Devis e il suo calcio

Devis e il suo calcio

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Pagina apolitica, tratta articoli di giornalismo sportivo scritti da me.

15/08/2022

Esiste sempre una parata che racconta più di tutte la storia di un portiere….
Ho visto diversi video in questi giorni su Claudio Garella, con parate incredibili, ma senza trovare la “sua” parata, quella che lui stesso giudicava la migliore!
Per recuperarla bisogna andare con la memoria a quel lontano 21 aprile del 1985 a San Siro, avversario il Milan della stella Mark Hateley, il più forte calciatore nel gioco aereo di quei tempi. Ed infatti al terzo minuto di gioco, grazie ad un cross preciso di Virdis, il buon Mark non si smentisce e con uno stacco incredibile colpisce la palla indirizzandola verso l’incrocio dei pali, in quello che da subito sembra un goal scontato.
Claudio però non ci sta, vola in alto, sia allunga più che può e cerca quella palla disperatamente con la sua mano! Già, la sua mano, perché Claudio le mani le ha sempre sapute usare bene, forse non più dei piedi ma quantomeno alla pari. E quel pallone lo tocca con la punta delle dita e lo devia mandandolo ad appoggiarsi sul palo…
L’idea di arrivare a toccarla era una impresa ma cambiarne addirittura la direzione ed insieme anche il corso della storia è qualcosa di incredibile. Una parata troppo bella per non raccogliere i favori degli dei che decidono di restituire quella palla che ha baciato il legno della porta, nuovamente a Garella, tra le sue braccia! Lui la stringe forte, quasi ad abbracciarla, sapendo in cuor suo di aver scattato la foto più bella della sua carriera in quel momento. Grazie Mark Hateley, per averla colpita così bene ed averla resa così difficile; solo così quella parata poteva divenire un’opera d’arte.
Il tempo passa inesorabile, fa parte della vita, ad ogni uomo il compito di lasciare un segno della propria esistenza, un passaggio di testimone a chi verrà. In questi giorni della tua scomparsa si riscopre il tuo valore, ma sinceramente non ne avevo bisogno Claudio, perché non ti ho mai scordato .
Avevo solo 6 anni quando venivo a vederti e ti ammiravo, ti osservavo, ti copiavo; paravo con i piedi ma anche con le mani, sì perché ai miei occhi quelle mani che intercettavano palloni non sono mai sfuggite.
Un portiere fuori dagli schemi, forse troppo avanti per quel tempo o semplicemente troppo “diverso” per essere apprezzato fino infondo; probabilmente la maggior parte della gente non sapeva e non sa che nella testa di un portiere scorre un solo pensiero “non far passare quel pallone” e non importa come o con cosa, l’importante è che rimanga fuori dalla porta!
Tienila stretta Claudio, perché quella palla non te la toglierà mai più nessuno!

Raúl Tamudo: il giustiziere del Barca 30/01/2022

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Lee Sharpe, talento e fragilità. 12/12/2021

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Michael Konsel: una pantera senza età 05/05/2021

Ha da poco compiuto 59 anni Michael Konsel, giocatore simbolo del calcio austriaco, capace di conquistare stima ed affetto durante la sua avventura nel campionato italiano in chiusura di carriera. Nato a Vienna il 6 Marzo 1962, inizia già da piccolo ad appassionarsi al calcio, quando con il fratello Christian gioca con qualsiasi cosa abbia le sembianze di una palla, impegnandosi nell'evitare di farla entrare in una rudimentale porta da calcio costruita nel giardino di casa....

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Michael Owen: wonder boy della “cool Britannia” 30/12/2020

La seconda metà degli anni novanta ha rappresentato per l'Inghilterra un periodo di grande ottimismo e spirito creativo (creatività British) dove la nazione ha riscoperto il senso di appartenenza; una ventata di aria nuova in grado di influenzare l'Europa ed addirittura il Mondo. La cosiddetta "cool Britannia", una fiammata di entusiasmo capace di scuotere il Regno Unito e la sua cultura; la nascita in ambito musicale di band identificabili nel "...

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Teddy Sheringham: il diavolo rosso che spedì all’inferno il Bayern 20/12/2020

Edward Paul “Teddy” Sheringham lo si può considerare come uno dei calciatori protagonisti del calcio inglese nel ventennio che va dal 1990 al 2010. Attaccante dotato di tecnica e grande visione di gioco, nonché ottimo finalizzatore, Sheringham è tutt’oggi annoverato tra i migliori attaccanti della sua generazione. Nato il 2 Aprile del 1966 ad Highams Park, nel distretto londinese di Waltham Forest in Inghilterra, Sheringham inizia a giocare a calcio nelle giovanili del Leytonstone & Ilfor, una squadra dilettantistica dove ha modo di mettersi in evidenza nel ruolo di centravanti, tanto da impressionare alcuni emissari del Millwall, i quali decidono di prelevarlo e di metterlo sotto contratto....

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Ciao Pablito, eroe Mundial 10/12/2020

Il giornalista Gian Paolo Ormezzano scriveva nel suo libro intitolato “Storia del calcio”: “c’è un uomo al quale intitolare il nostro Mundial. Si chiama Paolo Rossi”. Una vera profezia quella dell’autore piemontese, considerando che il libro lo scrisse prima del 1982; ma soprattutto una frase, la sua, presa poi a prestito qualche anno più tardi da ogni italiano. Paolo Rossi divenne, infatti, il titolo più bello del Mondiale di Spagna nel 1982; l’uomo in grado di cavalcare il sogno azzurro, trasformandolo in straordinaria realtà nella notte del Santiago Bernabéu, l’11 luglio ‘82, quando l’Italia divenne campione del Mondo....

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Giuliano Giuliani: storia di un portiere straordinariamente “semplice” 15/11/2020

Ci sono personaggi sportivi non semplici da raccontare, perché la loro vita è stata talmente riservata da concedere pochissimo alle cronache oltre alla mera descrizione delle prestazione sportive, oppure per il trasporto affettivo che si prova nei loro confronti; nel caso di Giuliano Giuliani questi aspetti sono presenti entrambi e la penna pesa come un macigno, per il bisogno di dare vita ad un racconto vero e significativo....

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