Granata South Force G.S.F.

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G.S.F. GRANATA SOUTH FORCE Antica Mentalità Ultras mille977

27/04/2026

“Quella è nostra, è la nostra vita, la Salernitana”

Salerno ora non arretrare, avanza !

13/04/2026

Sul campo, ancora intriso dell’eco della partita, un ragazzo avanza come se portasse sulle spalle qualcosa di più pesante della vittoria o della sconfitta.
La sua maglia gialla brilla sotto un cielo pallido, ma tra le mani tiene un bianco fragile, quasi sacro: un pezzo di stoffa trasformato in memoria.

“Siberiano eterno”, parole tracciate con semplicità, come si scrive quando il cuore corre più veloce della mano. Sotto, un cuore incerto, imperfetto, e proprio per questo vero.

Intorno a lui, il mondo continua: compagni che applaudono, passi che si allontanano, gradinate che osservano in silenzio. Ma quel momento si ferma, sospeso tra il rumore e il silenzio, tra ciò che è stato e ciò che resta.

Negli occhi del ragazzo non c’è solo orgoglio, ma una malinconia dolce, come se quel messaggio fosse un ponte lanciato verso qualcuno che non può più rispondere, ma che continua a vivere lì, in ogni respiro, in ogni passo sul prato e quando c’è bisogno tende una mano dal cielo, ci piace pensarlo così quel Gol al 96esimo.

E così, tra l’erba calpestata e il rumore lontano della folla, il calcio si fa poesia, e il gioco diventa memoria.

Eternamente Siberiano

12/04/2026

Ci sono silenzi che fanno più rumore di mille cori,
e notti in cui anche il cuore sembra pesare troppo.

In mezzo a tutta questa incertezza resta un nome inciso,
quasi come una ferita che non vuole chiudersi:
Carmine Rinaldi.

Il Siberiano.
Freddo fuori, dicono.
Ma dentro, un fuoco che arde e non si spegne mai.

Ha tenuto in piedi sogni quando crollavano,
ha stretto i denti mentre il mondo voltava le spalle,
ha camminato solo, pur essendo guida di tanti.

Essenza della Granata South Force, sì…
ma anche uomo fatto di cicatrici invisibili,
di battaglie che nessuno ha visto,
di lacrime che non hanno mai trovato voce.

E forse è questo che lo rende eterno:
quel restare, anche quando tutto invita ad andare via.
Quel credere, anche quando fa male farlo.

Perché la vera forza non è non cadere,
ma rialzarsi senza chiedere nulla,
portando addosso il peso di un amore
che non conosce tregua.

E in quella sofferenza silenziosa,
vive ancora il Siberiano che non è andato via.
Ha solo deciso di diventare orizzonte, per abbracciare Salerno tutta intera, ogni volta che il sole tramonta e tinge il mondo del colore del nostro sangue, quello Granata !

Eternamente Siberiano !

La tua GSF

12/04/2010 - 12/04/2026

11/04/2026

"Una vita da Stella, un destino da Folgore. Eternamente Siberiano ."

GSF 1977

05/04/2026

Buona Pasqua ULTRAS!

03/01/2026

Abbiamo riconosciuto solo la casacca,
non chi la indossava.

Carmine
ci ha insegnato che l’appartenenza
non si racconta: si vive.

Oggi tutto è silenzioso,
ma il tuo nome risuona ancora.

Buonanotte Carmine.
Onore eterno.

03/01/2026

Oggi non ti avrebbe pesato il tempo che passa.
Ti avrebbe fatto male il resto.
Il vedere la tua Salernitana
trattata senza rispetto,
come se l’amore vero potesse essere spiegato
a chi non ha mai sofferto per una maglia.

Amavi in silenzio e ruggivi quando serviva.
C’eri sempre,
anche quando costava fatica,
anche quando faceva male.

Oggi il tuo compleanno cade piano,
come quella bandiera, “VIVERE ULTRA PER AMARE SALERNO” che ancora oggi non smette di sventolare

Il tuo nome resta inciso nei gradoni freddi,
nelle lacrime che nessuno vuole far vedere.

Ovunque tu sia,
qui continui a mancarci come manca il fiato
negli ultimi minuti di una partita .

Auguri, Siberiano.
Non sei un ricordo.
Sei STELLA che squarcia le notti più nere , FOLGORE che incendia l’oscurità,
Fuoco che non si spegne !

21/11/2025

C’è chi alla Salernitana ci arriva per caso…
…e chi invece ci nasce dentro.

Era il 1964 quando Bruno Carmando indossò per la prima volta la tuta da massaggiatore granata.
Uno che lo stadio Vestuti lo portava nel sangue, perché lì papà Angelo era stato custode.
Per lui quella panchina non era un lavoro: era casa.

Bruno era tante cose insieme:un massaggiatore,uno psicologo,un fratello maggiore,un padre per i suoi ragazzi.

Burbero all’apparenza, ma con un cuore enorme.
Stringeva muscoli, sì.
Ma soprattutto stringeva legami.

Ha accompagnato calciatori, allenatori, presidenti.
Ha condiviso gioie e lacrime.
Ha creduto nella Salernitana sempre.
Anche quel maledetto 26 giugno 1991, quando piangeva lontano dalla telecamera, dopo il gol di Marulla.
Perché chi ama davvero… non smette mai.

BRUNO CARMANDO : LA STORIA, LA SALERNITANITÀ

GSF77

28/10/2025

Oggi Carlo ha lasciato il campo terreno.
Ma non è una sconfitta.
È solo un’altra corsa, verso un cielo più grande,
dove le linee del campo si confondono con le nuvole
e ogni applauso arriva da lontano, ma è eterno.

Perché gli eroi non muoiono.
Restano dove hanno amato, dove hanno lottato,
dove un popolo intero continua a gridare il loro nome.

Ciao Carlo.
Il tuo taglio ha inciso la storia,
il tuo spirito ha scolpito la leggenda.
E ora, da lassù, l’Arechi ha un Re che non smetterà mai di correre.

La GSF

28/10/2025

Carlo Ricchetti:

Un’ala imprendibile, calzettoni abbassati e cuore granata.
Non correva, tagliava.
Tagliava lo spazio, il vento, le difese, e dipingeva calcio sulla fascia destra dell’Arechi.
Da lì nacque il suo regno: quello del Re del Taglio.

Arrivato in punta di piedi, divenne simbolo, eroe, anima di una squadra che tornò a far sognare una città intera.
Con i suoi tagli, i suoi gol, la sua umiltà.
Con quella corsa che sembrava una promessa fatta al destino.

Oggi Carlo combatte un’altra partita.
Una più dura, più ingiusta.
Ma chi lo conosce, chi lo ha visto giocare, sa che non si arrende.
Il Re del Taglio non si piega: trasforma il dolore in forza, la paura in speranza.

Perché i campioni veri non smettono mai di lottare.
Cambiano campo, ma non spirito.

E noi, oggi come allora, siamo con te, Carlo.

29/09/2025

Ciccio,

Non eri soltanto una voce,
eri il respiro di un popolo.
Quando alzavi il megafono,
noi non cantavamo:
ci fondevamo in un’unica anima, guidata da te.

Oggi quei tempi sono lontani,
così come quei gradoni.
Ci manca la tua furia,
manca il tuo sguardo capace di incendiare anche il cuore più spento.
Eppure, chi ti ha vissuto sa che nulla è andato perso.

Perché ci sono uomini che non smettono di appartenere
anche quando tutto il resto svanisce.
Ci sono leader che diventano parte delle pietre,
del cemento,
dell’aria che respiriamo, ovunque siamo.

Tu sei uno di questi.
Ogni coro rimbomba ancora,
ogni bandiera della tua GSF, ormai riposta con cura nel nostro cuore,porta il tuo nome nascosto tra le pieghe del vento.

Auguri Ciccio,
leader ieri, leggenda per sempre.

La GSF

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