando un’anima umana sii soltanto un’altra anima umana.” — C.G. Jung
👥 Interverranno:
* Maria Gloria Gleijeses (Responsabile sezione AIPA Napoli)
* Silvana Lucariello e Valeria Riccio (Analiste didatte e C.A.P. Sezione di Napoli)
* Massimiliano Scarpelli (Analista didatta - Vicepresidente AIPA)
* Melania Ametrano (Segretaria scientifica C.S. Napoli)
* Alessandra De Coro (Analista didatta AIPA/IAAP - Segretaria nazionale C.A.P.)
* Marina Galozzi (Analista didatta AIPA/IAAP)
* Assunta Maglione (Analista didatta AIPA/IAAP)
📲 Come partecipare o richiedere informazioni:
* 📧 Email: [email protected]
* 📞 Info telefoniche:
* V. Riccio: 3397902691 (dalle 13:00 alle 14:00)
* S. Lucariello (dalle 20:00 alle 21:00)
🔗 Presto Il link per collegarsi on!

10/08/2026

Nominare le cose significa farle esistere nella coscienza.
In una prospettiva psicologica, e profondamente junghiana, ciò che non trova parola non per questo scompare: continua ad agire nell’ombra, spesso con una forza ancora maggiore. Dare un nome significa sottrarre qualcosa all’indistinto, renderlo visibile, riconoscerlo come parte della realtà psichica e umana.
Forse anche in questo consiste una delle funzioni più profonde della parola: non soltanto raccontare ciò che esiste, ma permetterci di incontrarlo.
Michela Murgia ha fatto della parola proprio questo: un gesto di riconoscimento. Ha nominato ciò che spesso si preferiva lasciare senza nome, rendendolo pensabile, condivisibile, discutibile.
Tre anni dopo, resta anche questa eredità: il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.

Tre anni, oggi.

Il 10 agosto 2023 ci lasciava Michela Murgia.

10/08/2026

Colori che prendono forma, mani che disegnano, immaginazione che si fa spazio condiviso.
Nel corso di Psicologia analitica in dialogo con l’arte, il laboratorio Disegnare paesaggi interiori ha offerto ai partecipanti un’esperienza intensa e partecipata, in cui il gesto creativo è divenuto via di accesso agli stati psichici profondi, alle immagini interiori e ai territori simbolici dell’anima.
Guidati da Andrea Bolognino, Cristina Brunialti e Gloria Gleijeses, con la presenza dell’osservatore Giuliano Renna, i presenti hanno potuto sperimentare come il disegno possa trasformarsi in linguaggio del profondo, luogo d’incontro tra percezione, emozione e immaginazione.
Quando il segno incontra l’interiorità, nasce una geografia nuova: quella del mondo interno che chiede di essere visto, ascoltato e condiviso.

06/08/2026

Energia, ritmo, visione.
Nel corso di Psicologia analitica in dialogo con l’arte, il maestro Maurizio Capone ha portato in scena una presenza travolgente, capace di trasformare il suono in messaggio e la musica in coscienza collettiva.
Cantante, compositore, attore e creatore di strumenti realizzati con materiali riciclati, Maurizio Capone da anni coniuga ricerca artistica e impegno civile, promuovendo attraverso la creatività una riflessione concreta sui temi dell’ecologia, della sostenibilità e della responsabilità verso il pianeta.
Accanto al prezioso lavoro dei Maestri di Strada, il suo contributo testimonia come l’arte possa divenire strumento educativo, occasione di inclusione e forza generativa capace di coinvolgere le nuove generazioni.
Quando la musica nasce dal recupero, insegna che anche ciò che sembra scarto può tornare a vivere, creare bellezza e aprire futuro.

Photos from AIPA - Associazione Italiana di Psicologia Analitica's post 04/08/2026

Zatoichi (2003) di Takeshi Kitano è un film che insegna un modo diverso di guardare il mondo, oltre a raccontare una storia. Ambientato nel Giappone del XIX secolo, segue un massaggiatore cieco che si rivela un guerriero eccezionale, intrecciando il suo destino con quello di altri personaggi segnati da dolore, vendetta e resilienza. L’eroismo non appartiene a un solo protagonista, ma si distribuisce tra chi continua a vivere con dignità nonostante la violenza. La figura di Zatoichi richiama la Persona junghiana: dietro la maschera del semplice massaggiatore si cela una profondità inattesa. Personaggi apparentemente marginali, come il f***e o il giovane goffo, introducono leggerezza e imprevedibilità, bilanciando la tensione tragica del racconto. L’intero film è scandito da una ritualità fatta di gesti, ritmo e danza, che conferisce ordine al caos. La cecità del protagonista diventa metafora di una conoscenza più autentica: vedere significa sospendere pregiudizi e aspettative per incontrare davvero l’altro. Come Zatoichi, non bisogna lasciarsi prendere dal desiderio di vedere subito, invece la vera conoscenza si matura nella pratica continua e silenziosa. In questa prospettiva, Zatoichi offre una riflessione preziosa sulla psicologia analitica: talvolta è proprio rinunciando alla sicurezza dello sguardo che diventa possibile vedere ciò che era rimasto invisibile.

“Ogni relazione con l’archetipo, vissuta o semplicemente espressa, è «commovente», cioè essa agisce perché sprigiona in noi una voce più potente della nostra” (Jung, 1922).

03/08/2026

Mani che tracciano forme, silenzi che diventano linguaggio, giovani sguardi immersi nell’esperienza simbolica.
Nel corso di Psicologia analitica in dialogo con l’arte, il laboratorio condotto da Franco Castellana ha offerto ai partecipanti un incontro vivo con il metodo del gioco della sabbia: uno spazio creativo e trasformativo in cui immagini interiori, emozioni e intuizioni possono prendere forma attraverso il gesto e la materia.
L’entusiasmo e la partecipazione dei giovani presenti testimoniano quanto il linguaggio simbolico continui a parlare con forza alle nuove generazioni, aprendo vie autentiche di espressione, ascolto e conoscenza di sé.
In un tempo dominato dalla velocità e dalla parola immediata, tornare alla sabbia significa ritrovare il valore del tempo interiore, dell’immaginazione e della profondità.

Photos from AIPA - Associazione Italiana di Psicologia Analitica's post 01/08/2026

Peter Parker affronta una trasformazione che mette in crisi la sua identità e l’immagine di sé costruita nel tempo.
In questo momento, riaffiora la voce della zia May, ormai interiorizzata come complesso materno positivo, che gli ricorda che il suo valore non dipende dall’essere speciale, ma dall’essere sé stesso. Questo gli consente di non identificarsi con la propria Ombra e di iniziare a integrarla.
Mary Jane svolge una funzione di Anima, accompagnandolo ad accettare il cambiamento senza rifugiarsi nel passato. Non alimenta vissuti scissionali, invece favorisce l’integrazione. Grazie a lei, Peter comprende che trasformarsi significa ampliare, non perdere, la propria identità.
Il confronto con Jean Grey evidenzia la differenza tra chi affronta l’Ombra con una base affettiva interiorizzata e chi è ancora all’inizio di questo percorso.
Per questo Brand New Day rappresenta una tappa significativa del processo di individuazione. Peter avanza verso il Sé integrando gli aspetti rifiutati della propria esperienza, mostrando come ogni crisi possa diventare un’opportunità di crescita autentica.

A cura di Riccardo Venci,
per il gruppo Inter(Cine)visioni.

«Ogni relazione con l’archetipo, vissuta o semplicemente espressa, è “commovente”, cioè essa agisce perché sprigiona in noi una voce più potente della nostra.»
C.G. Jung (1922)

31/07/2026

Cosa accade quando psicologia analitica, arte e intelligenza artificiale si incontrano?

In questo reel, la dott.ssa Barbara Collevecchio raccoglie le riflessioni di Valeria Riccio, Piergiovanni Allegri e Roberto Finelli, protagonisti del laboratorio dedicato all’Intelligenza Artificiale nell’ambito dell’evento “La Psicologia Analitica in dialogo con l’Arte”, ospitato presso la Fondazione Morra Greco.
Un confronto vivo e multidisciplinare che ha messo in dialogo psicologia analitica, filosofia e innovazione tecnologica, interrogandosi sul significato dell’incontro umano, del simbolo e della relazione nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.



Guarda il video completo su https://www.youtube.com/watch?v=yQvZBzRDNWI

29/07/2026

Quando il corpo diventa linguaggio, l’arte diventa esperienza.

Giuliano Renna dialoga con la dott.ssa Antonella Monteleone e la coreografa Susanna Beltrami nell’ambito dell’evento La Psicologia Analitica in dialogo con l’Arte, ospitato dalla Fondazione Morra Greco.



Guarda il video completo su https://www.youtube.com/watch?v=5pVfC2r8yU0

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