L'Ultima Juve

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Il curioso commento tecnico e filosofico del giornalista Gian Piero Amandola sulla Juve e sul mondo

18/04/2026
28/12/2025


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Gian Piero Amandola
DI GREGORIO Portiere da traverse e pali, assiste, nella sua solitudine e con la capacità spirituale necessaria per fare il portiere della Juve, agli altri 10 che giocano quasi sempre nell'altro centrocampo. Fino al 37', poi gli arriva come una coltellata un cross che gli passa davanti con lui a vuoto. Quindi, come una ghigliottina, la traversa di Morteo e al 59' il breve inferno del palo di Tramoni. La cosa migliore della partita per lui è, prossimamente, non avere più il fiato sul collo di Perin.
KALULU e' la vittoria del soldatino che ha giocato sempre, ma dietro le linee, Stavolta era in prima fila perché la Juve faceva la partita veloce e anche lui stava in prima fila questo almeno per i primi 30 minuti, dove si andava a fisarmonica tutti avanti e poi tutti indietro. Ovviamente così si scoppia. Così lui vede l'inizio del secondo tempo da scoppiati di nuovo da dietro. Ma, al 73' arriva, chissà perché, al centro dell'area piccola mentre la Juve trova un incrocio fra Zhegrova, David e Mc Kennie che gli allunga la palla, lui la prende e non la prende, ma Calabresi gliela butta dentro. Salvatore della patria. Cinque minuti dopo sbaglia penosamente un cross. Ed è sempre lui.
BREMER andavano tutti avanti perché c'era Bremer a recuperare, lui in realtà è ancora un po' frenato dai cerotti e sentirsi di nuovo Bremer.
KELLY esempio vivente del laboratorio Sp***etti. Che lo ha cambiato, nel senso che con Tudor sbagliava da dietro adesso sbaglia davanti, fa cambi di campo con Cambiaso che però la prende fuori campo con le mani. Anche lui dominatore, gioco veloce a un tocco o due nei primi trenta minuti, poi a sputare sangue contro un Moreo o un Touré qualunque. Quindi dopo i cambi e il gol, il ragionevole Kelly che si conosce. Che però ha preso anche un palo. E soprattutto non costringe mezza squadra a tutelare Koopmeiners quando Sp***etti lo metteva terzino.
CAMBIASO sta nel mucchio selvaggio avanti, fa buone cose e errori, perché questa Juve non ha (ancora?) i piedi e i polmoni per giocare così veloce. L'ingresso di Zhegrova sulla fascia e Koop al centro gli toglie campo da coprire e smette di sputare polmoni e sbagliare p***e.
LOCATELLI ricomincia come nei matrimoni lunghi a non piacere a Sp***etti, anche se il povero Loca ha, dacchè è alla Juventus, giocato da secondo terzo stopper e respinge tiri come un punching ball
THURAM va meglio nel secondo tempo quando ha spazi perché il Pisa osa pensare di ba***re la Juve (è questo che frega i toscani). D'altra parte tutti i fuochi d'artificio bianconeri hanno prodotto 6 tiri nel primo tempo. In totale poi arriviamo a 9, Di cui due sono i gol. Comunque lui contribuisce al gioco "centra il pisano" di tutto il primo tempo. O anche il "Tira alla Luna"
MC KENNIE sembrerebbe sulla fascia invece va dappertutto in pieno regime liberale americano stranamente non è quello che corre di più, ma è udite, udite Kopmeiners come succedeva nell'Atalanta.
KOOPMEINERS appunto corre moltissimo. Solo prima della partita c'è stato il solito dialogo con Sp***etti. Che gli ha detto: stasera fai l'ala, sostituisci Conceicao. Lui, in olandese per non urtarlo, ha risposto: ma non l'ho mai fatto. Sp***etti: se lo dico io puoi farlo. Infatti la Juve ha cominciato a rifunzionare quando è stato rimesso in mezzo. Con Zhegrova sulla fascia.
YILDIZ continua a essere l'unico che gioca la palla e non la passa subito. Andare oltre i due tocchi è licenza rara concessa a pochissimi. Ma il turco non ha fatto la sua migliore partita. Con la difesa a 8 del Pisa, il suo sport, il salto dell'uomo diventa anche il perdi palla. Messo in mezzo, ha ciccato un dribbling e la Juve ha rischiato il tracollo. Poi ha giocato più laterale. Segna, ma con la porta vuota, convinto di essere in fuorigioco. Sp***etti lo bacia sulla guancia dopo avergli fatto fischiare le orecchie.
OPENDA come al solito sbaglia più dello sbagliabile, quais dà la nostalgia di Vlahovic.
DAVID che lo sostituisce, lo imita. Ma si infila nell'azione del gol, pur confortando la tradzione da un paio d'anni del centravanti juventino perdi-palla.
ZHEGROVA e' l'uomo della partita con la "zeppetta" come dice Sp***etti, ovvero quello movimento neurologico della gamba che il difensore non può capire, fa la cosa miracolosa in un calcio in cui non si dribbla più cioè "crea gli spazi" cioè il difensore non lo ferma. Partono da lui il gol e tutte le cose pericolose della Juve. Anche perché ha una difesa pisana aperta dal sogno "battiamo la Juve". E la zeppetta di Zhegrova consente alla Juve di far punti con le piccole che quest'anno fregano spesso le grandi. E di mettersi per ora al terzo posto.
Questa rubrica che racconta la Juve da 3 campionati la trovate cliccando SEGUI sul mio profilo Gian Piero Amandola

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