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12/10/2026

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09/10/2026

È scandalosa l’assenza di una vera ospitalità per i velisti in occasione della Barcolana.

La sensazione è che questo evento abbia progressivamente perso una parte importante della propria identità, trasformandosi sempre più in un grande spettacolo rivolto al pubblico e sempre meno in una manifestazione pensata anche per chi la Barcolana la rende possibile: gli equipaggi e le barche.

Nessun parcheggio adeguato per i mezzi dei team. Nessuno spazio dedicato agli equipaggi ormeggiati sulle rive dove poter depositare vele, attrezzature e materiali necessari per preparare le barche alla regata.

Eppure stiamo parlando di una delle regate più importanti e conosciute al mondo.

Forse vale la pena ricordare una cosa molto semplice: i protagonisti della Barcolana dovrebbero essere ancora le barche, i velisti e gli equipaggi che arrivano a Trieste da tutta Italia e dall’estero.

Lo spettacolo è importante. La città, gli eventi, gli sponsor e il pubblico sono fondamentali. Ma senza attenzione verso chi scende realmente in acqua, il rischio è che la Barcolana diventi una grande festa sul mare nella quale proprio i velisti finiscono per sentirsi ospiti di troppo.

E questo, per una manifestazione nata dalla vela, dovrebbe far riflettere.

PEGASO apre la stagione con un risultato importante alla Bernetti 2026: 1° di categoria e 6° assoluto.Un risultato che p...
05/10/2026

PEGASO apre la stagione con un risultato importante alla Bernetti 2026: 1° di categoria e 6° assoluto.

Un risultato che premia il lavoro di un Team FOURSAILING in gran parte rinnovato, capace di trovare subito equilibrio, ritmo e competitività.

Alla tattica sempre Duccio Colombi, con Simone Dondelli, tailer e presenza ormai storica del nostro equipaggio da quasi dieci anni.

Completamente rinnovata la prua, con Luca Consoni nel ruolo di primo prodiere e Federico Serafini come secondo prodiere.

Importante anche il rafforzamento della zona randa, con l’inserimento di Mirco Mazzini nel ruolo di coordinamento dell’area, mentre al timone ritroviamo il nostro granitico Roberto Zambelli.

Ma questa Bernetti rappresentava soprattutto un banco di prova importante per Pegaso.

La barca è tornata in acqua dopo circa un mese di cantiere, durante il quale sono state rinnovate e messe a punto alcune componenti fondamentali, a partire dal complesso sistema della chiglia idraulica e delle ali, seguito magistralmente dall’ing. Andrea Giovannelli.

Fondamentale, durante tutto il mese di lavori, anche la presenza operativa e costante dell’armatore Massimo Boccolini, direttamente coinvolto nelle attività di cantiere e nelle scelte che hanno accompagnato il ritorno in acqua di Pegaso.

Tutti gli interventi e la preparazione della barca sono stati coordinati da Daniele Chiari, comandante di Pegaso, con il monitoraggio costante del Team Manager FOURSAILING Giorgio Massimiliano Marchesi.

Il 1° di categoria e il 6° posto nella classifica generale sono quindi qualcosa di più di un ottimo risultato: sono la conferma che il lavoro fatto nella preparazione della barca e nella costruzione del nuovo equipaggio sta andando nella direzione giusta.

Un grazie speciale va a tutti i membri del Team FOURSAILING, fantastici per impegno, disponibilità, concentrazione e spirito di squadra. Questo risultato appartiene a tutti.

Pegaso è tornato.
E questa è soltanto la prima regata.

FOURSAILING

03/10/2026
01/10/2026
Pegaso, quando un monoscafo italiano sperimentava le ali prima degli AC75Alla vigilia della Barcolana 58, la storia di P...
27/09/2026

Pegaso, quando un monoscafo italiano sperimentava le ali prima degli AC75

Alla vigilia della Barcolana 58, la storia di Pegaso riporta alla luce un capitolo poco conosciuto della sperimentazione italiana sulle appendici mobili. Una storia che incrocia uomini e competenze poi approdati ai foil dell’America’s Cup.

Oggi vedere una barca “volare” sull’acqua non sorprende più. Gli AC40 superano i 40 nodi e gli AC75 hanno trasformato l’America’s Cup in una sintesi estrema fra vela, aerodinamica, idrodinamica e ingegneria.

Ma alcune delle idee che hanno accompagnato questa rivoluzione sono state sperimentate, in forme diverse, anche lontano dai riflettori della Coppa.

Una di queste storie porta il nome di Pegaso.

Il progetto nasce nel 1993 dalla matita di Paolo Cori e viene realizzato in composito di carbonio da Soleri. Già allora è una barca fuori dagli schemi: un prototipo leggero concepito per le regate e particolarmente adatto ai venti dell’Adriatico.

Ma è oltre vent’anni dopo che Pegaso compie la sua trasformazione più radicale.

Nel 2015 viene profondamente modificato: chiglia basculante — canting keel — e soprattutto due ali installate sul bulbo, ruotabili sul proprio asse e regolabili indipendentemente. Una soluzione talmente inconsueta che nel 2016 veniva descritta come unica al mondo.

A seguire quella trasformazione c'è ST Yacht e tra i progettisti compare l’ingegnere aerospaziale Davide Tagliapietra.

Tagliapietra descriveva allora quelle appendici con un'immagine molto semplice: una sorta di “turbo” della barca, degli alettoni immersi capaci di essere regolati per adattarne il comportamento alle diverse condizioni.

Ed è qui che la storia di Pegaso assume oggi un significato particolare.

Perché quel Davide Tagliapietra entrerà successivamente nel design team di Luna Rossa, occupandosi ufficialmente di Structure and Foil Systems nella campagna della 36ª America’s Cup. Ingegnere aerospaziale, specializzato in strutture, Tagliapietra ha partecipato complessivamente a quattro campagne di Coppa America.

A bordo del Pegaso modificato troviamo anche Angelo Glisoni, altra figura che lega questa storia alla Coppa America.

Glisoni aveva già lavorato per +39 Challenge e in seguito sarà direttamente coinvolto nella realizzazione dei foil di Luna Rossa. Per l’AC36 lavorerà proprio a stretto contatto con Tagliapietra e Matteo Olivieri nella realizzazione delle wing che contribuiranno a far volare l’AC75 italiano.

Naturalmente Pegaso non può essere definito il “prototipo dell’AC75”.

Il foiling era già entrato ufficialmente nell’America’s Cup nel 2013, quando i catamarani AC72 iniziarono a sollevarsi completamente dall’acqua. Ma Pegaso rappresenta qualcosa di diverso e forse, dal punto di vista storico, ancora più interessante: un grande monoscafo sperimentale sul quale, già nel 2015, venivano utilizzate chiglia basculante e superfici idrodinamiche mobili e regolabili per controllare portanza, equilibrio e prestazioni.

Tre anni dopo sarebbe iniziata l’era progettuale degli AC75: monoscafi dotati di grandi appendici mobili laterali e concepiti per navigare sollevati dall’acqua. Una filosofia molto più estrema e tecnologicamente diversa, ma appartenente alla stessa ricerca: utilizzare appendici controllabili non soltanto per contrastare lo scarroccio, ma come veri strumenti dinamici per governare le forze che agiscono sulla barca.

È quindi più corretto parlare di Pegaso come laboratorio italiano della vela “foil assisted”, uno degli esperimenti su grandi monoscafi che, negli anni in cui il mondo della vela iniziava a esplorare nuove forme di portanza idrodinamica, portava queste idee dentro una barca di quasi 18 metri.

Oggi quella stessa Pegaso continua a regatare.

E mentre l’America’s Cup torna a guardare all’Italia, con Napoli che ospiterà nel 2027 la 38ª edizione e il Match previsto dal 10 luglio, Pegaso si prepara nuovamente alla Barcolana.

Non è un AC75.

Non vola completamente sull’acqua.

Ma sotto quello scafo c’è ancora una piccola parte della storia della ricerca italiana che ha provato a capire, con molti anni di anticipo sulla diffusione dei monoscafi foiling, che una barca a vela non doveva necessariamente limitarsi a navigare sull’acqua: poteva iniziare a usare delle ali.

20/09/2026

Il cuore del pegaso è tornato a pulsare ❤️❤️

PEGASO si prepara a tornare in mare. ⛵🔥Settimane di lavoro, interventi importanti, dettagli rivisti e soluzioni ottimizz...
13/09/2026

PEGASO si prepara a tornare in mare. ⛵🔥

Settimane di lavoro, interventi importanti, dettagli rivisti e soluzioni ottimizzate.

L’obiettivo è uno solo: prestazione.

Oggi Pegaso è vicino al 90% del suo potenziale.

Ora si lavora su quell’ultimo 10%.
Quello più difficile.
Quello che, in regata, fa la differenza.

Ci siamo quasi.

⛵ Sotto lo stesso guidone, verso la Barcolana 2026.I migliori risultati di Roberto Zambelli, presidente di Foursailing, ...
31/08/2026

⛵ Sotto lo stesso guidone, verso la Barcolana 2026.
I migliori risultati di Roberto Zambelli, presidente di Foursailing, nel golfo di Trieste portano tutti la stessa firma: quella della Lega Navale Italiana. Dal podio assoluto del 2015 ai piazzamenti di categoria con Orlanda, fino ai traguardi tra i Maxi delle ultime edizioni — una collaborazione che negli anni è diventata identità.
E anche quest'anno la rotta non cambia: Pegaso torna alla Barcolana 2026 con Foursailing, sotto i colori della Lega Navale. 🌊
Un equipaggio, una barca e un guidone che continuano a scrivere la loro storia nel golfo di Trieste.
Perché certe alleanze, come certe passioni per il mare, non conoscono ammaine.

Stiamo affilando i coltelli 🤣
28/08/2026

Stiamo affilando i coltelli 🤣

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Venice
30100

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