12/09/2026
Prima il rispetto. Poi il risultato.
Oggi la nostra Juniores ha disputato un’amichevole contro la Juniores del San Giorgio, ospiti sul bel campo sintetico della società di casa.
Purtroppo, fin dai primi minuti, la partita è stata caratterizzata da alcuni interventi troppo duri e da una tensione crescente. Ringrazio il dirigente della società ospitante che si è prestato ad arbitrare l’incontro, certamente non semplice da gestire in una situazione del genere.
Durante il primo tempo ho più volte cercato di richiamare tutti alla calma, soprattutto perché siamo in precampionato e stiamo parlando di una partita amichevole. Non aveva alcun senso rischiare di farsi male o trasformare una partita di calcio in qualcosa di diverso.
Con il passare dei minuti, però, i contrasti e i tafferugli sono continuati. Probabilmente anche il nostro vantaggio e il buon calcio che stavamo esprimendo hanno contribuito ad aumentare il nervosismo.
Intorno al 42° minuto, dopo l’ennesimo contrasto, alcuni ragazzi sono arrivati anche a mettersi le mani in faccia. A quel punto ho richiamato tutta la mia squadra e ho deciso di terminare la partita. Qualcuno ha apprezzato e compreso immediatamente la scelta. Altri avrebbero preferito continuare.
Ma per me esiste un limite che non deve essere superato.
Ho fermato e, in un certo senso, punito anche la mia squadra, perché quando si arriva a certi comportamenti non mi interessa più sapere chi abbia iniziato, chi abbia ragione o chi abbia torto.
Il calcio giovanile deve insegnare prima di tutto rispetto, educazione, autocontrollo e lealtà. La competizione è fondamentale. Bisogna voler vincere, bisogna essere determinati, bisogna lottare su ogni pallone. Ma competere significa cercare di dimostrare sul campo, con il gioco e con il comportamento, di aver meritato la partita.
Non significa trasformare un contrasto in un litigio. Non si tratta di essere più forti o più deboli.
Si tratta di capire quale esempio vogliamo dare a questi ragazzi.
Perché se noi allenatori, dirigenti e adulti iniziamo a considerare normali certi comportamenti, dobbiamo anche chiederci dove potranno arrivare domani questi ragazzi pensando che tutto questo faccia semplicemente parte del calcio.
Io non voglio abituarli a questo.
Preferisco interrompere una partita, anche una partita che stavamo vincendo e giocando bene, piuttosto che far passare il messaggio che vincere venga prima del rispetto.
Prima vengono le persone.
Poi vengono i calciatori.
E soltanto dopo viene il risultato.
💙💛 U.C. Solbiatese Juniores - Mister Paco 🙏