29/05/2026
1978. Tra i primi articoli ufficiali della squadra giallorossa venduti nei Roma Shop all’interno dello Stadio Olimpico e nei locali al piano terra della sede societaria di Via del Circo Massimo 7, troviamo questo raro foulard decorato con la celebre “R” stilizzata disegnata da insieme al .
Realizzato in cotone dalla ditta lombarda Texcomo, il foulard riporta un importante dettaglio storico: la data di registrazione dei due marchi societari, entrambi depositati presso l’Ufficio Centrale Brevetti di Roma il 30 giugno 1978.
L’elegante motivo decorativo richiama quello dell’altro celebre foulard prodotto sempre dalla Texcomo, caratterizzato però dalla riproduzione del Lupetto al posto dell’iconica “R” stilizzata: due varianti oggi considerate autentiche rarità del merchandising romanista di fine anni ’70, simbolo dell’inizio di una nuova identità visiva destinata a entrare nella storia del club
28/05/2026
La seconda maglia estiva della Roma campione d’Italia 1983/1984, nella particolare versione Patrick destinata alla vendita nei negozi per i tifosi.
La variante di quella stagione si distingueva per la patch del cucita sulla manica destra, a differenza della maglia indossata da Herbert Prohaska nell' '82/'83— vista in un post precedente — che presentava invece il simbolo sul petto.
L’esemplare che vi mostriamo oggi, le cui immagini ci sono state inviate da Franco Marcelli, è però ancora più speciale: acquistato subito dopo la conquista del Tricolore (ma già realizzato per la stagione successiva), conserva lo scudetto applicato dallo stesso proprietario in quei giorni di magia e festa e, poi, c’è la firma...
Quella di Bruno Conti, campione del mondo e simbolo assoluto della Roma di quegli anni. Un autografo che trasforma questa maglia da semplice cimelio a autentica testimonianza di passione giallorossa.
26/05/2026
Il Lupetto non smette mai di riapparire. Lo ritrovi ovunque, nei cassetti, nei mercatini, attaccato a un vecchio accendino o appeso a un mazzo di chiavi consumato dal tempo.
Il nostro follower Adelio ci ha inviato le immagini di un piccolo gruppo di oggetti anni ’80/’90 dedicati al Lupetto di per la AS Roma: una spilletta, un accendino dorato, un portachiavi sagomato e un adesivo.
Oggetti diversi, nati probabilmente per circuiti differenti — bancarelle fuori dallo stadio, tabaccai, negozi di articoli sportivi, edicole — ma uniti dalla stessa forza grafica. Perché il , tra anni ’80 e ’90, non era soltanto uno stemma: era una presenza quotidiana. Lo vedevi sulle giacche, sui motorini, negli astucci di scuola, sui vetri delle auto parcheggiate intorno all’Olimpico.
Non una collezione nata per la “vetrina”, ma oggetti vissuti, portati con sé, mostrati con orgoglio da chi quel simbolo lo ha davvero accompagnato nella vita di tutti i giorni.
In fondo è anche questo che rende speciale il collezionismo legato al Lupetto
24/05/2026
«Con Alitalia tutta la Roma, minuto per minuto».
Maggio 1983. Basta questa frase per tornare in un calcio che oggi sembra lontanissimo.
Sul mensile "La Roma" compare una pubblicità che racconta perfettamente l’atmosfera di quei mesi: la squadra giallorossa sta per conquistare uno Scudetto storico e la città vive un entusiasmo totale. Alitalia decide di cavalcare quell’onda emotiva dedicando voli speciali ai tifosi romanisti per seguire la squadra in trasferta, con sconti e tariffe agevolate. Non solo un’inserzione pubblicitaria.
Il testo parla chiaro:
“Alitalia vi offre il modo più veloce e confortevole per seguire la Roma. Oggi in Italia… domani in Europa per la Coppa dei Campioni.” Ed è impossibile non leggere, tra quelle righe, il sapore di un sogno che stava diventando realtà. È il clima dello Scudetto imminente, di una città che vive per la propria squadra e sogna già l’Europa.
Ma il dettaglio più affascinante della pagina è senza dubbio il pallone illustrato al centro. Su uno dei pentagoni neri (o meglio esagono per ragioni puramente compositive) compare il celebre di , simbolo identitario fortissimo della romanità calcistica. Un’integrazione grafica semplice ma potentissima: il Lupetto non è messo accanto al pallone… ne fa parte. Come a dire che la Roma, in quel momento storico, era davvero dentro il calcio italiano.
È pubblicità, sì. Ma anche cultura popolare, design anni ’80 e memoria collettiva romanista.
E rileggendo quella frase finale — “Oggi in Italia… domani in Europa per la Coppa dei Campioni” — viene davvero la pelle d’oca.
Un grazie al follower Pasquale Casillo per aver condiviso questa splendida immagine d’epoca.
22/05/2026
Nils Erik Liedholm sul Guerin Sportivo: "Era necessario avere un centrocampista con i piedi buoni e svelti. Prohaska non è uno scarto, non l'abbiamo tesserato perché non c'era di meglio. E' proprio lui che volevamo".
Tra i pupilli del “Barone”, il viennese Herbert Prohaska veste la splendida seconda maglia firmata Patrick: un completo dal candore quasi assoluto, elegante nella sua essenzialità, sul quale risalta con forza la storica patch rossa del di .
Un'altra divisa entrata nell’immaginario romanista, simbolo di uno stile sobrio ma inconfondibile, proprio come il calcio pensato da Nils Liedholm.
20/05/2026
Ci sono oggetti che valgono più per le storie che si portano dietro che per il materiale di cui sono fatti.
Come questo portachiavi anni ’90, le cui foto ci sono state gentilmente fornite dal nostro follower Paolo Mattei
La particolarità?
È un portachiavi "doubleface": il disco centrale è girevole e da un lato mostra il celebre Lupetto di , mentre dall’altro compare lo storico stemma con la Lupa capitolina. Un dettaglio che oggi sa di vintage autentico.
Metallo pesante, linee semplici, quell’estetica ruvida e senza tempo che magari si vedeva appesa ai passanti dei jeans, tra motorini parcheggiati sotto casa, trasferte, radioline e domeniche vissute in curva.
Oggetti così non erano merchandising usa e getta.
Si graffiavano, si consumavano, ma restavano sempre lì, in tasca o attaccati alle chiavi, attraversando anni, città e generazioni.
E forse era proprio questo il bello: diventavano compagni di vita
18/05/2026
Qualche giorno fa vi abbiamo mostrato un curioso scatto di Zbigniew Boniek, immortalato durante un allenamento con al collo un elegante foulard giallorosso: un accessorio ufficiale prodotto dalla Bassetti per la Roma nella seconda metà degli anni ’80.
Oggi, grazie alla gentile collaborazione di Gianluca Tinti nostro follower e appassionato collezionista romanista, possiamo finalmente osservare da vicino proprio quel foulard: un oggetto raro, ricco di fascino e memoria, sopravvissuto al tempo come una piccola reliquia della Roma di quegli anni.
Gianluca lo custodisce con grande cura sin da quando aveva appena dodici anni. Fu un regalo della madre, ricevuto in un’epoca in cui bastava un dettaglio giallorosso per sentirsi parte di qualcosa di speciale. E si sa: le mamme sono sempre le mamme… ma quelle romaniste hanno inevitabilmente una marcia in più!
Il foulard, realizzato dallo storico marchio del tessile italiano , colpisce ancora oggi per la qualità e la raffinatezza del disegno grafico. La composizione si sviluppa attraverso la ripetizione seriale del celebre Lupetto di Piero Gratton e del tipogramma “asroma”, distribuiti lungo l’asse orizzontale su bande alternate separate dai colori sociali del club. A completare il tutto troviamo un elegante bordura giallorossa, che incornicia la texture modulare dell’accessorio firmato Bassetti.
Più che un semplice foulard, un piccolo frammento di storia romanista: testimonianza di un calcio diverso, fatto di stile, identità e dettagli capaci di restare impressi nella memoria dei tifosi per generazioni. Oggi questi oggetti non sono soltanto memorabilia, ma autentici simboli di appartenenza, custoditi con orgoglio da chi ha vissuto — o continua a sognare — quella Roma immortale degli anni ’80
16/05/2026
Prima del calcio patinato.
Prima del marketing globale.
Prima che le maglie diventassero solo merchandising, c’era una Roma che cambiava pelle.
Gli anni del Lupetto di , di stadi pieni di fumogeni e bandiere, di calcio sporco e romantico, della Roma che in brasiliano dava del "tu" al pallone.
Anni in cui bastava vedere quei colori per capire, subito, da dove venivi...
15/05/2026
Variante "oro" per il tipogramma "as roma" impresso sul carnet per i tagliandi invito di Tribuna d'Onore della stagione 1979/1980. I carnet, il tipogramma e l'innovativo marchio istituzionale (il corporate brand) della "R" stilizzata, furono disegnati tutti da
13/05/2026
L'iconico Lupetto di campeggia sulla maglia estiva ultraleggera della Roma, caratterizzata dall’inconfondibile tessuto traforato pensato per affrontare il caldo della bella stagione. Un modello diventato celebre, realizzato dallo sponsor tecnico Robe di Kappa e utilizzato dalla squadra giallorossa nella seconda metà degli anni ’80, anni di grande fascino per stile e identità visiva del club.
A indossarla, con il sorriso di chi ha fatto innamorare generazioni di tifosi, è un divertito Bruno Conti durante il ritiro precampionato di Riscone di Brunico: uno scatto che racchiude tutta l’atmosfera spensierata del calcio di quell’epoca