02/06/2026
❤️🩹🇱🇻 C'è sempre un'altra stagione.
"Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose, dopo un po' ti si mescola tutto in testa e non riesci più a capire se la vita è una m***a perchè l'Arsenal fa schifo o viceversa. Sono andato a vedere troppe partite, ho speso troppi soldi, mi sono incazzato per l'Arsenal quando avrei dovuto incazzarmi per altre cose, ho preteso troppo dalla gente che amo. Ok va bene tutto, ma non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro... Come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai 2-1 in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient'altro nella testa e poi il fischio dell'arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un elemento cruciale in tutto questo, rende la cosa speciale perchè sei stato decisivo come e quanto i giocatori e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio e la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente. C'è sempre un'altra stagione."
In questo discorso di Paul Ashworth (Colin Firth), dal film cult 'Febbre a 90°', si può sintetizzare, più o meno, tutto ciò che significa essere tifosi della Salernitana.
Lo scriviamo oggi, nel giorno dell'andata della finale playoff tra Brescia e Ascoli. Già, non ci siamo noi. E quanto avremmo voluto esserci. Abbiamo accarezzato quell'idea grazie a un cammino playoff esaltante, capace di riaccendere entusiasmo e speranze. Ma, come spesso accade a chi ama quel colore granata, la delusione è arrivata a spazzare via i sogni sul più bello.
La nostra stagione è stata, ancora una volta, un'altalena. Alti, bassi, bassissimi. Poi una fiammella d'orgoglio che sembrava poter cambiare il corso delle cose e, infine, il ritorno alla realtà. Quella che ti costringe a fermarti e a chiederti cosa non abbia funzionato questa volta: il mercato, le scelte dirigenziali, la società...
Ora, a bocce ferme e con la mente un po' più lucida — anche se metabolizzare del tutto l'idea di dover affrontare almeno un altro anno di Serie C non è semplice — ciò che chiediamo è soltanto un po' di chiarezza. Programmazione. Una parola che questa piazza invoca da anni e che continua a rappresentare il punto di partenza necessario per qualsiasi ambizione.
Si riparta da quanto di buono si è visto nel finale di campionato e nei playoff. Si riparta da lì, tutti insieme. Chi se la sente, ovviamente.
Nel frattempo sono già iniziate le corse alle indiscrezioni: cessione, rilancio, fondi americani e tutto il repertorio che accompagna, ormai, ogni estate da tre anni a questa parte. Noi chiediamo soltanto che, questa volta, ogni telenovela si concluda in tempi ragionevoli e che venga detto con chiarezza a questa piazza, a questa gente, quale sia davvero il progetto e cosa si voglia fare del futuro della Salernitana.
Perché, in fondo, per fortuna, come diceva il vecchio Paul, "c'è sempre un'altra stagione".
✍️ di Paolo Speziale
📸 Gianpaolo Antonucci