19/09/2026
Classificare lo Yoga come disciplina sportiva nel Registro Nazionale delle Attività Sportive (RASD) è un atto amministrativo e istituzionale, non un'etichetta riduttiva.
Un riconoscimento formale questo che non snatura l'anima dello Yoga 🕉️
Questo passaggio non cancella la tradizione culturale e filosofica dello Yoga che resta una scienza per l’evoluzione umana.
Il riconoscimento dello Stato non fa che offrire una "casa" normativa più sicura a chi ogni giorno trasmette questo insegnamento con dedizione, rispetto per le tradizioni e passione.
Il riconoscimento ufficiale dello Yoga come disciplina sportiva da parte del Dipartimento per lo Sport e del Ministero per lo Sport e i Giovani segna un passaggio di fondamentale importanza per tutto il panorama dello Yoga italiano.
Tutto il percorso svolto fino ad oggi dal Csen tramite il suo Settore Nazionale Yoga a partire dall’esclusione della disciplina yoga dal registro CONI nel 2017 ad oggi è servito per giungere a questo importante traguardo che oggi porta vantaggi concreti e nuova stabilità a insegnanti e alle associazioni sportive dilettantistiche e SSD:
* Tutele e dignità professionale: Insegnanti e istruttori vedono finalmente riconosciuto il proprio lavoro all'interno della cornice della riforma dello sport, con maggiori garanzie previdenziali e contrattuali.
* Sostegno alle ASD e SSD: Più chiarezza gestionale, semplificazioni fiscali e un quadro normativo solido e trasparente per le associazioni che promuovono la pratica Yoga sul territorio.
* Trasparenza e accessibilità: Una garanzia in più per gli allievi, che possono affidarsi a realtà riconosciute e strutturate.
Ma attenzione nessuno è obbligato a promuovere la disciplina Yoga in ambito sportivo, la porta è aperta solo per chi vuole entrare.
Proseguiamo il nostro percorso sul tappetino con la stessa dedizione di sempre, ma con un passo in più verso il futuro! 🌿