15/04/2019
ROMA - Un cartoccio di patatine fritte con sopra uno squaglio di formaggio: è questa l'immagine con cui l'Onu ha voluto lanciare l'allarme sulla "mondializzazione dell'obesità".
La preoccupazione e gli sforzi che da anni si fanno contro la fame nel mondo hanno cominciato a correre insieme alla prevenzione dell'obesità, un problema che riguarda ogni parte del Pianeta.
Il direttore generale della Fao, Josè Graziano Silva ricordando l'obiettivo dell'agenda per lo sviluppo durevole, ovvero la cancellazione di ogni forma di malnutrizione, ha sottolineato come ormai non ci si può più concentrare solo sulla lotta alla fame.
"Il tasso di persone sovrappeso e obese non cessa di aumentare nel mondo - ha detto - e mentre la fame riguarda zone circoscritte l'obesità è ovunque". Basti pensare che dei 20 Paesi dove l'obesità è aumentata più rapidamente 8 sono africani.
Nel mondo, infatti, si consumano sempre più alimenti industriali, estremamente lavorati che contengono poco nutrimento ma molti grassi, zucchero, sale e additivi chimici.
Gli ultimi dati Onu parlano di 821 milioni di persone che soffrono la fame (11% della popolazione mondiale) a fronte di 2 miliardi di persone sovrappeso di cui 672 milioni gli obesi. Sono 3,4 milioni le persone che ogni anno muoiono per problemi legati all'obesità.
Dunque l'obesità va affrontata come un
problema sociale e non come il problema di un singolo.
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