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E-RYT500 - 800 Cert.IV PURNA Yoga Teacher - MBSR Mindfulness Coach - Vishoka Meditation Teacher - Ma

Dopo essersi laureato in Ingegneria Elettronica nel 2007 e aver lavorato per 8 anni per una major internazionale, Riccardo ha trasformato la sua vita perseguendo la sua passione per le discipline olistiche. Riccardo ha maturato una notevole esperienza a livello internazionale essendosi qualificato come istruttore di Yoga presso il Byron Yoga Centre di Byron Bay Australia, conseguendo il Certificat

13/08/2026

Così come il temporale di ieri ha spazzato via l’aria calda, umida e pesante, il pranayama di oggi ripulisce la mente da ottusità, procrastinazione e dubbio.

Surya Bhedana è un pranayama potente, che amo praticare e insegnare al mattino. Inserito nella sequenza elaborata chiamata Pracchardana Vidharana, essa diventa uno strumento per risvegliare Ajna Cakra, il centro del discernimento (buddhi) e della stabilità interiore.

Ma il pranayama è molto più di una tecnica respiratoria.

Quando comprendiamo questo, possiamo accogliere anche pratiche più morbide, ma ugualmente profonde.

Osserviamo la coscienza nel corpo per scoprire che ciò che emerge non è frutto “soltanto” del nostro sforzo ma emerge perché viene donato. Ed ogni zona del corpo ha specifiche qualità.

L’utilizzo dei bandha permette di contenere e dirigere il prana, concentrandolo laddove necessario.
Perché? Perché vogliamo che l’esperienza di gioia e luminosità sia stabile, riaccessibile con maggiore facilità fino a poter risiedere in essa anche fuori dal pranayama.

Chi fa cosa?

È necessario il nostro sforzo per arrivare, gradualmente, a scoprire che possiamo dimorare nel senza sforzo, anche durante i pranayama più intensi.

Forse la pratica non consiste nel fare sempre di più.
Forse consiste nel comprendere sempre meglio chi sta facendo cosa.

🧘‍♂️ Hatha Yoga — martedì e giovedì, 7:00–8:00 online

E sì, iniziamo proprio ora, durante le ferie!

Quali scuse troveremo questa volta per non praticare? 😉

10/08/2026

EXPANDING THE PRACTICE
📖📚
What happens when Yoga becomes more than a physical practice?

After returning from an intensive at the Himalayan Institute in Pennsylvania, I felt the need to share some reflections on my experience of Maha Sri Yaga, Sri Sukta, Vishoka meditation, mantra and Sri Vidya.

The experience opened new questions about the mind, consciousness and the deeper meaning of Sadhana.

In this article, I explore what it means to move beyond technique and approach Yoga as a path of deeper inquiry and transformation.

I don’t ask you to believe what I experienced.
I invite you to explore the possibility for yourself.

ESPANDERE LA PRATICA

Cosa accade quando lo Yoga diventa qualcosa di più di una pratica fisica?

Dopo essere rientrato da un intensivo presso l’Himalayan Institute in Pennsylvania, ho sentito il bisogno di condividere alcune riflessioni sull’esperienza del Maha Sri Yaga, dello Sri Sukta, della meditazione Vishoka, dei mantra e di Sri Vidya.

Un’esperienza che ha aperto nuove domande sulla mente, sulla coscienza e sul significato più profondo della Sadhana.

In questo articolo esploro cosa significhi andare oltre la tecnica e avvicinarsi allo Yoga come percorso di ricerca e trasformazione.

Non vi chiedo di credere a ciò che ho sperimentato.
Vi invito a esplorarlo voi stessi.

Available in English and Italian — link in bio - Blog

The original article was written in Italian and translated into English with the assistance of AI.

🇮🇹 https://www.onebodymind.net/it/espandere-la-pratica/

🇬🇧🇺🇸 https://www.onebodymind.net/en/the-unfolding-of-practice/

03/08/2026

Tra i pilastri dell’Haṭha Yoga vi sono le pratiche di purificazione, chiamate Kriyā. Tra queste, Agni Sara è una pratica che risveglia il fuoco metabolico.

Ma cosa significa davvero? E cosa intendiamo per fuoco?

Se ci soffermiamo solo sul significato più comune di questo termine, potremmo pensare che praticando Agni Sara dimagriremo, diventeremo più attivi o semplicemente “più caldi”. Ma gli yogi di migliaia di anni fa non avevano problemi di diete o di forma fisica. Già questo dovrebbe aiutarci a riconoscere il nostro bias cognitivo e a chiederci se il significato fosse, in realtà, molto più profondo.

Questa pratica prende il nome da Agni, il fuoco, e Sara, il movimento. Secondo la tradizione yogica il corpo è animato dai Vāyu, i “venti vitali”, cioè i diversi movimenti del prāṇa che sostengono le funzioni fisiche, mentali ed energetiche.

Agni Sara agisce principalmente su Samāna Vāyu, il movimento associato alla digestione, all’assimilazione e alla trasformazione, il cui centro è Maṇipūra, l’area dell’ombelico.

Tradizionalmente questa pratica favorisce la digestione e la vitalità, ma il suo significato va ben oltre il piano fisico.

Quando il fuoco della trasformazione è vivo, anche la mente diventa più chiara e ricettiva. Assimiliamo con maggiore profondità ciò che studiamo, leggiamo e viviamo. Emergono forza, coraggio e determinazione.

L’ombelico diventa così il centro della nostra capacità di trasformare: non solo il cibo, ma anche le esperienze. Di trattenere ciò che nutre e lasciare andare ciò che non è più necessario.

Questo è il significato più profondo del metabolismo nello yoga: un metabolismo fisico, mentale ed energetico.

Con la meditazione questa esperienza si approfondisce ulteriormente. Il fenomeno è il medesimo, ma viene percepito a un livello più sottile: non è tecnica ma svelamento di una realtà sempre presente, onnipervasiva, onnisciente.

Lo yoga è un percorso di risveglio delle nostre potenzialità per ritrovare gioia e luminosità interiore nel mondo, non lontano dal mondo.

È un cammino che passa attraverso l’osservazione, la descrizione e lo studio della nostra mente, d

02/08/2026

Riprendiamo la pratica. 🕉️ 🧘‍♀️

Da Martedì prossimo tornano le lezioni di Hatha Yoga, ogni Martedì e Giovedì, dalle 7.00 alle 8.00.

Continueremo il percorso di studio del secondo volume dello Yoga Sutra di Patañjali, traducendone gli insegnamenti in una pratica concreta attraverso asana, pranayama e meditazione.

Ogni incontro seguirà una sequenza precisa, studiata per preparare il corpo, armonizzare il respiro e favorire un’attivazione energetica graduale e consapevole, creando le condizioni ideali per una meditazione stabile e profonda.

Un’ora per iniziare la giornata con presenza, chiarezza e vitalità.

Ti aspetto sul tappetino. 🙏

12/07/2026

Lo Yoga è una via di trasformazione.
La professionalità è una forma di responsabilità.

Lo Yoga non è soltanto una pratica fisica, una tecnica o un insieme di esercizi.
È una disciplina millenaria che coinvolge il corpo, il respiro, la mente e la conoscenza profonda del Sé.

Proprio per questo, quando scegliamo di accompagnare altre persone in questo cammino, nasce una grande responsabilità: continuare a studiare, praticare e formarci con serietà.

La spiritualità e la professionalità non sono in contrasto.
La tradizione dello Yoga ha sempre richiesto tapas (disciplina), svādhyāya (studio di sé e dei testi) e dedizione costante.

Il mio percorso nasce molto prima delle certificazioni: da oltre 20 anni attraverso la via della meditazione, con una pratica continua nello Zen buddhista e la partecipazione a ritiri intensivi.

Questa radice silenziosa sostiene ogni insegnamento, si amplia alla costante ricerca.

Accanto alla pratica personale, ho scelto di investire in una formazione rigorosa:

🎓 Master di II livello in Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
🧘‍♂️ E-RYT 500 e YACEP Yoga Alliance dal 2017
📚 Oltre 6.800 ore di insegnamento e training registrate

La mia formazione comprende inoltre:

✨ Una formazione insegnanti avanzata di 800 ore presso il centro internazionale Byron Yoga Center
✨ Studio della tradizione dello Yoga, della meditazione e degli Yoga Sūtra
✨ Formazione nei protocolli di Mindfulness e nelle neuroscienze applicate alla pratica contemplativa
✨ Un percorso continuo di ricerca, studio e pratica personale

I titoli e i numeri non possono raccontare completamente lo Yoga.
Non misurano la profondità della pratica né la trasformazione interiore.

Ma rappresentano un impegno: quello di offrire un insegnamento fondato su rispetto, preparazione e responsabilità.

Lo Yoga va oltre ogni certificazione.
Ma chi sceglie di trasmetterlo ha il dovere di onorarlo attraverso lo studio, l’esperienza e l’integrità.

🙏 Grazie a tutte le persone che in questi anni hanno condiviso e continuano a condividere questo viaggio insieme a me.

26/06/2026

Secondo appuntamento di Yoga e Prana in riva al mare.
In una piccola oasi di pace siamo stati cullati dalle onde del mare. Abbiamo esplorato come si manifesta la forza vitale attraverso semplici asana e l’osservazione consapevole del respiro. Yoga Nidra e Vishoka ci hanno fornito un nuovo modo di percepire la realtà: non solo materia ma anche qualcosa di altro….
Lo Yoga implica lo studio di questo qualcosa di altro…secondo un approccio sistematico e scientifico.
Non immaginazione ma svelamento di qualcosa che è sempre presente.
Ci vediamo venerdì per il terzo incontro di pratica 🙏

Photos from Onebodymind's post 19/06/2026

Grazie a tutte e tutti per aver partecipato a questo evento speciale immersi nelle energie della natura. Abbiamo praticato Yin yoga, pranayama e pratyahara e visti i principi su cui si basa l’esplorazione pranica. Yoga Nidra e le pratiche in shavasana hanno completato la sequenza in una energia collettiva consapevole davvero potente e rigenerante.
A venerdì prossimo per il secondo incontro di pratica 🙏

15/06/2026

Nello yoga la sequenza non è estetica. È responsabilità.

Quando si parla di sequenza, quasi tutti pensano alla disposizione delle posture.
Ma nello yoga la sequenza più importante è quella dello studio, della preparazione e delle pratiche sul respiro.

Come in una reazione chimica, la stessa sostanza può produrre effetti completamente diversi a seconda dell’ordine, del dosaggio e del contesto.
Lo stesso vale per il prana, la forza vitale: non è un’energia generica “che fa bene a tutto”, ma una forza intelligente che risponde alla sequenza, alla direzione e al modo in cui viene applicata.

Esiste una vera e propria scienza che studia questi processi, la Prana Vidya, che osserva come il respiro e il prana influenzino il sistema nervoso, la mente e la qualità della coscienza.

Cambiare l’ordine delle pratiche sul respiro cambia l’effetto: sullo stato mentale, sull’equilibrio emotivo, sulla stabilità o sull’agitazione.
Applicare una tecnica senza contesto è come usare un farmaco senza sapere a cosa serve.

Ed è qui che oggi nasce molta confusione.

In tanti improvvisano.
Si parla di “energia” senza distinguere le sue funzioni.
Si propongono pratiche senza spiegare cosa fanno davvero.
E il vuoto di conoscenza viene spesso mascherato con oli essenziali, linguaggio vibrazionale, suggestioni emotive e una spiritualità semplificata, mescolata a psicologia superficiale.

Ma lo yoga non è intrattenimento né atmosfera.
È disciplina, chiarezza e responsabilità.

Non tutte le pratiche sono adatte a tutti.
Non tutto va fatto subito.
E soprattutto: non tutto va fatto senza sapere perché lo si fa.

Per questo la pratica autentica inizia sempre dallo studio.
Senza studio non c’è trasformazione, solo stimolazione.
Senza una sequenza consapevole, non c’è integrazione, ma dispersione.

Il prana non è un concetto astratto.
È ciò che sostiene la vita, il respiro e la mente.

E trattarlo con leggerezza non è libertà spirituale.
È semplicemente mancanza di responsabilità.

14/06/2026

Inspiro ed espiro
Primo raggio di luce tra la spuma del mare
Nel silenzio, il ritorno a casa

12/06/2026

Lo Yoga è un percorso ed una disciplina. Nel primo sutra dello Yoga Sutra Patanjali lo dice molto chiaramente: Atha Yoga Anushasanam.

Atha - Ora, qui, nel momento presente, esattamente in ogni istante, nel centro della coscienza
Yoga - Unione, connessione con..
Anushasanam - Disciplina, qualcosa che proviene da lontano da una catena di insegnamenti senza interruzione.

Riflettendo sul primo verso potremmo intuire che lo Yoga propone un percorso, una modalità sistematica e progressiva basata su pratiche di corpo, respiro, mente.

Dovremmo poi chiederci l’obiettivo dello Yoga e Patanjali lo spiega molto bene: Bhoga ed Apavarga.

Bhoga: realizzazione di sé nel mondo, non fuori dal mondo.

Apavarga: liberazione dalla sofferenza.

Lo Yoga Sutra ci spiega il perché, il come, il dove ed il quando.

Quindi lo Yoga è un percorso di crescita personale.
Ci prendiamo cura di noi stessi seguendo un approccio metodologico, sequenziale.
Se iniziamo una certa sequenza di pranayama o di pratiche con un insegnante, non ha senso mischiare con altri approcci.

Mischiare, imbonire con effetti speciali musicali, olfattivi, verbali evocativi: tutto questo altera lo stato di coscienza.

Lo Yoga non è alterazione dello stato di coscienza: non è una droga con cui mi stordisco.

Non cerco effetti speciali: quando e se accadono li riceviamo con gratitudine nel silenzio.

Saltare da un approccio ad un altro genera confusione e non porta da nessuna parte. E’ come se iniziassimo ad innaffiare un seme di rosa 🌹 e poi siccome non vediamo il fiore sbocciare mettessimo fertilizzanti per il cactus 🌵 sperando che esca un altro fiore.

Risultato: penseremmo che lo Yoga sia una esperienza di rilassamento, per evadere, un palliativo.

La via è prendersi cura sempre di se stessi, seguire un percorso e procedere con fiducia e determinazione.
Se facciamo il grand tour delle pratiche stiamo girando in tondo senza procedere da nessuna parte.
Diventiamo collezionisti di esperienze senza padroneggiare una pratica cogliendone l’essenza.

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