26/09/2024
Giorno 30
Oggi si cala il Jolly, l'amico Risatti ci aveva avvertito, non sara' una passeggiata raggiungere Kubu Islands, siamo soli, da giorni per altro incontriamo veramente raramente altri mezzi sulle piste, con questi presupposti, decidiamo d' anticipare ed alle 7 siamo gia' in moto.
Una pista, semplice, parallela all' asfalto, oramai sapete quanto lo odio, ci porta all' ingresso del taglio, nella prima parte incontriamo alcune capanne di allevatori, sono decisamente in stato molto arcaico. Guidiamo per un ottantina di km, tra sabbia a canali profondi e molto fech fech( o qualcosa di molto molto simile) il tutto accompagnati da un forte vento laterale, che rende la visibilta' sul Pan veramente molto limitata, per giunta spesso dobbiamo uscire dal tracciato per non rimanere appesi, l'hilux ha una gomma di scorta sotto scocca posteriore che i abbassa la luce. Utilizzo la seconda velocita' dei tergicristalli, sempre, spesso devo fermarmi per attendere di vedere il passaggio, in quanto la polvere posteriore portata dal vento rimbalza sul vetro frontale. Niente dronata! Finalmente arriviamo a Kubu, certo il paesaggio sembra spettrale, vuoi per il colore del cielo, vuoi per la sabbia trasportata dal vento, il quadro che ci appare e' a tinta unica, grigio lunare, dove grossi massi di pietra tonda, contornati da secolari baobab, si prostrano davanti al piano del Pan, l'acqua si e' ritirata da tempo, questi elementi combinati sono gli unici guardiani di questo territorio, l'ultima difesa prima dell' ignoto.
Il vento continua a soffiare, cosi' decidiamo di allungare la tappa e di raggiungere il campeggio a Ltelhakane, 60 km, dove possiamo toglierci la polvere della giornata con un abbondante doccia, cuciniamo il pasto, come oramai da consuetudine, utilizzando la brace della legna.