30/09/2026
Sono passati quattro giorni dal VDC Day e io ancora non ho capito bene che cosa sia successo.
Domenica l’ho passata a letto, stremata e con il mal di pancia, e poi sono stata catapultata nella solita routine complessissima: la ricerca dell’incastro perfetto tra lavoro, gestione scolastica, gestione di casa, gestione emotiva, attività pomeridiane e i soliti millemila problemi da risolvere ogni giorno.
In tutto questo mi sono accorta di non essermi fermata neanche un attimo a pensare a cosa sia stato sabato per me.
Mi ricordo frasi di voi ragazze che non mi scorderò mai.
Ricordo lacrime e abbracci, sguardi intensi, sorrisi pieni di denti.
Mi ricordo bigliettini meravigliosi che custodisco ancora nella borsa del VDC Day, che devo ancora disfare.
Mi ricordo di Giulia, una ragazza che si è sentita addirittura di portarmi un regalo, oltre a confidarmi cose che non so neanche se sono in grado di meritare.
Mi ricordo amore, connessione, libertà.
E mi ricordo di essere riuscita, sabato, a dedicarmi una giornata per me, divertendomi come una matta, spalancando tutta la mia emotività senza vergognarmene affatto. E di avervi sentite pronte ad accoglierla e a restituirmi la vostra.
Siamo tutte, purtroppo, tornate alla realtà.
E penso solo a una cosa:
quanti cavolo di VDC Day al mese ci servirebbero?
Ma soprattutto, quanti ce ne meriteremmo?