ANACT - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore

ANACT - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore

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L'Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore è stata legalmente costituita il 22 Maggio 1980 e ha sede a Roma, in Viale del Policlinico 131.

L'associazione ha carattere tecnico ed economico e non ha fini di lucro. Essa svolge la propria attività in tutto il territorio nazionale, tutelando gli interessi degli Allevamenti e degli Associati.

Photos from ANACT - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore's post 24/06/2026

Dallo scorso messe di maggio sono iniziate le qualifiche dei puledri, è iniziata quella “fiera dei sogni” che porta ogni proprietario, allevatore o anche solo allenatore, a pensare a “quello che sarà”. E’ la ruota delle stagioni che inesorabile va avanti ogni anno e che ogni volta propone speranze, illusioni, ambizioni... quasi mai certezze.

Indiscutibilmente Lorenzo Baldi, “Sir Lorenz” per gli ippici, è stato uno dei principali protagonisti di quei due mesi che vanno dall’inizio delle qualifiche a quel primo luglio che segna l’inizio dei debutti in corsa. 18 puledri sono usciti dal centro della Pradona per andare a ottenere il “pass” della qualifica nell’arco di una quarantina di giorni, probabilmente un record in un panorama che quest’anno, almeno all’inizio, è sembrato marciare a ritmi un po’ più lenti. Se nel trotto esistono le specializzazioni, quella di addestratore di cavalli giovani è certamente tra le più affascinanti. Il passato ricorda tanti nomi: in quella Roma oggi, si spera ancora per poco, orfana di trotto si ricordano le sfide a suon di debutti tra Glauco Cicognani e Cesare Savarese; in Campania c’è stata l’era di Pasquale Esposito e Antonio Penzivecchia, ma anche altre regioni hanno avuto i loro grandi professionisti come Tiberio Cecere, Walter Zanetti, Mauro Baroncini, i toscani (e ne dimentichiamo sicuramente molti altri) tutta gente che ha fatto del lavoro sui cavalli giovani uno dei punti di maggior forza della propria attività.

Per Lorenzo la “specializzazione” è arrivata quasi come una logica conseguenza della convivenza professionale con papà Giancarlo... “A inizio anni 80 – racconta – il centro della Pradona nacque come stazione di m***a per Timothy T e c’era solo una pista di 800 metri per attaccare “il vagone nero” e tenerlo così in attività. In quegli anni feci un’esperienza negli Stati Uniti, a Pompano, e andai proprio a vedere come venivano addestrati i puledri. La grande differenza rispetto a noi era che già allora i cavalli giovani venivano domati e addestrati fuori dagli ippodromi. Così quando tornai in Italia ne parlai con Giancarlo. Io già allora dovendo convivere con un mostro sacro del genere avevo scelto di dedicarmi ai cavalli più giovani, mentre lui aveva quelli importanti. Erano gli anni dei Mazzarini, dei Cicognani, Guzzinati... lui, “il mito”, come amo chiamarlo, guidava i cavalli buoni. Io gli altri... ricordo un puledro Crenadin, era un cavallo discreto, precoce: vinsi prima un paio di centrali e poi conquistai il Gran Premio delle Budrie che era una specie di Criterium. Fu uno dei primi successi importanti e, guarda caso, arrivò con un puledro. Nel frattempo Timothy era morto e allora trasformammo la Pradona da stazione di m***a a centro di allenamento. Il primo anno fu con la lettera “G” e avemmo, tra gli altri, Glauco Jet, Gubrik Jet e Green Lover con la quale vinsi la sessione femminile del Gran Premio Anact”

In questi anni dalla Pradona sono usciti circa 300 cavalli vincitori di gruppo 1 e l’attività ha preso anche una direzione ben precisa in questo senso. Insomma, è divenuta, almeno per una sua parte, una specie di “Accademia dei Puledri”.

“La nostra struttura si compone di due settori ben distinti. Abbiamo due capannoni destinati ai puledri e due per i “cavalli da corsa”. La differenza con i grandi team e che loro sono concentrati quasi esclusivamente sui cavalli già da corsa, io invece mi divido. Tant’è che ho dei collaboratori ben distinti, uno per i puledri e uno per i soggetti già in attività. E anche nel lavoro mattutino c’è un alternanza. Alle 5.30 parte la prima batteria con i puledri, poi alle 6 c’è la prima con i cavalli da corsa, alle 6.30 di nuovo i puledri etc.. in questo modo sfruttando i vari giorni della settimana lavorano tutti. Mio padre diceva sempre: “esiste una sola strada per fare questo mestiere: il lavoro” e noi cerchiamo di portare avanti la sua filosofia.”

Vero è che c’è stata una grande evoluzione nei trottatori, e’ cambiato un po’ tutto, dalla morfologia al carattere, alla struttura e tutto ciò fa si che anche il lavoro venga facilitato e i cavalli spesso arrivino ad essere pronti in anticipo.

“Certamente nel corso degli anni anche l’allevamento si è evoluto. Il cavallo è diventato più veloce, più semplice, più naturale. Il trotto è spesso più spontaneo. Certo, poi c’è sempre qualche cavallo che ti fa penare. Penso ad esempio a Vernissage Grif che non ho domato io, ma quando è arrivato da noi aveva un carattere talmente particolare che ci ha fatto penare non poco. Diciamo che ora questi casi sono un po’ più rari. Conseguentemente è cambiato anche il sistema di impostare i cavalli. Se ricordi una volta ci voleva tanto peso sui piedi per insegnare ai cavalli ad andare bene di trotto: ferri pesanti, in rame o in ferro, doppie campanelle, etc. Oggi spesso la prima ferratura è fatta con due plastichine, poi vengono messi magari duie tondini leggeri e quindi si passa ai flap o comunque al tipo di ferratura necessaria, ma sempre abbastanza leggera.”

Qual è il percorso tipo di addestramento che fa un puledro che arriva alla Pradona

“Beh quando arriva inizia subito con il finimento nel box con la sua imboccatura i suoi tiranti e gli vengono messe delle redini “finte” di gomma. Lo si tiene così un giorno e mezzo e poi si va in un tondino che altro non è che un piccolo paddock dove si gira alla corda nei due sensi di marcia. Lo step successivo è quello di mettere le guide lunghe e si abitua un po’ la bocca passeggiando con due persone davanti e una dietro. Inizia a conoscere il percorso che dovrà fare in seguito. Quindi un giro di passo tranquillo, i cambi di direzione etc. Dopo circa una settimana di questo lavoro si attacca alla ghighetta sempre con due persone per motivi di sicurezza e fa prima un giro, il giorno dopo (o due giorni dopo) ne fa due, quindi tre etc. Quando non ha più bisogno della seconda persona può essere attaccato normalmente per fare jogging. Ecco, loro fanno tanti chilometri di jogging. A questo punto inizia il training vero e proprio. I primi mesi vengono alternati paddock e attacchi (prove leggere) tre volte alla settimana. La pista dritta invece la vedono solamente dopo la qualifica questo perchè l’interval training li abitua a fermarsi (alla fine di ogni retta n.d.r.) e questo deve avvenire solo quando hanno raggiunto una certa maturità.”

A prescindere dalla velocità, quand’è che si capisce che un puledro è pronto?

“Noi abbiamo diversi parametri in base al lavoro che viene effettuato in pista. Facciamo 10 minuti di jogging alla rovescia e poi 1600 metri alla dritta. Dopo un paio di mesi i 1600 metri diventano 2000. Prendiamo i tempi e soprattutto le pulsazioni in seguito allo sforzo. Quando tutto rientra nei nostri parametri possiamo andare avanti.”

Non hai paura della “precocità”, nel senso che magari vengano accelerati un po’ i tempi?

“Questa è una materia delicata. Anzitutto va detto che non tutti i cavalli sono uguali e quindi ovviamente non tutti prendono il lavoro alla stessa maniera, ma poi ci sono anche altri fattori. Uno fondamentale è quello della volontà del proprietario. Ci sono alcuni che vogliono aspettare, altri che preferiscono correre subito. C’è il discorso relativo al caldo. Quest’anno ho voluto sfruttare per quanto possibile le giornate di Bologna che è vicinissima a noi e ci permette un trasporto breve, mentre ad esempio per andare a Cesena bisogna fare un viaggio di circa un’ora e mezza con il caldo e anche questo ha la sua importanza. Chiaramente il primo fattore da tenere in considerazione è la salute del cavallo. Noi collaboriamo con il Dott. Orsi che da anche il suo benestare all’aumento dei carichi di lavoro tant’è che se è vero che ne abbiano qualificati già 18, è anche vero che ne abbiamno lasciati una ventina per settembre, magari un filino più indietro di morfologia, qualche problemino di passaggio da completare, le ginocchia un po’ aperte... insomma tutte quelle cose che fanno parte del bagaglio che accompagna ogni puledro nella prima fase della sua vita agonistica. Inoltre non va sottovalutato il discorso dei parametri per le corse importanti. Con l’impostazione attuale della nostra programmazione, con i premi più alti che caratterizzano le corse per i cavalli giovani, con la necessità di acquisire i parametri per le corse buone, spesso riuscire a correre un po’ prima diventa fondamentale. La nostra ippica in questo senso ha un’impostazione che si avvicina molto di più a quella americana che non a quella francese o scandinava.”

Diciotto cavalli qualificati, quattordici stalloni diversi, solo uno con cinque soggetti: vuol dire qualcosa?

“Vuol dire anzi tutto che attualmente il mercato offre una varietà immensa di stalloni. Arrivano cavalli da tutte le parti e gli allevatori in questo senso sono diventati molto selettivi. Quello che posso dire è che c’è una notevole differenza con gli stalloni francesi. Ecco quelli sono indubbiamente di un’altra razza e necessitano di più tempo.”

In passato qualcuno dei tuoi colleghi, faccio l’esempio di Biagio Lo Verde, amava fare qualifiche sui 2000 metri sfruttando la partenza con i nastri.

“Era un metodo per non esagerare sin dall’inizio con i parziali, non dare subito un lavoro duro. Anche adesso è vero che si comincia piano e poi si accelera, ma è anche vero che il trotto è molto cambiato. Quando vinsi la prima corsa con Lancaster Om a Cesena (che poi avrebbe vinto il Derby n.d.r.) feci 1.24.8. Adesso se devi andare in pista per correre devi essere pronto a fare almeno 2.02/2.03. Nelle corse da 8.800 euro di dotazione è tutt’altro che raro vedere puledri che fanno 1.58 o anche meno.”

Arriva la domanda che ogni professionista non vorrebbe mai ascoltare: c’è qualcuno dei soggetti che hai già qualificato che ti fa dire: “Questo ha qualcosa in più”?

“Guarda le qualifiche migliori le hanno fatte Let It Be Gar in 1.17.4 e Luckyluciano Fi a Cesena su una pista un po’ faticosa in 1.17.6. Anche Lamin in 1.18.6 non è andato male, ma mi ha colpito ad esempio Locusta Fi che ha fatto 1.19.9, ma con una rottura in partenza che l’ha molto rallentata e invece una volta rimessa è andata molto bene. Ma sai meglio di me che con i puledri nell’arco di pochi giorni ci possono essere delle evoluzioni importanti. Diciamo che quelli che ho qualificato mi hanno più o meno soddisfatto tutti.Poi è chiaro che attendiamo l’altro “treno” di settembre.

Questo è Lorenzo Baldi, due Derby, Sir Lorenz, ma per noi il “professore dei puledri”. Una miriade di Gran Premi vinti, ma soprattutto una garanzia per i giovani cavalli che da grandi vogliono fare i... cavalli da corsa! LM

18/06/2026

📢 ANACT STAKES PLUS+ – SCADENZA ULTIMA RATA!

⏳ Martedì 30 giugno 2026 scade il termine per il pagamento dell'ultima rata del Programma Anact Stakes Plus+ dedicato ai puledri lettera "L".

💶 Quota: 350 euro per ciascun cavallo.

Con questa conferma i puledri già in regola con le rate precedenti manterranno il diritto a partecipare al Programma, che offre l'accesso al Gran Premio Anact, a Le Strade per le Classiche Anact Stakes Plus+, al Derby dei 4 anni e alla possibilità di concorrere a bonus e buoni acquisto Asta Anact, per un montepremi complessivo di oltre 1.300.000 euro.

📄 Il modulo di conferma, l'elenco degli iscritti e tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.anact.it.

⚠️ Non aspettare l'ultimo giorno: la scadenza è martedì 30 giugno 2026!

15/06/2026

Si è tenuta sabato scorso sede romana di Viale del Policlinico, in un clima disteso e collaborativo, la partecipata Assemblea annuale dei soci dell'Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore. Convocati principalmente per discutere e approvare il bilancio d'esercizio e il regolamento organizzativo dell'Associazione, i soci hanno votato favorevolmente e all'unanimità entrambe le proposte deliberate dal Consiglio Direttivo e illustrate dal presidente e dai revisori contabili.
Nel corso delle consuete comunicazioni, il presidente Roberto Toniatti ha ricordato come il comparto stia attraversando una fase particolarmente complessa e come l'ippica italiana debba confrontarsi con numerose criticità, prima fra tutte la mancanza di ricambio generazionale. Una problematica che investe direttamente anche il settore allevatoriale, dove molti allevatori continuano a resistere soprattutto grazie alla passione.
Toniatti ha quindi però posto l'accento sull'impegno profuso dall'ANACT negli ultimi anni e sui risultati ottenuti durante il suo mandato, incentrando il discorso sull'inedito attivismo dell'associazione, grazie al supporto continuo del Consiglio Direttivo.
Il raggiungimento dell'obiettivo dell'IVA agevolata al 5% sulla compravendita dei puledri, richiesta da sempre a gran voce dalla categoria, è stato indicato come uno dei maggiori motivi di soddisfazione. Un risultato ottenuto grazie alla sensibilità dimostrata dal MASAF, in particolare dal sottosegretario Patrizio La Pietra, così come all'attenzione del Direttore Generale per l'Ippica, Remo Chiodi, sulle questioni relative all'aumento del montepremi, al mantenimento delle provvidenze e del premio estero, misure che hanno dato ossigeno agli allevatori italiani. Riconoscendo inoltre a questa nuova compagine ministeriale la determinazione con cui sta affrontando i problemi cronici ereditati dal passato, adottando per la prima volta i tanto invocati criteri trasparenti e meritocratici nella valutazione degli impianti, al fine di premiare quelle strutture che operano in maniera virtuosa nell'accoglienza del pubblico e nella promozione.
Sul fronte associativo Toniatti ha poi definito "storico" il rinnovo dello Statuto dell'Associazione che, dopo ben 32 anni dall'ultima modifica e dopo numerosi tentativi falliti nel corso delle precedenti consiliature, ha finalmente trovato compimento nell'assemblea straordinaria di Bologna.
Sulle iniziative rivolte ai soci, si è dato grande rilievo alla reintroduzione delle Aste ANACT, previste dallo Statuto ma non organizzate per anni, privando così gli allevatori di uno strumento fondamentale per la commercializzazione dei puledri. Le Aste sono fondamentali, soprattutto in una fase di mercato internazionale che Toniatti ha definito più che critica e che vede nella carenza di acquirenti una delle principali cause della diminuzione delle nascite. Proprio per contrastare le difficoltà nel reperire compratori e combattere il malcostume dei ritardi nei pagamenti e delle contestazioni successive alla vendita, il Consiglio Direttivo ha ideato e implementato l'innovativa formula dello sconto compartecipato dall'Associazione per incentivare le vendite con pagamento diretto e immediato del cavallo aggiudicato. Una soluzione che nel 2025 ha consentito ai presentatori all'asta di incassare quasi 700.000 euro nell'arco di una sola settimana, facendo delle Aste ANACT quelle con i tempi di pagamento più rapidi nel panorama europeo.
Solo notizie positive, invece, sul fronte ANACT Stakes Plus+, programma che registra numeri e iscrizioni in costante crescita anno dopo anno e che riscuote il favore dei proprietari grazie alla sua trasformazione in un progetto triennale.
Infine negli interventi si è sottolineato come la gestione dell'Associazione è stata improntata al rispetto della sostenibilità economica, con il bilancio approvato che si è chiuso con una lieve perdita, dovuta esclusivamente alle spese straordinarie sostenute per il rinnovo dello Statuto. E ciò nonostante i tanti servizi, agevolazioni e contributi interamente gratuiti messi a disposizione dei soci, che vanno dall'invio periodico agli allevatori, di report dettagliati sulle prestazioni e sulle somme vinte; al rimborso di 65 euro per la formazione obbligatoria; fino al nuovo portale Anactmarket.it, attraverso il quale tutti gli associati possono promuovere e valorizzare i prodotti del proprio allevamento.

14/06/2026

Un po’ per una serie di numeri sfavorevoli, un po’ per qualche passaggio a vuoto che ne aveva limitato il rendimento, la primavera di Dubhe Prav era stata fin qui al di sotto delle aspettative. Ma quando il portacolori della famiglia Rocca vede la pista di Padova sembra trasformarsi. E nella serata veneta il figlio di Robert Bi ha ritrovato smalto e convinzione, confermando ancora una volta di avere con l’anello euganeo un feeling davvero speciale.Nel Premio Ivone Grassetto, Dubhe Prav, interpretato con grande decisione da Santo Mollo, ha messo in mostra il suo repertorio migliore: partenza fulminea, andatura sostenuta e controllo assoluto della corsa. Una volta conquistata la testa del gruppo, il portacolori allevato dai Pravettoni ha imposto un ritmo selettivo che ha progressivamente spento le ambizioni degli avversari, per poi allungare con autorità in retta d’arrivo e tagliare il traguardo in perfetta solitudine.Il cronometro ha sancito la qualità della prestazione con il notevole riferimento di 1.10.9 sul miglio, riscontro che conferma quanto Dubhe Prav possa essere competitivo quando riesce a esprimersi secondo le proprie caratteristiche, soprattutto sulle piste da ottocento metri dove la sua velocità iniziale e la sua durezza agonistica diventano armi difficilmente contrastabili.A rendere ancora più prestigioso il risultato per l’allevamento Pravettoni è arrivato il secondo posto della sempre generosa Dali Prav. Affidata a René Legati, la cavalla ha percorso l’intera prova lungo la corda, conservando fino in fondo una piazza d’onore che completa una splendida accoppiata di famiglia. A completare il podio è stato Click Bait, che ha preceduto sul traguardo Firmamento St. Il tutto in una serta piacevole all’Ippodromo di Padova, con un buon pubblico, illuminata dal ritorno al successo di un Dubhe Prav apparso nuovamente vicino alla sua migliore versione.

10/06/2026

Nella mattinata di martedì è venuto a mancare Roberto Righi, figura molto conosciuta e stimata nel mondo del trotto emiliano e dell’ippica italiana, che ha frequentato per tutta la vita con autentica passione, competenza e dedizione.

Persona perbene, educata, sempre sorridente e disponibile, Roberto ha lasciato un segno importante nel nostro sport. Con i colori della Scuderia Verner, condivisa con il socio e amico di sempre Mirco Mombelli, è stato proprietario di cavalli che hanno scritto pagine significative dell’ippica recente. Tra questi il vincitore del Derby Testimonial Ok, la fuoriclasse Prussia, Pitagora Bi e la sfortunata Trendy Ok, protagonisti di numerosi successi che hanno regalato grandi emozioni agli appassionati.

Amava ricordare come il suo sogno giovanile fosse semplicemente quello di “vincere qualche corsa”. Un desiderio che, con il tempo, si è trasformato in una straordinaria avventura sportiva, portata avanti parallelamente alla sua attività imprenditoriale nel settore metallurgico.

Socio Anact da molti anni, Roberto ha sempre dimostrato una profonda conoscenza del settore e una particolare passione per l’allevamento. Ha creduto nella selezione e nella valorizzazione delle proprie fattrici, dedicandosi con entusiasmo anche all’attività allevatoriale e ottenendo risultati apprezzabili con i puledri da lui prodotti.

Alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, giungano le più sentite condoglianze del Presidente dell’Anact Roberto Toniatti, della Delegata Emilia-Romagna Sara Bruni e di tutto il Consiglio Direttivo. Foto Visarno

05/06/2026

Se ci fosse un rating anche al trotto, Guglielmo Jet oggi sarebbe certamente il quattro anni con il valore più alto in Europa, ma anche senza numeri si può dire che la vittoria nel Triossi di Milano del figlio di Maharajah ha confermato che Guglielmo Jet è un fuoriclasse della sua generazione a livello globale. Si è capito anche perché una compagine francese abbia investito tanto per acquisire la maggioranza della proprietà, nella quale restano soci i fratelli Miccichè, coloro che hanno creduto sin da puledro nel prodotto targato Jet.

Guglielmo Jet ha sgomitato con Galileo Ferm per passare davanti su Gigia Da e poi, una volta in testa, Alessandro Gocciadoro ha voluto dare sfogo al suo pupillo, regalando spettacolo puro nell’ultimo giro trottato in 1.10, con un bel 55.1 a chiudere e un sensazionale 40.6 negli ultimi 600 metri.

Se la godono i suoi uomini e l’allevamento Toniatti, che ha iscritto il proprio nome in due Gruppi 1 in poco più di un’ora: qualcosa che sa di storico. Così come sarà da ricordare il secondo posto di Gigia Da, unica femmina in pista, figlia di Ginger Up allevata dal sig. Achille D’Amico, che Gaspare Lo Verde ha preparato al meglio per l’occasione. Grazie allo steccato ha rim***ato il solito stoico Galileo Ferm, il Mahrajah nato a casa Canavesio, anche stavolta costretto ad agire sempre all’esterno, nel caso specifico ai fianchi, finché ha potuto, di un battistrada scatenato.

Scatenato e in formato europeo Guglielmo Jet, uno dei tanti puledri allevati in Italia che piacciono al mondo intero.

05/06/2026

La notte del Gran Premio Nazionale ha incoronato un doppio leader: della corsa e della generazione dei tre anni. Lui è Il Trio Jet, il fantastico figlio di Whising Stone e Troika Jet, allevato da Toniatti, che con uno scatto impetuoso dietro la macchina ha superato l'ostacolo del numero sette di avvio, assumendo il comando tattico di una corsa da lì in poi dominata fino all'arrivo.

Un vero gioiello il portacolori di Stefano Bondi, allenato da Gocciadoro, sempre protagonista nelle classiche di Gruppo lo scorso anno da puledro e confermatosi ad altissimi livelli anche con il cambio di età. In sulky il grintoso Santo Mollo, che ha rimesso a posto le cose dopo Modena e ora può contare su una grande chance in chiave Derby.

Di pregevole fattura il secondo posto di Ideal Turdance, il figlio di El Ideal allevato da Tur e Smorgon, che ha agito sempre allo scoperto, riuscendo a difendere la posizione con grinta fino in fondo, impedendo la rim***a del sempre ottimo Iambellesi TQ, altro figlio di El Ideal che difende i colori di Simone Bartolini, soggetto che sembra gradire maggiormente le corse dal ritmo sostenuto.

05/06/2026

Quando può correre in seconda corda, Genmy Lj diventa micidiale: è quella la posizione che esalta le qualità da fighter della figlia di Dontyouforgetit, allevata da Dario De Angelis e portata in auge da Teo Scialpi per i colori della famiglia Chiappetta.
Una vittoria costruita con l’ausilio determinante di V.P. Dell’Annunziata che, dopo una lunga assenza per infortunio, è tornato a mostrare le sue capacità in sulky con Genmy Lj. La cavalla è partita forte, ha dato strada a Gitana Flamenco e poi, negli ultimi 200 metri, l’ha trafitta, conquistando così la sua prima classica in carriera.

Un gioiellino venuto dal Sud per imporre l’alt alla favoritissima Glamour Queen, figlia di Face Time Bourbon, allevata da Leonardo Cecchi, che stenta ancora a tornare incisiva.

Buona terza la Propulsion Gitana Flamenco di Gessica Tiene che, dopo la spesa iniziale, è rimasta in quota, confermando di essere una femmina coraggiosa.

Quando può correre in seconda corda, Genny Lj diventa micidiale: è quella la posizione che esalta le qualità da fighter della figlia di Dontyouforgetit, allevata da Dario De Angelis e portata in auge da Teo Scialpi per i colori della famiglia Chiappetta.

Una vittoria costruita con l’ausilio determinante di V.P. Dell’Annunziata che, dopo una lunga assenza per infortunio, è tornato a mostrare le sue capacità in sulky con Genny Lj. La cavalla è partita forte, ha dato strada a Gitana Flamenco e poi, negli ultimi 200 metri, l’ha trafitta, conquistando così la sua prima classica in carriera.

Un gioiellino venuto dal Sud per imporre l’alt alla favoritissima Glamour Queen, figlia di Face Time Bourbon, allevata da Leonardo Cecchi, che stenta ancora a tornare incisiva.

Buona terza la Propulsion Gitana Flamenco di Gessica Tiene che, dopo la spesa iniziale, è rimasta in quota, confermando di essere una femmina coraggiosa.

05/06/2026

La vittoria di Fil Ek a Modena nell’edizione 2026 del Gran Premio Orlandi ha riportato alla ribalta i colori di Emidio Lozzi, oltre che una sigla importante come quella dell’allevamento di Edy Caprani. Famiglie che si incrociano e che mantengono in comune il loro dna ippico. Una storia che parte davvero da lontano quella del nostro interlocutore: classe 1939 impegnato nella gestione amministrativa di aziende anche importanti; la frequentazione di San Siro già a metà degli anni 50 con un idolo. “il pilota” Sergio Brighenti. Da li l’amicizia con Edy Gubellini, il matrimonio con la sorella di quest’ultimo e poi una figlia, guarda caso, spostata con il signor “EK” ecco come nasce una dinastia.

“Detta così è un po’ semplice – annuisce il nostro interlocutore – dietro ci sono però 60 anni di storia e tante vicende. Poi è vero che con mio genero avevamo inziato insieme la storia dell’allevamento poi chiaramente lui ha proseguito anche perchè io andavo avanti con l’età e allora mi sono limitato a fare il proprietario con qualche piccola soddisfazione...”

Chiamale piccole... A cominciare dal derby vinto con Eskipazar per poi passare a Vanesia Ek, Ribot Ek, Chance fino ad arrivare Fil Ek e in mezzo cat Cris,Modigliani... insomma di nomi se ne potrebbero fare diversi.

“Beh l’ultimo successo con Fil, sarà anche perché è il più recente, ha un sapore particolare... Lo aspettavamo da parecchio, dalla Consolazione del Derby. Aveva vinto una corsa di preparazione, ma a Modena finalmente si è espresso all’altezza delle sue possibilità. E’ un cavallo che ci aveva fatto sperare fin dall’inizio con delle ottime prestazioni, poi ha cominciato ad avere qualche acciacco e soprattutto un carattere non sempre facilissimo. Del resto anche sua sorella Chance Ek qualche intemperanza nel corso della sua carriera l’ha dimostrata. Nel complesso non mi posso lamentare. Ho avuto la fortuna di avere cavalli che nascevano nell’allevamento diciamo... di famiglia e fare il proprietario in queste condizioni è certamente un piccolo vantaggio.”

Comunque ha tentato anche di cimentarsi nell’allevamento...

“Si certamente proprio all’inizio dell’attività di mio genero l’ho supportato. Basti pensare che Nike Ek, la madre di Diva Ek, Executiv ek e Always Ek era stata sotto i miei colori. E anche Ukase Ek che è la mamma di Fil si sta dimostrando una grande fattrice. Ha già dato Chance Ek, poi Dana Ek ora Fil e ha una’altra femmina con la “L”, sorella piena di Fil che promette molto bene. Insomma, bisogna dire che se certi risultati arrivano con continuità vuol dire che si lavora abbastanza bene. Sa, quando c’è un prodotto di successo può essere un colpo di fortuna, ma quando certe cose si ripetono nel tempo allora vuol dire che alla base c’è un certo tipo di lavoro. In passato c’è stato anche un certo Timone Ek... insomma le soddisfazioni non sono mancate. Ora è andata in razza Chanche Ek che è gravida di Face Time Bourbon, ovvio che ci aspettiamo qualcoa di buono.”

Facciamo un passo indietro: l’amicizia con Edy Gubellini, la frequentazione di Sergio Brighenti. Che ricordi ha?

“Facile dire tempi eroici... Brighenti era un personaggio forse un po’ particolare. Con Edy aveva un rapporto quasi da padre e figlio di altri tempi. Severo, sicuramente, ma con grande affetto. Per me quello fu un periodo esaltante riuscii anche a coniugare il mio lavoro con lo sport che amavo e mi occupai della gestione amministrativa di scuderie importanti, Gorrini, Musselli. E’ anche seguendo loro che mi sono appassionato e poi sono divenuto proprietario. Ricordo che tutti i sabati seguivamo Musselli che era anche gentleman e quindi andava a correre qua e la per il norditalia. Oggi, ovviamente data l’età, seguo a distanza. La voglia di viaggiare ce l’avrei, ma bisogna anche fare i conti con l’anagrafe...” LM

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