Fighters Life

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Un nuovo spazio dedicato allo sport da combattimento dove troverete interviste ai campioni del presente e del passato ad affermati maestri e tutorial ...

14/06/2026

È ufficialmente iniziato il countdown. Da oggi, dalle ore 00:00, ogni secondo ci avvicina all’evento che può scrivere una pagina storica del pugilato italiano.
L’adrenalina cresce, il cuore accelera, la tensione si trasforma in energia. Davanti a noi c’è una sfida che può cambiare tutto, segnando un prima e un dopo.
Noi siamo pronti. Pronti a seguire il nostro condottiero, pronti a sostenerlo con tutta la nostra voce, la nostra passione e il nostro orgoglio. Il 20 giugno 2026, a Southampton, in Inghilterra, nello St Mary’s Stadium, Michael Magnesi salirà sul ring per conquistare il titolo WBC Interim World Super Feather contro Ryan Garner.
Il nostro grido attraverserà la Manica. La nostra passione salirà con lui tra quelle corde. La nostra storia combatterà al suo fianco round dopo round.
Forza Michael Magnesi! L’Italia è con te. Vai a prenderti il mondo!

14/06/2026

Gianluca Valente, pochi istanti dopo aver conquistato il titolo italiano, si presenta ai microfoni Rai con il cuore ancora in fiamme e senza peli sulla lingua. 🎙️🔥
Tra emozione, orgoglio e qualche conto ancora aperto, il neo campione si toglie qualche sassolino dalle scarpe e lancia un messaggio forte e chiaro: vuole il rematch con
La sfida è lanciata. Adesso la parola passa al ring. 🥊🇮🇹

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13/06/2026

Gianluca Valente vince per ko e diventa il nuovo campione Italiano dei pesi super piuma 🇮🇹 Onore a Mohamed Diallo🥊

13/06/2026

Adsumus cm passione nostra, cm historia nostra, cm identitate nostra; tempus est vocem tollere atque Italiae universae clamare: pugilatus vivit, pugilatus valet, pugilatus adest.

“Siamo qui con la nostra passione, con la nostra storia, con la nostra identità; è tempo di alzare la voce e gridarlo a tutta l’Italia: il pugilato vive, il pugilato è forte, il pugilato è presente.”

12/06/2026

Il 4 luglio 2026 non sarà soltanto una serata di grandi match. Non sarà soltanto una notte di titoli in palio, di sfide attesissime, di un sottoclou imponente e di una vera maratona di pugilato.
Sarà molto di più.
Sarà il giorno in cui tutto il nostro movimento si ritroverà sotto lo stesso tetto per mostrare al mondo il proprio SENSO DI APPARTENENZA.
Riempire il Palatiziano non significa semplicemente assistere a un evento. Significa lanciare un messaggio forte, chiaro, inequivocabile:
“Noi ci siamo.”
Ci siamo con la nostra passione.
Ci siamo con la nostra storia.
Ci siamo con la nostra identità.
È il momento di alzare la voce e gridare all’Italia intera che il pugilato è vivo, forte, presente. Che non siamo un ricordo sbiadito custodito nei libri di storia. Siamo una realtà pulsante, pronta a conquistare il futuro e a riprendersi il posto che merita.
Il 4 luglio sarà la festa del pugilato italiano. Sarà la festa della nostra Federazione, della nostra comunità, della nostra identità.
Ma una festa così non può esistere senza i suoi veri protagonisti.
Voi.
Voi che vivete il pugilato ogni giorno.
Voi che ne condividete i sacrifici, i valori, le emozioni.
Voi che lo amate, lo sostenete e ne custodite l’anima.
Il mondo mediatico deve vedere. Deve capire. Deve sapere.
Noi esistiamo. Noi siamo presenti. Noi siamo pronti.
Il 4 luglio 2026 non sarà soltanto una data.
Sarà una dichiarazione d’orgoglio.
Sarà un grido di appartenenza.
Sarà il giorno in cui il pugilato italiano si farà sentire.
04 LUGLIO 2026.
IMPOSSIBILE NON ESSERCI. 🥊🇮🇹
👉🏻Biglietti Disponibili:
🔥https://ticket.taftheartofighting.com/it/shop/biglietti-palatiziano
👊🏻Nelle Palestre dei Pugili che saranno protagonisti

12/06/2026

Domani sera Avezzano vivrà una notte speciale di grande boxe. Nella suggestiva cornice di Piazza Risorgimento andrà in scena il duello valido per il titolo italiano vacante dei pesi superpiuma, organizzato dalla Rosanna Conti Cavini Production e trasmesso in diretta su Rai Sport (Canale 58).
L’appuntamento televisivo è fissato per le ore 22, quando i riflettori illumineranno il ring e soprattutto il beniamino di casa, Gianluca Valente, chiamato all’esame più importante della sua carriera. L’avezzanese arriva a questa sfida sulle ali dell’entusiasmo dopo il successo ai punti ottenuto lo scorso novembre a Tivoli contro Valerio Nocera. Di fronte troverà un avversario determinato e affamato come Mohamed Diallo di Lastra a Signa, reduce dal netto KO al secondo round inflitto a Juan Benjumea a Scandicci.
Per Diallo questa sfida rappresenta molto più di un semplice match. È l’occasione per riscattare una delle serate più amare della sua carriera, quella del 16 novembre 2024, quando il tentativo di conquistare il titolo italiano contro Francesco Paparo si concluse con una sconfitta per KO al secondo round. Una prestazione lontana dalle aspettative, che però ha rappresentato un punto di svolta. Insieme al maestro Mirko Ricci, Mohamed ha analizzato ogni dettaglio di quella notte, trasformando la delusione in esperienza e la sconfitta in motivazione.
Per Valente, invece, è il primo vero appuntamento con il titolo italiano. Ha già assaporato la gioia di conquistare una cintura internazionale UBO, ma il tricolore ha un significato diverso. È il simbolo di un’intera carriera, il riconoscimento che ogni pugile sogna sin da bambino. Questa sera quel sogno potrebbe diventare realtà davanti al suo pubblico.
Tutti gli ingredienti fanno pensare a una sfida intensa, combattuta e ricca di emozioni. Due pugili, due storie diverse, un solo obiettivo: indossare la cintura di campione d’Italia. Sul ring non ci saranno soltanto tecnica e preparazione, ma anche orgoglio, sacrificio e voglia di riscatto.

11/06/2026

Questo è ciò che dice l’algoritmo, basandosi sulle statistiche dei due prossimi contendenti al titolo italiano: Francesco Faroni e Giovanni Rossetti.
Personalmente, però, non mi trovo del tutto d’accordo. Al di là dei numeri, quello che vedo è una sfida equilibratissima, un vero 50 e 50. Due atleti pronti a dare tutto sul ring, con qualità e determinazione che possono fare la differenza in qualsiasi momento.
Le statistiche raccontano una storia, ma il cuore, la grinta e la voglia di vincere spesso ne scrivono un’altra. Non resta che attendere il 4 luglio al Palatiziano, quando sarà il ring a parlare e a decretare chi avrà la meglio in questa attesissima battaglia.
👉🏻Che ne pensate?
🇮🇹 🥊 🥊 🔥

11/06/2026

8 aprile 1995. Una data che gli appassionati di pugilato italiani non hanno mai dimenticato. Quella notte l’Italia si fermò davanti ai televisori per seguire un’impresa che sembrava impossibile. A Las Vegas, nel tempio mondiale della boxe, Giovanni Parisi si presentava con 30 incontri da professionista e il titolo mondiale WBO conquistato con talento, sacrificio e determinazione. Dall’altra parte del ring c’era una leggenda vivente: Julio Cesar Chavez. Novantaquattro combattimenti alle spalle, una carriera straordinaria e quelle cinture WBC e IBF difese così tante volte da sembrare parte della sua stessa pelle.
Parisi non portava con sé soltanto i suoi guantoni. Portava l’orgoglio di un intero Paese. E insieme a lui c’era anche una giovane Tele+2 che, grazie alla visione e al coraggio di Silvio Berlusconi, regalò ai suoi abbonati uno speciale destinato a entrare nella storia.
A Las Vegas erano presenti le più importanti firme del giornalismo italiano. C’era un giovane Dario Torromeo, c’era il grande Rino Tommasi e c’era soprattutto l’atmosfera delle grandi occasioni. Un’atmosfera resa ancora più speciale dall’eleganza dei protagonisti.
Giovanni Parisi e Julio Cesar Chavez accesero la rivalità con classe, rispetto e dignità. Anche durante la conferenza stampa non ci furono provocazioni sopra le righe, né frasi costruite per attirare l’attenzione. C’era il rispetto reciproco tra due campioni che sapevano una verità semplice: il successo non si costruisce con i proclami, ma con i fatti.
Oggi, a distanza di oltre trent’anni, quelle immagini conservano una forza incredibile. E soprattutto restano attuali le parole di Giovanni Parisi. Parole che il tempo non ha consumato, perché raccontano valori che non passano mai di moda: coraggio, umiltà, sacrificio e dignità.
Ascoltatele con attenzione. Riflettete sul loro significato. Perché in quelle parole c’è molto più di un incontro di pugilato.
C’è una lezione di vita.
Buona visione.
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11/06/2026

Il pluricampione d’Europa, protagonista di una carriera costellata di successi internazionali e già sfidante al titolo mondiale WBA, Emanuele Blandamura, ha detto la sua sui match più attesi della serata.
“Tra Forte e Picardi è davvero difficile sbilanciarsi. È uno di quegli incontri che possono prendere qualsiasi direzione e che terranno il pubblico con il fiato sospeso fino all’ultimo gong. Se dovessi fare un nome, direi Forte, ma una vittoria di Picardi non mi sorprenderebbe affatto.
Nel confronto tra Faraoni e Rossetti, invece, vedo Faraoni leggermente favorito. Ha le qualità e l’esperienza per fare la differenza, ma nel ring nulla è mai scritto in anticipo.
Grande equilibrio anche nell’altro attesissimo match tra Carlesimo e Morejon. È una sfida ricca di incognite, dove ogni dettaglio potrebbe cambiare il destino dell’incontro. Personalmente vedo Morejon con un piccolo vantaggio, ma è uno di quei combattimenti che potrebbero regalarci sorprese e colpi di scena fino all’ultimo secondo.”
Patiziano 04 Luglio 2026 - 110 Anni della Fpi


10/06/2026

Mi mancano maledettamente quei tempi.
I tempi in cui il politicamente corretto non aveva ancora spento il rumore della verità. I tempi in cui negli angoli delle palestre si respiravano sudore, sacrificio e passione autentica. Quando il pugilato era popolo, era strada, era riscatto. Quando non servivano slogan, perché a parlare erano i fatti.
Sì, sono un nostalgico. E non me ne vergogno.
Perché uomini come Luciano Sordini e Carlo Maggi, per tutti “Carletto”, appartengono a un mondo che oggi sembra lontanissimo. Un mondo duro, a volte spigoloso, ma incredibilmente vero.
Hanno forgiato generazioni di ragazzi. Hanno cresciuto campioni. Ma soprattutto hanno insegnato a stare al mondo.
Erano uomini di poche parole e di molti principi. Con loro non esistevano trattative infinite o giustificazioni comode: o rispettavi le regole, oppure quella era la porta. Fine della discussione.
E forse, se ci pensiamo bene, è proprio questo che manca oggi: il rispetto.
Perché loro il rispetto non lo chiedevano. Lo pretendevano. E se non eri disposto a darlo, semplicemente non c’era posto per te.
Erano uomini nati e cresciuti nelle difficoltà. Hanno conosciuto la durezza della vita, gli errori, le scelte sbagliate, le ferite che il tempo lascia addosso. Ma proprio per questo avevano sviluppato una straordinaria capacità di riconoscere il dolore degli altri. Cercavano il riscatto della propria anima aiutando tanti ragazzi a riscattare la loro.
Da una parte Luciano Sordini, che ancora oggi, nella sua Fiumicino, continua a gridare, insegnare, correggere, arrabbiarsi e amare quei ragazzi come solo un vero maestro sa fare.
Dall’altra Carlo Maggi, che a 68 anni ha concluso il suo ultimo viaggio.
Due guerrieri.Due icone.
Due rocce sulle quali generazioni di pugili hanno trovato appoggio quando il mondo sembrava crollare.
Scrivo queste righe perché il pensiero corre spesso indietro. A quelle palestre affollate, agli angoli pieni di vita, alle voci dei maestri che rimbombavano tra le corde. E continuo a sperare che, come per magia, quei luoghi tornino un giorno a riempirsi di sogni, sacrifici e ragazzi pronti a combattere per qualcosa.
Tra i tanti maestri che ho incontrato negli anni, Luciano Sordini e Carlo Maggi rappresentano un pugilato diverso. Antico. Popolare. Povero nelle strutture ma immensamente ricco negli uomini e nei campioni che ha saputo creare.
E di una cosa sono sicuro.
Il maestro Carlo Maggi, da qualche parte lassù, in quell’angolo di paradiso dove si parla soltanto di pugilato, è seduto con una penna e un foglio di carta tra le mani. Osserva, prende appunti.
E aspetta.
Aspetta di incontrare qualcuno a cui lasciare ancora un consiglio, ma sopratutto un rimprovero.
Con immenso affetto
Alberto Frati
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