13/06/2026
E voi lo conoscete Sir Edmund Hillary?
Beh, per i più, a cui tale nome e cognome non dice niente, mi spiego meglio:
È stato il primo uomo ad aver mai scalato l’Everest.
Sì, quello usato nelle esagerazioni iperboliche in quasi tutte le frasi riguardo alle altezze o alle imprese epiche.
Dico epiche, perché è semplicemente così.Compiere qualcosa che sembrava impossibile, spingersi oltre il limite, anzi, definirlo, rivelarlo al mondo:
Si può fare.
È tutto questo che il signor Hillary ha fatto.
Il primo a dominare tale vetta.
Questo ci porta all’uomo in foto.
Si chiama Randy Couture e no, come potete ben vedere da questo scatto, non ha niente a che fare con l’alpinismo né tanto meno con l’Everest.
Ma una cosa l’ha fatta.
Atleta straordinario, ineccepibile tecnicamente, wrestling olimpico, dirty boxing letale e fighting IQ altissimo, alla veneranda età di 40 anni lo hanno portato a coronarsi campione di due categorie di peso UFC .
Il primo a farlo, il primo a renderlo possibile, il primo ad andare oltre il pensabile, superando qualunque limite.
Perché se abbiamo ed abbiamo avuto McGregor e Topuria, gran parte del merito spetta a questo signore qui.
Il primo a riuscire a concepire tale “vetta”.Il primo ad aver “scalato” l’Olimpo delle MMA.Il Sir Hillary dell’Ottagono.
Il solo Randy “The Natural” Couture.
Randy Couture
10/06/2026
Ma cosa è la “Classe”?
E non parlo di “etichetta” o qualcosa derivante dal modo snob di atteggiarsi.
La “Classe” non riguarda il denaro, né tanto meno il retaggio familiare o la professione che si svolge.
Non è una cifra in banca, non è un cognome all’anagrafe.
È qualcosa di insito nella persona, un modo di condurre la propria esistenza, le proprie decisioni, è esattamente il “come” ci si rapporta con il mondo.
Perché in un mondo dove la “spazzatura” dilaga ed inghiotte l’attenzione dei più, avere “classe” alle volte vuol dire non fare proprio niente di fronte a tale trash.
A chi ha orecchie per comprendere.
Occhi per guardare.
Ed intelletto per capire.
Alla tacita “classe”, come in tale scatto.
Perché alle volte, se non si ha nulla da dire, è meglio tacere.
Al trash, alla spazzatura.
All’intelletto ed al buon gusto.
Al Fighting per tutti o solo per pochi.
09/06/2026
E le parole?
In un gioco fatto di forza fisica, atletismo, estro tecnico e violenza, quasi le perdiamo di vista.
Il potere delle dichiarazioni, delle illazioni, taglienti come gomitate nel clinch, pesanti come diretti al volto, chirurgiche come colpi al fegato, impattanti come middle kick; e potrei continuare con similitudini e metafore fino a concludere le righe di questo articolo.
Il tutto per dire che nel Fight Business lo scontro si misura anche con il microfono in mano, con le parole. Si ferisce e, anche se non si sanguina visivamente, si può far diventare una disputa “professionale” qualcosa di molto intimo e personale.
Questo ci porta all’uomo in primo piano.
Sì, quello che sta facendo un gestaccio.
Si chiama Ilia Topuria, e quei due diti medi sono indirizzati proprio al suo prossimo avversario: Justin Gaethje.
Reo di aver tirato in ballo il recente e difficile divorzio del georgiano dalla propria ex moglie, il quale a sua volta è colpevole di aver schernito proprio “The Highlight”in più di una occasione.
E che sia giusto o sbagliato, che si prendano le parti dell’uno o dell’altro, ciò che è certo è che adesso nessuno “scherza” più.
Alle vicissitudini del Fight Business.
Alle dichiarazioni, maligne come colpi.
Ai nervi tesi, alle dispute personali.
A noi, che ne siamo tutti testimoni.
07/06/2026
E voi cosa ci vedete?
Oltre il sabbione, oltre la mischia, oltre le persone con “abiti di altri tempi”, la domanda rimane:
“Voi cosa ci vedete?”.
Beh, penso sia quasi impossibile cercare di spiegare cosa rappresenti tale scatto, ma sarà mio piacere , oltre che dovere ,provare a farlo.
Adesso immaginate.
Immaginate fortemente di essere legati indissolubilmente alle vostre contrade, di vivere la vostra città considerandola la più bella del mondo, portandone orgogliosamente lo stemma nel cuore e tatuandolo sulla pelle.
Vivere profondamente il proprio Quartiere, crescerci, provando gioie, dolori, amori, amicizie e peripezie.
Avere un legame viscerale con chi ne fa parte, instaurare una fratellanza, un credo comune, avendo a cuore ogni singolo centimetro di quel “posto” che vi ha adottato.
E avere, una volta l’anno, la possibilità di dimostrare tale Amore rievocando, una storia centenaria, fatta di orgoglio e vanto.
In un torneo, in un “giochino” cruento, violento, primordiale, onesto e sincero;
e potrei scrivere aggettivi su aggettivi senza comunque riuscire a rendere l’onore dovuto a tale scontro.
Il tutto rappresentando quell’amato quartiere, insieme a quei fratelli che ne hanno sempre fatto parte.
Si combatte per cercare di “restituire” ciò che la propria comunità è riuscita a dare, per essere parte di una Storia più grande.
Per avere l’onere e il privilegio di battersi e sanguinare per ciò in cui si crede, rimanendo immortali e facendo delle proprie gesta qualcosa di straordinario.
Essere Eroi per un giorno.
Essere Calcianti nella vita.
Tutto questo, e molto altro, è il Calcio Storico Fiorentino.
Più dello scontro puramente fisico, oltre quello tattico o di punteggio:
è semplicemente l’identità indomita di un Popolo. L’animo guerriero di una città, la Storia che vive ardente nel presente, al di là di ogni quartiere e colore.
Un patrimonio culturale.
Un privilegio a cui poter assistere.
L’Onore e il Vanto d’esser di Fiorenza.
06/06/2026
E secondo te?
Chi prevarrebbe?
Chi avrebbe la meglio?
Due uomini,accomunati da un talento ossessivo,da una fede stoica nei propri mezzi.
Arrogantemente carismatici,sembrano più che solo uomini.
Più che “speciali”, più che “straordinari”,a tratti “insanguinabili”.
Ed è tale domanda che vi pongo adesso:
ognuno nel proprio prime, in un ipotetico match, chi vincerebbe?
Guardia mancina per l’irlandese, tecnicamente letale, poliedrico ed estroso con una scelta dei colpi variegata, spregiudicata e rasente la pura arte in movimento; controllo delle distanze a tratti cinematografico, iper-istintivo, più artista che fighter, con credenziali nella lotta deficitarie rispetto all’élite, pur dimostrando un ground game difensivo di tutto rispetto.
Uno dei più grandi cultori della guerra “mentale”, con quell’inconfondibile trash talking profondo, maligno, entrava nella testa delle proprie vittime prima di “concluderle” con le doti sopradette.
Con quel sinistro a dir poco sentenzioso,semplicemente iconico.
Guardia ortodossa per il georgiano,puro tecnicismo in tutto ciò che compie, fondamentali nello striking eccelsi, boxe a dir poco straordinaria, dotato di vera e propria dinamite nelle mani, in grado di “spegnere” chiunque ed in ogni momento.
Ground game estremamente solido, posizionale, concreto, funzionale al proprio game plan, risulta un vero e proprio incubo per chiunque.
Emotivo, passionale, sanguigno nelle conferenze stampa, “sente” ogni parola pronunciata.
Ancora imbattuto, ancora un enigma criptato per chiunque.
A tratti, davvero intoccabile.
Eccovi gli “strumenti”.
A voi la scelta,a voi il dibattito.
A due uomini,a due campioni,a chi ha avuto il privilegio di assistervi e a chi no.
Ad un racconto, ad un confronto,a chi ha reso grande tutto.
04/06/2026
Ma esiste qualcosa di più?
Qualcosa di più attraente, sincero, onesto?
Mettersi in gioco,assumersi rischi e responsabilità.
Scegliere di combatteree di plasmare la propria vita a tale fine,accogliendone gioie e dolori.
Essere visti come dei “poco di buono”,fraintesi e giudicati da “leoni da tastiera”.
Affrontare sconfitte e infortuni,delusioni e insuccessi.
Non per il mero intrattenimento, né per la sperata conseguente fama o per il denaro:
c’è qualcosa che va oltre,qualcosa di più del “solo” sport.
Sono valori,insegnamenti,tempra,che sgorgano da ogni ferita aperta,insiti in ogni goccia di sudore versato.
Sul “palcoscenico” più “rivelatore” che un uomo possa mai calcare,si comprende chi egli scelga di essere.
Dinanzi a una vocazione primordiale.
All’arte della volontà.
Alla poetica violenza.
03/06/2026
Sfida, minaccia, ostacolo.
Sono solo alcune delle figure che quest’uomo rappresenta per il regno di .
Sì, parlo di questo ragazzo qui, in primo piano.
Risponde al nome di Michael Morales.
Con uno score professionistico immacolato,TKO dopo TKO,dominazione dopo dominazione,dopo aver affrontato striker temibili e wrestler d’alto livello, si è imposto come uno dei contender più seri e credibili dell’intera divisione pesi Welter.
Qualità fisiche eccelse, striking maligno, takedown defense autorevole e ground game collaudato lo rendono ciò che è.
Perché potete chiamarlo sfida, minaccia, ostacolo,
o semplicemente Michael Morales:
il mio personalissimo prossimo campione.
Il solo
02/06/2026
E se ci fosse qualcosa di più?
Più di un “solo” incontro, oltre un semplice match, che trascenda la cintura, che superi la fama e il denaro.
Se lo scontro si giocasse su “più piani”, in vari scenari, in diversi aspetti.
Se il tutto fosse elevato, a tratti cinematografico.
Questo ci porta all’Uomo in primo piano.
Risponde al nome di Ilia Topuria, e sarà il protagonista del main event della card più esclusiva di sempre.
”El Matador” ha un fiore in mano.Il classico “dono” che “regala” dopo aver battuto ogni suo avversario: una rosa.
E se la cosa non fosse di per sé abbastanza, ecco che arriva il genio, il folklore, la teatralità.
Una rosa “speciale” per il suo rivale.
Una rosa bianca, così come la location dove si terrà l’evento.
Elevando tutto il contesto, rendendo ancor più inconfondibile la propria aura.
Donando qualcosa di estremamente sentimentale e romantico a quella che dovrebbe essere solo una disputa all’interno di un ottagono.
Casa Bianca.
Rosa Bianca.
Puro Cinema.
Qualcosa di più del solo sport.
Un evento mediatico.
L’arte che si esprime e i suoi interpreti.
01/06/2026
Ma cosa significa essere lo sfavorito?
Avere ogni pronostico contro, essere l’underdog, essere visti come perdenti, sconfitti, battuti.
Ed è proprio questo il caso.
L’uomo in foto, con la bandiera statunitense sullo sfondo, risponde al nome di Justin Gaethje.
E stando a ogni verdetto virtuale, predizione, o semplicemente dovendo scegliere,solo in pochissimi scommetterebbero su di lui.
Ilia è molto più veloce, più atletico, più esplosivo, più tecnico… semplicemente “molto di più” rispetto a Justin.
Ma ricordate: non esiste uomo più pericoloso di colui che combatte per la propria vita, con le spalle al muro e senza niente da perdere.
Agli sfavoriti,agli underdog,a chi ha i pronostici contro,a chi non ha niente da perdere.
Il solo e unico
30/05/2026
E tu gli daresti torto?
Commentare gli eccessi, schernire i comportamenti, giudicare scelte ed ostentazioni, il tutto senza aver mai minimamente “vissuto” cosa ha reso l’uomo l’icona che noi tutti conosciamo.
Con discorsi dalle fondamenta a dir poco deboli, campati su ipotetiche similitudini come “io farei” o “io direi”.
Beh, niente di tutto ciò ha un senso, se non essere oggetto di chiacchiere da bar, buone davanti ad una buona birra.
Perché quando si domina la scena di una disciplina sconosciuta ai più, quando la si “eleva” a livello globale, penso sia del tutto normale sentirsi “intoccabili”, invincibili e a tratti megalomani. L’eccesso del lusso e della notorietà non sarebbero che consequenziali.
In foto abbiamo un esempio di quanto scritto sopra. Una platea interamente per lui, solo per assistere al suo peso, solo per far parte di un qualcosa di “più grande”.
Il momento esatto in cui Conor McGregor si corona “The Notorious”.
Alle aspirazioni, alle ambizioni, a chi sogna in grande e a chi vi si “perde” nel suo corso.