11/09/2026
La gioia per la vittoria dell’Italia e il sentimento contrastante.
Napoli, ieri sera, nella partita inaugurale dell’Europeo di pallavolo, ha dato ancora una volta visione della sua magnificenza, della sua storia, della sua anima, del suo essere una rappresentazione terrestre di qualcosa di fortemente divino. Tutto questo in una cornice sportiva splendida, nobilitata dalla presenza del Presidente Mattarella, nella sua veste ufficiale di prima carica dello Stato e in quella di entusiasta tifoso della pallavolo italiana. Ho vissuto la partita vittoriosa dell’Italia sulla Svezia con una emotività particolare, con la certezza di essere, da ben cinquantasei anni, partecipe di questo magnifico sport che ha contribuito ad arricchire la mia mente e a plasmare il mio spirito in modo fortemente creativo e formativo. Penso e ne sono certo, di aver trasferito, da fondatore e allenatore de I Koala Bears, a tantissime ragazze e altrettanti ragazzi le certezze e le emozioni acquisite in questa lunga e palpitante mia vita pallavolistica. Ma tutta la gioia mentale provata durante la partita è stata accompagnata, nel mio spirito, da un velo scurito, annebbiante, rivelatore di una tonalità affettiva dal senso di vuoto e di abbandono. Ho, da un po’ di tempo e in modo più profondo da qualche mese, la sensazione che I Koala Bears, il fodero robusto della mia anima e quindi delle mie passioni, delle mie emozioni, dei miei sentimenti, si stia sfilacciando, privandomi anche dei desideri che sono quel tipo di passioni rivolte all’attesa di un incerto bene futuro. Questo non perché volontariamente si vuole scegliere l’eutanasia de I Koala Bears, ma per aver il destino deciso che questa società sportiva, con i suoi principi, la sua etica e il senso assoluto di verità e libertà, avesse nascita in luoghi dove, questi valori ormai, sono considerati disdicevoli e quindi meritevoli di abiura da parte di chi esercita un qualche ruolo o ‘potere’ acquisito con o senza un percorso istituzionale.