Mantova non è un caso isolato, Agosto spesso ci ha visto prendere belle batoste, ovviamente senza paragonare il Mantova alla Juventus.
Ecco la Supercoppa 2013
Una serata da incubo, calcisticamente parlando, vissuta con la delusione di chi sperava nel miracolo e si è ritrovato di colpo a terra.
l'entusiasmo era alle stelle dopo la storica Coppa Italia vinta il 26 maggio contro la Roma.
giochiamo in casa, all'Olimpico, davanti a un muro biancoceleste carico di speranza.
quattro minuti di follia totale all'inizio del secondo tempo cancellano ogni speranza.
un 0-4 finale umiliante e troppo severo per come era iniziata l'avventura.
la dura realtà di una Juventus nettamente superiore che ci riporta bruscamente coi piedi per terra.
Museo della SS Lazio
Pagina Ufficiale del Museo della S.S. Lazio
socio onorario della Società Sportiva Lazio
Il 30 marzo 1969, allo Stadio Olimpico, è stata l’ultima volta che abbiamo incontrato il Mantova, in serie B con un obbiettivo chiaro, riconquistare la serie A.
Finì 1-1 con un brivido finale: Al novantesimo, un colpo di testa di Governato si stampò violentemente sull'incrocio dei pali, strozzando in gola l'urlo di gioia di un Olimpico gremito.
Quel pareggio conservò comunque la Lazio di Juan Carlos Lorenzo nel terzetto di testa, blindando la marcia verso la massima serie.
Il 15 Dicembre del 1936 La medaglia d'oro dell'Italia nel calcio alle Olimpiadi di Berlino è stata un capolavoro leggendario per noi tifosi della Lazio. Mentre il mondo intero guardava i Giochi della XI Olimpiade per le imprese di Jesse Owens, noi avevamo gli occhi incollati ai giornali e le orecchie alla radio per seguire i nostri due immensi campioni biancocelesti convocati dal Commissario Tecnico Vittorio Pozzo: il mediano Giuseppe Baldo e l'ala Francesco Gabriotti.
In quegli anni la nostra S.S. Lazio stava crescendo forte, trascinata dai gol del monumentale Silvio Piola. Per il torneo olimpico di calcio, però, si è utilizzato calciatori studenti e non professionisti.
Giuseppe Baldo: Il nostro "guerriero" del centrocampo, un mediano dal palleggio sopraffino e dalla grinta infinita.
Francesco Gabriotti: Un romano de Roma, cresciuto nelle nostre giovanili, un'ala scattante e imprevedibile capace di spaccare le partite.
La finalissima si giocò il 15 agosto 1936 all'Olympiastadion di Berlino di fronte a ben 90.000 spettatori.
L’Italia vinse grazie ai goal di Annibale Frossi ma Sentire alla radio che il gol della vittoria era nato da una combinazione rifinita dal nostro Gabriotti, con Baldo a proteggere la difesa fino all'ultimo secondo, fu un'emozione che ci fece piangere di gioia.
A Roma tornammo a petto in fuori: l'Italia era Campione Olimpica, e quel trionfo portava impresso il marchio indelebile della S.S. Lazio
Bruno Giordano compie 70 anni, Auguri al nostro ragazzo di Trastevere, il "Profeta del gol" che ha illuminato gli anni più difficili e romantici della nostra storia.
Calciava con il destro e con il sinistro con la stessa identica precisione naturale.
Ci ha preso per mano in Serie B, lottando per riportarci dove meritavamo di stare.
Un bomber che raccoglieva l'eredità di Giorgio Chinaglia senza paura. L'idolo che persino Diego Armando Maradona ha voluto accanto a sé a Napoli, definendolo uno dei più forti attaccanti italiani di sempre.
Grazie per averci fatto sentire orgogliosi quando il mondo intero ammirava le tue giocate.
Grazie per ogni pallone gonfiato in fondo alla rete che ci ha fatto saltare e piangere di gioia.
Grazie per essere rimasto laziale dentro, sempre fiero delle tue radici.
Buon compleanno, Bruno. Sotto questo cielo di Roma che ti ha visto nascere e diventare leggenda, il tuo popolo ti bacia e ti ringrazia per sempre.
Gli Europei di nuoto parlano italiano. Il merito è anche di Società come la SS Lazio che curano particolarmente il settore giovanile e le tante convocazioni nelle rispettive Nazionali lo dimostrano.
09/08/2026
La storia cucita addosso, il mito che scende in campo.
🦅🩵Quei colori sul corpo. Quell'aquila sul petto. Il rumore dei tacchetti, le domeniche all'Olimpico e un decennio, gli anni '90, che ha cambiato per sempre la nostra storia.
Non erano solo maglie: erano armature di una Lazio immensa.
Preparatevi a rivivere quel brivido. Una Mostra di Maglie Storiche della S.S. Lazio anni '90, un viaggio nel tempo tra maglie innovative , sponsor iconici e trionfi indimenticabili.⚽️🔥
Vieni a guardare da vicino i cimeli della nostra storia e a cantare ancora una volta per la maglia più bella del mondo.
Sora il 12 settembre all’interno della notte Bianca
Per la Lazio, per la maglia, per la storia. AVANTI LAZIO! 🦅
Supercoppa Italiana
🆚 Inter
🏆 incredibile ma vero, da Pechino torniamo vittoriosi contro l’Inter del triplete!!
8 agosto 2009
Il 5 agosto del 2005 ci lasciava Giuliano Fiorini, un simbolo della nostra storia, un uomo amato da tutti i tifosi delle squadre in cui ha giocato, bolognese d’origine ma romano di adozione.
Un bacio al cielo Giuliano
Il popolo Laziale non ti dimenticherà Mai!!
Oggi Ascoli Lazio è un amichevole tra due squadre che puntano allo stesso obbiettivo, La serie A.
Un po' come Il match conclusosi 0-0 il 25 giugno 1989 che garantì la salvezza aritmetica a entrambe le squadre. Quella giornata allo stadio Cino e Lillo Del Duca rappresenta lo specchio di un calcio radicalmente diverso da quello moderno, sia per le dinamiche sul campo che per il modo viscerale di vivere la passione.
Oltre quattromila tifosi laziali invasero Ascoli in un clima di incredibile tensione trasformata in festa. Nonostante la posta in palio altissima, l'atmosfera era di mutuo rispetto.
Il vero "dodicesimo uomo" in campo fu la radiolina. I tifosi sugli spalti non guardavano solo il campo – dove regnava una melina esasperata – ma ascoltavano freneticamente i risultati degli altri campi.
Novanta minuti di pochissimi sussulti, l'unico vero brivido fu un pallonetto "smorzato" dell'ex idolo laziale Bruno Giordano, all'epoca in forza all'Ascoli.
Al fischio finale l'ansia si sciolse in un abbraccio collettivo. Ci fu un'invasione di campo pacifica e condivisa tra le due tifoserie, unite dal sollievo di aver mantenuto la massima serie.
Quell'Ascoli-Lazio fu l'apoteosi di un calcio d'altri tempi: imperfetto, talvolta cinico nei novanta minuti di non-gioco, ma straordinariamente umano, popolare e collettivo nella gestione delle sue emozioni più pure.
Ciao Franco Baresi
Un fuoriclasse assoluto
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