28/09/2026
Cima di Pramperet - Via Cavaliere Errante, 500 metri di sviluppo in tot, Max IV grado.
Castelletto frastagliato dal basamento solcato da canaloni detritici posto a Sud della più nota Cima di Pramper. Il nome della vetta fu dato dai primi salitori, Ludwig Schifferer e compagni il 7 agosto del 1924, per ricordo "della grande ospitalità ricevuta nella Casera di Pramperet".
Con grande gioia e sorpresa vengo contattato da Claudio: "Ricky ho un giorno di libertà che ne dici se facciamo una vietta un pò wild? Sul libro di Zorzi guardati la via sul Pramperet e dimmi se ti ispira". Caro Claudio ma tu mi inviti a nozze sai quanto mi piacciono queste ravanate, queste vie semi-sconosciute, queste cime minori disertate!
Il percorso che abbiamo seguito è quello relazionato e ripetuto da Carlo Piovan nell'estate del 2007 il quale ha raccordato itinerari preesistenti difficilmente riconoscibili menzionati nella guida dei Monti d'Italia "Pelmo e Dolomiti di Zoldo" di Angelini-Sommavilla. La via non offre un'arrampicata esaltante, estetica e continua, la roccia è discreta ma molto sporca quindi perché ripetere questa via? Per quanto mi riguarda queste son vie dove si va all'avventura, viene enfatizzata l'eccitazione dell'andare verso l'ignoto, del trovare il passaggio, di essere sulla retta via. Altro pregio sta nel senso di solitudine dovuto alla scarsa frequentazione che incrementa il fascino dato da un ambiente che sembra venga ammirato per la prima volta da occhi umani. Possono essere validi motivi o siamo solo io e Claudio Milanesi inclini a questi sentimenti? Scommetto di no...
Ma andiamo avanti; la scalata vera e propria termina al tiro 7, in cima alla cuspide gialla, da dove si può scendere verso NE per facili banche erbose. Il laborioso tratto successivo fino alla vetta è assolutamente consigliato!! Creste, canalini in discesa, caminetti verticali, stretti intagli da raggiungere su esili cornici e chi più ne ha più ne metta..Tanta roba!! Vero alpinismo. Anche la discesa per il versante opposto lungo la breve Normale fino alla forcelletta alta di Pramperet non è da meno, ci sono tutti gli ingredienti per una salita di soddisfazione.
Dal retro del Rif Pramperet si sale per traccia tra la vegetazione fino alla colata di ghiaia che scende dal centro della parete Sud della Cima Pramperet. La si risale per breve tempo, quando questa si biforca si continua nel ramo di dx arrivando così alla base delle rocce della parete. Si traversa verso dx attraverso i radi mughi entrando nel canalone che origina dall'intaglio tra la nostra cima e lo Spiz del Tita. Si seguono le colate di ghiaia di sx fino alla vicina base di un pulpito dalla parete gialla e leggermente strapiombante. Attacco a dx del pulpito alla base di un caminetto-canale obliquo verso dx.
L1 --> Si risale il caminetto-canale rimanendo sempre vicini al pulpito giallastro. Continuare poi verso una larga cengia sotto il successivo salto roccioso. Sosta da allestire, utili i chiodi. 60 metri e più Max II+
L2 --> Una prima placca levigata e appoggiata conduce a una sezione verticale della parete. La si attacca a piacere cercando le debolezze della stessa con andamento in obliquo verso dx. Sosta da attrezzare. 60 metri Max IV
L3 --> Dalla sosta ancora qualche metro in obliquo verso dx fino a una grande macchia di mughi. In traverso per comoda cengia con qualche passo in leggera discesa fin quasi a dove si esaurisce. Sosta da allestire. 40 metri Max II
L4 --> In verticale cercando la roccia meno sporca facendo attenzione a non andare troppo a dx verso macchie di mughi. Sosta da allestire 50 metri Max III
L5 --> In conserva obliquando leggermente a sx per roccette con detriti ed erba arrivando sotto alla successiva e finale fascia rocciosa verticale caratterizzata da un grande testone giallo strapiombante. Sosta da realizzare alla base di un evidente camino con massi incastrati. + 100 metri Max II
L6 --> Si scala il camino facendo attenzione a non buttar giù sassi. Una volta esaurito si devia verso sx su canalino detritico che porta a toccare le rocce del grande testone giallastro. Sosta da allestire, 50 metri Max IV
L7 --> Slegati si sale la sovrastante placchetta inclinata e si raggiunge la cresta S. Si rimonta un canalino fino a una forcelletta 40 metri Max II
Alla vetta --> Dalla forcelletta si scende in versante Ovest per canalina dalla roccia non buona, portarsi per cengia verso dx verso una grande chiazza di mughi sotto un pinnacolo roccioso che va aggirato. Salire verso un canalone verticale che porta in cresta a due passi dall'anticima sud. Il canale nella parte alta diviene verticale e si stringe a camino, buone prese (Max III). In cresta a sx per poi rimontare facili roccette fino alla vetta dell'anticima sud. Si scende con estrema attenzione a uno stretto intaglio tra l'anticima e la cima, da questo per facili rocce sfasciate sulla sx alla vicinissima stretta cima.
Discesa --> Da un ancoraggio con cordone su grosso masso ci si cala per 20 metri sul versante Nord. Si prosegue per cresta in discesa, primo tratto facile ma dal fondo scivoloso, poi su grossi massi in bilico fino a un piccolo intaglio. Successiva breve traversata su esposta cornice per poi giungere a facili pendii di erba e ghiaie che depositano in forcelletta alta di Pramperet. Da qui si scende verso la Conca di Cornia per facile canalone detritico fino ad intercettare la traccia proveniente dalla forcella piccola di Cornia. Per sentiero 521 al Rifugio.