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10/05/2026

Auguri a tutte le Mamme

06/05/2026

Memoria corta

Cit.: “E si ricordi, signor Cucuzza, che è un caso, solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue.”
— Vincenzo Salemme, Cose da pazzi
InVirtus
“Sapete quanta forza c’è nel sentire tutto e non crollare?”
Ho voluto usare e aggiungere questo monologo al video perché, alla fine, nell’indifferenza non siamo tutti un po’ il signor Cucuzza?
È solo un caso che siamo nati qui, e non altrove, dove si muore sotto le bombe della corruzione e per mano dell’indifferenza. È solo un caso che non siamo noi quei padri costretti a scegliere se vivere o dare da mangiare ai propri figli; che non siamo noi quelle madri che si fanno scudo con il proprio corpo per proteggere i bambini, sacrificando la vita.
È un caso che non siamo noi quelle persone comuni che rischiano tutto per salvare sconosciuti, che leggono il terrore negli occhi dei propri cari; che non facciamo parte di quelle associazioni che donano la vita per gli altri, o di quei giornalisti che cadono per raccontare la verità al mondo, perché il mondo sappia ciò che accade.
E noi, cosa ci spetta? Cosa dobbiamo fare?
Non voltare lo sguardo. Non insegnare ai nostri figli l’indifferenza. Non permettere che anestetizzi la nostra coscienza. Perché girare la faccia dall’altra parte è il primo vero male di questo pianeta.
A noi spetta dare voce a chi non può averla. A noi spetta non restare in silenzio davanti al male.
Perché se ci giriamo dall’altra parte, se non ascoltiamo e non difendiamo l’innocenza calpestata da ogni guerra e da ogni sopruso, allora il mondo avrà perso. Avrà perso la sua umanità.
E come nel film appena citato: “Altrimenti diventerò un delinquente.”
Perché il male genera altro male.
Chiedo scusa sia all’autore del video che a Vincenzo Salemme se, nel mio intento di dare un messaggio più forte, ho unito il loro lavoro al mio testo, usando il monologo come voce di sottofondo. Non volevo mancare di rispetto né all’opera originale né all’autore: è stato solo un modo per esprimere un pensiero, con profonda stima per entrambi.
#StopWar #NoAllaGuerra #PeaceNow
#BastaConflitti #FermiamoIlMale #HumanityFirst #StopTheViolence #VoceAgliInnocenti #MakePeaceNotWar #MaiPiùGuerra #StopWar
#NoMoreWar
#EndTheWar 31/08/2025

Cit.: “E si ricordi, signor Cucuzza, che è un caso, solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue.” — Vincenzo Salemme, Cose da pazzi InVirtus “Sapete quanta forza c’è nel sentire tutto e non crollare?” Ho voluto usare e aggiungere questo monologo al video perché, alla fine, nell’indifferenza non siamo tutti un po’ il signor Cucuzza? È solo un caso che siamo nati qui, e non altrove, dove si muore sotto le bombe della corruzione e per mano dell’indifferenza. È solo un caso che non siamo noi quei padri costretti a scegliere se vivere o dare da mangiare ai propri figli; che non siamo noi quelle madri che si fanno scudo con il proprio corpo per proteggere i bambini, sacrificando la vita. È un caso che non siamo noi quelle persone comuni che rischiano tutto per salvare sconosciuti, che leggono il terrore negli occhi dei propri cari; che non facciamo parte di quelle associazioni che donano la vita per gli altri, o di quei giornalisti che cadono per raccontare la verità al mondo, perché il mondo sappia ciò che accade. E noi, cosa ci spetta? Cosa dobbiamo fare? Non voltare lo sguardo. Non insegnare ai nostri figli l’indifferenza. Non permettere che anestetizzi la nostra coscienza. Perché girare la faccia dall’altra parte è il primo vero male di questo pianeta. A noi spetta dare voce a chi non può averla. A noi spetta non restare in silenzio davanti al male. Perché se ci giriamo dall’altra parte, se non ascoltiamo e non difendiamo l’innocenza calpestata da ogni guerra e da ogni sopruso, allora il mondo avrà perso. Avrà perso la sua umanità. E come nel film appena citato: “Altrimenti diventerò un delinquente.” Perché il male genera altro male. Chiedo scusa sia all’autore del video che a Vincenzo Salemme se, nel mio intento di dare un messaggio più forte, ho unito il loro lavoro al mio testo, usando il monologo come voce di sottofondo. Non volevo mancare di rispetto né all’opera originale né all’autore: è stato solo un modo per esprimere un pensiero, con profonda stima per entrambi. #StopWar #NoAllaGuerra #PeaceNow #BastaConflitti #FermiamoIlMale #HumanityFirst #StopTheViolence #VoceAgliInnocenti #MakePeaceNotWar #MaiPiùGuerra #StopWar #NoMoreWar #EndTheWar

15/08/2025

Meus queridos,

É bonito ver um gesto puro como o dessas crianças no vídeo. É fácil admirar. Fácil se emocionar. Mas e quando se trata da nossa própria vida? Quando o "outro" não está apenas do outro lado de uma cerca, mas do outro lado de uma opinião, de uma crença, de uma ideologia?

Aí, de repente, o que parecia simples vira um abismo. Nos pegamos pensando: "Por que eu faria isso?" "Por que me aproximaria de alguém que pensa tão diferente?" E sem perceber, criamos nossas próprias fronteiras, invisíveis, mas muitas vezes mais intransponíveis que o arame farpado.

Vivemos em um mundo inundado de informação, mas, paradoxalmente, cada vez mais fechados em nossas próprias certezas. O algoritmo nos alimenta com o que já acreditamos, reforça nossos pensamentos e nos faz esquecer que há um universo inteiro além das nossas bolhas. E não, não estou dizendo para você abrir mão da sua fé, dos seus valores, das suas convicções. Mas será que somos apenas isso? Será que nos resumimos às nossas crenças e posicionamentos?

O que nos une é a nossa essência, a capacidade de olhar para o outro e enxergar, antes de qualquer rótulo, apenas uma pessoa.

As crianças entendem isso naturalmente. Elas não perguntam "de onde você veio?" ou "em que você acredita?" antes de estender a mão. Elas apenas vivem. Simples assim.

Fiquem com Deus,

Wellington

TopTalent

Créditos:
- Vídeo: Airtel commercial
- Música: Chris Kläfford - Imagine

#ser #humanidade #guerra #vida #inspiração #motivação #autoconhecimento #reflexão 30/07/2025

Meus queridos, É bonito ver um gesto puro como o dessas crianças no vídeo. É fácil admirar. Fácil se emocionar. Mas e quando se trata da nossa própria vida? Quando o "outro" não está apenas do outro lado de uma cerca, mas do outro lado de uma opinião, de uma crença, de uma ideologia? Aí, de repente, o que parecia simples vira um abismo. Nos pegamos pensando: "Por que eu faria isso?" "Por que me aproximaria de alguém que pensa tão diferente?" E sem perceber, criamos nossas próprias fronteiras, invisíveis, mas muitas vezes mais intransponíveis que o arame farpado. Vivemos em um mundo inundado de informação, mas, paradoxalmente, cada vez mais fechados em nossas próprias certezas. O algoritmo nos alimenta com o que já acreditamos, reforça nossos pensamentos e nos faz esquecer que há um universo inteiro além das nossas bolhas. E não, não estou dizendo para você abrir mão da sua fé, dos seus valores, das suas convicções. Mas será que somos apenas isso? Será que nos resumimos às nossas crenças e posicionamentos? O que nos une é a nossa essência, a capacidade de olhar para o outro e enxergar, antes de qualquer rótulo, apenas uma pessoa. As crianças entendem isso naturalmente. Elas não perguntam "de onde você veio?" ou "em que você acredita?" antes de estender a mão. Elas apenas vivem. Simples assim. Fiquem com Deus, Wellington TopTalent Créditos: - Vídeo: Airtel commercial - Música: Chris Kläfford - Imagine #ser #humanidade #guerra #vida #inspiração #motivação #autoconhecimento #reflexão

04/05/2025

EDOARDO è poi c’è zaniolo

04/05/2025

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