06/02/2025
FIAT /
Mentre debuttava la E46 Compact, mentre le Twin Towers venivano giù dritte, mentre la lira stava per andare in soffitta, a Pratica di Mare presentavano la media più discussa dei primi anni 2000: la Stilo.
Era già difficile proporre qualcosa di peggio, rispetto alla Brava, perché la Bravo è già una cosa a parte, ma sembra si siano impegnati molto.
Già a marzo 2001, su Quattroruote, articoli molto lingottari sulla imminente Stilo, con una tiritera infinita sul perché e il percome di questo ennesimo cambio di nome.
Poi, a settembre, la delusione svelata al popolo.
Morale: come per la Bravo, si salvava solo la versione Tre porte, ma appariva troppo nordica e squadrata.
Sarebbe stata la perfetta erede della Volvo 480, o qualcosa di simile.
Perché la 480 non era eguagliabile, e quel catafalco della C30 lo ha dimostrato.
La Stilo, di bello, aveva i cerchi in lega optional che vedete nella foto, una versione timidamente Abarth e una novità assoluta: il tetto apribile lamellare.
Così valido da essere subito ceduto alla Mercedes Benz, per poi finire nel dimenticatoio.
La Stilo ha voluto confermare la sua bruttezza assoluta con il lancio della Multiwagon, con le sue sospensioni tipo dragster, gli interni da dipendende postale, tristi come una vacanza a Marotta a fine settembre, e con quell’orrendo portellone che non me lo so spiegare, io.
Nananana nananana.
Che schifo.
#2001
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