Luca Sartori ️

Luca Sartori ️ Personal Trainer

29/09/2026

Rotazione e anti-rotazione: due componenti
fondamentali dell’allenamento del core.
Per gli sportivi, ruotare il tronco e controllare le forze rotazionali è importante per gestire accelerazioni, cambi di direzione, lanci, colpi e gesti tecnici che coinvolgono tutto il corpo.
Per chi passa molte ore seduto, allenare il core in più direzioni permette di sviluppare la capacità di controllare il tronco anche quando le richieste motorie cambiano, dalle attività quotidiane al trasporto di carichi.
Non si tratta di mantenere il busto sempre rigido, ma di imparare a produrre movimento quando serve e a resistere al movimento quando necessario.
La chiave? Allenare il core con stimoli diversi, angoli differenti e una difficoltà progressiva, in funzione delle esigenze della persona.
Non solo addominali. Ma capacità di gestire le forze.

Il nostro corpo non è “sbagliato”. È semplicemente il risultato di milioni di anni di evoluzione in ambienti molto diver...
22/09/2026

Il nostro corpo non è “sbagliato”. È semplicemente il risultato di milioni di anni di evoluzione in ambienti molto diversi da quello attuale.

Oggi viviamo in un contesto di abbondanza energetica, mentre chiediamo al nostro organismo di essere sempre più magro, muscoloso e definito.

Quando riduciamo l’introito calorico, però, il corpo mette in atto risposte fisiologiche per conservare energia e contrastare la perdita di peso.

Non possiamo cambiare la nostra biologia in 150 anni.

Possiamo però capirla e imparare a lavorare con essa, anziché combatterla.

17/09/2026

Un core forte non è necessariamente un core preparato.

Il suo compito è permetterti di gestire e trasferire forze mentre il corpo si muove.

Per questo allenarlo sempre nello stesso modo, alla stessa velocità e su un solo piano di movimento è limitante.

Un core realmente preparato deve saper lavorare:

→ in flessione ed estensione
→ in rotazione
→ nelle inclinazioni laterali
→ combinando più piani contemporaneamente
→ a bassa, media e alta velocità
→ producendo forza, ma anche assorbendo e frenando forze esterne.

La medball è uno degli strumenti che permette di allenare queste qualità in modo dinamico, introducendo velocità, accelerazione e resistenza al movimento.

L’obiettivo quindi non è semplicemente “sentire gli addominali”.

È costruire un tronco capace di controllare il movimento quando le richieste cambiano.

Perché nella vita quotidiana e nello sport non ci muoviamo in un solo piano, a una sola velocità e con carichi sempre prevedibili.

Il core va preparato alla stessa variabilità.

QUANTO PERDI SE SMETTI DI ALLENARTI?Dipende da quanto a lungo interrompi e da quale adattamento consideriamo.Massa musco...
14/09/2026

QUANTO PERDI SE SMETTI DI ALLENARTI?

Dipende da quanto a lungo interrompi e da quale adattamento consideriamo.

Massa muscolare e forza, infatti, non si perdono necessariamente allo stesso ritmo.

Dopo 10 settimane di completa interruzione, uno studio recente ha osservato una riduzione di massa e forza, ma anche un rapido recupero al ritorno all’allenamento. Alla fine, chi aveva fatto la pausa aveva ottenuto adattamenti complessivi simili a chi aveva continuato senza interruzioni.
PMID: 39364857

Dopo 20 settimane di detraining, invece, la sezione trasversa muscolare era tornata circa ai valori iniziali, mentre la forza era rimasta parzialmente superiore al livello di partenza.
PMID: 30991013

E se invece di smettere riduci l’allenamento?

Anche una frequenza inferiore può essere sufficiente a mantenere una buona parte degli adattamenti, soprattutto se continui a fornire uno stimolo adeguato. La frequenza, inoltre, sembra avere un ruolo meno determinante sull’ipertrofia quando il volume complessivo viene mantenuto.
PMID: 30558493

Quindi:

STOP COMPLETO ≠ RIDURRE L’ALLENAMENTO

E soprattutto, perdere parte degli adattamenti non significa necessariamente doverli ricostruire da zero.

È proprio qui che il concetto di “memoria muscolare” diventa interessante.

Riferimenti:
PMID 39364857
PMID 30991013
PMID 30558493
PMID 39159314

10/09/2026

Lavori 8 ore al giorno seduto? La tua schiena non ha bisogno di “stare dritta”. Ha bisogno di muoversi.

Se passi gran parte della giornata davanti a un computer, prova a inserire questi 9 esercizi durante la giornata.

Non servono necessariamente 30-40 minuti tutti insieme.

Anche brevi pause attive, ripetute più volte durante la giornata, possono essere una strategia semplice per interrompere la sedentarietà, variare le posture e ridurre il discomfort muscoloscheletrico.

E questo è particolarmente interessante per chi lavora alla scrivania.

Una revisione sistematica condotta su lavoratori d’ufficio ha trovato che le pause attive associate a un cambiamento di postura possono essere efficaci nel ridurre dolore e discomfort lombare.

Un’altra revisione sistematica specifica sugli office workers ha rilevato benefici dell’esercizio sui sintomi di low back pain, suggerendo che anche protocolli relativamente brevi — circa 10-15 minuti, 3-5 giorni alla settimana — possono essere utili.

Questi 9 esercizi sono un ottimo “movement snack” da fare durante la giornata, anche utilizzando semplicemente la sedia dell’ufficio.

2-5 minuti alla volta. Più volte al giorno.

Non è la singola pausa a fare la differenza.

È la costanza nel tempo.

La schiena non è fatta per essere mantenuta immobile. È fatta per essere utilizzata.

02/09/2026

Mobilità dell’anca ≠ semplicemente “essere elastici”.

L’anca deve essere in grado non solo di raggiungere ampi range di movimento, ma anche di controllarli e produrre forza al loro interno.

È qui che entra in gioco il concetto di active ROM: non conta soltanto quanto riesci a portare l’articolazione in una posizione, ma quanto sei capace di controllare quella posizione e utilizzarla attivamente.

Per questo ho raccolto 9 esercizi che combinano mobilità, controllo neuromuscolare e produzione di forza, con particolare attenzione ai range più ampi dell’anca.

Un altro vantaggio è che sono esercizi facilmente modulabili: regolando l’altezza dei pin del rack puoi modificare il range di movimento e adattare progressivamente la difficoltà.
L’obiettivo non è semplicemente “avere più mobilità”, ma diventare progressivamente più forti e competenti nei range di movimento che possiedi.

Perché una mobilità che non sai controllare è una possibilità che non sai ancora sfruttare.

La forza è molto più complessa della semplice relazione “più muscolo = più forza”.Il nostro corpo può adattarsi allo ste...
26/08/2026

La forza è molto più complessa della semplice relazione “più muscolo = più forza”.

Il nostro corpo può adattarsi allo stesso allenamento attraverso meccanismi diversi, e comprenderli aiuta anche a capire perché non tutti gli aumenti di forza si traducono immediatamente in centimetri in più.

E no, non esiste una separazione netta tra “allenamento per la forza” e “allenamento per la massa”: nella pratica gli adattamenti si sovrappongono.

Avete domande o dubbi? Scriveteli nei commenti, li approfondiamo insieme.

24/08/2026

Questi esercizi con elastico sono un ottimo complemento: nel riscaldamento o come rifinitura aiutano a stimolare e rinforzare la muscolatura dell’anca, in particolare i glutei.

Sono utili per tutti, ma diventano particolarmente interessanti per chi corre, salta o pratica sport ad alta richiesta di forza e controllo dell’arto inferiore. Nel sedentario possono contribuire a migliorare la capacità dell’anca di tollerare i carichi e, insieme a un allenamento ben strutturato, a ridurre il rischio di problematiche dolorose come la tendinopatia glutea.

⚠️ La loro pecca? Sono poco scalabili in termini di carico. L’elastico è ottimo per attivare e lavorare la muscolatura, ma non può sostituire un vero lavoro di forza progressivo.

Per questo vanno abbinati a esercizi di estensione d’anca zavorrabili: squat, affondi, stacchi, hip thrust e tutte le loro varianti.

👉 Elastico sì. Ma come complemento, non come sostituto della forza.

Dimagrire non significa semplicemente “bruciare grasso”.Significa modificare un sistema biologico che per anni può esser...
11/08/2026

Dimagrire non significa semplicemente “bruciare grasso”.

Significa modificare un sistema biologico che per anni può essersi adattato a un determinato livello di adiposità.

Per questo perdere peso e mantenere il peso perso sono due problemi diversi.

E capire la fisiologia che c’è dietro ci aiuta anche a smettere di interpretare ogni recupero di peso come un semplice fallimento di volontà.

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San Giovanni Lupatoto
37057

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