In bici con Marco

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🚴‍♂️ Ciclista amatoriale
Vieni con me in giro per Roma, alla scoperta di storia, arte, leggende vicoli e avventure urbane. 🏛️🇮🇹

21/04/2026

Oggi Roma compie 2779 anni, tanti auguri alla città ETERNA! 🏛️

Il video è stato girato con GO Ultra
shot on with GO Ultra

20/04/2026

Pedalando per Roma con la Insta360 Go Ultra cosa ne pensate? 😃🚴
Shot on with Go Ultra

18/04/2026

Via Salaria, Roma

Nell’antica Roma il sale era considerato l’oro bianco: si utilizzava per conservare gli alimenti, per curare, per conciare le pelli. Era così importante che i legionari di Anco Marzio ricevevano una razione di sale come parte della loro paga (da cui deriva il termine salario).
Il sale era anche simbolo di intelligenza, tanto che ancora oggi diciamo di avere “sale in zucca” a chi è sveglio.
E qualche secolo dopo la conquista della Sabina, avvenuta nel 290 a.c, i Romani guidati dall’imperatore Augusto ampliarono il tracciato dei Sabini, costruendo ponti, allargando i passaggi, trasformando quel cammino in una grande via consolare che collegava Roma alle saline dell’Adriatico.
Oggi qui circolano migliaia di mezzi, ma un tempo il passaggio dei carri con l’oro bianco era così incessante da portarlo ancora nel suo nome: Via Salaria.

Conoscevi la storia di via Salaria?

13/04/2026

Ho avuto l’opportunità di provare il Movmax Selfie Stick per il manubrio e per il sellino.
Complimenti davvero prodotti di qualità 👏👏

12/04/2026

Via di Pallacorda Roma
Ma che era sta pallacorda? Ma mo
te lo dico io.
In passato a Roma mica c’era il tennis, ma c’era un gioco simile che consisteva nel mandare la palla al di sopra di una corda tesa, colpendola semplicemente con la mano nuda.
E proprio qui nel Seicento, in un cortile nel rione Campo Marzio, venne allestito un campo destinato a questo gioco. Solo in seguito si iniziò a usare una paletta di legno e alla corda fu appesa una rete (forse perché così era più difficile fregare i punti!).
Col tempo il campo lasciò il posto a un teatro e il gioco della pallacorda finì nel dimenticatoio, ma il suo ricordo resta ancora oggi scolpito nel nome di questa strada: Via di Pallacorda.

Conoscevi questo gioco?

11/04/2026

Via dei Banchi Vecchi, Roma
Ma perché si chiama Via dei Banchi Vecchi?
Ma mica perché c’erano le bancarelle… e Mo’ te lo dico io allora!
nel XV, questa parte del rione Ponte era il vero cuore finanziario di Roma. Infatti, proprio qui, venivano coniate le monete ufficiali dello Stato Pontificio!
La via era piena di ‘banchi’, cioè i tavoli dove banchieri e notai facevano affari d’oro. E proprio qui al civico 118 di via dei banchi Vecchi, ci fu la prima Zecca Pontificia.
Poi, nei primi del 1500, Papa Leone X decise di spostare ufficialmente la Zecca in quella che oggi è Via dei Banchi Nuovi. I banchieri traslocarono per restare vicini ai soldi… ma la strada, diventò per tutti Via dei Banchi Vecchi!

Conoscevi questa cosa?🚴😃

07/04/2026

La fontana della PIGNA, piazza San Marco Roma
Nel 1926, per rimpiazzare i nasoni ritenuti antiestetici e poco decorosi, il Comune di Roma incaricò Pietro Lombardi per la creazione di alcune fontane per abbellire i rioni. L’architetto scelse questo simbolo per la fontana, perché nel Medioevo, proprio in questa zona fu ritrovata una pigna di bronzo alta 4 metri che un tempo ornava le terme di Agrippa.
Oggi l’originale è custodita in Vaticano, ma è stata proprio lei a dare il nome al rione e alla fontana della Pigna, che puoi trovare proprio qui, mentre disseta i passanti, in piazza San Marco.

Lo sapevi?

05/04/2026

Via delle Zoccolette, Roma
Nel 1715, per volere di papa Clemente XI, una parte del Conservatorio dei Santi Clemente e Crescentino, fondato da Papa Sisto V, fu destinata all’accoglienza di povere ragazze orfane.
Erano chiamate “Zoccolette” per via degli zoccoli di legno che indossavano; ed è qui che venivano accolte per essere allontanate dalla povertà e imparare un mestiere. Ancora oggi è presente la targa dell’orfanotrofio.
Col tempo, a causa delle difficoltà di inserimento sociale, alcune ragazze uscite dall’istituto tornarono in strada.
Ma in origine non aveva funzione dispregiativa, tanto da dare il nome alla strada in via delle Zoccolette.

E questa la sapevi?

03/04/2026

Verso la Porta del Popolo🚴

02/04/2026

La doppia faccia dei busti al Pincio, Roma
Nel maggio del 1849, mentre i cannoni francesi assediavano Roma, la Repubblica di Mazzini stanziò dei fondi per aiutare gli artisti senza lavoro, commissionando 52 busti di italiani illustri per i giardini del Pincio.
Tuttavia la Repubblica durò poco e le opere finirono dimenticate in un magazzino. Solo nel 1851, con il ritorno di Papa Pio IX, ne fu ordinata la collocazione al Pincio, ma molti busti furono scartati perché considerati ‘scomodi’ per il potere della Chiesa.
Fu allora che nel 1857 il conte Luigi Antonelli suggerì di salvare i busti scartati cambiandone l’identità. E con l’intervento dello scultore Sarrocchi, i tratti di alcuni busti vennero modificati: Machiavelli divenne Archimede, e molti altri “ribelli” cambiarono volto per sfuggire alla censura.
Dal 1870 la gestione delle sculture spassò al Comune di Roma, che completò la collocazione dei busti, rendendo finalmente giustizia ai personaggi esclusi. Ma forse, tra i viali del Pincio, alcuni busti custodiscono ancora la loro vera identità.

Sapevi la storia dei busti del Pincio?

27/03/2026

Via della Vetrina, rione Ponte - Roma
Ma perché si chiama Via della Vetrina?
Ma mo te lo dico io perché.
In passato, le osterie romane mica erano così: erano luoghi informali, con qualche tavolo e sedia, senza finestre, dove spesso la gente si portava il cibo da casa e acquistava il vino dall’oste.
Erano frequentate da carbonari, artigiani e lavoratori occasionali che arrivavano in città in cerca di lavoro.
Poi, nel XIX secolo, con l’unificazione d’Italia, marchesi e poeti si mescolarono ai popolani nelle osterie, diventando così uno spazio non solo per mangiare e bere, ma anche per socializzare, discutere e raccontare storie. E pare che proprio qui nel rione Ponte, ci fu la prima osteria che collocò dinanzi all’ingresso una vetrina, dove i passanti potevano non solo osservare l’interno del locale, ma anche vedere passare le specialità offerte dall’oste... L’evento fece così scalpore a Roma, da far cambiare addirittura il nome della strada da Vicolo della Pallacorda del Fico in Via della Vetrina.

Conoscevi questa storia?😃🚴

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