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14/08/2023
Diciassettenne finisce in coma dopo un tuffo di testa al Lido 21/04/2021

Agosto 2012 un ragazzo di 17 anni, facendo una bravata, si è procurato un trauma spinale interessante le vertebre cervicali.

Ancora oggi il trauma spinale non viene adeguatamente trattato.

La formazione degli Assistenti Bagnanti che operano in contesti a rischio deve comprendere anche il trattamento del trauma in sede pre ospedaliera con skill sull'utilizzo corretto della tavola spinale e degli altri presidi di immobilizzazione.

Diciassettenne finisce in coma dopo un tuffo di testa al Lido Il ragazzo si è lanciato sullo scivolo della piscina, ma un movimento sbagliatolo ha fatto sb****re violentemente sul fondo. Ora rischia di restare para…

Photos from LifeguardItalia's post 15/04/2021

BAGNINO PUBBLICO UFFICIALE? FORSE MEGLIO DI NO!
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Spesso nelle discussioni tra Assistenti Bagnanti si sentono colleghi che reclamano a gran Voce il riconoscimento della qualifica di Pubblico Ufficiale.

Inziamo a definire cosa è il Pubblico Ufficiale nel nostro ordinamento.

L'articolo 357 del Codice Penale vigente definisce "Pubblico Ufficiale" "coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.

Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi".

Il Pubblico Ufficiale, quindi, è colui che può formare e manifestare la volontà della Pubblica amministrazione, esercitando essenzialmente due poteri:

- quello certificativo, ovvero il potere di attestare qualcosa, darne valore legale conferendo a tale atto una forza probatoria privilegiata sino a "querela di falso";

- quello autoritativo, quello che forse più interessa a chi reclama la qualifica, è invece il potere di imporre le proprie decisioni, anche utilizzando strumenti cooercitivi.

Oggi l'assistente bagnanti gode della qualifica di Persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi dell'articolo 359 codice penale in forza dell'abilitazione professionale rilasciata dallo stato.

La qualifica attuale tutela soprattutto la collettività che ha la garanzia che la persona preposta alla sorveglianza e al salvataggio ha ottenuto una qualifica professionale che ne attesta la preparazione e la competenza.

Gli Assistenti Bagnanti che reclamano la qualifica di Pubblico Ufficiali vorrebbero ottenere quel potere di agire d'autorità nei confronti dei bagnanti che, per atteggiamenti e comportamenti poco rispettosi delle regole e delle norme di sicurezza, pongono in pericolo se stessi e lo stesso soccorritore acquatico.

Il potere di cacciare dall'impianto chi corre, spinge, si tuffa o semplicemente non rispetta le regole.

Il potere di far uscire dall'acqua coloro che, nonostante il segnale di pericolo, entrano non curanti dei rischi.

La tutela tipica del Pubblico Ufficiale vittima del reato di Resistenza/Violenza al Pubblico ufficiale od oltraggio a pubblico ufficiale.

In realtà, a fronte di questi discutibili vantaggi, ci sono diverse implicazioni che la qualifica comporta che potrebbero anche mettere in pericolo l'Assistente Bagnanti che, investito di tale qualifica, dovesse travalicare le proprie competenze e prerogative.

In primo luogo dobbiamo ricordare che la qualifica di Pubblico Ufficiale non coincide con la qualifica di Polizia di Sicurezza o Polizia Giudiziaria e, quindi, l'assistente, anche se fosse riconosciuto quale P.U. si troverebbe, come del resto già fa ora, a richiedere l'intervento della Forza Pubblica.

L'unico vantaggio reale è che il mancato adempimento alle direttive dell'Assistente Bagnanti configurerebbe il reato previsto dall'articolo 650 codice penale rubricato "Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità".

A ben vedere è una magra consolazione se guardiamo le implicazioni che comporta.

Cosa può essere contestato al Pubblico Ufficiale?

- Aggravante comune ai sensi dell'articolo 61 codice penale, per aver commesso il reato in quanto Pubblico Ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni;

- Rifiuto o ritardo in atti d'ufficio, qualora l'assistente bagnanti non si attivi prontamente nell'adempiere ai propri doveri;

- Peculato, corruzione, concussione (l'assistente bagnanti che accetti una mancia per fare un semplice favore, ad esempio);

- Abuso d'ufficio;

- Omessa denuncia di reato;

- Arresto illegale, indebita limitazione della libertà altrui, (pensando all'assistente bagnanti che fermi fisicamente ed indebitamente una persona impedendole di entrare in acqua, ad esempio);

- Omesso avviso all'Autorità dell'evasione o fuga [di infermi di mente o] di minori;

Di fronte a tutti questi, ma non solo questi, titoli di reato che la qualifica di Pubblico Ufficiale comporta, considerando il tipo di lavoro svolto e la formazione che, sicuramente non consente di poter far esercitare i poteri tipici del pubblico ufficiale all'Assistente Bagnanti, a parere di chi scrive la richiesta di concessione di tale
qualifica è da escludersi.

Come si suol dire, il gioco non vale la candela

Photos from LifeguardItalia's post 05/03/2021

ANNEGAMENTO E ANNEGAMENTI
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Con il termine "ANNEGAMENTO" si delinea una forma di asfissia acuta determinata da una causa esterna meccanica consistente nell'occupazione dello spazio alveolare polmonare da parte di un liquido che penetra attraverso le vie aeree superiori.

Il decesso della vittima avviene quindi o per ipossia acuta o per insufficienza acuta del ventricolo destro del muscolo cardiaco.

Difatti a livello anatomico dal ventricolo destro del muscolo cardiaco ha inizio la cosiddetta piccola circolazione, o circolazione polmonare, che porta il sangue non ossigenato, attraverso l'arteria polmonare, ai polmoni e, più precisamente ai capillari, per lo scambio gassoso atto a far entrare una miscela aerea ricca d'ossigeno.

Il processo dell'Annegamento più essere descritto in più fasi:

FASE DI SORPRESA: in questa fase abbiamo atto inspiratorio riflesso, fugace, nel tentativo di introdurre aria nei polmoni, a cui segue uno stato di agitazione;

FASE DI APNEA: la vittima tenta trattenere il respiro nella fase di sommersione che lo porta ad uno stato di agitazione e panico con ingresso di liquido nelle vie aeree e la formazione del laringospasmo, ovvero la chiusura dell'epiglottide per al fine di evitare la penetrazione d'acqua nei polmoni;

FASE DI DISPNEA: inalazione o meno (a seconda del grado di laringospasmo) e conseguente ipossia

FASE DI ARRESTO RESPIRATORIO: perdita di coscienza, abolizione dei riflessi, apnea, convulsioni

FASE TERMINALE: arresto cardiocircolatorio

La morte avviene sia perchè l'acqua penetra nelle vie aeree, sia perchè la chiusura dell'epiglottide, al fine di proteggere le vie aeree dalla penetrazione del liquido, impedisce anche il passaggio dell'aria.

NON TUTTI GLI ANNEGAEMTNI SONO UGUALI

Spesso si parla di annegamento per indicare eventi diversi.

L'Annegamento in senso stretto è definito "ANNEGAMENTO BLU".

L'evento è preceduto dalla fase di resistenza, agitazione e apnea, durante la quale il muscolo cardiaco continua a mettere in circolo il sangue che, a causa dell'apnea e dell'ipossia, risulta povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica che fanno assumere al sangue il colore rosso scuro e imprimono ai tessuti una colorazione molto scura.

Diverso è il caso da morte improvvisa da immersione, o "ANNEGAMENTO BIANCO".

Qui assistiamo all'immersione del corpo a causa della perdita di coscienza per eventi esterni.

A causa del laringospasmo e dell'assenza della fase di apnea, la penetrazione del liquido nei polmoni appare trascurabile. Inoltre cessando la funzionalità cardiaca e i processi metabolici, non abbiamo la trasformazione dell'ossigeno in anidride carbonica. La cute dell'infortunato appare di colore biancastro.

Anche l'ambiente acquatico in cui avviene l'annegamento comporta diverse conseguenze.

IN ACQUA DOLCE: l'acqua dolce è una soluzione ipotonica rispetto al circolo sanguigno. Le pareti cellulari dei capillari, quindi, fan si che l'acqua dolce penetri all'interno dei vasi sanguigni causando un IPERVOLEMIA (aumento del volume di sangue) e l'EMOLISI (rottura della parete cellulare dei globuli rossi).

La situazione risulta ulteriormente compromessa in caso di presenza di cloro e altri additivi.

IN ACQUA SALATA: l'acqua salata, al contrario, è una soluzione ipertonica rispetto al sangue. Le pareti cellulari degli alveoli fan si che i liquidi presenti nel circolo sanguigno trasudino all'interno dei polmoni, aumentando la concentrazione di liquido negli alveoli andando ad occupare lo spazio che sarebbe necessario agli scambi gassosi.

Inoltre con l'espirazione e l'evaporazione dell'acqua presente nei polmoni si assiste alla cristallizzazione del sale negli alveoli, con conseguente impedimento agli scambi gassosi.

TRATTAMENTO

Una volta recuperata la vittima di annegamento, adottando tutte le misure atte a garantire l'autoprotezione del soccorritore, occorre attivare immediatamente il Servizio di Emergenza Sanitaria 112/118.

In caso di incoscienza occorre valutare ed agire secondo le linee guida per il trattamento dell'Arresto Cardio Circolatorio, utilizzando le manovre di rianimazione con l'ausilio del Defibrillatore, non appena possibile.

Al di là della causa asfittica o meno dell'arresto cardiaco, in linea con le linee guida AHA, occorre iniziare immediatamente le Compressioni Toraciche Esterne.

Le CTE, oltre a mantenere il circolo sanguigno, causano un aumento della pressione interna polmonare a causa della compressione stessa che ne diminuisce il volume, favorendo lo svuotamento dei polmoni dal liquido penetrato.

In tutte le situazioni di cosiddetto PRE - ANNEGAMENTO, garantita la protezione termica della vittima e considerata l'allergia al cloro, è sempre necessaria l'ospedalizzazione della vittima al fine di valutare le sequele determinate dal liquido penetrato.

30/06/2020

ASSISTENTE BAGNANTI: SOCCORRITORE LAICO O SOCCORRITORE PROFESSIONISTA?
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Non dovrebbero esserci dubbi, ma spesso si fa confusione con i termini.

Questo accade perchè spesso gli Assistenti Bagnanti / Bagnini di Salvataggio ottengono l'abilitazione all'uso del Debrillatore SeminAutomatico Esterno con il cosiddetto "corso laico".

In realtà l'Assistente Bagnanti segue un corso professionalizzante a tutti gli effetti, tanto che ai sensi dell'articolo 359 codice penale riveste la funzione di Persona esercente un servizio di pubblica necessità,

Il Corso per Assistenti Bagnanti, quindi, forma dei professionisti del soccorso in acqua e nella somministrazione dei primi soccorsi che ben lontani sono dalla figura del soccorritore laico.

La Circolare del Ministero della Salute 0019334-05/06/2020-DGPRE-DGPRE-P chiarisce infatti che rientrano tra i compiti delll'Assistente Bagnanti

"• Prevenzione di eventi dannosi, attraverso la conoscenza dei fattori di rischio.
• Sorveglianza e vigilanza della utenza balneare in mare, in piscina e lungo il litorale facente
parte dell’area di balneazione (spiaggia, bordo-piscina)
• Vigilanza ambientale e segnalazione alle Autorità competenti
• Salvataggio di potenziali vittime di sommersione
• Soccorso di una vittima in stato di necessità (per sommersione, trauma o per altre patologie
acute di carattere generale, ad esempio affezioni cardiovascolari acute o altro)
• Esecuzione di BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) adulto e pediatrico di qualità
con ausilio di strumenti avanzati, training specifico ed utilizzo in urgenza di ossigeno
normobarico".

In più viene espressamente riconosciuto che "non si deve pertanto confondere la figura del Bagnino di Salvataggio (BDS) con quella del "personale laico" abilitato al BLSD occasionale, in quanto il BDS, pur definito "non sanitario",
riceve una formazione professionale specializzata tanto da poter utilizzare presidi, farmaci (l'ossigeno), e le manovre di cui sopra.

L'Assistente Bagnanti è quindi un soccorritore non sanitario professionale che deve essere adeguatamente formato, tra l'altro, al primo soccorso, oltre che alle tecniche specifiche di salvataggio.

27/05/2020

Posto non disponibile

05/09/2019

LO SHOCK

Con il termine "SHOCK" si intente uno stato di IPOPERFUSIONE SISTEMICA dovuta a riduzione della gittata cardiaca, del volume di sangue o un aumento del calibro vasale.

Uno squilibrio acuto, quindi, della funzione cardiocircolatoria provocato dalla discrepanza fra il volume di liquidi circolanti e il calibro dei vasi sanguigni

Le cause principali possono essere identificate nelle emorragie, nella disidratazione, nella vasodilatazione eccessiva, e nei disturbi della funzionalità cardiaca.

Distingueremo, quindi, vari tipi di shock:

- SHOCK IPOVOLEMICO: causato da una perdita di liquidi corporei come sangue o plasma (emorragie) o da una grave disidratazione (vomito e diarrea gravi, ustioni…);

- SHOCK CARDIOGENO: dovuto alla compromissione della funzionalità cardiaca che determina una ridotta capacità di contrazione del cuore;

SHOCK NEUROGENO: a causa del quale il Sistema Nervoso non è in grado di controllare il calibro dei vasi sanguigni;

- SHOCK ANAFILATTICO: causato da un allergene che può determinare una carenza di ossigenazione a causa dell'Edema della Glottide e, quindi, l'ostruzione delle vie aeree, sia per una eccessiva vasodilatazione delle arterie;

- SHOCK SETTICO:in caso di infezioni gravi (sepsi) vengono liberate tossine che possono causare vasodilatazione.

Si tratta, in ogni caso ed indipendentemente dalle cause, di una situazione patologica molto grave, caratterizzata da una condizione generale di insufficiente perfusione determinata dallo squilibrio tra sangue circolante e vasi che lo contengono.

Di fronte a questa situazione, l'organismo inizia a porre in essere una serie di meccanismi compensativi.

Si parla, quindi, di SHOCK COMPENSATO, o meglio, IN FASE DI COMPENSAZIONE.

Durante questa fase, infatti, la frequenza cardiaca si presenta normale o lievemente in accelerazione, con una pressione arteriosa normale e una frequenza respiratoria aumentata.

La cute si presenterà normale o fredda e umida, con uno stato di coscienza normale caratterizzata eventualmente da ansia.

Con l'aggravarsi della situazione, lo stato evolve nello SHOCK SCOMPENSATO, con un aumento della frequenza cardiaca oltre i 120bpm, difficilmente apprezzabile sul polso periferico (radiale) che può quindi essere flebile o assente.

Il paziente si presenta Ipoteso (pressione massima inferiore a 90 mmhg), tachipnoico, pallido, freddo e sudato, nonchè agitato e confuso.

L'ultimo stadio è quello dello SHOCK GRAVE, caratterizzato dall'assenza del polso periferico che, in ogni caso, si presenterà bradicardico (inferiore a 50 bpm), da una pressione arteriosa non rilevabile, con una difficoltà respiratoria caratterizzata da bradipnea.

Cute fredda, cianotica, marezzata, con alterazioni dello stato di coscienza fino allo stato soporoso e all'incoscienza.

La gravità della situazione e il rischio evolutivo della stessa impone un trattamento rapido.

La prima cosa da fare è allertare immediatamente il sistema di SOCCORSO SANITARIO tramite i numeri 112/118.

Intervenire, per dove possibile, sulle cause dello shock, arrestando eventuali emoraggie, trattando le ustioni e garantendo la pervietà delle vie aeree.

Garantire la protezione termina utilizzando eventualmente la coperta isotermica (metallina).

SOMMINISTRARE OSSIGENO.

Monitorare la situazione tenendo il paziente eventualmente in posizione anti shock o in posizione laterale di sicurezza, preparandosi, eventualmente, a sostenere le funzioni vitali con le manovre BLSD

28/08/2019

Trattamento di una ferita:

Con il termine "ferita" si intende una lesione traumatica caratterizzata da soluzione di continuità della cute o delle mucose ed eventualmente dei tessuti sottostanti. Generalmente tali lesioni possono essere superficiali, profonde o penetranti.

L'Assistente Bagnanti, quale primo soccorritore, ha il compito di trattare detta lesione.

Trattare la ferita è ben lungi dal medicare una ferita.

Medicare la ferita, infatti, rientra negli atti medici.

Difatti “Qualsiasi medicazione e qualsiasi applicazione di mezzi curativi, comunque eseguite, integrano il delitto di esercizio abusivo della professione medica, perché non possono essere consentite a persone sprovviste delle necessarie cognizioni tecnico - scientifiche, specie quando si tratti di mezzi che incautamente o maldestramente adoperati possono arrecare danni all’organismo umano” [Cass. Pen. 26 Marzo 1968, 1198].

Diverso è il trattamento della ferita, che mira a pulire la stessa al fine di proteggerla ed evitare infezioni.

Il primo soccorritore deve, in primo luogo, assicurarsi di avere le mani pulite e deve, come prima cosa USARE DEI GUANTI monouso.

I guanti, infatti, oltre a proteggere l'operatore, proteggono l'infortunato da eventuali infezioni.

Successivamente occorre lavare con fisiologica o comunque con acqua pulita.

Detta pulizia deve avvenire in direzione centrifuga per allontanare corpi estranei (piccoli detriti) aiutandosi con una garza sterile

I disinfettanti devono essere utilizzati SOLO per i bordi della ferita.

La stragrande maggioranza dei disinfettanti in commercio, infatti, sono da utilizzarsi su cute integra, poichè li stessi potrebbero ledere e bruciare i tessuti.

Su cute lesa può essere utilizzato il betadine che, tuttavia, nel primo soccorso rimane sconsigliato in quanto "sporca" la ferita, che poi deve essere ripulita da parte del personale sanitario per una corretta valutazione della stessa.

Qualora invece ci si trovi davanti a una ferita da morso di cane, occorre utilizzare l'acqua ossigenata, al fine di evitare il proliferare di batteri presenti nella bocca e nella saliva del cane.

Una volta pulita la ferita e disinfettati i bordi, la stessa va coperta con garze sterili, al fine di evitare infezioni.

Se ci fosse un corpo estraneo nella ferita questo NON VA RIMOSSO.

La rimozione del corpo estraneo potrebbe causare ulteriori lesioni o andare a togliere quel qualcosa che, in quel momento, sta facendo emostasi.

Qualora, ovviamente, siano presenti emorragie andranno trattate, al fine di evitare eccessive perdite ematiche e il conseguente stato di shock da ipovolemia.

Photos from LifeguardItalia's post 14/08/2019

Tra gli interventi di emergenza che l'Assistente Bagnanti è autorizzato a mettere in atto, possiamo annoverare la somministrazione dell'Ossigeno medicale.

La questione aveva sollevato diverse perplessità, in quanto l'Ossigeno è a tutti gli effetti un farmaco con tanto di effetti collaterali che possono dipendere tanto dai litri al minuto erogati, quanto dal tempo di somministrazione.

Se non vi era dubbio che l'ossigeno potesse essere utilizzato durante le manovre rianimatorie effettuate con pallone autoespandibile, stante l'assoluta urgenza di perfondere il cervello con sangue ossigenato per evitare il danno da ipossia, qualche questione sorgeva per la somministrazione a persone soccorse che non versassero in tali condizioni.

La questione è stata chiarita dalla circolare del Ministero della Salute protocollo 18981 del 20 marzo 2012 avente ad oggetto, per l'appunto, la somministrazione dell'Ossigeno in emergenza.

Da precisarsi che detta circolare prende in esame proprio l'ambiente acquatico e le relative emergenze.

Il Ministero partiva dal quesito avente ad oggetto la possibilità per personale non medico, IN ASSENZA DI PARERE MEDICO, di somministrare ossigeno in situazioni di emergenza senza incorrere nel reato di abusivo esercizio della professione medica.

Il Ministero della Salute, previo parere del Consiglio Superiore della Sanità, ha chiarito che nelle situazioni di emergenza è possibile somministrare ossigeno anche per soccorritori non medici e in assenza di parere medico.

Il Ministero ha altresì auspicato, oltre all'immancabile formazione, anche la dotazione e l'utilizzo del "Saturimetro Arterioso" tra gli strumenti di base per la gestione delle emergenze.

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