Moeche Venessia

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Moeche Venessia Siamo un Team d'arrampicata il cui fine è la ricerca della felicità e della spensieratezza

"Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna." (William Wordsworth)Questa la citazione che ...
05/10/2026

"Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna." (William Wordsworth)

Questa la citazione che il CAI di Venezia sceglie di incidere nella targa donata al rifugio Chiggiato per i suoi cent'anni di storia il giorno 20 settembre.
Un rifugio dal lungo passato, dalle migliaia di storie, che ha accolto risate e fatiche di tutti gli alpinisti e gli appassionati che hanno varcato quelle porte. Per un compleanno così importante il Gruppo Rocciatori Gransi decide di passare il consueto conviviale annuale proprio sotto quel tetto, per unire passato e presente, tradizione e futuro. Noi neo Gransi scegliamo di salire la Cresta d'Aieròn per l'occasione, una salita veloce e vicina per partecipare poi ai festeggiamenti tutti assieme. Una serata allietata dai canti spontanei dei coristi che erano già lì, un'alba magica, una cima in stile d'altri tempi, la festa i compagni il pranzo le canzoni e tante emozioni per un weekend davvero pieno! Un grazie di cuore a chi l'ha reso possibile e soprattutto a tutti quelli che vi hanno partecipato con entusiasmo.

Torre Grande di Falzarego - Via Dibona, 350 metri Max V+La classica delle classiche del mondo del Falzarego. Non dirò mo...
02/10/2026

Torre Grande di Falzarego - Via Dibona, 350 metri Max V+

La classica delle classiche del mondo del Falzarego. Non dirò molto visto che è molto frequantata in tutte le stagioni visto il breve avvicinamento e la solare esposizione. Come abbiamo constatato la via è molto bella, divertente e varia, non potevamo farcela sfuggire! La prima parte dell'itinerario è caratterizzato da una piacevole arrampicata su roccia salda con qualche tratto con erba che consente di riscaldarsi bene in vista della parte superiore decisamente più ingaggiosa. Prima una placca grigia meravigliosa, poi un traverso breve pepatino ma ben protetto infine una fessura su roccia gialla da apoteosi da fare tutta a gambe divaricate e dove i 3 resinati presenti sono una manna se non si hanno dei friends dalle misure generose. Piacevole giornata sul "verticale" in ottima compagnia; fra battute, risate e prese in giro ce la siamo proprio goduta. Ringraziamo Nicolò Vianello per la pazienza, visto che per lui questa è stata l'ennesima ripetizione e Francesco Forte per averci ospitato nella sua appena restaurata dimora di Vodo di Cadore; è stato fatto un gran lavoro!! Bravo Checco e grazie ancora 😊 Nel tardo pomeriggio del giorno stesso, siamo saliti, per raggiungere compagni e amici, al Rif Chiggiato per i festeggiamenti dei 100 anni del rifugio. Dell'evento magari pubblicheremo qualche foto più avanti, che ne dici Eva Zanon?

Per quanto riguarda la relazione della via questa volta non la scriverò. Son stato accusato di scrivere banalità trite e ritrite da Baci Perugina per cui sta volta arrangiatevi, la via è famosa trovate da un'altra parte le info che servono a ripetere questo gioiello! Peace ✌️

Cima di Pramperet - Via Cavaliere Errante, 500 metri di sviluppo in tot, Max IV grado.Castelletto frastagliato dal basam...
28/09/2026

Cima di Pramperet - Via Cavaliere Errante, 500 metri di sviluppo in tot, Max IV grado.

Castelletto frastagliato dal basamento solcato da canaloni detritici posto a Sud della più nota Cima di Pramper. Il nome della vetta fu dato dai primi salitori, Ludwig Schifferer e compagni il 7 agosto del 1924, per ricordo "della grande ospitalità ricevuta nella Casera di Pramperet".
Con grande gioia e sorpresa vengo contattato da Claudio: "Ricky ho un giorno di libertà che ne dici se facciamo una vietta un pò wild? Sul libro di Zorzi guardati la via sul Pramperet e dimmi se ti ispira". Caro Claudio ma tu mi inviti a nozze sai quanto mi piacciono queste ravanate, queste vie semi-sconosciute, queste cime minori disertate!
Il percorso che abbiamo seguito è quello relazionato e ripetuto da Carlo Piovan nell'estate del 2007 il quale ha raccordato itinerari preesistenti difficilmente riconoscibili menzionati nella guida dei Monti d'Italia "Pelmo e Dolomiti di Zoldo" di Angelini-Sommavilla. La via non offre un'arrampicata esaltante, estetica e continua, la roccia è discreta ma molto sporca quindi perché ripetere questa via? Per quanto mi riguarda queste son vie dove si va all'avventura, viene enfatizzata l'eccitazione dell'andare verso l'ignoto, del trovare il passaggio, di essere sulla retta via. Altro pregio sta nel senso di solitudine dovuto alla scarsa frequentazione che incrementa il fascino dato da un ambiente che sembra venga ammirato per la prima volta da occhi umani. Possono essere validi motivi o siamo solo io e Claudio Milanesi inclini a questi sentimenti? Scommetto di no...
Ma andiamo avanti; la scalata vera e propria termina al tiro 7, in cima alla cuspide gialla, da dove si può scendere verso NE per facili banche erbose. Il laborioso tratto successivo fino alla vetta è assolutamente consigliato!! Creste, canalini in discesa, caminetti verticali, stretti intagli da raggiungere su esili cornici e chi più ne ha più ne metta..Tanta roba!! Vero alpinismo. Anche la discesa per il versante opposto lungo la breve Normale fino alla forcelletta alta di Pramperet non è da meno, ci sono tutti gli ingredienti per una salita di soddisfazione.

Dal retro del Rif Pramperet si sale per traccia tra la vegetazione fino alla colata di ghiaia che scende dal centro della parete Sud della Cima Pramperet. La si risale per breve tempo, quando questa si biforca si continua nel ramo di dx arrivando così alla base delle rocce della parete. Si traversa verso dx attraverso i radi mughi entrando nel canalone che origina dall'intaglio tra la nostra cima e lo Spiz del Tita. Si seguono le colate di ghiaia di sx fino alla vicina base di un pulpito dalla parete gialla e leggermente strapiombante. Attacco a dx del pulpito alla base di un caminetto-canale obliquo verso dx.

L1 --> Si risale il caminetto-canale rimanendo sempre vicini al pulpito giallastro. Continuare poi verso una larga cengia sotto il successivo salto roccioso. Sosta da allestire, utili i chiodi. 60 metri e più Max II+
L2 --> Una prima placca levigata e appoggiata conduce a una sezione verticale della parete. La si attacca a piacere cercando le debolezze della stessa con andamento in obliquo verso dx. Sosta da attrezzare. 60 metri Max IV
L3 --> Dalla sosta ancora qualche metro in obliquo verso dx fino a una grande macchia di mughi. In traverso per comoda cengia con qualche passo in leggera discesa fin quasi a dove si esaurisce. Sosta da allestire. 40 metri Max II
L4 --> In verticale cercando la roccia meno sporca facendo attenzione a non andare troppo a dx verso macchie di mughi. Sosta da allestire 50 metri Max III
L5 --> In conserva obliquando leggermente a sx per roccette con detriti ed erba arrivando sotto alla successiva e finale fascia rocciosa verticale caratterizzata da un grande testone giallo strapiombante. Sosta da realizzare alla base di un evidente camino con massi incastrati. + 100 metri Max II
L6 --> Si scala il camino facendo attenzione a non buttar giù sassi. Una volta esaurito si devia verso sx su canalino detritico che porta a toccare le rocce del grande testone giallastro. Sosta da allestire, 50 metri Max IV
L7 --> Slegati si sale la sovrastante placchetta inclinata e si raggiunge la cresta S. Si rimonta un canalino fino a una forcelletta 40 metri Max II
Alla vetta --> Dalla forcelletta si scende in versante Ovest per canalina dalla roccia non buona, portarsi per cengia verso dx verso una grande chiazza di mughi sotto un pinnacolo roccioso che va aggirato. Salire verso un canalone verticale che porta in cresta a due passi dall'anticima sud. Il canale nella parte alta diviene verticale e si stringe a camino, buone prese (Max III). In cresta a sx per poi rimontare facili roccette fino alla vetta dell'anticima sud. Si scende con estrema attenzione a uno stretto intaglio tra l'anticima e la cima, da questo per facili rocce sfasciate sulla sx alla vicinissima stretta cima.

Discesa --> Da un ancoraggio con cordone su grosso masso ci si cala per 20 metri sul versante Nord. Si prosegue per cresta in discesa, primo tratto facile ma dal fondo scivoloso, poi su grossi massi in bilico fino a un piccolo intaglio. Successiva breve traversata su esposta cornice per poi giungere a facili pendii di erba e ghiaie che depositano in forcelletta alta di Pramperet. Da qui si scende verso la Conca di Cornia per facile canalone detritico fino ad intercettare la traccia proveniente dalla forcella piccola di Cornia. Per sentiero 521 al Rifugio.

Jof di Montasio - Canalone Sud, 600 mt di sviluppo Max IV«Se vai nelle Giulie, ovunque lo vedrai/è il più bello, il più ...
23/09/2026

Jof di Montasio - Canalone Sud, 600 mt di sviluppo Max IV

«Se vai nelle Giulie, ovunque lo vedrai/è il più bello, il più maestoso./ Jôf di Montasio re delle Giulie/Ovunque dalla Val Dogna,/dalla Saisera e da Nevea/lo vedrai come un re dominar./ Ascolta! senti questi canti?/questi canti sono un inno/sono un inno alla Montagna/alle Giulie, al Montasio» (Inno al Montasio)

Ci avete suggerito di metter mano al calcare delle Alpi Giulie, siamo saliti direttamente alla vetta più alta per la via dalla linea più breve dai Piani. Questa è una classica via d'ambiente, il pregio maggiore sta nel contesto o meglio, nel fascino sprigionato dal luogo. Il paesaggio è idilliaco, l'altopiano del Montasio potrebbe essere il luogo dove Heidi porta a pascolare le caprette con Peter, i percorsi in cresta offrono panorami suggestivi e vastissimi, i numerosi stambecchi, così amichevoli, contribuiscono a far credere all'alpinista di essere dentro una favola. La via aperta da R. Spanyol e R. Wittine nel 1927 segue il lungo canalone in piena parete Sud. Via non adatta per gli esteti del gesto ma per chi predilige un alpinismo di "riscoperta" e che si trova a suo agio su terreni quasi del tutto disattrezzati. Curioso il passaggio nel foro naturale, divertente l'ascesa nella parte alta del canale su roccia compatta levigata dall'acqua subito dopo la cengia superiore. Fuori dal percorso naturale del canalone la roccia non è delle migliori per cui mai lasciare la retta via!! A differenza del canalone Findenegg, qui i passaggi sono molto meno frequenti! Il ritorno è avvenuto per la cresta est verso la Forca Verde e la Scala Pipan. Il primo allestimento della scala lungo la parete risale al periodo della Grande Guerra. Nel 1963 il CAI di Gorizia risistemò l'opera e decise di dedicarla ad Agostino Pipan, un socio anziano della sezione che p***e la vita precipitando proprio su quei versanti del Montasio. Recentemente la scala, lunga 60 metri, è stata "modernizzata" per garantire maggior sicurezza e devo dire che è stato fatto un gran lavoro! Solida e sicura la scala non è bellissima esteticamente, sembra di salire in cima a una gru ma è cmq spassosa. Per essere Friuli Venezia Giulia abbiamo trovato molta gente in giro, quasi troppa!! 😜
Eva Zanon volevi un assaggino di Giulie? sei stata accontentata. Prossima volta magari ci fermiamo più giorni per qualcosa di più strong! 💪😆

Dal parcheggio dei Piani del Montasio si segue la strada bianca fino al Rif di Brazzà. Si taglia verso sx l'altopiano e ci si alza alla forca dei Disteis. Si continua lungo il sentiero per il Bivacco Suringar che dopo una breve ma ripida salita su ghiaie piega a sx. Individuata la direttrice del Canalone Sud si lascia il sentiero e si rimontano senza via obbligata le rocce bianche alla base fino ad entrare dentro il canalone, allestire una sosta (utili chiodi e martello).

L1 --> Salire nel canale che presenta un primo risalto di roccia instabile e terrosa proseguendo poi più facilmente in direzione del foro. Superarlo all'interno con caratteristico passaggio giungendo ad una zona di rocce appoggiate chiare levigate dall'acqua. Ancora qualche metro in verticale per poi traversare a dx su stretta cengetta sotto un risalto del canalone. Sosta su due chiodi + cordone. 30 metri Max III+
L2 --> In verticale per fessurina sopra alla sosta. Al chiodo traversare verso sx (altro chiodo) continuando poi per stretta e liscia fessura/camino. Sostare dove il canale si allarga su spuntone con cordone. 40 metri Max IV
L3 --> Procedere lungo il canale, il successivo salto verticale va affrontato lungo la paretina di sx su roccia appigliata e qualche detrito. Sosta su 1 chiodo nuovo in prossimità della cengia superiore. 60 metri Max III
L4 --> Slegati si raggiunge la cengia superiore e si procede su roccette non saldissime a sx del fondo del canale. Quando il canale si incassa si torna sul fondo dello stesso e si prosegue con divertente arrampicata fino a un primo caminetto ombroso. Superatolo si deve continuare sul ramo di dx del canalone che diviene molto stretto. Noi abbiamo seguito un chiodo forviante verso sx. (variante che non relaziono per via della roccia pessima) 150/200 metri Max II con pp. III
L5 --> Per il camino uscendo sui macereti sommitali attrezzando una sosta dove possibile. 30 metri Max III+
L6 --> Slegati verso la cresta sommitale su roccia friabile. 60 metri

Via Maria - Sas Pordoi, Gruppo del Sella, 370 metri Max IV+Come ultimo giorno puntiamo alla super classica del Pordoi! Q...
21/09/2026

Via Maria - Sas Pordoi, Gruppo del Sella, 370 metri Max IV+

Come ultimo giorno puntiamo alla super classica del Pordoi! Questo è uno degli itinerari più celebri e ripetuti delle Dolomiti come potevamo lasciarcelo sfuggire?? La via, aperta da Tita Piaz e Dezulian nel 1932, è a dir poco elegante e molto logica. L'arrampicata è verticale, divertente, su roccia ottima (leggermente lisciata nella parte bassa) e dalle difficoltà continue che si attestano sul IV+ Una vera e propria goduria per chi ama l'alpinismo classico! E' anche molto frequentata per cui è facile trovare "traffico" ma ne vale la pena. La via è dedicata a Maria, sorella del Diavolo delle Dolomiti. Come potete capire da queste poche righe la via ci ha entusiasmato, veramente un cioccolatino dolcissimo che si scioglie in bocca...e pensare che quel mascalzone di Nicolò Vianello ce l'aveva sconsigliata! "Ea xe onta, lustra e piena de gente" Eh no caro mio, siamo golosi pure noi 😂😉

L'avvicinamento più breve prevede la salita con la funivia al Sas Pordoi per poi scendere a forcella Pordoi. Con il sentiero 627 si scende per rapidi zig zag sulle ghiaie del canalone che degrada dalla forcella in versante Sud. Lasciare il sentiero e proseguire per marcata traccia che taglia sotto le pareti. Attacco alla base del camino che separa il pilastro di spigolo dalla parete del corpo centrale.

L1 --> Si sale il camino per poi spostarsi a sx e proseguire per fessura. Sosta su anello cementato. Comodo spiazzo di sosta nel canale/camino. 25 metri Max IV
L2 --> Dalla sosta in verticale sulla parete di sx, uno strapiombetto fessurato è il passaggio chiave della via. Sosta ad anello cementato su cengia. 40 metri max IV+ (Lo strapiombo qualcosa in più)
3 --> Breve traversino verso sx per poi tornare a salire su rampetta di roccia chiara in obliquo verso dx. Sosta su anello cementato. 25 metri Max IV
L4 --> Si asseconda la rampa con lo stesso andamento del tiro precedente puntando al vertice dx del tetto triangolare. Sosta sempre su anello cementato. 30 metri Max IV
L5 --> Ci si alza pochi metri verso il tetto e si inizia a traversare a dx, aggirato lo spigolo in verticale due metri fino alla sosta su anello cementato. 25 metri Max IV
L6 --> Per una cengia e poi per gradoni fino all'intaglio tra il Pilastro e il corpo principale della parete. Sosta su cordone in clessidra. 50 metri Max III
L7 --> Si rimontano le rocce a dx della sosta in spaccata sfruttando un grande spuntone roccioso posto sull'intaglio. Si giunge a un terrazzino (possibile sosta su anello cementato del tiro precedente con corde da 60 metri) e si procede per cengia verso dx. Si punta a una nicchia con cordone salendo in obliquo. La sosta è ancora oltre su terrazzino poco sopra a dx della nicchia. Occhio alle corde, rischio attrito! 50 metri Max IV+
L8 --> Si continua verticalmente a dx della sosta, si giunge a una cengia e si continua per la parete successiva fino a sostare in una grande nicchia su grande cordone in clessidra. 30 metri Max IV
L9 --> Un cordone celeste invita a spostarsi a sx per poi continuare in verticale puntando a un piccolo tetto trinagolare di un pilastrino, sosta a dx dello stesso su cordone in clessidra. Tiro concatenabile con il precedente. 20 metri Max IV
L10 --> Procedere per pertugio verso sx su cengia detritica per poi rimontare le facili roccette sporche fin sotto la grande torre giallastra in linea con lo spigolo aggirato. Sosta su anello cementato. 25 metri Max III
L11 --> Per cengia si aggira a sx il torrione giallastro fino a sostare su vecchio cordone in clessidra. 50 metri elementare
L12 --> L'ampio catino sommitale può essere risalito per balze rocciose o per camino sulla dx. Sosta su anello cementato su crestina. 50 metri Max III o IV in base alla direzione presa.
L13 --> Si segue il dorso roccioso fin sotto l'arrivo della Funivia. Sosta su trave d'acciaio. 50 metri Max II alla fine

Sas Becè - Cresta Ovest  200 metri Max IV+Per il secondo giorno tra Sella e Pordoi optiamo per qualcosa di facile facile...
14/09/2026

Sas Becè - Cresta Ovest 200 metri Max IV+

Per il secondo giorno tra Sella e Pordoi optiamo per qualcosa di facile facile ma lontano dai soliti itinerari strapieni di gente. Il Sas Becè, isolato ammasso roccioso al confine fra la Catena del Padon e il Gruppo del Sella ci ha regalato emozioni a non finire. La corta scalata segue la breve cresta rocciosa che degrada verso Ovest dalla cima principale. La via è di "stampo alpinistico addomesticato" cioè sono presenti degli spit nei tratti più "difficili". Nel quarto tiro, quello chiave, caratterizzato da una bella placca nera bucherellata, son state rimosse delle prese che erano state cementate per abbassare il grado e uniformare le difficoltà. Per fortuna l'Art Attack è stato asportato!! Son rimasti però in parete dei corti fittoni a mio parere molto pericolosi in caso di caduta. Nel complesso l'ascesa è simpatica, adatta alle prime esperienze verticali vista la roccia buona e le soste a prova di bomba. Dalla cima si gode un notevole panorama sulla parete N della Marmolada e sul versante S del Sella. In meno di due ore siamo sulla cresta sommitale, tutto qui? Non è ancora tempo di metter via la corda! Ci attende un percorso attrezzato in cresta verso Nord con ben tre ponti tibetani!! La via ferrata non compare sulle carte poiché è "artigianale", cioè non ha i vari permessi, certificazioni ingegneristiche ecc ecc ma soprattutto non è garantita la manutenzione. Ci tengo a dire che attualmente le attrezzature sono in discreto stato, per evitare incidenti abbiamo deciso di procedere in conserva evitando i primi due ponti tibetani, il terzo è ineluttabile senza una calata. Personalmente ho trovato la ferratina fantastica, avventurosa, un pò scary (sul ponte stavo pregando) e dal 360° eccezionale. ATTENZIONE, questo post è una fotografia del percorso ai primi di settembre chi vorrà ripeterlo non è detto che lo trovi nello stesso stato di come lo vede nelle foto qui caricate!!

Dalla sella del Passo Pordoi procedere sul sentiero 601 fino alla forcella tra il Sas Becè e l'erboso Col de Cuch. Lasciare il sentiero e prendere una traccia che contorna ad ovest il monte che ci interessa. Doppiato lo spigolo ovest ci si alza pochi metri e si trova l'attacco caratterizzato da un cordone blu in clessidra.

L1 --> Primo tiro in obliquo verso lo spigolo a dx poi sù per paretina ricca di appigli fino alla sosta su due spit. 30 metri Max IV
L2 --> Secondo tiro molto semplice sulle roccette dell'arrotondato spigolo. Sosta su spit sotto un fungo roccioso. 30 metri Max III-
L3 --> Terzo tiro, aggiramento del fungo roccioso da sx verso dx portandosi poi sotto una placca nera. Sosta a spit. 30 metri Max IV-
L4 --> Quarto tiro, ci si porta in obliquo a sx verso la placca nera. Si sale in obliquo verso dx su roccia nera a piccoli buchi (molto bella) per poi proseguire in verticale per canalina poco accennata fino alla comoda sosta su golfare. 35 metri Max IV+
L5 --> Quinto tiro, per rampa erbosa fino allo spigolo a dx poi bella placchetta fin dove si abbate nuovamente e si sosta su spit. 35 metri max IV-
L6 --> Sesto tiro, a piacere lungo il facile spigolo fino alla sosta in cresta su spit o anello cementato. 35 metri max II

Discesa --> Per ferrata artigianale adrenalinica seguendo la cresta Nord (3 ponti tibetani). C'è un'altra opzione non verificata: dalla fine della via si scende seguendo un cavo metallico in versante sud, con 3 doppie si giunge alla forcella tra il Sas Becè e il Col de Cuch

Punta Grohmann - Via Dimai - 500 metri di sviluppo Max IV+Temperature decisamente tropicali in Laguna spingono me ed Eva...
10/09/2026

Punta Grohmann - Via Dimai - 500 metri di sviluppo Max IV+

Temperature decisamente tropicali in Laguna spingono me ed Eva a cercare refrigerio alle alte quote. Sta volta puntiamo ad Ovest, nel cuore delle Dolomiti, tra il Passo Sella e il Pordoi per tre giorni di "full immersion arrampicatoria". La Punta Grohmann svetta imperiosa dai verdeggianti prati del passo Sella, tutta a sx, accanto alle eleganti e turrite Cinque Dita e al possente Sassolungo. Devo riconoscere che il gruppo Sassolungo è uno dei più estetici delle Dolomiti e il panorama che si ammira dal Passo Sella è davvero sensazionale!!!
Dopo la Dimai/Eotvos alla Tofana di Rozes non poteva mancare la Dimai/Eotvos a Punta Grohmann. Se dovessi dare un giudizio circa la bellezza delle vie, vincerebbe la prima con molto scarto; non solo per la qualità della roccia ma anche e soprattutto per le sensazioni percepite durante il "viaggio". La via di oggi per l'amor del cielo è meritevole, interessante e dall'itinerario complesso e vario ma non totalizzante come invece la Dimai alla Rozes. Lì si entra proprio nel cuore della montagna, veniamo accolti e ogni segreto svelato, qua riusciamo appena a sfiorarle delicatamente la pelle! Probabilmente l'errore è nostro, partiti con l'idea di rivivere delle emozioni simili siamo rimasti un pò "delusi", tutto qui. La via ci tengo a dirlo non è malvagia, è super ripetuta, piacevole e offre scorci bellissimi, non badate a noi, il giudizio di un'ascensione è puramente soggettivo. Caratteristico il passaggio di aderenza della Menschenfalle, trappola per uomini, praticamente una rampa diagonale stretta e ben levigata. Me le vedo le contessine Eotvos con scarponi e gonne lunghe, quante parole si sarà preso il caro Antonio ahaha 😂
La discesa è laboriosa e avviene lungo la normale sul versante Nord-Est. A fine giornata la stanchezza si è fatta sentire!

Dal Passo Sella verso i Rifugi Valentini e Salei e poi verso il Col Rodella. Si rimonta il crinale erboso che fa da spartiacque fra Fassa e Gardena fino alle rocce dello spigolo S-E di Punta Grohmann. Si sale ora lo zoccolo del monte fra roccette e detriti obliquando a sx (ometti) verso il centro della parete sud. Attacco poco prima della grande striscia nera che scende dall'enorme colatoio centrale.

La relazione della via potrebbe essere, anzi è sicuramente diversa da quelle che si trovano in rete e sulle guide dal tiro 9 in avanti. Persa momentaneamente la bussola siamo cmq arrivati tranquillamente in vetta:
L1,L2 --> In diagonale verso sx poco prima della striscia nera (anello cementato); si continua con stesso andamento traversando lo scolo. Sosta sotto un placca nerastra più ripida. Sosta su anello. 30+30 metri Max II (si possono fare slegati)
L3 --> Si scala la placca nerastra con leggero andamento a sx. Sosta su terrazzino di cengia, 2 chiodi con cordone. 40 metri max III
L4 --> Traverso verso sx su larga cengia fino a sostare su anello cementato dentro a una nicchia. 40 metri Max II
L5 --> A dx della sosta evitando lo strapiombo per poi continuare verso l'alto su buona roccia puntando a una parete gialla strapiombante. Sosta anello cementato. 40 metri Max IV-
L6 --> Si traversa quasi in orizzontale verso dx tornando in vista del grande scolo della parete. Sosta su due clessidre fisse 40 metri Max III+
L7 --> In verticale per belle placche verso un torrione giallo e la sua fessura sulla dx. Si prosegue lungo la fessura andando a sostare dentro la seconda nicchia. Sosta su cordone in grossa clessidra. 45 metri Max IV
L8 --> Si traversa per una bella fessura orizzontale buona per le mani per poi piegare a sx ed affrontare la rampa della trappola per uomini. Procedere poi per camino fino a terreno più agevole e sostare su due chiodi con cordone blu sotto un nuovo tratto verticale del camino. 55 metri Max IV+
L9 --> Si scala il camino per intero e si esce su placca bianca liscia inclinata (cordone su chiodo). Sosta su due chiodi poco visibili alla base di un altro camino/fessura. 35 metri Max IV+
L10 --> Non si procede lungo la fessura/camino ma per le belle rocce lavorate giallastre a dx della sosta. Si scala divertendosi su roccia dall'apparenza non solida ma in realtà ottima stando sempre a dx della fessura-camino puntando alla cresta. Sosta da allestire su clessidra. 60 metri Max IV
L11 --> Per cresta (appare la Torre Innerkofel) traversando poi verso un canalone detritico. 60 metri elementare.
L12 --> Ancora in traverso verso dx contornando un costolone biancastro per poi risalirlo sull'altro versante. Sosta da realizzare sotto una fascia strapiombante 60 metri Max II+
L13 --> Un ometto guida verso dx, dove la fascia strapiombante termina si comincia a salire in verticale per fessura/camino. Con gli ultimi metri di corda ci si porta verso sx dentro un grande antro scuro. Sosta su spuntone. 60 Metri Max III
L14 --> Si esce contornando l'antro a sx per poi arrivare con facile arrampicata ai gradoni rocciosi sommitali. 60 metri Max II

Discesa --> Dal pianoro sommitale si seguono gli ometti in direzione Est, primi facili gradoni rocciosi sulla cresta N-E fin sopra la forcella oltre la quale vi è la quarta torre.
CD1 15 metri fino alla forcella. si sale poi sulla quarta torre da dove si scende qualche metro a dx fino all'ancoraggio successivo.
CD2 20 metri fino alla forcella che la divide con la terza torre. Si sale in cima a questa e si scende leggermente a sx (direzione 5 dita) per cresta esposta fino all'ancoraggio successivo.
CD3 45 metri fino alla cima della seconda torre. La calata non è perfettamente dritta ma obliqua verso dx (faccia verso valle). La cima della seconda torre è al di là di uno stretto intaglio.
CD4 25 metri verso N-E lungo il profondo camino sottostante che divide la seconda dalla prima torre.
CD5 25 metri lungo lo stretto camino di dx fino a una forcelletta con masso incastrato
CD6 25 metri dal canale/camino sottostante verso la forcella alla sommità dello zoccolo del monte.
Si seguono gli ometti tendendo sempre verso sx fino alla forcella delle cinque dita. Alcuni tratti più verticali possono essere superati con varie calate brevi, ancoraggi già predisposti. Si scende poi il canalone ingombro di massi verso il Passo Sella, quando si apre la traccia conduce verso il sentiero proveniente dal Rif Demetz, con questo fino al passo

Via dei Camini - Torre Peralba circa 300 metri Max VI-La nostra prima Mazzilis e probabilmente anche l'ultima viste le n...
01/09/2026

Via dei Camini - Torre Peralba circa 300 metri Max VI-

La nostra prima Mazzilis e probabilmente anche l'ultima viste le nostre scarse capacità! 😅😂
E' una delle vie più note del circondario del Peralba e quindi anche discretamente frequentata ma soprattutto chiodata!! Il percorso è caratterizzato nella parte iniziale da un profondo camino a tratti faticoso mentre poi si svolge principalmente per placche con qualche muretto non proprio banale ma sempre ben protetto. Il sesto tiro in uso segue una variante realizzata dagli Alpini nel 1985 che aggira a dx la breve ma difficile placca chiave del percorso originario (presenza di grandi chiodi a pressione). La roccia è ottima in basso e discreta in alto per cui buona nel complesso. Nonostante il breve e comodo avvicinamento la scalata è impegnativa, gli amanti dei camini troveranno pane per i loro denti!! Personalmente sono molto felice di aver ripetuto questa bella classica, l'adocchiavo già da qualche anno, ma soprattutto sono molto soddisfatto per aver tirato i primi 4 tiri in maniera composta ed elegante e cioè con pochi grugniti e senza aver tirato giù i santi del paradiso!! ahah Chiudiamo la via in 4 ore e 30, cordata di tutto rispetto la nostra: Ricky puro istinto e praticità, Nicolò Vianello la solita sicurezza sul duro ed Eva Zanon la perfetta seconda che veglia su di noi e che come un diesel va sempre ed ovunque! E' stata una calda estate, ricca di gioie, la chiudiamo con una via bella e prestigiosa, soprattutto per la firma che porta! Vedremo se anche settembre e l'autunno saranno così proficui! Storpiando Gabry Ponte: Volti alle Crode, Alte le Chele danzano i Gransi de Venessia!!! ahah💪

Dal Rifugio Sorgenti del Piave si segue il sentiero diretto al Rif Calvi. Poco prima di giungere al quarto tornante della forestale si segue una labile traccia verso sx che conduce per un breve e ripido pendio di ghiaia ed erba sotto i due già evidenti camini convergenti che caratterizzano la parte bassa della via. Attacco alla base del camino di sx.

L1 --> Si sfrutta una fessura a sx del fondo del camino per poi procedere in spaccata fino alla sosta scomoda su chiodo e spit. 35 metri Max V
L2 --> Subito un tratto più verticale del camino ci fa capire come sarà il proseguo! Qualche metro più appoggiato conduce a una strettoia liscia più impegnativa man mano che si sale. Passaggio chiave in uscita (4 chiodi). Il budello si apre un pò e più facilmente conduce sotto una grande nicchia. Sosta su 2 chiodi a dx su terrazzino. 45 metri Max VI-
L3 --> Si continua all'interno della profonda nicchia, spesso bagnata. L'uscita è stretta e si sfrutta con la schiena la parete alle spalle. Il proseguo è su diedrino la cui faccia sx è liscia. Sosta scomoda su 2 chiodi e uno spit che si muove un pò. 30 metri Max IV+
L4 --> Si sale il diedro sovrastante sfruttando la fessura giallastra a dx e poi vincendo un pò a sx della stessa un muretto verticale scuro. In cima al muretto si deve traversare due metri a sx su liscia placca per poi procedere in verticale stando 3-4 metri a sx della fessura/diedro sempre su placca compatta. Con arrampicata super si giunge a una zona di terreno più rotto e semplice con un pò di erba. Ci si riporta verso dx entrando in un canalino sostando su due chiodi a pressione un metro sotto una caratteristica nicchia ovale. 55 metri Max V+
L5 --> Si continua per rampa rocciosa a dx della nicchia per poi obliquare verso dx fino sotto un canalino con un pò d'erba. 25 metri Max IV
L6 --> Inizia ora la variante degli alpini: per canalino fin sotto un muretto dalla roccia a scaglie dall'apparente instabilità. Sopra di esso si segue una fessura obliqua verso sx molto evidente fino a sostare su due chiodi originali della via. 35 metri Max V
L7 --> Per breve ma non banale muretto fessurato per poi procedere in verticale su terreno più agevole fin sotto a un altro muretto leggermente strapiombante. 20 metri Max V
L8 --> Direttamente il breve tratto verticale atletico (1 chiodo a dx poco visibile). Si prosegue tendendo verso sx per poi rimontare una serie di fessure e salti rocciosi giallastri fino a dove le rocce si abbattono definitivamente. Sosta su due chiodi. 45 metri max V con un passaggio sostenuto
L9 --> Senza difficoltà per roccette fino alla cima. 30 metri

Discesa --> Si segue la cresta esposta verso Nord fino a rinvenire il corretto ancoraggio di calata verso la forcella erbosa che divide la Torre dal massiccio del Peralba.
CD1: 40 metri fino alla sottostante forcella. L'ancoraggio successivo si trova a 10 metri verso nord (tanti cordoni 1 spit e 1 chiodo)
CD2: 35 metri a piombo lungo la parete est (quella che guarda il Rif Calvi) fino a un'altra sosta su due chiodi con cordoni
CD3: 45 metri fino al ripido pendio erboso alla base della torre
CD4: Poco sotto a dx (viso a valle) si rinviene un altro ancoraggio che con una doppia da 60 si raggiungono le ghiaie vicino al sentiero che porta comodamente al parcheggio di partenza del Rif Calvi

Indirizzo

Venice
30121

Sito Web

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