Le Gymnase - Roma
Nella Ginnastica Ritmica vanta atlete che si sono distinte nei Campionati Nazionali ed Internazionali delle varie categorie. Ad Maiora
A.S.D.
L'Associazione Sportiva Dilettantistica " Le Gymnase " svolge la sua attività presso la palestra della scuola Caproni, sita a Roma in Via Luigi Solidati Tiburzi, 16. Costituita nel 1983, ha sempre svolge corsi di Ginnastica Formativa e Generale;Ginnastica Ritmica;Karate per bambini dai 5 ai 13 anni; Karate per adulti; Ballo standard e Latino Americano;Taiji Quan stile Yang. Dal 2010 la nostra Asso
27/04/2026
Thich Nhat Hanh - Meditazione dell'abbraccio | Zen in the City La meditazione dell'abbraccio è una combinazione di Oriente e Occidente. Praticarla significa abbracciare sul serio la persona che state abbracciando.
14/04/2026
Di Anna Boccaccio
Pubblicato il 10 Mar. 2026
Aggiornato il 20 Mar. 2026 14:35
Post di Paolo Travagnin
COME I BAMBINI IMPARANO A GESTIRE LE EMOZIONI.
La regolazione emotiva nei bambini è fondamentale per lo sviluppo psicologico e sociale e si costruisce attraverso relazioni, apprendimento e crescita.
Lo sviluppo della regolazione emotiva nella prima infanzia
I primi anni dell’infanzia rappresentano un periodo cruciale per lo sviluppo della regolazione delle emozioni nei bambini. La regolazione delle emozioni si riferisce alla capacità di influenzare le proprie emozioni in termini di qualità, frequenza, durata ed espressione, per raggiungere i propri obiettivi (Ulrich & Petermann, 2017). Possedere una buona regolazione emotiva significa non essere “in balia” delle emozioni, ma saperle riconoscere e regolare per agire in modo funzionale a uno scopo.
Nei bambini, la capacità di regolare le emozioni si sviluppa parallelamente allo sviluppo emotivo e cerebrale. Il rapido sviluppo cerebrale che avviene nella prima infanzia, infatti, apre la strada alla capacità di comprendere e gestire le emozioni. Si tratta di un processo complesso e duraturo, che coinvolge funzioni come attenzione, pianificazione, sviluppo cognitivo e linguaggio, e che parte dalla nascita del bambino evolvendosi fino all’età adulta.
Perché è importante la regolazione emotiva?
Ha importanza se un bambino piccolo riesce a distinguere la tristezza dalla delusione o a descrivere la tensione percepita nel proprio corpo? Secondo un numero crescente di studi, sì. Molti ricercatori, infatti, concordano sull’importanza di una buona regolazione emotiva nei bambini per il futuro successo scolastico e lavorativo, l’adattamento al contesto di vita, lo sviluppo di relazioni sociali positive e la capacità di risoluzione non violenta dei conflitti (Graziano et al., 2007; Reyes et al., 2020; Thümmler et al., 2022).
Non solo, una buona regolazione emotiva può avere un impatto significativo sul concetto di sé, sull’autostima e sul cosiddetto locus of control (la percezione soggettiva di poter affrontare i problemi e controllare gli eventi della propria vita). Quando un bambino si rende conto di poter influenzare le situazioni del suo ambiente, sviluppa una solida percezione di autoefficacia e questo può fornire ai bambini la capacità di affrontare sfide e battute d’arresto, aiutandoli a superare situazioni difficili o stressanti.
Al contrario, la presenza di difficoltà nella regolazione delle emozioni sembra svolgere un ruolo centrale nello sviluppo di molte psicopatologie dell’età evolutiva e adulta (McLaughlin et al., 2011; Zitzmann et al., 2024; Beauchaine & Cicchetti, 2019).
Fattori alla base della regolazione emotiva
I bambini imparano gradualmente a regolare le emozioni in momenti diversi della loro crescita, e tale processo può essere influenzato da vari fattori.
Genetica e temperamento del bambino
Alcuni tratti temperamentali quali la socievolezza e la perseveranza sembrano essere associati a una migliore regolazione emotiva nei bambini (Sousa et al., 2023), mentre alcuni profili genetici relativi al gene del trasportatore della dopamina (DAT1) sembrano essere legati a una più scarsa regolazione emotiva e comportamentale e a un più elevato rischio di psicopatologia (Cimino et al., 2020).
Modelli genitoriali di regolazione emotiva
Sviluppare la regolazione emotiva, come molte altre capacità, non è un processo che i bambini avviano da soli. Si tratta di un processo che nasce da relazioni “sintonizzate” sin dalla nascita, in cui adulto e bambino sono attenti l’uno all’altro e si impegnano in scambi sensibili e reattivi.
I bambini possono imparare dai genitori a regolare le proprie emozioni osservandoli, imitandoli, apprendendo a comunicare e a esprimersi come loro. Questo processo si definisce “apprendimento osservativo” (Ulrich & Petermann, 2017). Il modo in cui i genitori regolano – o non riescono a regolare – le emozioni che provano e quelle dei figli, in base alle proprie capacità di regolazione delle emozioni, ha un forte effetto sulla regolazione emotiva del bambino. Il contesto familiare può dunque interagire e, a sua volta, impattare sui fattori genetici e temperamentali del bambino.
Pratiche genitoriali
Risposte genitoriali di supporto, come risolvere in maniera congiunta i problemi del bambino, offrire conforto emotivo ed etichettare insieme le emozioni che prova (ad esempio, “Vedo che sei arrabbiato: mi vuoi dire cosa succede?” oppure “Oggi papà è arrabbiato perché è tornato tardi dal lavoro”), possono favorire la regolazione emotiva e il benessere psicologico nei più piccoli. Al contrario, restrizioni e punizioni verbali o fisiche, inferte al bambino per le emozioni espresse (ad esempio, “Se continui a piangere ti metto in castigo”), così come minimizzare, sminuire e ignorare le emozioni negative dei figli sono associate a una peggiore regolazione emotiva e a un rischio maggiore di problemi sociali, comportamentali e di salute mentale (Hurrell et al., 2015; Ramakrishnan et al., 2019).
Clima emotivo della famiglia
Un clima familiare improntato alla sicurezza, all’accettazione e al supporto emotivo può far sentire un bambino compreso, sostenuto, libero di esprimere le proprie emozioni ed è un prerequisito fondamentale per lo sviluppo di una regolazione efficace delle emozioni nei più piccoli.
Al contrario, i bambini possono avere difficoltà nel regolare le proprie emozioni quando i genitori sono eccessivamente severi, permissivi o esercitano un controllo intrusivo tentando di manipolare il comportamento dei figli, con l’obiettivo di incoraggiarli a conformarsi ai propri desideri (Morris et al., 2017).
Ad ogni età una regolazione emotiva
I bambini nascono “con” le emozioni? La risposta è sì. Dalla nascita i bambini possono esprimere una gamma di emozioni, tra cui piacere, disagio, paura, disgusto e rabbia (Walle et al., 2017). La “gestione” di queste emozioni non è autonoma, ma passa attraverso la co-regolazione dell’adulto, richiamato dal pianto e dai vocalizzi che il bambino emette per segnalare i propri bisogni.
Col passare dei mesi, i neonati possono utilizzare strategie semplici di auto-consolazione, come succhiarsi il pollice o stringere un oggetto per calmarsi, ricercando attivamente il contatto visivo del caregiver e la sua presenza (ad esempio, tendendogli la mano, seguendolo o abbracciandolo in caso di situazioni nuove o minacciose).
Attorno ai 24 mesi, i bambini osservano le espressioni del volto dell’adulto e il suo linguaggio del corpo per capire se una situazione può rivelarsi pericolosa (ad esempio, Giulio vede un cane per la prima volta e, osservando il sorriso della mamma, capisce che può avvicinarsi e accarezzarlo). Inoltre, utilizzano il gioco per regolare l’eccitazione intensa, la tristezza o la rabbia (stringere forte una palla se felici, o scaraventarla sul pavimento in preda all’ira).
A partire dai 2 anni, lo sviluppo cognitivo e del linguaggio, permette ai bambini di iniziare a denominare emozioni e bisogni, utilizzando il gioco di finzione per gestire paura e ansia (ad esempio, giocare al dottore e fare un’iniezione a qualcuno).
Dai 3 anni in poi, sebbene i bambini abbiano ancora bisogno del supporto di una persona che si prenda cura di loro, sono in grado di gestire meglio le proprie emozioni e di mantenere la capacità di autoregolarsi man mano che iniziano a distinguere quali competenze e strategie applicare nelle diverse situazioni. In età prescolare, infatti, i bambini avviano il gioco collaborativo, si interfacciano maggiormente con i coetanei, iniziano a comprendere norme e aspettative sociali e a porsi i primi obiettivi, impegnandosi per raggiungerli.
L’età scolare segna lo sviluppo di capacità più elaborate per esprimere emozioni e bisogni, immaginando il punto di vista degli altri (come i compagni di classe o gli insegnanti) e contemplando entrambe le prospettive di una situazione problematica. Tali capacità di regolazione emotiva e comportamentale consentono ai bambini di esprimere il proprio disaccordo con gli altri senza dover litigare o aggredire fisicamente.
Preadolescenti e adolescenti sono più abili nel pianificare, portare a termine compiti difficili e articolati, comportarsi in modo socialmente appropriato e nel considerare come il proprio comportamento influenzi gli altri. Ad esempio, nostro figlio adolescente potrebbe pensare al punto di vista del padre quando negozia con lui il coprifuoco, oppure potrebbe imparare ad adottare strategie per gestire le distrazioni (o la noia) mentre studia.
Di Anna Boccaccio
Pubblicato il 10 Mar. 2026
Aggiornato il 20 Mar. 2026 14:35
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14/04/2026
LE CELLULE IN STALLO ENERGETICO
(Di Patrizia Coffaro)
Quando parliamo di invecchiamento, la maggior parte delle persone pensa alle rughe, ai capelli bianchi o al metabolismo che rallenta. Ma l’invecchiamento vero, quello che si gioca dentro le cellule, è un processo molto più silenzioso e complesso.
Ci sono cellule che smettono di fare il loro lavoro ma non muoiono come dovrebbero. Restano lì, in una sorta di limbo biologico. Non producono più energia, non si dividono, ma continuano a occupare spazio e a mandare segnali infiammatori nel tessuto circostante.
In biologia si chiamano cellule senescenti, ma io preferisco chiamarle cellule in stallo energetico, perché descrive meglio quello che accade... è come se avessero spento il motore ma lasciato le luci accese.
Il corpo, quando è giovane e reattivo, riesce a smaltirle. Le riconosce come cellule finite e le elimina con l’autofagia o con il sistema immunitario. Ma con il tempo, o sotto stress cronico, questa capacità di pulizia si riduce. E allora cominciano ad accumularsi, soprattutto nei tessuti più esposti all’infiammazione... pelle, articolazioni, fegato, cervello, intestino.
Il problema è che queste cellule non sono passive. Producono continuamente citochine e molecole infiammatorie che alterano la comunicazione tra le cellule sane. È come se diffondessero un linguaggio di allarme permanente. Questo stato si chiama SASP, ed è uno dei motori dell’infiammazione cronica di basso grado che accelera l’invecchiamento.
Nel tempo, questa condizione altera il microambiente dei tessuti. I fibroblasti producono meno collagene, la pelle perde tono, i muscoli si riparano con più lentezza, i vasi diventano più rigidi, i neuroni più vulnerabili allo stress ossidativo. E non è un discorso estetico, è una questione funzionale... le cellule in stallo energetico sottraggono risorse e bloccano i processi di rigenerazione.
Tutto ciò che nel corpo è stagnante, prima o poi si infiamma. Ed è esattamente quello che succede a livello cellulare.
Il meccanismo alla base è abbastanza semplice. Ogni cellula ha un numero limitato di cicli di divisione, e ogni volta che si divide perde una piccola parte dei suoi telomeri, cioè le estremità dei cromosomi che proteggono il DNA. Quando i telomeri diventano troppo corti, la cellula smette di replicarsi: entra in senescenza. Ma questo non è l’unico motivo. Ci arrivano anche stress ossidativo, tossine ambientali, infezioni croniche, infiammazione, squilibri ormonali, glicemia instabile, carenza di sonno, alimentazione pro-infiammatoria. Tutto ciò che danneggia il DNA o i mitocondri può spingere la cellula in questo stato di blocco.
Il problema è che non tutte vengono riconosciute e rimosse. E quando restano troppo a lungo, iniziano a influenzare le cellule vicine, quasi contagiandole con lo stesso stato di malfunzionamento. Il risultato è un effetto domino che rallenta la rigenerazione dei tessuti e mantiene viva l’infiammazione.
Non c’è un test che ti dica con certezza se hai accumulato cellule in stallo energetico. Ma il corpo parla, e i segnali sono abbastanza riconoscibil... fatica cronica, recupero lento, dolori articolari che vanno e vengono, pelle che perde elasticità, difficoltà a guarire dopo un’infiammazione o una ferita, mente più annebbiata, calo di concentrazione, sbalzi di energia durante la giornata.
Sono tutti segnali di rallentamento cellulare. E non derivano solo dall’età, ma da come viviamo, cosa mangiamo, quanto dormiamo, e soprattutto da quanto stress metabolico accumuliamo ogni giorno.
Il primo passo è favorire la pulizia interna. Il corpo ha meccanismi straordinari per eliminare ciò che non serve più, ma ha bisogno delle condizioni giuste per farlo. Uno di questi meccanismi è l’autofagia, un sistema di riciclaggio cellulare che smonta le parti danneggiate e le riutilizza per costruire materiale nuovo.
L’autofagia si attiva soprattutto durante i periodi di digiuno o quando l’insulina è bassa. Ecco perché il digiuno intermittente, fatto con criterio, funziona così bene per migliorare energia e rigenerazione. Non è una moda, è un modo per riattivare un processo biologico dimenticato.
Anche l’attività fisica gioca un ruolo enorme. Non serve esagerare, ma serve costanza. Il movimento regolare stimola l’autofagia, migliora la sensibilità insulinica e ossigena i tessuti. Una camminata veloce, esercizi di forza leggeri, stretching profondo... tutto quello che fa muovere il sangue aiuta anche le cellule a liberarsi dei loro scarti.
Il sonno profondo è un altro pilastro. Durante la notte il corpo ripulisce, riorganizza, ristruttura. Se dormi poco o male, l’accumulo di cellule in stallo aumenta. Ecco perché le persone croniche insonni spesso mostrano segni di invecchiamento precoce.
Qui dobbiamo essere chiari. Nessuna dieta elimina le cellule in stallo, ma un’alimentazione antinfiammatoria può ridurne la formazione e migliorare i meccanismi di pulizia. Tutto ciò che riduce glicemia, insulina e stress ossidativo è un alleato.
Verdure colorate, spezie come curcuma e zenzero, frutti rossi, omega-3, antiossidanti naturali come la quercetina o il resveratrolo, sono tutte molecole che agiscono da senolitici naturali, cioè aiutano il corpo a eliminare le cellule disfunzionali.
Allo stesso tempo, ridurre zuccheri, farine raffinate, oli industriali e alcol è fondamentale. Ogni picco di glicemia e infiammazione accelera la senescenza cellulare. E non dimentichiamo l’idratazione, l’acqua è il principale veicolo di detossificazione. Bere acqua pulita, viva, strutturata fa una differenza reale nel modo in cui i tessuti si rigenerano.
Ripulire il terreno significa anche ridurre il carico tossico. Le cellule entrano in stallo più facilmente in un ambiente saturo di tossine. E per tossine non intendo solo quelle ambientali, parlo anche di accumuli intestinali, sovraccarico epatico, stagnazione linfatica.
Un fegato lento o un intestino infiammato creano esattamente le condizioni ideali perché il corpo non riesca più a eliminare ciò che è vecchio.
Aiutare gli orgami emuntori a lavorare meglio è uno dei modi più efficaci per preve**re l’invecchiamento cellulare. Tisane depurative, cicli di drenaggio, saune, bagni di sale, movimento linfatico dolce, tutto ciò che riattiva la circolazione interna sostiene anche la pulizia a livello cellulare.
Non possiamo ignorarlo. Le cellule rispondono ai segnali biochimici ma anche a quelli nervosi ed emotivi. Quando viviamo in uno stato di allarme costante, con livelli elevati di cortisolo e adrenalina, il corpo entra in modalità sopravvivenza. In questa condizione, la rigenerazione non è prioritaria, il corpo si difende, non si rinnova.
Ecco perché lo stress cronico accelera l’invecchiamento cellulare più di qualunque altra cosa. Respirazione profonda, meditazione, contatto con la natura, ritmi regolari: sono pratiche che non servono solo per la mente, ma cambiano letteralmente la biochimica cellulare.
Quando il sistema nervoso si calma, il corpo riattiva i processi di riparazione. E questo vale tanto per le cellule quanto per i tessuti.
La medicina moderna tende a vedere tutto in termini di distruggere o eliminare. Ma il corpo non funziona così. Non si tratta di combattere le cellule in stallo, ma di ripristinare il flusso vitale che permette di sostituirle con cellule nuove e sane.
Ogni volta che miglioriamo l’ossigenazione, riduciamo l’infiammazione e favoriamo la pulizia interna, stiamo già ringiovanendo il sistema. È un processo lento, ma reale.
L’obiettivo non è tornare indietro nel tempo, ma far sì che le cellule che restano attive possano esprimere tutto il loro potenziale. Un corpo che si rigenera non è un corpo giovane, è un corpo coerente, in equilibrio con se stesso.
Le cellule in stallo energetico ci insegnano una cosa importante, non si può accumulare all’infinito senza mai lasciare andare. Che si tratti di tossine, pensieri, emozioni o abitudini, tutto ciò che resta stagnante nel corpo diventa infiammazione. Il compito non è eliminare, ma liberare spazio.
La rigenerazione comincia quando il corpo torna a fidarsi, quando sente sicurezza, nutrimento e ritmo. E a quel punto, fa da solo quello che sa fare meglio, pulire, rinnovare, ricreare vita.
XO - Patrizia Coffaro
13/04/2026
EL BAZO Y LA TRISTEZA
El bazo es un órgano muy interesante. Entre sus funciones gobierna la transformación de los alimentos y el transporte de nutrientes, destruye las células sanguíneas rojas viejas, tiene una participación fundamental en el sistema inmune, forma parte del sistema linfático y es el centro de actividad del sistema de defensas. Además, el bazo es un lugar clave para el depósito de hierro y contiene en su interior una parte considerable de las plaquetas y macrófagos disponibles para pasar al torrente sanguíneo en el momento que sea necesario.
En el ser humano, el bazo es el mayor de los órganos linfáticos, situado detrás del estómago y debajo del diafragma, en la parte izquierda del diafragma, haciendo contacto con el estómago y el riñón izquierdo. El bazo, en la medicina oriental, tiene la capacidad única de absorber el flujo vital de energía de los alimentos, lo que ayuda a formar y a controlar la sangre, siendo el vínculo crucial en el proceso por el cual los alimentos son trasformados en flujo vital de energía y en Sangre. Es el órgano fundamental de la digestión. El Bazo extrae los nutrientes de comidas y bebidas y los transforma en flujo vital de energía y Sangre. Se conoce como el órgano de “la base de la existencia post-natal”.
Movimiento y elemento del Bazo: dirige el movimiento ascendente del cuerpo: se relaciona con el movimiento y transformación del Agua del cuerpo.
Función descendente del bazo: es indispensable para alimentar a los órganos y los tejidos. Regula el ascenso y descenso puro: separa los fluidos de los alimentos que comemos, los líquidos puros los envía a los pulmones, donde se dispersan para nutrir la piel. Los líquidos no puros van a los intestinos, donde se destinan ya sea a la vejiga para ser eliminados a través de la o***a, o se reutilizan.
Bazo en armonía
Si el bazo funciona adecuadamente, es decir, su función transformadora y transportadora esta en equilibrio, el flujo vital de energía y la Sangre pueden ser abundantes, y la fuerza digestiva será saludable.
Si el Bazo no está en armonía, todo o algunas partes del cuerpo se verán afectadas produciendo insuficiencia de flujo vital de energía o de Sangre. En caso de que la digestión se vea afectada, entonces encontraremos síntomas como cómo distensión abdominal, dolor, diarrea o anorexia.
Síntomas que evidencian un mal funcionamiento del bazo:
- El Bazo se abre en la boca, la cual es una de las formas externas más fáciles para determinar si el bazo funciona correctamente. Si el Bazo está en equilibrio, podremos distinguir muy bien los cinco sabores y los labios estarán rojos, tibios y húmedos. Si el Bazo está débil, la boca no será sensible a los sabores y los labios tendrán un color pálido, tenderán a ser fríos y secos.
- SI el flujo vital de energía del Bazo está débil, la sangre puede salirse de su camino y moverse desordenadamente, lo cual provoca síntomas como vómito de sangre, sangre bajo la piel, sangre en las heces, menorragia o derrame uterino.
- El Bazo regula los músculos y las extremidades, ya que transporta flujo vital de energía y sangre a músculos y extremidades. Músculos débiles o con bajo tono, así como extremidades frías (manos y pies) denotan un mal funcionamiento del bazo.
- Da tono a los músculos y al organismo, lo cual permite sostener el conjunto de vísceras, y evitar su distensión su descenso.
- El Bazo está relacionado con la capacidad de memorizar, de concentrarse, etc. Se le conoce como la casa del pensamiento. Cuando esta en desequilibrio, podría estar relacionado con ideas fijas, obsesiones, inflexibilidad y carácter autoritario, distención y malestar abdominal, pérdida de apetito y Alzheimer.
- La tristeza y la depresión son emociones asociadas al bazo, están asociadas a las decepciones, separaciones o pérdidas. Expresa su sonido como “llanto”. Resumiendo, un bazo en mal funcionamiento produce: labios resecos y pálidos, alteraciones digestivas, astenia, anorexia, retención de líquidos, edemas, diarreas, hemorragias, menstruaciones abundantes, ganas exageradas de comer dulces, bajan las defensas y el cuerpo se enferma muy fácilmente.
Tristeza y Bazo
El bazo implica sostén, nutrición y primera crianza, por lo que está asociado con la tristeza y la depresión cuando fallan estos elementos en el individuo, no solo el sostén y nutrición de los alimentos, sino el alimento espiritual o afectivo. La tristeza se siente en el corazón y afecta toda el área del pecho, produce pesadez, falta de aliento, cansancio y depresión.
Salud del Bazo
Hay que encontrar el tiempo para conectarnos con nuestras propias tristezas, observarse sin juicio y evitar desahogar lo que sentimos. Hay que atender los sentimientos excesivos de preocupación, así como evitar el razonamiento o la creatividad muy activos u obsesivos.
Alimentos y plantas que le van bien al bazo: dulces naturales como las frutas, cereales integrales, etc., la calabaza, la lechuga, el mijo, el arroz integral, la avena y el Diente de león.
La falta de ejercicio, las comidas irregulares y el miedo empobrecen el flujo vital del bazo.
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10/04/2026
Dal 1983 Le Gymnase è una presenza viva e costante sul territorio, un’Associazione che negli anni ha saputo costruire molto più di una semplice realtà sportiva. È diventata un luogo di crescita, di incontro e di formazione, capace di accompagnare intere generazioni di bambini, bambine e giovani nel loro percorso umano e sportivo.
Fin dalle sue origini, Le Gymnase ha fatto dello sport uno strumento educativo e sociale, ponendo al centro la persona prima ancora dell’atleta. L’attenzione ai valori, al rispetto delle regole, alla condivisione e al lavoro di squadra ha sempre rappresentato il cuore del suo operato. In palestra non si imparano soltanto gesti tecnici e disciplina, ma anche impegno, responsabilità e fiducia in sé stessi e negli altri.
Il lavoro quotidiano degli Insegnanti e dei Maestri è il vero motore dell’Associazione. Con competenza, passione e dedizione, essi guidano i più giovani in un percorso di formazione sportiva serio e strutturato, capace di valorizzare i talenti di ciascuno senza mai perdere di vista il benessere e la crescita equilibrata dei bambini e delle bambine. Il clima che si respira è quello di un vivaio autentico, dove l’entusiasmo dei più piccoli incontra la professionalità di chi insegna.
Le Gymnase è anche un presidio sociale importante: un luogo sicuro in cui i giovani possono esprimersi, stringere legami, imparare il valore della costanza e della fatica, scoprendo il piacere di migliorarsi giorno dopo giorno. La partecipazione numerosa e appassionata alle attività è la conferma di un progetto che funziona e che continua a rispondere ai bisogni del territorio.
Dopo oltre quarant’anni di attività, Le Gymnase rappresenta una storia di continuità, serietà e amore per lo sport. Una realtà che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, forte di un’esperienza consolidata e di una comunità che cresce insieme, animata dagli stessi valori che, dal 1983, ne guidano il cammino.
Ad maiora!
30/03/2026
6° TROFEO di GINNASTICA RITMICA 🏆🥇🥈🥉❤️ Sabato 28 Marzo 2026
Ripropongo il messaggio inviato ieri su WhatsApp.
"Guardando le foto della gara appena conclusa, non posso che provare un grande senso di orgoglio ed emozione.
I nostri bambini sono stati semplicemente straordinari: in così poco tempo hanno raggiunto risultati che parlano di impegno, crescita e tanta voglia di mettersi in gioco. È davvero bello vedere quanto stanno migliorando, gara dopo gara.
Un applauso sincero va alle nostre Insegnanti che con attenzione, pazienza e dedizione seguono ogni singola atleta, accompagnandola passo dopo passo in questo percorso. Il loro lavoro si vede…eccome se si vede!❤️
Un grazie speciale a Stefania, per la passione inesauribile e i sacrifici quotidiani che mette in tutto ciò che fa, affinché ogni dettaglio sia al posto giusto e ogni bambina possa vivere al meglio questa esperienza.❤️ A voi genitori per il sostegno che date a noi tutti, per la vostra disponibilità, per affidarci con animo sincero i vostri bambini nel loro percorso di crescita personale.❤️ E poi, non per ultimo, il nostro piccolo ma ormai “grande” Giacomo: un vero “veterano” di queste competizioni! Sempre presente a dare sostegno alla squadra.❤️
Continuiamo così, con questo spirito e questa energia. Il bello deve ancora ve**re! Ad maiora!❤️❤️❤️ Massimo Branciamore ASD LE GYMNASE Presidente
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Ubicazione
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Indirizzo
Via Solidati Tiburzi, 16
Rome
00149
Orario di apertura
| Lunedì | 16:45 - 21:00 |
| Martedì | 16:45 - 21:00 |
| Mercoledì | 16:45 - 21:00 |
| Giovedì | 16:45 - 21:00 |
| Venerdì | 16:45 - 21:00 |
| Sabato | 10:00 - 12:00 |