17/10/2026
OSS! Lo diciamo decine di volte a lezione. Ma sai da dove viene davvero? 🥋
Entrando nel dōjō, uscendo, prima di combattere, prima di un esercizio, per ringraziare il compagno o il maestro: nel Karate “Oss” è ovunque. Saluta, risponde “ho capito”, ringrazia, conferma.
Molti pensano che nasca da un concetto filosofico. La sua storia, invece, è piuttosto terrena.
Secondo le fonti giapponesi, “Osu” sarebbe la contrazione di “Ohayō gozaimaSU”, cioè “buongiorno”. Pronunciato in fretta, accorciato, masticato: ohayō gozaimasu → ohayōssu → OSU. Restano solo la “O” e la “Su”, dove la “u” è muta.
Dove sia nato è ancora discusso. Le ipotesi principali sono tre:
⚓ la Marina imperiale giapponese
🏯 la scuola di arti marziali del Butokukai, a Kyoto
🎓 i club sportivi dell’Università Takushoku, prima della guerra
Un dato è certo: era un saluto da caserma e da spogliatoio, usato in ambienti molto gerarchici. Secondo alcune fonti, in origine lo rivolgeva solo il senpai al kōhai: oggi è diventato anche un segno di rispetto dei più giovani verso gli anziani.
E i famosi kanji? Sono arrivati dopo. All’inizio si scriveva solo in alfabeto fonetico; la grafia 押忍, “spingere” e “sopportare”, è stata adottata nel dopoguerra, dando a quel saluto un significato più profondo: andare avanti, resistere, non mollare.
Un’altra teoria, ma dobbiamo dirlo - più recente, collega OSS a “yoroshiku OnegaishimaSU” nel senso di “per favore, allenati con me” o “mi affido a te”.
Così un “buongiorno” sbrigativo è diventato una parola che oggi si sente nei dōjō di tutto il mondo. Una curiosità: in Giappone resta un saluto informale e confidenziale. Fuori dalla palestra, meglio un normale “konnichiwa”. 😉
Lo sapevi? Raccontaci nei commenti quante volte lo hai detto nell’ultima lezione 👇