18/09/2026
La settimana scorsa ho tagliato mezzo metro di capelli.
Reazione esterna?
“Bella ma i tuoi capelli ti rappresentavano!!”
Spesso si pensa che l’estetica dello yoga sia fatta di toni neutri, completini, corpi essenziali.
(E per questo ringraziamo i famigerati festival di Yoga e i social).
Ma quando vivi questa disciplina ogni giorno, capisci che quell’estetica è solo una gabbia.
Essere “adeguati”, incarnare a tutti i costi quello stereotipo può avere un costo molto alto:
la propria integrità.
Ma anche il non sentirsi mai “abbastanza”.
Scegliere di non essere people pleasing, ma persone reali, è ciò che fa davvero la differenza.
Anche come insegnante.
Avere una determinata immagine non ci rende più fedeli alla pratica.
L’estetica non è ciò che ci definisce,
è ciò che portiamo dentro a plasmare la nostra presenza all’esterno.
\\\ Oggi sento sempre di più di dovermi dissociare da quell’identità preconfezionata.
E non parlo solo di estetica.
Parlo anche di tutte le buone parole che si leggono qua (credit to: Chat Gpt & Gemini), ma anche i copia incolla di altri 200 post tutti uguali.
Io oggi sento di essere tante cose, ma di avere una unica direzione.
Vivo di e con lo Yoga da davvero tanto, e più vado avanti meno voglio essere catalogata.
Meno rientro in un pacchetto preconfezionato,
più sento di avere spazio per l’insegnamento vero.
📸Queste foto le ho fatte prima del mio taglietto. Con la catturatrice d’anime su carta Beatrice Pilotto
Mi piacciono tanto, più delle posizioni.
Perchè non riescono mai a spiegarmi a pieno,
sono sfuggenti, sfocate, mosse, imperfette.
Sono me a pieno.
In alcune mi vedo “male”, quel male che mi libera.
•••Forse anche a voi capita, di sentire quella necessità estetica preconfezionata?
🤍