24/10/2026
Ci sono esperienze che rifuggono da definizioni e sentono le parole come limitate e limitanti. Soprattutto quando si va a incarnare la ferita primaria, quando l'esperienza era preverbale e l'unica difesa disponibile la contrazione plasmatica, l inibizione della vitalità e la conseguente fuga nell intelletto.
Ma al contempo, il corpo del gruppo, come un grembo, ha saputo sanare e e nutrire ciò che era stato rifiutato, riscaldare ciò che era stato congelato e accogliere con incondizionata accettazione.
Grazie a tutte per la disponibilità e fiducia con con cui avete abitato un'esperienza non verbale, incarnando un tratto a volte doloroso e per aver lasciato che il corpo dicesse ciò che le parole non avrebbero osato
Martina e Maila