Baskett-ieri

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Apriamo lo scrigno dei ricordi degli appassionati di basket a Trieste. Aneddoti, storie, fotografie,

A cura di:

- Severino Baf
- Roberto Degrassi
- Raffaele Baldini

01/02/2023

Beh, è ora di tirar fuori dalla galleria delle campionesse dimenticate una "500 truccata", che a Trieste è stata colpevolmente trascurata. In tempi in cui la distribuzione di facili sigilli, targhe e coppe varie è diventata un esercizio quotidiano sarebbe il caso di dare a Lucia (Colavizza) un meritato riconoscimento, non vi pare? L'occasione giusta potrebbe essere a marzo, quando festeggerà il compleanno. Da Roiano, fertile terra di fenomeni sportivi, questo passerotto è volato a Sesto San Giovanni, dove con il Geas ha conquistato cinque scudetti divenendo pure vicecampione d''Europa contro il Riga della mastodontica Semionova. E Lucia, come potete constatare dalle immagini, non aveva paura di contrastare la sovietica, 215 centimetri, 130 kg, 58 di scarpe. Ma nella bacheca di Lucia troviamo anche titoli italiani juniores e presenze con la maglia della nazionale giovanile e sperimentale.

28/12/2021

ATTILA FRIZ, VOCE FUORI DAL CORO
Si firmava così, in linea con il personaggio che non aveva peli sulla... penna e per questo i suoi articoli non venivano condivisi dal "palazzo". Attilio Frizzati, per tutta la sua lunga vita (era nato nel 1929) ha inseguito, più che i risultati a tutti costi, l'ideale legato a quella palla a spicchi. Scorbutico all'apparenza, talvolta spigoloso, è rimasto fedele al suo basket ruspante e giornalisticamente aveva un pregio che non troviamo più, ovvero lo spirito battagliero e competitivo che lo faceva essere sempre fra i primi sulla notizia. Quanta gente è passata sul quel campo di Gretta! Ma non va dimenticato il traguardo raggiunto nel settore femminile con la Mivar approdata in serie A. Ricordava Lucia Colavizza "el scriciolo de Roian" (non ha ricevuto il risalto che meritava a Trieste, ma c'è sempre tempo...) a proposito delle mitiche, spartane trasferte: "Il minibus poteva contenere solamente sei posti e noi eravamo in undici, sicché appena individuavamo un poliziotto una di noi gridava "Zo!" e cinque si accucciavano". Nella foto un sorridente Frizzati nel gruppo dell'Hausbrandt in occasione di un torneo a Spalato. Si possono riconoscere Bianco, Generoso, Brus, Micol, Friedrich, Stigli e D'Angieri.

22/09/2021

UN SIGNORE DEL BASKET
L'archivio ci consegna la foto di una sua leggiadra entrata e ora ci piace immaginare che possa aver raggiunto lassù la squadra degli "angeli biancocelesti". Con loro Bruno Cavazzon era stato protagonista per diversi anni in serie A vestendo la maglia della Ginnastica Triestina, "targata" prima Stock e in seguito Philco. Giovanissimo, entrò nel giro delle nazionali anche come probabile olimpico per i Giochi di Melbourne. Ma numeri e dati non dicono della persona, che possedeva tutte le qualità dell' autentico gentiluomo. Da allenatore non usava il cosiddetto pugno di ferro e arrivava allo scopo in maniera persuasiva. Lo testimoniano i traguardi di una piccola grande società. Parliamo dell'Italsider, un fenomento degli anni '70 che andrebbe studiato ancora oggi. Il comandante Simoncelli seppe circondarsi di un "equipaggio" straordinario, dai dirigenti (Damiani e Moreni) a uno staff tecnico (Pituzzi, Stibiel, Generoso e Petronio, oltre, ovviamente, allo stesso Bruno) in grado di gestire un movimento di ben 150 atleti. E si trattava pur sempre di un Circolo aziendale.

Photos from Baskett-ieri's post 30/04/2021

"Forse a 82 anni non servo più" aveva commentato piuttosto avvilito dal letto dell'ospedale di Asti solo pochi giorni fa. Un banale intervento complicato da un'improvvisa polmonite, aveva solo per un momento fatto vacillare il suo abituale ottimismo. Tanto da scherzare sugli aneddoti che accompagnano le comuni origini istriane. E postava su Facebook il vaccino che era solito ordinare nella farmacia del... Collio. Invece ieri, improvvisamente, Andrea Ravalico è salito fin lassù - parole dell'ex presidente del Torino Garrone - nel paradiso dei cestisti. Osservate la bella immagine in cui fa l'assistente di Miro Turcinovich nelle operazioni di "gonfiamento" del pallone che doveva essere bello resistente sul campo all'aperto dei Salesiani. Correva l'anno 1957. Il battesimo al Don Bosco prima di diventare uno dei "santi" dell'Ignis Varese campione d'Italia nel 1963/64 con, fra gli altri, quel Gavagnin che avevamo visto a Trieste. La sua seconda vita sportiva è stata ricca di soddisfazioni: ha portato in alto il Saclà Asti e ha forgiato un sacco di ragazzini. Alla bravura di atleta ha saputo unire delle qualità umane riconosciute in tutti gli ambienti. Affezionatissimo a Trieste, non mancava di far conoscere agli amici le immagini più curiose della nostra città e ultimamente era rimasto colpito dal fenomeno delle meduse. I giovani forse conoscono quel cognome per il Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco. Ebbene il sodalizio lo ha intestato al padre Francesco che, il primo maggio del 1945, accorso per spegnere un incendio, venne ucciso dai tedeschi.

Photos from Baskett-ieri's post 23/01/2021

LA SOLITUDINE DEL CAMPIONE
In altre occasioni il singolare e impari "uno contro uno" avrebbe provocato una sonora risata e un inevitabile sberleffo nei confronti dell'improbabile avversario ma oggi che la montagna alta quasi seimila punti non c'è più quell'immagine trabocca di mestizia. Gianfranco Lombardi era"McLombard" per gli sbalorditi americani alle Olimpiadi di Roma, il "Pelè della pallacanestro" per Borghi, il patron dell'Ignis Varese, "Dado" per tutti, un nomignolo che scatenava la tifoseria in trasferta. "Non è vero che tutto fa brodo, è Lombardi il vero buon brodo...", si levava dalla curva e io rispondevo , raccontava. Non aveva timori di sorta, il futuro capitano di ventura che veniva dall' università della strada, nella natia Livorno. C'era un ex "mulo" nella "Cama", Stelio Posar, come suo punto di riferimento:

19/11/2020

RITORNIAMO ALL'ANTICO?
Che ne dite, vista la situazione, andrà di moda il basket all'aperto? Più che altro una necessità, comunque spostando all'indietro - e di molto - le lancette del tempo, guardate un po' cosa abbiamo trovato. 30 aprile 1950, il CPT Trieste si appresta ad affrontare lo Zeleznicar di Belgrado. Si possono riconoscere, in alto, Corazzi, Brus (il buon Savino si sta rimettendo dopo un intervento ma sarà in gran forma per festeggiare i novant'anni), Macori, Peseli ,Licignani; in basso,
Pregellio, Micol e Verità.

28/09/2020

LA MAGICA TANYA
Solo il "supermaestro" Franco Stibiel aveva potuto ricostruire, con precisione da navigato coach il record della grande Pollard.

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