Le Gymnase - Roma

Le Gymnase - Roma Nella Ginnastica Ritmica vanta atlete che si sono distinte nei Campionati Nazionali ed Internazionali delle varie categorie. Ad Maiora

A.S.D.

Fondata da due ex studenti dell’ISEF di Roma nel 1983, Le Gymnase costituisce una presenza autorevole, stabile e profondamente radicata nel territorio, affermandosi negli anni come una vera comunità educativa, formativa e sociale. L'Associazione Sportiva Dilettantistica " Le Gymnase " svolge la sua attività presso la palestra della scuola Caproni, sita a Roma in Via Luigi Solidati Tiburzi, 16. Costituita nel 1983, ha sempre svolge corsi di Ginnastica Formativa e Generale;Ginnastica Ritmica;Karate per bambini dai 5 ai 13 anni;Taiji Quan stile Yang; Pilates. Dal 2010 la nostra Associazione , dopo un periodo di assenza, ha scelto d'introdurre nuovamente la disciplina del Taiji Quan stile Yang con la "Scuola Taiji Quan Lupi Grigi" del Maestro Gian Luca Pellegrini. Lo Yoga è la novità introdotta nella programmazione 2026 2027. "LE GYMNASE"
affiliata
CONI-FGI-UIKT-OPES
Via Luigi Solidati Tiburzi,16 - 00149 Roma
[email protected]
sito web: legymnase.it
segreteria 3334019463

ASD LE GYMNASE KARATE SHOTOKAN con Francesca Pellicciari.LUNEDI' e GIOVEDI'16.50 -17.50       5-9 anni17.50 - 18.50     ...
23/09/2026

ASD LE GYMNASE
KARATE SHOTOKAN con Francesca Pellicciari.

LUNEDI' e GIOVEDI'
16.50 -17.50 5-9 anni
17.50 - 18.50 10-14 anni

Palestra Scuola CAPRONI
Info: 333 401 9463
Visita il sito: legymnase.it

C'è chi torna dopo la pausa estiva, chi arriva per la prima volta, chi da anni considera Le Gymnase un po' casa sua. Da ...
23/09/2026

C'è chi torna dopo la pausa estiva, chi arriva per la prima volta, chi da anni considera Le Gymnase un po' casa sua. Da lunedì 28 settembre, tutti loro si ritrovano qui, presso la palestra della Scuola Caproni, pronti a rimettersi in gioco.
Tutte le info e le iscrizioni sul nostro sito: legymnase.it
Whatsapp: 333 401 9463

LE GYMNASE presenta: OPEN DAY con Irene Rinaldi.25 settembre alle ore 18.45 PALESTRA SCUOLA CAPRONI MUNICIPIO XIVia Luig...
21/09/2026

LE GYMNASE presenta:
OPEN DAY con Irene Rinaldi.
25 settembre alle ore 18.45
PALESTRA SCUOLA CAPRONI MUNICIPIO XI
Via Luigi Solidati Tiburzi, 16 00149 Roma
angolo Via Irlandesi INGRESSO LIBERO
Info al 333 401 9463

21/09/2026

VALORI OTTIMALI DEI MARCATORI lNFlAMMATORl

(Di Patrizia Coffaro)

Per chi se lo fosse perso questo post. Ogni tanto ve lo ripubblico:

Se hai stanchezza che non molla, dolori sparsi, pelle reattiva, mal di testa intermittenti, pancia in subbuglio, sonno ballerino o cervello in modalità nebbia… c’è un indiziato che ricompare spesso sulla scena del crimine... l’infiammazione cronica a bassa intensità. Non è “la cattiva” in sé (l’infiammazione acuta è vita, ripara, difende, cicatrizza), ma quando resta accesa a volume basso, giorno dopo giorno, inizia a sabotare sistemi, ormoni, umore, metabolismo, energie.

La buona notizia? Si misura. Non a sensazione, non a occhio, ma con esami del sangue precisi. E una volta che hai una mappa affidabile, puoi intervenire in modo intelligente. In questo post ti spiego, con linguaggio umano e zero giri di parole, i marker di infiammazione che dovrebbero essere usati come bussola clinica, i range ottimali (non solo nella norma) e come prepararti perché i risultati non siano falsati dal giorno sbagliato o da una corsetta di troppo la sera prima. Ti dico anche come collegare i puntini... cosa suggerisce un profilo tipo e quali scelte pratiche puoi avviare.

Nota importante... quello che segue è materiale educativo. Non sostituisce la valutazione del tuo medico né equivale a diagnosi o terapia. Usalo per capire meglio il tuo corpo e per parlare in modo più consapevole con i professionisti che ti seguono.

Perché misurare l’infiammazione (e non inseguire a caso i sintomi)? L’infiammazione cronica non nasce da un solo fattore. È spesso la somma, dieta sbilanciata, picchi glicemici, stress nervoso prolungato, sonno corto, infezioni latenti, tossine ambientali, disbiosi, carenze nutrizionali, sedentarietà o, al contrario, sport intenso mal recuperato. Quando il carico totale supera la tua capacità di compenso, il sistema immunitario produce mediatori infiammatori in modo persistente. E tu lo senti: dolori, ritenzione, gonfiore, pelle che urla, mente spenta, ormoni disallineati, chili in più (o in meno), infezioni ricorrenti, umore fragile.

Gli esami che stai per leggere non servono a spaventare. Servono a mettere i numeri dove spesso ci sono solo sensazioni. E a misurare i progressi, se cambi alimentazione, stile di vita, ritmo sonno-veglia, integrazione, gestione dello stress… i marker devono muoversi. È il cruscotto che ti dice se stai andando nella direzione giusta. Ecco come prepararti agli esami (piccoli accorgimenti, grandi differenze):

- Digiuno: per la maggior parte dei test metabolici-infiammatori, 12–14 ore sono ideali. Se ceni alle 19:30, prelievo tra le 7:30 e le 9:30.
- Esercizio: evita sessioni intense nelle 24–48 ore precedenti. I DOMS (dolori post-allenamento) alzano la PCR e sballano letture.
- Idratazione: bevi acqua normalmente; arriva al prelievo né disidratata né allagata.
- Ciclo/Acuto: se hai un’infezione acuta, una febbrata o sei nel giorno di flusso molto intenso, rimanda, gli indici si alterano.

E ora i marker chiave (con range ottimali). Qui sotto trovi cosa misurano, come andrebberi letti e quali sono i range ottimali (diversi dai range clinici usati per pescare la patologia conclamata). Spesso nella norma non basta... vogliamo funzionare al meglio, non essere semplicemente non malati:

1) PRC -hs: Proteina C-Reattiva ad alta sensibilità: È il radar più semplice per l’infiammazione sistemica.
- Ottimale: 0–1 mg/L (io sorrido quando vedo ≤0,5 nei referti quando vado a fare il prelievo).
- Clinico: 0–3 mg/L.
Se supera 1 mg/L in modo stabile, c’è un fuocherello acceso (traumi, infezioni subcliniche, disbiosi, dieta pro-infiammatoria, scarso recupero). Attenzione all’allenamento il giorno prima...lo fa salire.

2) HbA1c — Emoglobina glicata: È la media dei tuoi zuccheri negli ultimi 3 mesi. Glicemia ballerina = infiammazione alta.
- Ottimale: 4,5–5,2 %
- Prediabete: ≥5,7 %
- Diabete: ≥6,5 %
Anche se la glicemia a digiuno pare “ok”, una HbA1c verso 5,4–5,6 indica già un terreno infiammatorio-glicotossico da sistemare.

3) Insulina a digiuno: Spesso è normale in laboratorio… quando in realtà è troppo per il benessere.
- Ottimale: 2,0–5,0 μIU/mL
- Clinico: 2,6–24,9 μIU/mL (range enorme).
Valori “ufficialmente normali” tipo 12–15 sono già un segnale di iperinsulinemia e infiammazione silente. Qui il digiuno prima degli esami di 12–14 ore è fondamentale.

4) Ferritina sierica: È la cassaforte del ferro. Sale con l’infiammazione (reattante di fase acuta) e scende nelle carenze.
- Ottimale: 50–150 ng/mL nelle donne; 75–150 ng/mL negli uomini.
Attenta, ferritina alta può voler dire infiammazione, fegato in sofferenza, infezioni o eccesso di ferro libero (ossidante). Ferritina troppo bassa = probabile carenza di ferro (verifica anche emocromo, transferrina, saturazione).

5) RDW: Ampiezza di distribuzione dei globuli rossi: Misura quanto sono uniformi le dimensioni degli eritrociti; risente di B12/folati, metilazione e stato infiammatorio.
- Ottimale: 11,5–13 %
- Clinico: 12,3–15,4 %
Sopra 13% in un contesto infiammatorio suggerisce maturazione eritrocitaria disturbata (controlla B12, folato, ferro, omocisteina).

6) Omocisteina: Aminoacido infiammatorio, ponte tra metilazione, sistema nervoso e vascolarità.
Ottimale: 7–9 μmol/L.
Clinico: 10–15 μmol/L.
Alta omocisteina = maggior rischio vascolare, pressorio, coagulativo, neurocognitivo. Spesso è carenza funzionale di B2, B6, B12, folati, zinco, colina (e/o polimorfismi MTHFR da considerare, senza farne un totem).

7) VES (velocità di eritrosedimentazione): Marker antico ma utile, sale con proteine infiammatorie circolanti.
Ottimale: 20 mm/ora
In parallelo guarda le piastrine: lo “sweet spot” è 175–250 x10⁹/L. Sopra 250 il sangue tende a “incollarsi” (stato pro-infiammatorio/pro-trombotico); sotto 175 coagulazione e immunità possono risentirne.

LDH: Lattato deidrogenasi: Enzima sentinella del danno cellulare e della flessibilità metabolica.
Ottimale: 140–180 U/L
Clinico: 140–280 U/L
Alto = cellule inchiodate sul glicolitico (il famoso “effetto Warburg” non è solo canc*o... è anche mitocondrio pigro e infiammazione). Troppo basso (2 + piastrine >250 + ESR >20
Quadro infiammatorio sistemico attivo. Indaga bocca/seni paranasali, urgenze ortopediche, infezioni latenti, permeabilità intestinale. Rivedi subito alimentazione (zuccheri, farine, oli ossidati) e recupero.

- Insulina 10–15 μIU/mL + HbA1c 5,5–5,8 + trigliceridi/HDL >2
Insulino-resistenza in corso. Serve igiene glicemica: timing dei pasti, carico glicemico, movimento quotidiano, sonno, gestione stress.

- Ferritina 200–300 con PCR alta
Attenzione... non regalare ferro a un’infiammazione attiva. Capire perché è alta (fegato? infezione? sovraccarico reale di ferro?). Valuta transferrina, saturazione, epcidina se disponibili, enzimi epatici.

- Omocisteina 10–15 con RDW >13. Metilazione che zoppica. Controlla B2, B6, B12, folati, zinco, colina; lavora su proteine di qualità, fegato, verdure a foglia, riduci alcool; valuta stress ossidativo.

- LDH 220–260, stanchezza + “fiato corto metabolico”
Mitocondri in “modalità zucchero”. Ottimizza sonno, respiro, luce (mattina!), proteine e grassi buoni, passeggiate post-pasto, micro-allenamenti lenti ma costanti. Attento agli stimolanti: illusione di energia, poi crollo.

Senza infiocchettare... non esiste un integratore magico che spegne tutto. Esiste una strategia che ricrea sicurezza fisiologica. I pilastri:

1. Glicemia stabile:
Colazione proteica-grassa, carbo intelligenti (verdure, poca frutta intera), fibre tollerate, niente spuntini compulsivi; cena leggera e presto. Il corpo ama i ritmi.

2. Proteine buone:
Ogni pasto: quota proteica adeguata al tuo peso/metabolismo; ti tiene sazia, nutre fegato e muscoli, aiuta omocisteina e mitocondri.

3. Grassi antinfiammatori:
Olio extravergine vero, pesce azzurro piccolo, olive, avocado, tuorli (se tollerati), frutta a guscio solo se lo stomaco la gradisce. Limita oli di semi industriali.

4. Movimento quotidiano:
Non serve ammazzarsi, camminate post-pasto, mobilità, resistenza dolce, forza progressiva. Il sangue si “sgruma”, l’insulina si abbassa, l’umore risale.

5. Sonno protetto:
Schermi giù la sera, stanza buia e fresca, routine. La notte è antinfiammatoria per definizione.

6. Stress? Rinegoziamo:
Nervo vago, respiro, coerenza cuore-cervello, EFT, preghiera/meditazione: chiamala come vuoi, ma fallo. Il sistema limbico è il termostato dell’infiammazione.

7. Detox dolce, ma vera:
Fegato e bile vogliono amari, fibre tollerate, idratazione, magnesio adeguato, sudorazione moderata. Niente b0mbe detox su un intestino in fiamme.

8. Microbiota rispettato:
Fermentati solo se li tolleri, brodi, polifenoli, erbe aromatiche; attenzione a lieviti/muffe se sospetti sensibilità; lavora su permeabilità prima di “seminare”.

9. Sole, luce, natura:
Vitamina D endogena, cortisolo che si riallinea, sistema nervoso che scende di giri. Non è poesia... è biologia.

Se vuoi fare le cose per bene (e monitorare i progressi ogni 3–6 mesi), chiedi:

- PCR-hs, VES, emocromo con piastrine e calcolo NLR (neutrofili/linfociti in valori assoluti)
- HbA1c, glicemia e insulina a digiuno
- Lipid panel completo (HDL, LDL, trigliceridi, VLDL) con rapporti
- Ferritina, transferrina, saturazione (per leggere bene il ferro)
- Omocisteina, B12, folati, (eventualmente B2, B6, zinco)
- LDH
- AST, ALT, ALP, GGT
- Vitamina D (25-OH)

Se c’è storia clinica complessa, si ragiona su test infettivi, autoimmunità, tiroide (TSH, FT4, FT3, AbTPO/AbTG), marker di permeabilità e feci (zonulina, calprotectina, elastasi, microbiota), ma non partiamo dalla Luna...prima la base.

E ora le domande che ricevo spesso:

- “Sono nella norma, ma non sto bene: ha senso?” Sì. “Nella norma” è la media statistica che esclude le patologie gravi, non il tuo stato di performance e benessere. Lavoriamo per portare i marker negli intervalli ottimali.

- “Quanto ci mette a scendere la PCR?” Dipende dal carico infiammatorio e da quanto coerentemente agisci su dieta/sonno/stress/movimento. Spesso in 4–8 settimane vediamo movimenti misurabili, in 3–6 mesi cambi di profilo.

- “Posso fare sport il giorno prima?” Allenamento leggero sì. HIIT, pesi pesanti, lunghe corse NO: falsano PCR, CK, a volte LDH e perfino emocromo.

- “Integro direttamente per abbassare un numero?” Prima si capisce il perché, poi si integra con criterio. Esempi... omocisteina alta? Ok B-complex attivo, ma anche proteine adeguate, zinco, colina (se non hai disbiosi oppure fosfatidilcolina, ne abbiano parlato ieri), fegato che dreni, stress che cali. Insulina alta? Non esiste capsula che batta ritmo dei pasti, camminate post-pranzo, sonno.
Un percorso pratico:

1. Fai il pannello. Preparati bene, evita sport intenso 24–48h.
2. Metti i numeri in tabella. Evidenzia quelli fuori dall’ottimale.
3. Scegli 2–3 leve prioritarie (glicemia, sonno, intestino, bile/fegato).
4. Agisci 6–8 settimane, non 6–8 giorni. Misura come ti senti e cosa dicono i marker.
5. Rivaluta. Se qualcosa non scende, chiediamoci perché... c’è un’infezione dentale? muffe? farmaco che irrita? allergeni non visti? allenamenti in eccesso?
6. Itera con gentilezza e tenacia. Il corpo risponde alla coerenza, non agli sprint.

L’infiammazione cronica è la lingua con cui il corpo ti avvisa che serve un cambio di rotta. Questi esami sono il tuo alfabeto, semplici, accessibili, potentissimi per orientarti. Non c’è bisogno di fare la guerra al corpo... c’è bisogno di ascoltarlo, misurare, intervenire con intelligenza e amore. Quando lo fai, i numeri scendono, l’energia sale, la mente si rischiara. E no, non è magia... è fisiologia che torna a casa.

XO - Patrizia Coffaro

A.S.D. LE GYMNASE Buongiorno. Le porte della nostra palestra si aprono il 21 settembre per accogliere i piccoli atleti d...
20/09/2026

A.S.D. LE GYMNASE
Buongiorno. Le porte della nostra palestra si aprono il 21 settembre per accogliere i piccoli atleti di Francesca. Porte aperte, sempre con il cuore e l’entusiasmo, anche per coloro che desiderano provare e partecipare a questa bellissima giornata di sport, di condivisione e di benessere. Ad maiora. ❤️
Segreteria: 333 401 9463
legymnase.it

19/09/2026

ASD LE GYMNASE presenta:

TAIIJI QUAN stile Yang

da OTTOBRE presso la palestra del plesso CAPRONI
I.C. TERRACINA Via Luigi Solidati Tiburzi,16 00149 Roma

M° Gian Luca Pellegrini fondatore e capo scuola
Kung Fu Lupi Grigi Scuola Di Arti Marziali Cinesi

Segreteria: 333 401 9463

LE GYMNASE apre le porte per l'OPEN DAY della GINNASTICA RITMICA. Si ripete il 25 settembre sempre alle 17.00!Nessuna pr...
17/09/2026

LE GYMNASE apre le porte per l'OPEN DAY della GINNASTICA RITMICA. Si ripete il 25 settembre sempre alle 17.00!
Nessuna prenotazione.
Segreteria: 333 401 9463

16/09/2026

LA DISINTOSSICAZIONE NON INIZIA DAL FEGATO

(Di Patrizia Coffaro)

Per anni ci hanno insegnato che disintossicare l'organismo significa sostenere il fegato, aumentare il glutatione o utilizzare sostanze in grado di catturare le tossine. Sono strategie che possono avere un loro razionale. Ma c'è una domanda che troppo spesso viene ignorata. Se le tossine non riescono nemmeno a entrare o uscire correttamente dalla cellula, come può funzionare una qualunque strategia di detossificazione?

La risposta potrebbe trovarsi in una struttura minuscola, invisibile a occhio n**o, ma assolutamente fondamentale.... la membrana cellulare.

Ogni singola cellula del nostro organismo è circondata da una membrana composta prevalentemente da fosfolipidi. Non è una semplice barriera che separa l'interno dall'esterno, ma un sistema intelligente che decide continuamente cosa può entrare, cosa deve uscire e come la cellula comunica con il resto dell'organismo. Quando questa membrana è integra, elastica e funzionale, tutto il metabolismo cellulare lavora con maggiore efficienza.

Quando invece perde la propria struttura, diventa rigida o viene danneggiata dallo stress ossidativo, dagli inquinanti ambientali, da un'alimentazione ricca di grassi ossidati, da carenze nutrizionali o da processi infiammatori cronici, anche la capacità della cellula di eliminare le sostanze di scarto può ridursi.

Pensiamo alla cellula come a una casa... possiamo avere il miglior servizio di raccolta rifiuti del mondo, ma se la porta d'ingresso e quella d'uscita sono bloccate, i rifiuti continueranno ad accumularsi all'interno. È esattamente ciò che può accadere anche a livello cellulare. Le membrane non servono soltanto a contenere la cellula, ospitano recettori ormonali, trasportatori di nutrienti, canali ionici, proteine che regolano il calcio, il magnesio, il sodio e il potassio, partecipano alla produzione energetica dei mitocondri e permettono una corretta comunicazione tra cellule, tessuti e sistema immunitario. Quando la loro funzionalità diminuisce, possono comparire segnali molto aspecifici:

- Stanchezza persistente;
- Difficoltà di concentrazione;
- Recupero lento;
- Maggiore sensibilità alle sostanze chimiche;
- Infiammazione cronica;
- Alterazioni metaboliche;
- Difficoltà nel gestire lo stress.

Naturalmente questi sintomi possono avere molte altre cause, ma la salute delle membrane cellulari rappresenta un tassello spesso trascurato. Un altro aspetto interessante riguarda i fosfolipidi. Sono i mattoni principali della membrana cellulare. Tra questi troviamo la fosfatidilcolina, la fosfatidiletanolamina, la fosfatidilserina e altri composti indispensabili per mantenere la fluidità della membrana.

Se questi lipidi vengono ossidati o diventano insufficienti, la membrana perde elasticità e la cellula fatica a svolgere correttamente le proprie funzioni. È un po' come cercare di respirare attraverso una pellicola di plastica... anche il fegato dipende da membrane sane. Ogni sua cellula deve essere in grado di ricevere nutrienti, trasformare tossine ed eliminarle attraverso bile e circolo sanguigno. Per questo motivo, prima ancora di stimolare i processi di detossificazione, sia importante verificare se le cellule siano realmente nelle condizioni di svolgere questo lavoro.

Esiste poi un altro elemento che merita attenzione, molte persone assumono integratori per il fegato, antiossidanti o glutatione senza considerare che il corretto funzionamento cellulare dipende anche dalla disponibilità di minerali. Magnesio, zinco, selenio, rame, manganese e altri oligoelementi partecipano come cofattori a centinaia di reazioni enzimatiche coinvolte nella produzione di energia, nella sintesi degli antiossidanti e nella neutralizzazione delle sostanze tossiche. Una carenza minerale può rallentare numerosi processi metabolici.

Anche l'intestino entra in questo discorso. L'integrità della barriera intestinale e la produzione di acidi grassi a catena corta, come il butirrato, contribuiscono al benessere delle cellule intestinali e al dialogo continuo tra microbiota, sistema immunitario e fegato. Se questo equilibrio viene meno, aumenta il rischio che sostanze indesiderate raggiungano il circolo sanguigno alimentando un'infiammazione cronica di basso grado. Ed è proprio qui che emerge un concetto fondamentale... l'organismo non lavora a compartimenti stagni.

Fegato, intestino, sistema immunitario, membrane cellulari, mitocondri e sistema nervoso comunicano costantemente tra loro. Non esiste una disintossicazione efficace se uno di questi sistemi è fortemente compromesso. Ecco perché oggi si parla sempre più spesso di un approccio sequenziale. Prima si cerca di fornire all'organismo i nutrienti necessari affinché le cellule possano funzionare correttamente. Successivamente si lavora sul ripristino delle membrane cellulari. Solo dopo si sostiene in modo mirato la fisiologia della detossificazione.

Questo non significa che esista un protocollo valido per tutti. Ogni persona ha una storia diversa, un microbiota diverso, un'alimentazione diversa, un diverso livello di esposizione agli inquinanti e differenti capacità genetiche di gestire le tossine. La medicina del futuro sarà sempre meno orientata a stimolare un organo e sempre più focalizzata sul ripristino della fisiologia dell'intero organismo. Quando comprendiamo questo concetto cambia anche il nostro modo di prenderci cura della salute... non basta eliminare le tossine.

Bisogna costruire un organismo capace di gestirle, preparare il terreno, ed è una differenza enorme. Perché la vera salute non consiste nel combattere continuamente ciò che ci danneggia. Consiste nel creare le condizioni affinché il nostro organismo possa adattarsi, ripararsi e mantenere il proprio equilibrio. Forse è proprio questa la più grande lezione della biologia... ogni guarigione, prima ancora di dipendere da ciò che introduciamo dall'esterno, nasce dalla capacità delle nostre cellule di tornare a funzionare nel modo per cui sono state progettate.

XO - Patrizia Coffaro

15/09/2026

SUCURI DI SAPERE TUTTO SUL MAGNESIO?

(Di Patrizia Coffaro)

Era tanto che volevo scrivere questo argomento ma lo rimandavo sempre. Oggi facciamo luce su uno dei più grandi malintesi che si incontrano quando si parla di benessere cellulare... l'idea che il magnesio sia un integratore unico, valido per qualsiasi scopo e assumibile in qualunque momento della giornata senza conseguenze. In biochimica e in fisiologia le cose non funzionano mai a caso.

Il magnesio è il secondo ione più abbondante dentro le nostre cellule, governa più di seicento reazioni enzimatiche, ma ha una personalità chimica molto marcata. Se non impariamo a conoscerlo a fondo, rischiamo di spendere soldi inutilmente o, peggio, di annullare l'effetto delle terapie che stiamo seguendo.

Cominciamo dal primo principio fondamentale... il magnesio puro, da solo, non esiste negli scaffali e non potrebbe mai entrare nelle vostre cellule. Essendo un metallo reattivo con due cariche positive, deve sempre viaggiare legato a un compagno di viaggio, un trasportatore che in chimica chiamiamo sale o chelato. Quel trasportatore non serve solo da involucro protettivo, ma decide la destinazione d'uso del minerale all'interno del corpo.

Pensate per esempio al magnesio bisglicinato, in questa formula il minerale è protetto tra due molecole di glicina, un aminoacido che attraversa le membrane intestinali con grande facilità. La glicina è un messaggero calmante per il nostro sistema nervoso centrale, e una volta liberata lavora in perfetta armonia con il magnesio per distendere i muscoli, placare l'ipereccitabilità dei neuroni e favorire la qualità del sonno profondo.

Se invece leghiamo il magnesio all'acido citrico, otteniamo il citrato. Questa forma si scioglie molto velocemente e ha una spiccata capacità di richiamare acqua nel lume intestinale per gradiente osmotico. Per questo motivo il citrato è lo strumento d'elezione per chi soffre di intestino pigro e crampi, mentre risulterebbe del tutto sconsigliato a chi ha già una mucosa enterica iperattiva.

Guardiamo poi al magnesio malato, dove il vettore è l'acido malico, una molecola cardine del ciclo cellulare con cui i nostri mitocondri fabbricano energia sotto forma di ATP... è il magnesio ideale per chi sperimenta spossatezza muscolare cronica o contratture diffuse.

C'è poi una formulazione straordinaria per gli studenti e per chi fa un lavoro intellettuale intenso... il magnesio L-treonato. È praticamente l'unica molecola capace di superare in quantità significative la barriera emato-encefalica, quella severa dogana che protegge il cervello. Lì stimola la plasticità dei neuroni, la memoria e la concentrazione.

Se l'obiettivo è sostenere il ritmo cardiaco o il tono dei vasi sanguigni, la scelta cade sul magnesio taurato, dove l'aminoacido taurina agisce direttamente sulle fibrocellule del miocardio modulando i canali del calcio.

Infine, per le cefalee tensive, l'emicrania o i disturbi della fase premestruale, il magnesio pidolato si rivela prezioso perché l'acido piroglutammico facilita un ingresso cellulare rapidissimo, perfetto quando serve una risposta tempestiva.

L'ossido di magnesio, invece, è un sale inorganico con una biodisponibilità bassissima... quasi tutto il minerale rimane nel tubo digerente, comportandosi da classico lassativo da contatto o antiacido d'emergenza.

Ora passiamo alla parte più delicata della lezione di oggi... l'assorbimento intestinale e il motivo biologico per cui il magnesio fa a pugni con molti farmaci e altri minerali se assunti insieme.

L'intestino tenue assorbe il magnesio attraverso due porte principali, una via passiva tra una cellula e l'altra, e una via attiva fatta di canali specializzati chiamati trasportatori TRPM6. Il magnesio possiede una forte carica elettrica bivalente positiva. Immaginatelo come una calamita molto potente, se nel tubo digerente trova composti con carica opposta, li attira a sé formando una struttura chimica rigida e insolubile chiamata chelato.

Quando si forma questo legame a tenaglia, la molecola risultante diventa troppo ingombrante e chimicamente inerte per attraversare i villi intestinali, finendo per essere espulsa direttamente senza aver compiuto il proprio dovere. Questo fenomeno diventa un problema concreto con diverse terapie farmacologiche quotidiane. Se ingerite una capsula prescritta dal medico insieme a un bicchiere d'acqua e dopo poco il magnesio, il rischio reale è che il minerale intrappoli il principio attivo prima ancora che raggiunga il circolo sanguigno.

La quota di farmaco assorbita crolla, la terapia perde la sua efficacia terapeutica e voi non ottenete il beneficio sperato. A questo si aggiunge il fatto che molte forme di magnesio modificano temporaneamente l'acidità gastrica, creando un ambiente sfavorevole per tutte quelle compresse che pretendono uno stomaco marcatamente acido per sciogliersi e rendersi biodisponibili. La regola aurea di prudenza fisiologica è una sola... frapponete sempre una finestra di almeno due o tre ore tra il magnesio e qualsiasi farmaco.

​La stessa identica dinamica di traffico biologico accade con gli altri integratori, perché le porte d'ingresso cellulari del nostro intestino non sono infinite. Esistono integratori che con il magnesio fanno a cazzotti e integratori che invece formano una squadra perfetta. ​I minerali pesanti e bivalenti, ad esempio, sono i suoi rivali naturali. Se nello stesso momento ingerite magnesio insieme a ferro, a dosi consistenti di calcio o ad alti dosaggi di zinco, i cationi si contenderanno gli stessi identici trasportatori di membrana.

Finiranno per ostacolarsi a vicenda, saturando i recettori ed esaurendo la capacità di assorbimento... il risultato pratico è che buona parte di entrambi i nutrienti resterà intrappolata nell'intestino, causando inutili gonfiori o crampi addominali senza apportare reali benefici.

Ferro e zinco vanno perciò assunti a debita distanza, ad esempio al mattino o a digiuno, lasciando il magnesio in un momento diverso. ​Al contrario, ci sono compagni di viaggio ideali che lavorano in perfetta sinergia. La vitamina B6, per esempio, agisce come un acceleratore biologico, favorendo il passaggio del magnesio all'interno della cellula e potenziandone l'azione distensiva sul sistema nervoso.

Un discorso analogo vale per la vitamina D e la vitamina K2, purché vi sia equilibrio, gli enzimi che convertono la vitamina D nella sua forma attiva consumano magnesio come carburante essenziale, per cui assicurarsi buoni livelli di magnesio è indispensabile per far funzionare la vitamina D, evitando che quest'ultima svuoti le riserve tissutali del corpo.

Anche gli estratti botanici rilassanti o la melatonina si sposano a meraviglia con il minerale, senza alcun conflitto recettoriale. ​A questo punto la domanda spontanea è... in quale momento della giornata ha davvero senso assumere il magnesio? La risposta fisiologica dipende interamente dalla forma molecolare che avete scelto e dall'effetto che intendete ottenere sui vostri ritmi circadiani. ​Le formulazioni a spiccata vocazione energetica e muscolare, come il magnesio malato, andrebbero posizionate nella prima parte della giornata, a colazione o prima di pranzo, dove l'organismo necessita di supporto per la biosintesi di energia e per affrontare la fatica fisica.

Se invece l'obiettivo è la lucidità mentale, la concentrazione e lo studio, il magnesio L-treonato trova la sua collocazione perfetta a metà mattina o nel primo pomeriggio, accompagnando i picchi di lavoro cognitivo senza provocare sonnolenza.

Il magnesio citrato si colloca molto bene al mattino con un abbondante bicchiere d'acqua tiepida per chi desidera stimolare dolcemente la motilità intestinale, oppure nel pomeriggio lontano dai pasti principali.

Quando invece cerchiamo il rilassamento profondo, la distensione della muscolatura contratta e una transizione armoniosa verso il riposo notturno, il magnesio bisglicinato o il taurato danno il meglio di sé la sera, circa un'ora prima di andare a letto... assecondando la fisiologica discesa dei livelli di cortisolo.

​Capire la biochimica significa smettere di ingerire compresse a caso e iniziare a sincronizzare i nutrienti con la naturale sinfonia del nostro organismo.

Se avete domande, fatele sotto.

XO - Patrizia Coffaro

Indirizzo

Via Solidati Tiburzi, 16
Rome
00149

Orario di apertura

Lunedì 16:45 - 21:00
Martedì 16:45 - 21:00
Mercoledì 16:45 - 21:00
Giovedì 16:45 - 21:00
Venerdì 16:45 - 21:00
Sabato 10:00 - 12:00

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