05/08/2026
*La Sezione Corazzieri informa*
*5 agosto 1944 - La deportazione dei Carabinieri nella Seconda Guerra Mondiale*
Nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1944, ottant’anni fa, oltre 4000 Carabinieri di ogni grado, furono deportati e internati nei lager in Germania a seguito di un’operazione che coinvolse tutto il Nord Italia, segnando lo scioglimento dei presidi dell’Arma nei territori occupati. Il rastrellamento fu la reazione nazista alle frequenti azioni di resistenza dei militari dell'Arma che rimasero sempre al fianco della popolazione. Il 7 ottobre 1943, una deportazione simile era avvenuta a Roma, dove oltre 2500 Carabinieri furono arrestati per essere internati in Germania. Per onorare il sacrificio di quei militari, nel 1984 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini concesse alla bandiera dell'Arma la terza Medaglia d'oro al Valor Militare, con la seguente motivazione: "Dopo l'armistizio dell'otto settembre 1943, in uno dei periodi più travagliati della storia d'Italia, in Patria ed oltre confine, i Carabinieri, frazionati nell'azione ma uniti nella fedeltà alle gloriose tradizioni dell'Arma, dispiegarono sia isolati, sia nelle formazioni del Corpo Volontari della Libertà e nelle unità operanti delle Forze Armate, eminenti virtù di combattenti, di sacrificio e di fulgido valore, attestate da 2735 Caduti, 6521 feriti, e oltre 5000 deportati. Le ingenti perdite e le 723 ricompense al Valor Militare affidano alla storia della Prima Arma dell'Esercito la testimonianza dell'insigne contributo di così eletta schiera di Carabinieri alla Guerra di Liberazione, tramandandola ad imperituro ricordo".
Per non dimenticare
04/08/2026
La Sezione Corazzieri informa
*4 agosto 1948 – Giuseppe Tosi vince la Medaglia d’Argento alle Olimpiadi di Londra*
Giuseppe Tosi (Borgo Ticino (NO) 25 maggio 1916 – Roma, 10 luglio 1981) era entrato nello Squadrone Carabinieri Guardie del Re il 30 novembre 1936 rimanendovi fino al 5 maggio 1955.
Atleta azzurro del lancio del disco e molto abile anche nella pallavolo e nel lancio del peso, ottenne i massimi risultati in campo nazionale, internazionale e olimpico. È stato il primo carabiniere-atleta e la prima Medaglia Olimpica nella storia sportiva dell’Arma.
Coevo dell’imbattibile Adolfo Consolini che, in diverse occasioni relegò Tosi al secondo posto, non ebbe rivali nei vari Campionati Nazionali e Mondiali Militari (CISM).
Il top del successo, Tosi lo ottenne proprio nel 1948 alle Olimpiadi di Londra svoltesi dal 29 luglio al 14 agosto, nel corso delle quali si aggiudicò la medaglia d’Argento con la misura di mt 54,78 e successivamente con mt 54,80 fu primatista Europeo. Ancora secondo lo fu ai Campionati Europei del 1946, 1950 e 1954. Partecipò anche alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 (ottavo); ha vinto 5 Campionati Militari Internazionali Cism ed altrettanti titoli italiani; nonché una edizione dei Campionati inglesi e dei Giochi Panatenaici.
Nella caserma Sanfront Tosi è ricordato con una grande fotografia, posta nella galleria delle corazze nella zona dedicata alle glorie sportive, che ritrae l’atleta alle Olimpiadi di Londra nell’atto di lanciare il disco ed inoltre a lui è intitolata la palestra, ove i corazzieri praticano i diuturni allenamenti sportivi.
29/07/2026
*La Sezione Corazzieri informa*
*29 luglio 1900 – Monza- Re Umberto I viene assassinato*
Umberto I nacque nel 1844 a Torino da Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide, figlia di Ranieri d’Asburgo. Ebbe una formazione prevalentemente militare ed era già generale nel 1866, quando partecipò alla terza guerra d’Indipendenza, combattendo nella battaglia di Custoza. Nel 1868 sposò la cugina Margherita di Savoia, figlia del duca di Genova, che gli diede un figlio, il futuro Vittorio Emanuele III. In occasione di tali nozze venne costituito lo Squadrone Carabinieri Guardie del Re di cui il Reggimento Corazzieri è il diretto discendente.
Salito al trono alla morte del padre, nel 1878, Umberto I ebbe alto il senso dell’unità nazionale, che manifestò con numerosi viaggi in tutta Italia.
Quel 29 luglio il Re si trovava a Monza ed era stato invitato alla cerimonia di chiusura della società di ginnastica Forti e Liberi. Quel giorno però faceva particolarmente caldo e questo lo indusse a non mettere la maglia protettiva in anelli di ferro, la cosiddetta «cotta», che era solito indossare durante le manifestazioni in pubblico.
Al termine, verso le 22.30, si recò verso la carrozza per rientrare a Villa Reale, mentre la folla applaudiva. Tra la folla si trovava anche l'attentatore, Gaetano Bresci, un anarchico toscano emigrato negli Stati Uniti e rientrato in Italia da pochi mesi, con in tasca una rivoltella a cinque colpi.
Approfittando della confusione, Bresci fece un balzo in avanti con la pi***la in pugno e sparò alcuni colpi in rapida successione. Umberto venne raggiunto a una spalla, al polmone e al cuore. Subito i carabinieri bloccarono il Bresci sottraendolo al linciaggio della folla e traendolo in arresto. Intanto la carrozza col sovrano ormai ca****re era giunta alla Reggia di Monza; la Regina, avvisata, si precipitò all'ingresso gridando: «Fate qualcosa, salvate il Re!». Ma non c'era ormai più nulla da fare; Umberto era già spirato.
Il 9 agosto venne celebrato il funerale religioso a Roma con grande partecipazione di folla. La salma del defunto Re venne quindi tumulata nel Pantheon di fronte a quella del padre Vittorio Emanuele II.
Bresci venne processato il 29 agosto e condannato il giorno stesso all'ergastolo, in quanto la pena di morte era in vigore solo per alcuni reati militari, puniti dal Codice penale militare di guerra. Bresci morì suicida (impiccandosi nella propria cella) il 22 maggio 1901.
13/07/2026
*La Sezione Corazzieri informa*
*13 luglio 1814 – Fondazione dell’Arma dei Carabinieri*
Fra i sovrani spodestati da Napoleone Bonaparte, il primo a rientrare in Italia fu Vittorio Emanuele I di Savoia. Il Re di Sardegna non aveva perso la corona, in quanto il trono, col Piemonte occupato dai francesi, era stato trasferito in Sardegna. Vittorio Emanuele I, tornato a Torino il 19 maggio 1814 (un mese e mezzo dopo l’abdicazione di Napoleone), iniziò il riordinamento dello Stato sardo. Fra l’altro il Sovrano incaricò la Segreteria di Guerra (l’attuale Ministero della Difesa) di porre immediatamente allo studio la riorganizzazione dell’Esercito e, contemporaneamente, la costituzione di un Corpo di truppe per la sicurezza pubblica, che doveva far parte appunto dell’Esercito ed affiancare la Gendarmeria Francese tuttora in servizio, ma ridotta ai soli elementi di origine piemontese.
Si giunse così, nell’arco di appena due mesi, alle Regie Patenti del 13 luglio 1814, il cui Preambolo affermava: “Per ricondurre, ed assicurare viemaggiormente il buon ordine e la pubblica tranquillità, che le passate disgustose vicende hanno non poco turbata a danno de’ buoni, e fedeli sudditi Nostri, abbiamo riconosciuto essere necessario la formazione di un Corpo di Militari per buona condotta, e saviezza distinti, con il nome di Corpo dei Carabinieri Reali. Il Corpo de’ Carabinieri Reali sarà considerato nell’Armata per il primo fra gli altri, dopo le Guardie Nostre del Corpo. Godrà perciò in ogni incontro di tutte le prerogative, che in tale qualità gli spettano, ed all’occasione sarà preferito per l’accompagnamento delle Persone Reali”.
Il primo a ricoprire la carica, sia pure provvisoria, di Presidente Capo del Buon Governo (Comandante Generale) fu il Luogotenente Generale Giorgio Des Geneys per cui egli può essere collocato al primo posto nella cronologia dei comandanti del Corpo e quindi dell’Arma. Ma si trattò di pochi giorni, poiché nell’agosto dello stesso 1814 si ebbe la nomina del primo effettivo Presidente Capo del Buon Governo, nella persona del Generale Giuseppe Thaon di Sant’Andrea di Revel.
29/06/2026
*La Sezione Corazzieri informa*
*29 giugno 1985 – Dimissioni del Presidente Sandro Pertini (1896-1990)*
Il 29 giugno 1985, pochi giorni prima della scadenza naturale del suo mandato, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini si dimise dalla carica per permettere l'immediato insediamento di Francesco Cossiga, appena eletto suo successore, diventando, come previsto dalla Costituzione, Senatore a vita di diritto.
29/06/2026
*La Sezione Corazzieri informa*
*29 giugno 1797 – Nascita della Repubblica Cisalpina*
La Repubblica Cisalpina venne istituita il 29 giugno 1797 dal generale Napoleone Bonaparte con la cosiddetta Campagna d'Italia (1796-1797), e comprendeva inizialmente i territori dello Stato di Milano, la Repubblica Cispadana che raccoglieva l’antico Ducato di Modena e il Ducato di Massa, e i vecchi domini di terraferma veneziani di Bergamo e di Crema, a cui si aggiunsero il 27 luglio le Legazioni pontificie di Bologna e Ferrara.
La capitale della Repubblica Cisalpina fu stabilita a Milano. L'aggettivo deriva dal latino CISALPINUS, composto di CIS, 'di qua da', e ALPES, 'Alpi'.
Crollata nel 1799 per l'intervento delle truppe austriache, fu ripristinata da Napoleone nel 1800 dopo la battaglia di Marengo.
Il 26 gennaio 1802 la Consulta cisalpina, convocata a Lione, decretò la trasformazione della Repubblica Cisalpina in Repubblica Italiana (1802-1805) e la disposizione dei colori sulla bandiera mutò in una composizione formata da un quadrato verde inserito in un rombo bianco, a sua volta incluso in un riquadro rosso: da questa bandiera ha tratto ispirazione lo Stendardo Presidenziale italiano in uso dal 14 ottobre 2000 (Presidente Ciampi).
A seguito della proclamazione e incoronazione di Napoleone a Imperatore dei francesi (2 dicembre 1804) e alla sua incoronazione a Re d'Italia (26 maggio 1805), la Repubblica Italiana cesserà di esistere per evolvere nel Regno d'Italia.
La Repubblica Cisalpina resta importante in quanto ereditò il tricolore della Repubblica Cispadana. Ed è lo stesso tricolore dell'attuale Repubblica Italiana.
Le bandiere di queste repubbliche sono conservate presso il Museo del Tricolore di Reggio Emilia.
15/06/2026
*La Sezione Corazzieri informa*
*15 giugno 1978 – Dimissioni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone*
Il Presidente della Repubblica Giovanni Leone (1908-2001), eletto il 24 dicembre 1971, si dimise il 15 giugno 1978, in anticipo di sei mesi rispetto alla naturale scadenza del mandato. Ne seguì, prima la supplenza del presidente del Senato Amintore Fanfani, poi le nuove elezioni presidenziali che portarono al Quirinale l’8 luglio 1978 Sandro Pertini.
Poche settimane prima di spegnersi all'età di 93 anni, fu attribuito a Giovanni Leone il titolo onorifico di Presidente Emerito della Repubblica, dignità di ordine protocollare che da allora spetta ex lege a tutti gli ex Capi dello Stato in vita.
15/06/2026
*La Sezione Corazzieri informa*
*15 Giugno 1864 - Fondazione della Croce Rossa Italiana*
Viene fondata a Milano la Croce Rossa Italiana, con il nome di Comitato dell'Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra.
Nel 1872 la C.R.I. viene trasferita a Roma, dove si costituisce il Comitato Centrale. Da allora la Croce Rossa Italiana è sempre presente e attiva nei conflitti che vedono impegnata l'Italia, sino alla seconda guerra mondiale. La C.R.I. ha operato su tutto il territorio nazionale, operando nelle emergenze quotidiane, nell'assistenza ai bisognosi ed anche nelle maxi-emergenze, come quella recente del Covid 19. Dopo varie denominazioni e assetti giuridici, nel 2012 è stata riconosciuta associazione con personalità giuridica di diritto privato di interesse pubblico ed ausiliaria dei pubblici poteri nel settore umanitario, ponendola sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Dal 2016 la Croce Rossa Italiana ha cambiato personalità giuridica diventando una associazione di promozione sociale di diritto privato ed ha due componenti ausiliarie delle forze armate italiane che sono: il Corpo militare della Croce Rossa Italiana che svolge le proprie attività anche all'estero o in scenari operativi ad alto rischio e il Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana, le "crocerossine", asse portante degli interventi sanitari più strutturati sia in Italia che all'estero.
10/06/2026
*La Sezione Corazzieri informa*
*10 giugno 1940 – Dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna*
L'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, che era iniziata il 1º settembre 1939 a seguito dell'attacco tedesco contro la Polonia, avvenne il 10 giugno 1940, e fu annunciata dal Capo del Governo Benito Mussolini con un celebre discorso dal balcone di Palazzo Venezia, nell’errata convinzione che le sorti del conflitto fossero già decise.
Il Duce chiese a Vittorio Emanuele III che gli venisse ceduto il comando supremo delle Forze Armate, il quale, in base allo Statuto Albertino, era detenuto dal sovrano. Il re si oppose, finendo con il concordare una formula di compromesso che lasciò scontento il Duce: il comando supremo sarebbe rimasto in capo a Vittorio Emanuele III, ma Mussolini lo avrebbe gestito in delega.
Lunedì 10 giugno Galeazzo Ciano, ministro degli Affari Esteri, convocò a Palazzo Chigi per le 16:30 l'ambasciatore francese e alle 16:45 l'ambasciatore britannico, ai quali lesse, secondo la prassi diplomatica, la dichiarazione di guerra.
Alle 18:00 dello stesso giorno Mussolini, indossando l'uniforme da primo caporale d'onore della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, di fronte alla folla radunatasi in Piazza Venezia, annunciò, con un lungo discorso trasmesso anche via radio nelle principali città italiane, che «l'ora delle decisioni irrevocabili» era scoccata, mettendo al corrente il popolo italiano delle avvenute dichiarazioni di guerra.
Iniziava cosi quello che è considerato il più grande conflitto armato della storia, costò all'umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri, con una stima totale di morti che oscilla tra i 55 e i 60 milioni di individui.
02/06/2026
L'eco dei corazzieri - maggio 2026