11/11/2021
Quando, qualche settimana fa, Vito mi ha chiesto di provare a raccontare insieme un personaggio famoso del mondo dello sport nel suo "Brevissimo" su Instagram, mi è balzato subito un nome in testa: George St-Pierre.
Nel provare a ti**re le fila delle mille sfaccettature di questa figura, tre sono gli aspetti che più mi hanno colpito di GSP e che meritano a mio avviso di essere evidenziati.
Tanto per cominciare, la sua pacatezza.
In un mondo dai toni accesi, iperbolici, dove si è soliti gridare e fare smorfie da cattivi, GSP parla sempre con un sorriso sincero stampato sulla faccia, la voce calma, il tono fermo ma tranquillo.
Una certa parte del pubblico crede che il "trash-talking" sia ormai l'elemento essenziale per vendere il prodotto MMA.
In proposito, a qualsiasi obiezione si adduce una semplice (e forse un po' semplicistica) motivazione: "perché piace".
Eppure GSP è stato (ed è) un campione amatissimo dalla gente senza dover fare ricorso a questo moderno strumento di vendita e di autopromozione.
Un secondo aspetto molto affascinante di GSP è che in lui convivono perfettamente l'anima del marzialista e quella dello sportivo.
In un mondo dove gli appassionati di arti marziali e sport da combattimento spesso si sentono ai lati opposti di una barricata, il campione canadese mette tutti d'accordo con il suo straripante carisma di uomo di tatami e di gabbia, in gi come a petto n**o.
La sua idea di agonismo poi, passa per il superamento dei propri limiti prima che degli avversari nel pieno spirito di crescita interiore che ci piace attribuire alla moderna pratica marziale.
Non da ultimo, GSP è una icona non tanto perché non abbia mai perso, non perché non sia mai caduto, bensì perché ha saputo rialzarsi ed ha mostrato alla gente che anche un atleta ritenuto perfetto può fallire e poi tornare al successo, che non esistono macchine da guerra ma uomini fatti di carne, sangue e cuore pulsante che hanno bisogno di saper perdere come di saper vincere.
Quasi tutti i detentori di cintura dell'UFC degli ultimi anni hanno invocato a gran voce il ritorno di George St-Pierre per provare a misurarsi con la sua grande orma lasciata nell'ottagono.
Un uomo intelligente come lui però, ha saputo cogliere il momento opportuno per fare un passo indietro consegnandosi così alla leggenda.
Egli ora appartiene al mito ed i miti si raccontano, non si discutono.
[Seguite Vito Adriatico su Instagram per le sue storie in pillole, domani quella su GSP, ma ne trovate tante altre su uomini di ring e non solo]