15/01/2025
Michele Garone 3292081810
la palestra dove si praticano le arti.marziali.karate shotokan e Goju ryu.Aikido.Judo.kung-fu.Tai chi chuan.kick boxing .full -contact.difesa personale.
15/01/2025
Michele Garone 3292081810
26/01/2024
Condoglianze alla famiglia
Ci ha lasciato il maestro Nino Tammaccaro. Condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici e allievi.
08/01/2024
BATRACOMIOMACHIA MARZIALE, OVVERO L'INUTILE E RIDICOLA DIATRIBA TRA "SPORTIVI" E "MARZIALISTI", di Sergio Beronzo
Evito da tempo di intervenire nelle discussioni tra sostenitori del combattimento sportivo “occidentale” e gli estimatori del combattimento sportivo “giapponese” perché sono per lo più il palcoscenico sui cui i vari tecnici e praticanti esprimono opinioni personali, esaltando le proprie conoscenze scientifiche gli uni e le salde basi filosofiche gli altri.
Ho volutamente scritto combattimento sportivo occidentale e combattimento sportivo giapponese perché questo sono: due sport che si basano su regolamenti differenti.
Discutete mai se sia meglio il rugby o il football americano? Se il tennis sia migliore del ping pong, o se la scherma sia più marziale del kendo? No, perché sono sport differenti, con regolamenti diversi inconciliabili tra di loro.
Allora perché dovete sprecare tempo per sostenere tesi che si basano su presupposti errati?
Non troverete mai un punto di accordo per il motivo che praticate due sport differenti.
Chi, come me, ha avuto l’occasione di combattere negli anni 70 troverà sempre noiosi gli incontri sportivi occidentali, stile WKF, per il fatto che non percepisce il pathos che permeava quegli scontri di due minuti da cui non sapevi in quali condizioni saresti uscito. Li osserverà ammirando la preparazione fisica e atletica dei contendenti bardati da protezioni inutili, visto la severità del regolamento sui contatti, ma non si entusiasmerà esattamente come un kendoka non si emoziona osservando un incontro di fioretto.
Sono diversi modi di intendere due sport inconciliabili, ma non per questo denigrabili da una parte o dall’altra. Non esiste il meglio e il peggio, proprio come tra tennis e ping pong.
L’errore fondamentale è stato mantenere lo stesso nome: Karate.
Ed è altrettanto inutile aggiungere suffissi come Do, Budo, Jitsu, Jutsu e via dicendo se poi tutto finisce nel calderone della gara, dove contano i regolamenti, gli arbitri e in minima parte gli atleti.
Quindi ognuno si goda quello che fa, senza esaltarsi e, soprattutto, senza denigrare chi fa altro.
Il rispetto, almeno questo, dovrebbe essere patrimonio comune.
04/01/2024
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