30/07/2026
Un piccolo gagliardetto dalla caratteristica forma pentagonale, ma con un mistero tutto da risolvere.
Realizzato dalla ditta Arte della Bandiera nella seconda metà degli anni '80, si presenta in splendide condizioni. Al centro spicca il di nel suo disegno originale, inserito su uno sfondo sfumato che degrada dal rosso al giallo; nella parte inferiore trova invece posto la classica coccarda tricolore.
Il pezzo, acquistato e gentilmente condiviso con noi da Diego D'Amario, custodisce però una particolarità davvero interessante: sul lato sinistro compare l'autografo di un calciatore della Roma, con ogni probabilità appartenente alla rosa giallorossa della seconda metà degli anni '80 o, forse, dei primi anni '90.
Ed è qui che entrate in gioco voi.
Riuscite a riconoscere la firma? Di quale giocatore potrebbe essere? Scrivete la vostra ipotesi nei commenti e, se avete un'idea, raccontateci anche cosa vi ha portato a quella conclusione.
Vediamo se, insieme, riusciamo a svelare questo piccolo arcano giallorosso 🟡🟠🔴
➡️Edit: grazie al suggerimento di Maurizio Marcheggiani, l'autografo è stato identificato, un po' inaspettatamente, come quello dell'ex attaccante Roberto Bettega. L'arcano, dunque, non aveva i colori giallorossi...
28/07/2026
Le chiavi di casa, dell'auto, dell'ufficio. Le portiamo con noi ogni giorno. E per un tifoso della Roma, anche un semplice portachiavi può raccontare, ancora oggi, la sua passione.
Negli anni '80 portachiavi così, con il Lupetto, hanno accompagnato tanti romanisti nella quotidianità, diventando piccoli simboli da tenere sempre in tasca. Oggetti semplici, ma capaci di richiamare immediatamente i colori giallorossi.
Questo esemplare, inviatoci dalla nostra follower Lorella Cerulli, è un articolo originale a marchio A.S. Roma, prodotto dalla ditta Jacovacci Gioielli. È realizzato in metallo smaltato con il di su fondo oro, incorniciato dai colori rosso e giallo.
Sul retro sono presenti l'incisione "A.S. ROMA S.P.A." e il marchio Jacovacci Gioielli, dettagli che lo rendono riconoscibile come produzione dell'epoca.
Un ricordo di quando la passione per la Roma si portava con sé ogni giorno, anche attraverso questi piccoli oggetti
24/07/2026
Tra la seconda metà del 1984 e la seconda metà del 1986, l'azienda romana Di Veroli realizzò una serie di articoli di cancelleria ufficiali dedicati alla Roma. Tra di essi, questi raffigurati nelle foto: un astuccio e una penna, entrambi caratterizzati dalla presenza del di .
L' astuccio, in plastica colorata con zip rossa, riproduce due maglie Robe di Kappa della Roma con lo sponsor Barilla, il logo Kappa e il Lupetto sul petto. Si tratta di un articolo piuttosto raro, oggi non facile da reperire sul mercato del collezionismo.
La penna, con fusto arancione e tappo rosso, riporta invece il Lupetto stampato in nero accanto alla scritta "roma", realizzata con il carattere Helvetica. Una grafica essenziale ma immediatamente riconoscibile.
Questo set di cancelleria venne distribuito come omaggio ai giornalisti sportivi dell'epoca. Gli esemplari fotografati ci sono stati mostrati da Ale Pagliari, che li utilizzò durante gli anni delle scuole elementari. Il padre lavorava nella redazione del Corriere dello Sport e ricevette il kit nell'ambito di questa iniziativa promozionale. I segni del tempo e dell'uso raccontano la loro storia e rendono questi oggetti una testimonianza autentica del merchandising ufficiale della Roma della metà degli anni Ottanta
22/07/2026
Nell'afoso agosto del 1990, i tifosi aspettavano con ansia l'inizio del Campionato di Serie A, che sarebbe partito soltanto il 9 settembre.
Non c'erano anticipi né posticipi. Sky non esisteva ancora e le immagini dei giocatori e delle squadre in ritiro si potevano vedere solo sulla Rai.
Ma si leggeva. Si divoravano i quotidiani sportivi e i pochi periodici dedicati al calcio.
In quell'agosto, lasciati alle spalle i Mondiali di Italia '90, il Guerin Sportivo usciva con il numero estivo 33/34 e regalava ai lettori un maxi omaggio: gli adesivi delle squadre di Serie A.
Tra tutti, quello della Roma spiccava per i suoi colori e per la bellezza del , nel disegno originale creato da , come testimonia l'immagine inviata da Mario Amingoni che ha voluto riportarci a quegli anni ormai lontani, ma ancora vivi nei ricordi e nel cuore di tanti tifosi
19/07/2026
Ci sono sciarpe che scaldano. E poi ci sono sciarpe che raccontano una storia. Questa è una di quelle.
Siamo nel 1983, l'anno del secondo Scudetto della Roma. Il nostro follower Franco Marcelli l'acquistò sulle bancarelle quando il tricolore era ormai nell'aria, ma non ancora matematicamente conquistato e acquisito.
Per scaramanzia, però, quella sciarpa rimase "nascosta" fino al fischio finale di Genoa-Roma, 8 maggio 1983, la partita che consegnò ai giallorossi la certezza del titolo.
A renderla ancora più speciale è la sua evoluzione nel tempo. Come ci racconta Franco: "Comprata sulle bancarelle prima dell’aritmetica certezza dello scudetto e per scaramanzia 'inguattata' fino alla fine di Genoa-Roma. Il primo stemma che ci applicai fu il Lupetto, poi il tricolore ed infine lo stemma storico."
Un dettaglio che ci ha colpito particolarmente è proprio il di , applicato per primo. Un simbolo che, già da tempo, era entrato nel cuore dei tifosi e che oggi rappresenta una delle icone più amate della storia romanista.
Questa sciarpa è molto più di una semplice sciarpa da stadio: è un oggetto vissuto, personalizzato e trasformato dal suo proprietario, anno dopo anno, in un pezzo di memoria giallorossa.
Grazie a Franco per aver condiviso con noi non solo le immagini di questa splendida sciarpa, ma soprattutto il ricordo che porta con sé. Sono storie come questa a rendere vivo il patrimonio della nostra comune passione
17/07/2026
Dieci carnet di abbonamento. Dieci piccoli manifesti di storia, grafica e identità della Roma.
Dalla stagione 1974/1975 al campionato 1983/1984, i carnet di abbonamento raccontano l'evoluzione dell'immagine coordinata dell'AS Roma e rappresentano una delle testimonianze più interessanti del lavoro di .
Possiamo attribuire con certezza a Gratton i primi otto carnet, fino alla stagione 1981/1982. Tra questi troviamo sia le soluzioni "figurative", realizzate con una raffinata posterizzazione a due colori – il calciatore in festa e il pubblico giallorosso sugli spalti – sia quelle più propriamente grafiche, caratterizzate dagli straordinari motivi a nastro del 1976, 1977 e 1980. Un linguaggio visivo che anticipa, per palette cromatica e impostazione, quello adottato anche per le celebri divise della Roma disegnate dallo stesso Gratton e prodotte da Pouchain.
Le stagioni 1978/1979 e 1979/1980 segnano poi un passaggio fondamentale nell'identità visiva del club: fanno infatti la loro comparsa il (che troviamo però solo su un tagliando interno per promozione dei Roma Shop) e il marchio istituzionale della "R" stilizzata, quest'ultimo declinato nelle eleganti versioni in positivo e in negativo sugli abbonamenti.
I primi otto carnet sono firmati con la caratteristica dicitura a stampa "gratton". L'abbonamento del campionato 1981/1982, presenta un'impostazione grafica del tutto coerente con quella dei biglietti di Serie A utilizzati da tutte le squadre, dal 1984, anch'essi riconducibili al designer incaricato da Gilberto Viti e Gaetano Anzalone per l'immagine della Roma.
Più complessa è l'attribuzione degli ultimi due carnet: quello dello Scudetto 1982/1983 e quello della stagione della Coppa dei Campioni 1983/1984. Per linguaggio grafico, scelte compositive e continuità stilistica sembrano appartenere allo stesso percorso progettuale, ma allo stato non sono emerse evidenze documentali che consentano di attribuirne con certezza la paternità a Gratton
16/07/2026
Tra i primi articoli ufficiali realizzati dalla AS Roma a partire dal 1978, questa spilletta riproduce in metallo smaltato il celebre di .
Realizzata in metallo con smalti colorati, colpisce ancora oggi per la qualità della lavorazione e per la fedeltà del disegno.
Le dimensioni sono contenute: è poco più grande di una moneta da 1 euro, come si vede dal confronto in foto, ma il suo valore storico è decisamente superiore e rappresenta uno dei gadget più iconici della prima produzione ufficiale del club.
Il retro riporta il marchio AS ROMA, la dicitura "Tutti i diritti riservati" e il simbolo del copyright (1978), a conferma della sua ufficialità.
Un ringraziamento al collezionista Diego D'Amario, che ha condiviso sulla nostra pagina le immagini di questo esemplare
14/07/2026
Non solo un emblema, ma un elemento che dialoga con l'architettura. Il compare negli elaborati progettuali e nei rendering del nuovo Stadio della Roma, dove identità, memoria e futuro si fondono in un'unica visione
10/07/2026
Eccola!
Tre giorni fa l'abbiamo vista sventolare tra i fumogeni sugli spalti in una recente foto di agenzia. Oggi, grazie al nostro follower Riccardo Simonoi, possiamo finalmente osservarla da vicino e apprezzarne ogni particolare.
Si tratta di una delle bandiere originali prodotte dalla ditta romana Arte della Bandiera per celebrare lo scudetto conquistato dalla Roma nel maggio del 1983. Acquistata all'epoca nello storico negozio Bassetti Confezioni di Via Monterone, in pieno centro storico, dove tutti i tifosi potevano trovare diversi articoli ufficiali griffati con i simboli giallorossi.
Al centro del vessillo campeggia il di , proprio sopra il tipogramma "as roma", anch'esso firmato dal designer. Ai lati, i due scudetti tricolori ricordano i titoli del 1941-42 e del 1982-83, un accostamento che raccontava perfettamente quel momento storico: il secondo scudetto della storia romanista era appena arrivato, a quarantuno anni dal primo.
A rendere ancora più riconoscibile la composizione, la grande fascia giallorossa a semicerchio che attraversa la parte superiore della bandiera. Un segno grafico semplice ma di forte impatto, che sembra abbracciare il Lupetto e dona movimento all'insieme, come se la bandiera fosse stata pensata proprio per prendere vita quando si apre al vento sugli spalti. Una soluzione grafica pienamente in sintonia con il linguaggio visivo della Roma di quegli anni.
Tre giorni fa, appunto, l'abbiamo vista nel suo contesto naturale, tra le mani di un tifoso in festa. Oggi possiamo ammirarne i dettagli: un cimelio che non racconta soltanto uno scudetto, ma anche un momento in cui l'identità visiva della Roma trovò una delle sue espressioni più riuscite.
Un sentito ringraziamento al nostro follower per aver condiviso con noi questa splendida testimonianza di quegli anni magici
09/07/2026
Spilla metallica da bavero a forma di gagliardetto in miniatura, realizzata negli anni '80. Sul fronte sono presenti la scritta ROMA e il di in nero, al centro del classico sfondo giallorosso.
Le spille sono accessori piuttosto ricercati dai collezionisti di memorabilia romanista. Questa è stata prodotta anche nella variante a ciondolo, riscuotendo il gradimento dei tifosi proprio per la sua forma davvero particolare.
Immagini e spilla di Paolo Mattei