18/10/2026
📢🇱🇻 ➔ 𝐭𝐫𝐢𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐟𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨
La Salernitana X SoloSalerno.it
✍️ di Raffaella Palumbo
> DISORDINE
C’è confusione. Non c’è un filo logico. Non si vede, non si percepisce la stabilità. Quella sana, quella che lascia ben sperare. Quella volta a favorire la serenità dell’attesa. La tranquillità della pazienza. Invece no. Non ci spetta. Non ancora.
E allora, chi siamo? Dove vogliamo andare? Dove possiamo arrivare? Cosa possiamo fare? Cosa e/o chi bisogna sostituire? Quanto è presente la società? Quanto la percepiscono i calciatori, l’allenatore e il direttore sportivo? Chi decide? C’è rispetto dei ruoli?
E in tilt ci sono tutti, condizionati dal fare ondivago dei protagonisti di questa parentesi e dall’incostanza dei risultati. Delle prestazioni. Oltre il risultato.
Si parte quasi sempre senza disfattismo. Ogni partita inizia così: belle speranze, entusiasmo. Poi il cronometro scorre, l’evidenza è uno schiaffo in pieno viso e l’ottimismo crolla. Ultimamente pure la dea bendata si è scordata della .
Contro la , al di là dell’emergenza in infermeria, gli uomini impiegati in campo hanno disputato un primo tempo a rincorrere gli avversari, a perdere palloni, a sbagliare lanci. E tanta tensione. Contro una squadra modesta, i granata hanno messo, ancora una volta, a n**o tutti i loro limiti: caratteriali, tecnici, tattici, emotivi…
La Salernitana è una cosa seria, ma pare che per questo concetto non si lotti, non si dimostri abbastanza. Non ci si faccia in quattro. Non solo per la storia della città di Salerno, per la tradizione granata, ma per l’orgoglio e la dignità personale. Per la propria carriera, per il presente e il futuro che vedrà ’sta gente impegnata ancora nel panorama calcistico.
Di romantico c’è rimasto ben poco in questa Serie C: predomina la mediocrità, caratteristica che accomuna quasi tutti coloro che la abitano e la vivono.
È una ragnatela di fili d’acciaio, intessuta dalle stesse persone che, insieme alla Salernitana, oggi si sentono in trappola. Servono cesoie affilate, robuste. E occorre qualcuno che sappia maneggiarle. E che abbia il coraggio di tagliare.