17/08/2025
Fatta eccezione per le sezioni agonistiche che in funzione delle gare seguono allenamenti particolari, nelle scuole di Karate i corsi si tengono normalmente almeno due volte alla settimana. Una lezione si suddivide abitualmente in quattro parti:
1) Il Taiso, parte iniziale della seduta di allenamento in cui si eseguono esercizi di ginnastica preparatoria, con lo scopo di riscaldare i muscoli e le articolazioni.
2) Il Kihon che è lo studio dei fondamentali della disciplina diretto all’acquisizione di posizioni e di tecniche di parata, attacco e contrattacco, eseguite singolarmente o in combinazione. Attraverso le continue ripetizioni, da fermi o in movimento, si ricerca il miglioramento dell'equilibrio, l'automatismo delle tecniche, la coordinazione, la corretta respirazione.
3) Il Kata, composto da un insieme di tecniche codificate e tramandate nei secoli in forme atte al raggiungimento della perfezione stilistica, con cui si sviluppano potenza, concentrazione, rilassamento, precisione e resistenza, attraverso una corretta respirazione. Ogni Kata inizia con una parata: da qui lo scopo difensivo. Ogni Kata inizia e finisce con il saluto.
4) Il Kumite, da intendersi quale incontro di mani o combattimento che consente la verifica tecnica tra due praticanti delle abilità acquisite attraverso la pratica dei Kihon e dei Kata.
A queste pratiche dovrebbe essere associata anche quella del Tameshiwari, ovverossia la pratica della rottura delle tavolette di legno, per poter testare l’efficacia e la potenza di calci e pugni.
Riveste particolare importanza pure il Makiwara che è lo strumento tipico di allenamento costituito da una base di legno flessibile fissata al suolo, impagliata e avvolta con corde alla estremità superiore, per essere ripetutamente colpito. Esso è composto generalmente da una solida tavola di faggio laminato o da un sostegno verticale posto all'altezza del torace e saldamente infisso nel terreno. La sommità del Makiwara è la superficie da colpire con pugni e calci e permette di allenare gli arti al combattimento sviluppando, oltre a potenza e velocità, anche la precisione delle tecniche di attacco. È un addestramento utile, in quanto insegna a non allungare completamente l’arto che in casi reali, ad esempio, potrebbe anche essere afferrato o colpito dall’avversario. Infine, sarebbe opportuno praticare l’allenamento del Karate al sacco, sia con le mani, sia con i piedi.
(Maestro Livio Lorenzoni - D.T. del Ki-do Karate Kenkyukai di Udine)