Milan Club Trieste

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Milan Club “Cesare Maldini”
Sede Ufficiale - @Hop Store Pub

26/05/2026

CHE CONFUSIONE, SARÀ PERCHÉ OVERPERFORMIAMO - Ep. 38

Quando Bill Murray resta intrappolato in un loop temporale che lo costringe a rivivere quotidianamente il giorno della marmotta, inizialmente è spaesato. In effetti, si tratta di una situazione a cui è difficile credere. Nel corso del film, si trova a fare di necessità virtù, al punto da divertirsi pure, in quello strano corto circuito. Poi, però, impazzisce e ne combina di ogni, fino al momento in cui capisce che, per uscire dall'incantesimo, serve un cambiamento radicale da impartire a sé stesso.

Pure noi milanisti siamo in un loop temporale, anche se alcuni di noi, come Bill Murray, non se ne rendono conto o non vogliono accettarlo. Puntualmente, infatti, da quando è arrivato il maledetto americano che non voglio nemmeno nominare per non dargli importanza, siamo ad un finale di stagione in cui è lecito parlare di fallimento.

Un altro campionato in cui la distanza dalla prima si misura in doppia cifra, ma, soprattutto, senza nemmeno essere riusciti a centrare l'obiettivo (economico) del quarto posto. Grave, se pensiamo che c'era una sola competizione da giocare. Prevedibile, se pensiamo che l'estate scorsa è stata allestita una rosa insufficiente, per numero e qualità dei giocatori.

Soprattutto, un'altra stagione in cui le lotte interne e la ormai conclamata disorganizzazione societaria, alla lunga, hanno presentato il conto. Perché puoi anche scegliere un allenatore esperto (al netto dei gusti) e un direttore sportivo di professione, ma se non li metti nelle condizioni di fare il loro lavoro, diventa dura portare a casa qualcosa. Perché puoi anche metterti in rosa un campione (benché arrivato a fine corsa) come Modric, ma se il contesto è quello di gente a cui viene chiesto semplicemente un piazzamento, non si possono pretendere miracoli.

Il loop che attanaglia il Milan è un misto tra incompetenza e mediocrità. Quest'ultima è l'humus in cui vive l'intero ecosistema (parola chiave, abbiamo scoperto) rossonero, al punto da essersi rivelato terreno di coltura per i nuovi tifosi, appiattiti nelle ambizioni, felici per un piazzamento e qualche plusvalenza.

La verità, tanto ovvia quanto difficile da accettare per chi ancora campa di ottimismo da quattro spiccioli, è che se ti attrezzi per arrivare quarto, può succedere che arrivi sesto. E attenzione a quelli che vi diranno che il mancato piazzamento è capitato per un solo punto: sono gli stessi che si esaltavano per un secondo posto a venti punti dal primo, incapaci, per limiti o scelta cosciente, di capire che i problemi sono profondi e che i risultati vanno sempre analizzati, se si vuole migliorare.

E ahinoi, le ultime notizie non fanno ben sperare. In linea con quello che sta succedendo da anni in questo nefasto loop, è infatti arrivata l'ennesima rivoluzione, l'ennesimo giro di teste che saltano. Peccato che, a decidere chi arriverà dopo, sono gli stessi artefici di questi ultimi anni di disastri. Pronti a riproporre la loro nefasta formula, in cui a decidere l'assetto sportivo spetta a un personaggio social che nemmeno è un dipendente del Milan.

E noi, come ogni anno, aspetteremo la marmotta, sperando che ci dica qualcosa di nuovo.

23/05/2026

ULTIMA DI CAMPIONATO!

Ultima occasione per vedere qualcuno dei ragazzi in campo e, auspicabilmente, qualcuno dei dirigenti in tribuna. Quello che succederà, poi, non lo sappiamo: se avete preferenze religiose, questo è il momento buono per chiedere un favore.

Appuntamento quindi DOMANI SERA per MILAN - CAGLIARI. Ci vediamo all' Hop Store Pub, tra birrette, panini e bamboline voodoo a forma di Giorgio Furlani.

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18/05/2026

CHE CONFUSIONE, SARÀ PERCHÉ OVERPERFORMIAMO - Ep. 37

Quando - diciamolo pure - meno ce lo aspettavamo, il Milan torna a prendere tre punti e, complice un parimenti impronosticabile suicidio dei gobbi (quelli originali, di Torino), vede più vicino l'approdo ad un piazzamento.

Operazione non affatto scontata (e che dobbiamo ben guardarci dal considerare tale), vista l'aria che tira e l'impossibilità di contare sul disinteresse altrui, tra ultras genoani che chiamano lo stadio all'appello manco fosse una finale e i sempre più ridicoli tifosi della Lazzie, orami semplicemente incommentabili.

Complice il digiuno dell'ultimo periodo, che ha certamente alimentato l'appetito di successi, tornano quindi sprazzi di entusiasmo nelle fila del tifo rossonero. Ecco, non so voi, ma io mi sento un po' come Verdone in quella scena di "un sacco bello", quando la tizia sp****la continua a dire "vamos" e lo spaesato e timido Leo si chiede "ma 'ndo vamos?"

Domanda che mi pare legittima, visto il casino che circonda il Milan, che, a questo punto della stagione, si trova puntualmente alle prese con i regolamenti di conti tra dirigenti, ognuno più che mai attivo con il suo personalissimo ufficio stampa, alla faccia di coloro che si lamentano del trattamento riservato dalla stampa ai nostri colori.

E proprio pensando alle retoriche parole di Cardinale uscire in settimana, sempre le stesse da quattro anni (probabilmente c'è un copione scritto, che periodicamente viene rispolverato), possiamo dire che l'unico risultato concretamente portato a casa con continuità da questa sciagurata gestione Redbird è questo teatrino di dirigenti che si scannano tra di loro, mentre la squadra fa quello che può.

Vamos in Champions, allora. A fare cosa, non si sa.

16/05/2026

Domanda: quando giocherà il Milan?

Non preoccupatevi, vi aiutiamo noi a rispondere. Si gioca DOMANI alle 12!
Appuntamento all' Hop Store Pub aperto eccezionalmente per l'occasione, per seguire assieme la partita.

Deciderete voi se è ora di colazione o di pranzo, noi non giudichiamo.

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12/05/2026

CHE CONFUSIONE, SARÀ PERCHÉ OVERPERFORMIAMO - Ep. 36

Il tracollo del Milan in questo finale di campionato sta diventando così prevedibile e noioso che la partita di domenica ha fatto discutere più per alcune immagini circolate in rete che per la prestazione sottotono (eufemismo) della squadra.

Paradossalmente, l'immagine che più avrebbe dovuto prestarsi alla condivisione massiccia, ovvero la protesta della curva (che si risveglia primavera come quei mammiferi che vanno in letargo), è stata ben presto soppiantata da quella della coppia padre-figlio, felici e festanti sul punteggio di 0-3.

Ce n'è però un'altra che dice molto. E al contrario di quella che ritrae il quadretto familiare (che come tale e in un paese votato al familismo, si presta ad equivoci di interpretazione e a contro-critiche accorate), mi pare tutto sommato piuttosto eloquente e univoca su quello che sta diventando la platea di riferimento.

Piaccia o no, infatti, questo è il presente e, con ogni probabilità, il futuro. Uno stadio di gente festante, che sorride, saluta, applaude e si contorce davanti alle telecamere, a prescindere da quello che succede in campo. Stanno tifando anche loro, ha detto più di qualcuno.

È evidente che queste persone, avendo pagato il biglietto, possono decidere di comportarsi come meglio ritengono, nei limiti della legalità. Ridere festosi quando la squadra di casa è sotto di tre gol non è certo vietato. All'opposto, pare sia vietato passeggiare in tribuna sfoggiando la maglia di Maldini, una condotta considerata altamente facinorosa.

State certi che i tizi in foto hanno passato una serata migliore di quelli che, invece, cominciano a sentirsi sempre più distanti da una gestione che ha deciso di mettere il calcio giocato e i risultati sportivi all'ultimo posto delle sue priorità.

E forse, a volerla cercare a tutti i costi, la morale è proprio questa. Se cioè vogliamo tornare ad essere felici, dobbiamo smetterla di criticare e abbracciare questo approccio alle partite, leggero e irresponsabile.

Ne saremo capaci?

10/05/2026

MILAN - ATALANTA

Spunta questa immagine del 2022 e pare sia passata un'epoca.

Il clima stasera sarà diverso, ma resta sempre la speranza di portare a casa qualche punto per evitare l'ennesimo psicodramma.

Vi sentite abbastanza forti? Dimostratelo! Appuntamento STASERA alle 20.45 all' Hop Store Pub

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04/05/2026

CHE CONFUSIONE, SARÀ PERCHÉ OVERPERFORMIAMO - Ep. 35

Una trasferta contro il Sassuolo a Maggio non può che evocare un paragone impietoso col recente passato, che, infatti, è già puntualmente comparso nelle analisi a caldo dello scempio a cui abbiamo assistito ieri. Il riferimento, ovviamente, è al Milan che, con la forza di un collettivo cresciuto assieme, si è preso uno scudetto bellissimo, illudendo i tifosi che quello sarebbe stato solo l'inizio di una ricostruzione sportiva.

Qualcuno avrà sicuramente pensato anche alla celebre scena di quel grandissimo film che è "Compagni di scuola" di Verdone. Quella in cui il compianto Angelo Bernabucci assesta un duro colpo (non è il primo della serata) ad un coetaneo con cui il tempo ha infierito: "guardate com'eri, guardate come sei... Me pari tu' zio".

Ecco, il Milan ieri sembrava suo zio. Una squadra completamente scollegata, incapace di partorire un'idea di gioco, lenta e prevedibile, vecchia e stanca. Si potrebbe andare avanti per ore, descrivendo i sintomi che ormai conosciamo bene e che stanno caratterizzando questo finale di stagione che sta assumendo tinte drammatiche. Ma ci fermiamo qui, la facciamo breve proprio come ha fatto Tomori ieri.

Ci resta solo una piccola considerazione: per ridursi così male, a Fabris è per lo meno servito più di un decennio. Alla dirigenza del Milan, invece, sono bastati pochissimi anni.

03/05/2026

Siamo spiacenti di dover comunicare che, a causa di circostanze sopravvenute, l'incontro con Gianni Rivera, programmato per il giorno 16 maggio, non avrà luogo.

Ringraziamo tutti quanti per l'entusiasmo dimostrato nel sostenere questa iniziativa.

Consoliamoci con i risult... Ah no, niente.

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30/04/2026

SASSUOLO - MILAN

La faida con i piastrellisti si rinnova DOMENICA alle 15, proprio come si usava una volta e proprio come fanno i posatori che lavorano in nero.

Per l'occasione e in via eccezionale, l' Hop Store Pub aprirà le porte per seguire assieme la partita e consentirci qualche gioco alcolico: ad ogni gol del simpatico Berardi, uno shottino.

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29/04/2026

CHE CONFUSIONE, SARÀ PERCHÉ OVERPERFORMIAMO - Ep. 34

Per correttezza, è bene dire da subito che non ho visto la partita di domenica sera. Ho preferito passare una giornata al mare e penso che mi scuserete se la prospettiva di un pareggio a reti inviolate (assolutamente pronosticabile e puntualmente avveratasi) è risultata meno allettante di una giornata intera di ozio, con rientro a casa più che morbido.

D'altronde, se non avessi dormito sul lettino, l'avrei fatto in divano o al pub, visto lo spettacolo che è andato in scena a San Siro: se togliamo la traversa colpita dal Milan (un po' di sfiga quest'anno contro i gobbi, visto l'errore dal dischetto dell'andata), la cosa più emozionante è stata vedere Ruud Gullit tornare a calcare il terreno di gioco. Un'operazione nostalgia, questa della Hall of Fame milanista, che ha lo spiacevole effetto collaterale di ricordare a tutti i milanisti che il confronto con il passato è deprimente.

Il presente è quello che abbiamo visto (anzi, che avete visto voi) in campo: una squadra che nelle ultime quattro partite ha segnato un gol. Un gol. Lo ripeto perché nemmeno a me pare possibile. Si dirà (ed è vero) che la priorità è quella di non prenderle, visto che la difesa è composta dalle stesse persone che negli ultimi due anni sono state protagoniste di ogni nefandezza, ma è impossibile chiedersi se il catenaccio sia davvero l'unica via possibile. Anche perché, sempre in queste ultime quattro partite, di gol ne abbiamo pur sempre presi 4.

Domande che vengono allontanate dal mantra "pensiamo al quarto posto", ripetuto scandendo, settimana dopo settimana, il numero di punti ancora necessari per raggiungere questo risultato economico, di cui ai tifosi, tutto sommato, dovrebbe importare relativamente, visto che non c'è nessun trofeo da alzare al cielo. Eppure, pare che sia diventato un dogma salvifico, che ci tiene occupati e impedisce ulteriori riflessioni sul futuro di questa squadra, sulle ambizioni di chi la gestisce e sul progetto sportivo che dovrebbe esserci dietro.

E allora pensiamoci, a questo quarto posto. Ancora tutto da raggiungere, con una squadra che appare in debito di tutto: fiducia, gioco, condizione atletica. E che dovrà fare a meno di uno dei pochi veri giocatori di calcio visti in maglia rossonera in questa stagione. Chissà, forse tra vent'anni anche Modric sarà chiamato a fare una comparsata come Gullit, e magari rimpiangeremo pure i tempi in cui, è vero, si segnava poco, ma almeno si arrivava quarti. Speriamo davvero di non ridurci così.

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Via Felice Venezian 24/A
Trieste

Orario di apertura

Lunedì 18:30 - 21:00