TARAN DEVAK - Valerio Zadra

TARAN DEVAK - Valerio Zadra

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Cellulare +39 345 7302307 Direttore Tecnico Nazionale ENDAS Muay Boran/Muay Kombat.

Docente Scuola Primaria
Insegnante di Krabi Krabong, Mae Mai Muay Thai, Brigghar (Lotta Celtica), Massaggio Nuat Paen Boran. Tiene conferenze su: Miti, Archetipi e Simboli, Storia, Filosofia, Strategie Metacognitive, Meditazione Vipassanà.

08/06/2026

Siete tutti invitati naturalmente!!!🙏☯️🙏☺️🙏

20/05/2026

🔥 TARAN DEVAK 2026 🔥
CORSO INTENSIVO ESTIVO
MUAY THAI BORAN • KRABI KRABONG • RAM AWUT

📍 Zovencedo – Monti Berici (Vicenza)
📅 DAL 10 AL 16 AGOSTO 2026

Ci sono esperienze che si dimenticano dopo pochi giorni.
E poi ce ne sono altre che cambiano il modo di pensare, di combattere, di vivere.

TARAN DEVAK non è un semplice stage.
Non è fitness.
Non è turismo marziale.
Non è uno spettacolo costruito per impressionare.

È una settimana di immersione totale nella disciplina, nella fatica, nella concentrazione e nello spirito autentico delle antiche Arti Marziali Tradizionali Tailandesi.

Per sette giorni vivrete e vi allenerete come antichi guerrieri.

Tra i boschi e le colline dei Monti Berici, a 400 metri di altezza, lontani dal rumore, dalla superficialità e dalle distrazioni moderne, il corpo e la mente verranno messi alla prova in un’esperienza intensa, reale e profondamente trasformativa.

⚔️ COSA IMPARERETE • Muay Thai Boran tradizionale
• Krabi Krabong (arte delle armi da guerra thailandesi)
• Danze Meditative Marziali Ram Awut
• Tecniche antiche, ritualità, coordinazione, combattimento e strategia
• Controllo mentale, presenza e disciplina interiore

Ma soprattutto imparerete qualcosa che oggi quasi nessuno insegna più:

🔥 Resistenza mentale
🔥 Spirito di adattamento
🔥 Capacità di superare i propri limiti
🔥 Coraggio
🔥 Disciplina autentica

Ogni giornata sarà un viaggio dentro sé stessi.

⏰ PROGRAMMA GIORNALIERO Sveglia ore 6

⚔️ 7:00 – 12:00
Allenamento intensivo all’aperto

⚔️ 14:00 – 19:00
Tecniche avanzate, combattimento, studio delle armi, condizionamento fisico e mentale

🌙 Dopo cena
Lezioni facoltative di: • Meditazione marziale
• Filosofia delle arti guerriere thailandesi
• Simbolismo e spiritualità del Guerriero
• Storia del Muay Thai Boran e del Krabi Krabong

Le lezioni si terranno SEMPRE all’aperto e con qualsiasi condizione climatica.

Sole, pioggia, vento o freddo non saranno ostacoli…diventeranno parte dell’addestramento.

Perché il vero combattente non aspetta condizioni perfette.
Impara a diventare forte in ogni situazione.

🏕️ SISTEMAZIONE Il corso include: ✔️ Posto letto e pernottamento
✔️ Letto, divano letto o camper
✔️ Cucina comune disponibile
✔️ Servizi condivisi

🍲 Il cibo è escluso.
Ogni partecipante potrà prepararsi ciò che preferisce e spesso si organizzeranno pasti comuni in spirito di fratellanza.

🎒 COSA SERVE • Guantoni
• Paratibie per Muay Thai tradizionale
• Quaderno per appunti
• Abbigliamento di ricambio
• Piccolo kit personale di pronto soccorso
(bende, ghiaccio, cerotti, analgesici ecc.)

⚔️ L’attrezzatura per il Krabi Krabong verrà fornita direttamente da noi.

📹 Potrete fare fotografie e filmati senza problemi.

👑 IL CORSO SARÀ TENUTO DA:

Kru Yai Valerio Zadra

Campione Mondiale di Krabi Krabong a Bangkok nel 1994 e nel 1999 sotto l’egida della Thai Sports Association under Royal Patronage, insegna ogni anno questa disciplina nelle scuole pubbliche della Thailandia.

Oltre 23 anni di studio del Kung Fu cinese e dal 1992 una vita interamente dedicata alle Arti Marziali Tradizionali Tailandesi.

Non troverete imitazioni commerciali.
Non troverete coreografie vuote.
Non troverete “arti marziali da palestra”.

Qui troverete esperienza reale, tradizione autentica e conoscenze tramandate attraverso anni di pratica, studio, sacrificio e combattimento.

🔥 POSTI LIMITATI 🔥

Ogni anno molte persone aspettano troppo… e restano escluse.

Se senti il richiamo della disciplina, della conoscenza e dello spirito guerriero, questo è il momento di agire.

Prenotazione tramite caparra via PostePay.
Saldo direttamente all’arrivo, ma per info in dettaglio scrivete in privato.

Non sarà una settimana comoda.
Sarà molto di più.
Sarà un’esperienza che ricorderete per tutta la vita.

⚔️ TARAN DEVAK 2026 ⚔️
Non venite solo per allenarvi.
Venite per trasformarvi.

06/05/2026

DIALOGO IMMAGINARIO TRA ZORRO ED UN MAESTRO ANZIANO DI ARTI MARZIALI TAILANDESI.

La notte cadeva lenta sulla polvere dorata di una piazza dimenticata. Una lanterna oscillava nel vento, tracciando cerchi di luce come fendenti nell’ombra.
Dal buio emerse una figura con mantello nero e sguardo tagliente: Zorro.
Di fronte a lui, immobile come un tempio antico, un maestro di Arti Marziali tailandese: doppie lame incrociate sulla schiena, occhi quieti ma pronti a incendiare il mondo.
Due stili.
Due filosofie.
Un solo linguaggio: la lama.

Zorro (con tono leggero ma affilato):
-Io combatto per disarmare, non per distruggere.
Un colpo preciso… e il nemico è già sconfitto prima di capire.

Maestro di Krabi Krabong:
-Salve Don Diego della Vega!

Zorro, stupito:
-come fai a sapere chi si nasconde sotto questa maschera? Nessuno conosce la mia identità.

Maestro:
-Ci siamo già incontrati, solo poche ore fa, alla locanda della Signorina Mercedes ...

Zorro:
-ma come puoi avermi riconosciuto ?

Maestro:
-mi è stato insegnato a vedere oltre le apparenze...comunque, per tornare alla tua frase, concordo:
Precisione… sì.
Ma ti ricordo che la precisione nasce dal ritmo, non dall’intenzione.
Chi pensa troppo… è già lento.

Zorro (sorridendo sotto la maschera ma ancora esterrefatto):
-E chi non pensa… cade nelle trappole.
Io vinco con l’inganno, con l’angolo inatteso, con il tempo rubato.

Maestro:
-Il tuo è un gioco di mente.
Il mio è un gioco di equilibrio.
Nel Krabi Krabong, due lame parlano insieme.
Se una inganna… l’altra conclude.

Un passo. La sabbia scricchiola. La tensione cresce.

Zorro:
-Io uso una sola spada… ma mille possibilità.
Linea, deviazione, finta… e poi il segno.
(traccia nell’aria una Z invisibile)
È così che marchio la vittoria.

Maestro:
-Tu scrivi.
Io recito.
Ogni sequenza è una danza di guerra.
Attacco, difesa, rottura del ritmo…
Il corpo intero diventa arma.

Zorro:
-Interessante…
Ma dimmi: dove colpisci davvero?

Maestro (senza esitare):
-Nel momento in cui l’altro crede di essere al sicuro.

Zorro (ride piano):
-Allora siamo più simili di quanto sembri.

Le lame restano nei foderi. Ma il duello è già iniziato.

Zorro:
-Io cerco l’apertura.
Un errore, una distrazione… e tutto finisce.

Maestro:
-Io creo l’apertura.
Non aspetto l’errore… lo faccio nascere.

Zorro:
-Provocazione?

Maestro:
-Pressione.
Cambio di ritmo.
Presenza che schiaccia.
L’altro si rompe… e si apre.

Il vento si alza, portando sabbia tra i due.

Zorro:
-Tu domini il corpo dell’avversario.
Io domino la sua attenzione.

Maestro:
-Corpo e mente sono la stessa porta.
Se entri da una… sei già dentro entrambe.

Silenzio. Poi un lieve cenno di rispetto.

Zorro:
-E la filosofia?
Perché combatti?

Maestro:
-Per non essere dominato da ciò che è dentro di me.
La paura, l’ira, l’orgoglio.
La vera lama è quella che le taglia.

Zorro:
-Io combatto per giustizia.
Per difendere chi non può farlo.
Ma so che… ogni volta che estraggo la spada… combatto anche me stesso.

Maestro:
-Allora sei già un vero guerriero.

Un passo avanti. Finalmente, le mani si avvicinano alle armi… ma non per attaccare.

Zorro:
-Se dovessimo incrociare le lame…
tu cercheresti di spezzarmi il ritmo.

Maestro:
-E tu cercheresti di rubarmi il tempo.

Zorro:
-Velocità contro fluidità.

Maestro:
-Inganno contro presenza.

Un ultimo sguardo. Non sfida. Riconoscimento.

Zorro:
-Dimmi, maestro… chi vincerebbe?

Maestro (calmo, come acqua immobile):
-Chi smette per primo di voler vincere.

La lanterna si spegne.
Nel buio resta solo una verità, incisa come un colpo perfetto:
La scherma non è l’arte di colpire…
ma l’arte di vedere prima che il colpo abbia luogo.

Kru Yai Valerio Zadra

Per approfondire la cultura marziale tailandese: CORSO INTENSIVO ESTIVO TARAN DEVAK A ZOVENCEDO (VICENZA) DAL 10 AL 16 AGOSTO. Posti limitati!

In tailandese:
ค่ำคืนค่อย ๆ แผ่ตัวลงเหนือผืนฝุ่นสีทองของลานกว้างที่ผู้คนลืมเลือน
โคมไฟดวงหนึ่งแกว่งไกวไปตามสายลม วาดวงแสงราวกับคมดาบที่ฟันผ่านเงามืด
จากความมืด ปรากฏร่างในผ้าคลุมสีดำและสายตาเฉียบคม — ซอร์โร
ตรงหน้าเขา ยืนนิ่งดุจวิหารโบราณ คือปรมาจารย์ศิลปะการต่อสู้แห่งสยาม
ดาบคู่ไขว้บนแผ่นหลัง ดวงตาสงบนิ่ง…แต่พร้อมลุกเป็นเพลิงเผาโลกทั้งใบ
สองวิถี
สองปรัชญา
แต่มีภาษาเดียวกัน — คมดาบ
ซอร์โร (ด้วยน้ำเสียงเบาแต่เฉือนลึก):
“ข้าต่อสู้เพื่อปลดอาวุธ มิใช่เพื่อทำลาย
เพียงหนึ่งจังหวะที่แม่นยำ… ศัตรูก็พ่ายแพ้ก่อนจะทันเข้าใจ”
ปรมาจารย์กระบี่กระบอง:
“สวัสดี ดอน ดิเอโก เด ลา เวกา”
ซอร์โร (ตกตะลึง):
“เจ้ารู้ได้อย่างไรว่าใครอยู่ใต้หน้ากากนี้?
ไม่มีผู้ใดล่วงรู้ตัวตนของข้า”
ปรมาจารย์:
“เราเคยพบกันแล้ว…เมื่อไม่กี่ชั่วโมงก่อน ที่โรงเตี๊ยมของคุณเมอร์เซเดส…”
ซอร์โร:
“แล้วเจ้าจำข้าได้อย่างไร?”
ปรมาจารย์:
“ข้าถูกสอนให้มองทะลุสิ่งลวงตา…
และหากย้อนกลับไปยังคำพูดของเจ้า — ข้าเห็นด้วย
ความแม่นยำ…ใช่
แต่ความแม่นยำถือกำเนิดจากจังหวะ มิใช่จากความตั้งใจ
ผู้ที่คิดมากเกินไป… ย่อมช้าไปแล้ว”
ซอร์โร (ยิ้มใต้หน้ากาก แม้ยังประหลาดใจ):
“และผู้ที่ไม่คิด… ก็ย่อมตกหลุมพราง
ข้าชนะด้วยกลอุบาย ด้วยมุมที่คาดไม่ถึง ด้วยเวลาที่ถูกช่วงชิง”
ปรมาจารย์:
“ของเจ้าคือเกมแห่งจิตใจ
ของข้าคือเกมแห่งสมดุล
ในกระบี่กระบอง ดาบสองเล่มพูดพร้อมกัน
หากเล่มหนึ่งลวง… อีกเล่มย่อมปิดฉาก”
หนึ่งก้าว
เม็ดทรายลั่นกรอบเบา ๆ
ความตึงเครียดค่อย ๆ เพิ่มขึ้น
ซอร์โร:
“ข้าใช้ดาบเพียงเล่มเดียว…แต่มีความเป็นไปได้พันรูปแบบ
เส้นตรง การเบี่ยง การลวง… แล้วจึงทิ้งร่องรอย”
(เขาวาดตัว Z ที่มองไม่เห็นกลางอากาศ)
“นั่นคือวิธีที่ข้าสลักชัยชนะ”
ปรมาจารย์:
“เจ้ากำลังเขียน
แต่ข้ากำลังร่ายรำ
ทุกกระบวนท่า คือระบำแห่งสงคราม
โจมตี ป้องกัน ทำลายจังหวะ…
ทั้งร่างกายกลายเป็นอาวุธ”
ซอร์โร:
“น่าสนใจ…
แต่บอกข้าที เจ้าฟันไปที่ใดกันแน่?”
ปรมาจารย์ (ตอบทันที):
“ในวินาทีที่อีกฝ่ายเชื่อว่าตนปลอดภัย”
ซอร์โร (หัวเราะแผ่วเบา):
“เช่นนั้น… เราคล้ายกันมากกว่าที่เห็น”
ดาบยังคงอยู่ในฝัก
แต่การประลองได้เริ่มต้นไปแล้ว
ซอร์โร:
“ข้ามองหาช่องเปิด
ความผิดพลาดเพียงครั้งเดียว ความเผลอเพียงเสี้ยววินาที… ทุกอย่างก็จบ”
ปรมาจารย์:
“ข้าสร้างช่องเปิด
ข้าไม่รอความผิดพลาด… ข้าทำให้มันถือกำเนิด”
ซอร์โร:
“การยั่วยุ?”
ปรมาจารย์:
“แรงกดดัน
การเปลี่ยนจังหวะ
การมีอยู่ที่บดขยี้อีกฝ่าย
เมื่อจิตแตก… ช่องว่างก็เปิดออก”
สายลมพัดแรงขึ้น พาเม็ดทรายปลิวผ่านกลางระหว่างทั้งสอง
ซอร์โร:
“เจ้าควบคุมร่างกายของคู่ต่อสู้
ส่วนข้าควบคุมความสนใจของเขา”
ปรมาจารย์:
“กายและใจคือประตูเดียวกัน
หากเจ้าเข้าสู่ด้านหนึ่ง… อีกด้านก็ถูกเปิดแล้ว”
ความเงียบเข้าปกคลุม
ก่อนจะมีการคำนับเล็กน้อยแห่งความเคารพ
ซอร์โร:
“แล้วปรัชญาเล่า?
เหตุใดเจ้าจึงต่อสู้?”
ปรมาจารย์:
“เพื่อไม่ให้สิ่งที่อยู่ภายในครอบงำข้า
ความกลัว ความโกรธ ความหยิ่งทะนง
คมดาบที่แท้จริง… คือดาบที่ตัดสิ่งเหล่านั้นได้”
ซอร์โร:
“ข้าต่อสู้เพื่อความยุติธรรม
เพื่อปกป้องผู้ที่ไม่อาจปกป้องตนเอง
แต่ข้าก็รู้ว่า…
ทุกครั้งที่ข้าชักดาบออกมา
ข้าก็กำลังต่อสู้กับตัวเองเช่นกัน”
ปรมาจารย์:
“เช่นนั้น เจ้าย่อมเป็นนักรบที่แท้จริงแล้ว”
ทั้งสองก้าวเข้าหากัน
มือแตะอาวุธ… แต่ไม่ใช่เพื่อโจมตี
ซอร์โร:
“หากเราต้องไขว้ดาบกันจริง ๆ…
เจ้าคงพยายามทำลายจังหวะของข้า”
ปรมาจารย์:
“และเจ้าคงพยายามขโมยเวลาของข้า”
ซอร์โร:
“ความเร็ว ปะทะ ความลื่นไหล”
ปรมาจารย์:
“กลลวง ปะทะ การมีอยู่”
สายตาสุดท้ายถูกแลกเปลี่ยน
ไม่ใช่ความท้าทาย… แต่คือการยอมรับ
ซอร์โร:
“บอกข้าที ท่านอาจารย์… ใครจะเป็นผู้ชนะ?”
ปรมาจารย์ (สงบนิ่งดุจผืนน้ำไร้คลื่น):
“ผู้ที่เลิกอยากเอาชนะก่อน”
โคมไฟดับลง
ในความมืด เหลือเพียงสัจธรรมหนึ่ง
สลักไว้ดุจคมดาบที่สมบูรณ์แบบ:
“วิชาดาบ มิใช่ศิลปะแห่งการฟัน
แต่คือศิลปะแห่งการมองเห็น… ก่อนที่คมดาบจะถือกำเนิด”

05/05/2026

DISCORSO IMMAGINARIO TRA LO SCIENZIATO HEISENBERG ED UN MAESTRO ANZIANO DI ARTI MARZIALI TAILANDESI.
(Sotto la traduzione in lingua tailandese.)

In una radura sospesa tra silenzio e respiro, dove la luce filtra come una rivelazione, Werner Heisenberg osserva con occhi attenti un anziano maestro di Arti Marziali Tailandesi.
Due mondi. Una sola domanda.

Heisenberg:
«Nel mio lavoro ho scoperto che non possiamo conoscere con precisione assoluta posizione e movimento.
Più osservi, più alteri.
La realtà… sfugge.»

Maestro:
«Allora hai visto ciò che molti temono:
che il controllo è un’illusione.»

Heisenberg (accennando un sorriso):
«Lo chiamiamo principio di indeterminazione.
La materia non è solida… è possibilità.»

Maestro:
«Nel combattimento è lo stesso.
Se cerchi di fissare l’avversario, sei già lento.
Devi diventare possibilità.»

Heisenberg:
«Possibilità… sì.
Una particella è ovunque, finché non la osservi.
Poi… collassa.»

Maestro:
«Come la mente.
Finché è aperta, è infinita.
Quando si aggrappa… si restringe.»

Il vento muove le foglie.
Un suono appena percettibile.
Entrambi ascoltano.

Heisenberg:
«Nella fisica quantistica, l’osservatore non è separato dal fenomeno.
Partecipiamo a ciò che vediamo.»

Maestro:
«Nel buddhismo, non esiste un sé separato.
Chi colpisce e chi viene colpito…
sono lo stesso movimento.»

Heisenberg (più intenso):
«Allora la dualità è un errore percettivo?»

Maestro:
«È una comodità della mente.
Utile… ma non reale.»

Il maestro prende una spada di legno.
La solleva lentamente.
Non c’è tensione.

Maestro:
«Guarda.»

Si muove.
Un gesto fluido, inevitabile.
Non rapido… ma impossibile da prevedere.

Heisenberg (sorpreso):
«Non ho potuto anticiparlo…
era già accaduto prima che potessi pensarlo.»

Maestro:
«Perché tu osservavi.
Io ero.»

Silenzio.

Heisenberg:
«Nel nostro mondo, diciamo che la realtà emerge dall’atto di osservazione.
Ma tu mi stai mostrando qualcosa di diverso…
una realtà senza osservatore.»

Maestro:
«Non senza osservatore.
Senza divisione.»

Heisenberg:
«Come il vuoto quantistico…
che non è vuoto, ma pieno di energia, di potenziale.»

Maestro:
«Il vuoto di cui parlano i saggi
non è assenza —
è pienezza senza forma.»

Il respiro di entrambi si sincronizza, senza volerlo.

Heisenberg (quasi sussurrando):
«Allora la verità non è qualcosa da misurare…
ma da vivere.»

Maestro:
«E quando la vivi,
non c’è più chi misura.»

Heisenberg:
«Ho passato la vita a cercare leggi…
formule… certezze.»

Maestro:
«E cosa hai trovato?»

Heisenberg (dopo una pausa):
«Che alla base di tutto…
c’è mistero.»

Il maestro sorride.

Maestro:
«Allora sei vicino.
Perché il mistero non va risolto…
va incarnato.»

Un ultimo scambio di sguardi.
Non più scienziato e guerriero.
Solo presenza.

Heisenberg:
«Forse la realtà non è fatta di cose…
ma di relazioni.»

Maestro:
«E quando smetti di separarle…
diventi ciò che osservi.»

E nella radura,
tra equazioni non scritte e colpi mai dati,
la scienza e la via
cessano di essere due strade.
Diventano un unico respiro.

RICORDO PER CHI VUOLE APPROFONDIRE, IL CORSO INTENSIVO ESTIVO DI KRABI KRABONG TARAN DEVAK DAL 10 AL 16 AGOSTO 2026 a Zovencedo (Vicenza), Posti limitati!!!
ในลานโล่งที่ลอยอยู่ระหว่างความเงียบและลมหายใจ
ที่ซึ่งแสงส่องผ่านราวกับการเปิดเผยความจริง
แวร์เนอร์ ไฮเซนเบิร์ก มองด้วยสายตาอันเฉียบคมไปยังปรมาจารย์ชราผู้หนึ่งแห่งมวยไทยและกระบี่กระบอง
สองโลก
หนึ่งคำถามเดียว
ไฮเซนเบิร์ก:
“ในงานของข้า ข้าค้นพบว่าเราไม่สามารถรู้ตำแหน่งและการเคลื่อนไหวได้อย่างแม่นยำพร้อมกัน
ยิ่งสังเกต… ยิ่งเปลี่ยนแปลงมัน
ความจริง… หลุดลอยไป”
ปรมาจารย์:
“เช่นนั้น เจ้าได้เห็นสิ่งที่หลายคนหวาดกลัว
ว่าการควบคุมเป็นเพียงภาพลวงตา”
ไฮเซนเบิร์ก (ยิ้มบาง):
“เราเรียกมันว่าหลักความไม่แน่นอน
สสารไม่ใช่สิ่งแข็ง… แต่คือความเป็นไปได้”
ปรมาจารย์:
“ในการต่อสู้ก็เช่นกัน
หากเจ้าพยายามตรึงคู่ต่อสู้ เจ้าได้ช้าไปแล้ว
เจ้าต้องกลายเป็นความเป็นไปได้”
ไฮเซนเบิร์ก:
“ความเป็นไปได้… ใช่
อนุภาคอยู่ทุกหนแห่ง จนกว่าจะถูกสังเกต
แล้ว… มันก็ยุบตัวลง”
ปรมาจารย์:
“เหมือนจิตใจ
ตราบใดที่มันเปิดกว้าง มันไร้ขอบเขต
เมื่อมันยึดติด… มันก็แคบลง”
สายลมพัดใบไม้ไหว
เสียงแผ่วเบาแทบไม่ได้ยิน
ทั้งสองรับฟัง
ไฮเซนเบิร์ก:
“ในฟิสิกส์ควอนตัม ผู้สังเกตไม่ได้แยกจากปรากฏการณ์
เรามีส่วนร่วมในสิ่งที่เราเห็น”
ปรมาจารย์:
“ในพุทธศาสนา ไม่มีตัวตนที่แยกจากกัน
ผู้ที่โจมตีและผู้ที่ถูกโจมตี…
คือการเคลื่อนไหวเดียวกัน”
ไฮเซนเบิร์ก (เข้มข้นขึ้น):
“เช่นนั้น ความเป็นคู่เป็นเพียงความผิดพลาดของการรับรู้หรือ?”
ปรมาจารย์:
“มันเป็นเพียงความสะดวกของจิตใจ
มีประโยชน์… แต่ไม่ใช่ความจริง”
ปรมาจารย์หยิบดาบไม้ขึ้น
ยกขึ้นอย่างช้าๆ
ไร้ความตึงเครียด
ปรมาจารย์:
“ดู”
เขาเคลื่อนไหว
ท่าทางลื่นไหล หลีกเลี่ยงไม่ได้
ไม่เร็ว… แต่ไม่อาจคาดเดา
ไฮเซนเบิร์ก (ประหลาดใจ):
“ข้าไม่อาจคาดการณ์ได้…
มันเกิดขึ้นก่อนที่ข้าจะคิดทัน”
ปรมาจารย์:
“เพราะเจ้ากำลังสังเกต
ส่วนข้า… เป็นอยู่”
ความเงียบ
ไฮเซนเบิร์ก:
“ในโลกของเรา เรากล่าวว่าความจริงเกิดขึ้นจากการสังเกต
แต่ท่านกำลังแสดงสิ่งที่ต่างออกไป…
ความจริงที่ไม่มีผู้สังเกต”
ปรมาจารย์:
“ไม่ใช่ไร้ผู้สังเกต
แต่ไร้การแบ่งแยก”
ไฮเซนเบิร์ก:
“เหมือนสุญญากาศควอนตัม…
ที่ไม่ว่างเปล่า แต่เต็มไปด้วยพลังและศักยภาพ”
ปรมาจารย์:
“ความว่างที่บัณฑิตกล่าวถึง
ไม่ใช่ความไม่มี —
แต่คือความเต็มที่ไร้รูป”
ลมหายใจของทั้งสองประสานกัน โดยไม่ตั้งใจ
ไฮเซนเบิร์ก (กระซิบเบา):
“เช่นนั้น ความจริงไม่ใช่สิ่งที่จะวัด…
แต่เป็นสิ่งที่จะมีชีวิตอยู่กับมัน”
ปรมาจารย์:
“และเมื่อเจ้าใช้ชีวิตกับมัน
ก็จะไม่มีผู้ใดเหลืออยู่ที่จะวัด”
ไฮเซนเบิร์ก:
“ข้าใช้ทั้งชีวิตค้นหากฎ…
สูตร… ความแน่นอน”
ปรมาจารย์:
“แล้วเจ้าพบอะไร?”
ไฮเซนเบิร์ก (หลังจากเงียบไปครู่หนึ่ง):
“ที่แก่นแท้ของทุกสิ่ง…
คือความลึกลับ”
ปรมาจารย์ยิ้ม
ปรมาจารย์:
“เช่นนั้น เจ้าเข้าใกล้แล้ว
เพราะความลึกลับไม่ใช่สิ่งที่ต้องแก้ไข…
แต่ต้องกลายเป็นมัน”
สายตาสุดท้ายที่แลกเปลี่ยน
ไม่ใช่นักวิทยาศาสตร์และนักรบอีกต่อไป
มีเพียงการดำรงอยู่
ไฮเซนเบิร์ก:
“บางที ความจริงไม่ได้สร้างจากสิ่งต่างๆ…
แต่จากความสัมพันธ์”
ปรมาจารย์:
“และเมื่อเจ้าหยุดแยกมันออกจากกัน…
เจ้าก็กลายเป็นสิ่งที่เจ้าสังเกต”
และในลานโล่งนั้น
ท่ามกลางสมการที่ไม่เคยถูกเขียน และท่วงท่าที่ไม่เคยถูกใช้
วิทยาศาสตร์และวิถี
หยุดเป็นสองเส้นทาง
กลายเป็นลมหายใจเดียว

01/05/2026

Dialogo immaginario tra Dante ed un maestro di Arti Marziali Tailandesi:
Segue sotto versione anche in lingua Thai.

Sul limitare di una radura, dove l’aria profuma di terra umida e resina, Dante Alighieri si ritrova di fronte a un uomo scalzo, il corpo segnato dall’allenamento, lo sguardo quieto come acqua ferma. È un maestro di Muay Thai e di Krabi Krabong.

Dante:
«O straniero, il tuo silenzio pesa più di molte parole. Dimmi: qual è la via dell’uomo tra dolore e redenzione?»

Maestro:
«La via non è una linea. È un respiro. Se lo perdi, perdi te stesso.»

Dante:
«Io ho attraversato inferni e visioni. Ho visto l’uomo smarrirsi nei suoi desideri. Come si doma il fuoco interiore?»

Maestro:
«Non si doma. Si ascolta.
Nel Muay Thai impari a non fuggire dal colpo, ma a sentirlo arrivare.
Il dolore non è nemico: è un messaggero.»

Dante:
«Nel mio cammino, l’anima sale purificandosi. Qui, invece, il corpo sembra essere la via.»

Maestro:
«Non c’è separazione.
Il corpo è la porta che l’uomo moderno ignora.
Ogni gesto, ogni impatto, ogni respiro… è conoscenza.»

Dante:
«E l’arma?»

Maestro:
«Nel Krabi Krabong, la lama non serve a ferire.
Serve a ricordarti che ogni movimento deve essere essenziale.
Se esiti, sei già diviso.»

Dante:
«Divisione… sì. È il peccato dell’uomo: essere lontano da sé.»

Maestro:
«Esatto.
Quando mente, corpo e respiro non sono uno, l’uomo cade — anche senza inferno.»

Dante (abbassando lo sguardo):
«E come si ritorna? Qual è il tuo Paradiso?»

Maestro:
«Quando colpisci senza rabbia,
quando respiri senza sforzo,
quando sei presente senza paura —
sei già lì.»

Dante:
«Allora non è un luogo… ma uno stato.»

Maestro:
«Non uno stato.
Un istante.»

Dante (sorridendo appena):
«Forse, maestro, le nostre vie non sono così lontane.
Io scrissi di un viaggio tra mondi.
Tu insegni a non uscire mai da questo.»

Maestro:
«E tu hai insegnato a vedere.
Io insegno a sentire.
Chi unisce le due cose…
non combatte più.»

E nella quiete della radura,
tra il poeta e il guerriero,
non restava più differenza ma
solo presenza.

Kru Yai Valerio Zadra

ณ ชายขอบของลานโล่งกลางป่า ที่ซึ่งอากาศอบอวลด้วยกลิ่นดินชื้นและยางไม้
ดันเต อาลีกีเอรี พบว่าตนยืนอยู่ต่อหน้าชายผู้หนึ่งเท้าเปล่า
ร่างกายเต็มไปด้วยร่องรอยแห่งการฝึกฝน
สายตาสงบนิ่งดุจผิวน้ำที่ไร้คลื่น
เขาคือครูแห่งมวยไทยและกระบี่กระบอง
ดันเต้:
“โอ้ ท่านผู้แปลกหน้า ความเงียบของท่านหนักแน่นยิ่งกว่าถ้อยคำมากมาย
จงบอกข้าเถิด หนทางของมนุษย์ระหว่างความเจ็บปวดและการไถ่บาปคือสิ่งใด?”
ครู:
“หนทางมิใช่เส้นตรง
มันคือลมหายใจ
หากเจ้าสูญเสียมัน เจ้าก็สูญเสียตนเอง”
ดันเต้:
“ข้าได้ผ่านนรกและนิมิตมาแล้ว
เห็นมนุษย์หลงทางในความปรารถนา
จะควบคุมไฟภายในได้อย่างไร?”
ครู:
“ไม่ต้องควบคุม จงฟังมัน
ในมวยไทย เจ้าจะเรียนรู้ว่า
ไม่ใช่การหนีหมัด
แต่คือการรับรู้มันก่อนจะมาถึง
ความเจ็บปวดไม่ใช่ศัตรู
มันคือผู้ส่งสาร”
ดันเต้:
“ในการเดินทางของข้า
วิญญาณต้องชำระตนเพื่อไต่สูงขึ้น
แต่ที่นี่ ร่างกายกลับเป็นหนทาง”
ครู:
“ไม่มีการแยกจากกัน
ร่างกายคือประตูที่มนุษย์ยุคใหม่หลงลืม
ทุกการเคลื่อนไหว ทุกแรงปะทะ ทุกลมหายใจ…
ล้วนคือความรู้”
ดันเต้:
“แล้วอาวุธเล่า?”
ครู:
“ในกระบี่กระบอง
คมดาบมิได้มีไว้เพื่อทำร้าย
แต่มันเตือนว่า
ทุกการเคลื่อนไหวต้องจำเป็นและแท้จริง
หากเจ้าลังเล เจ้าก็แตกแยกแล้ว”
ดันเต้:
“ความแตกแยก… ใช่
นั่นคือบาปของมนุษย์
การห่างไกลจากตัวเอง”
ครู:
“ถูกต้อง
เมื่อจิต ร่างกาย และลมหายใจไม่เป็นหนึ่งเดียว
มนุษย์ก็ล้มลง — แม้ไร้นรก”
ดันเต้ (ก้มศีรษะเล็กน้อย):
“แล้วจะกลับคืนได้อย่างไร?
สวรรค์ของท่านคือสิ่งใด?”
ครู:
“เมื่อเจ้าชกโดยไร้ความโกรธ
เมื่อเจ้าหายใจโดยไร้ความฝืน
เมื่อเจ้าอยู่กับปัจจุบันโดยไร้ความกลัว —
เจ้าก็อยู่ ณ ที่นั้นแล้ว”
ดันเต้:
“เช่นนั้น มันมิใช่สถานที่…
แต่เป็นสภาวะ”
ครู:
“ไม่ใช่สภาวะ
แต่คือชั่วขณะ”
ดันเต้ (ยิ้มบางๆ):
“บางที ท่านอาจารย์
หนทางของเราคงมิได้ห่างไกลกัน
ข้าเขียนถึงการเดินทางผ่านโลกต่างๆ
ส่วนท่านสอนให้ไม่ต้องออกจากโลกนี้เลย”
ครู:
“และท่านสอนให้มองเห็น
ข้าสอนให้รู้สึก
ผู้ที่รวมสองสิ่งนี้เป็นหนึ่ง…
ย่อมไม่ต้องต่อสู้อีกต่อไป”
และในความเงียบของลานป่า
ระหว่างกวีและนักรบ
ไม่หลงเหลือความแตกต่างใดอีก
คงอยู่เพียง “การดำรงอยู่” เท่านั้น
Kru Yai Valerio Zadra

Photos from TARAN DEVAK - Valerio Zadra's post 20/04/2026

"OLTRE IL LIMITE " l'assessore Samuel Rossi intervista l'ex campione mondiale di Arti Marziali tradizionali Tailandesi Valerio Zadra per la Festa dello Sport insieme al Campione Olimpico di pattinaggio Davide Ghiotto.
Zovencedo 18 Aprile 2026

Quando hai capito che la tua disciplina sarebbe stata qualcosa di più di un semplice sport?
Quando cominci non si capisce mai davvero cosa si sta iniziando. Tutti credono di scegliere uno sport, ma in realtà si sta scegliendo un linguaggio, una disciplina dell’anima.
Ho capito che non era “solo sport” nel momento in cui l’allenamento ha smesso di essere qualcosa che facevo… ed è diventato qualcosa che mi faceva. Quando il corpo ha smesso di essere uno strumento per vincere, ed è diventato solamente un mezzo per conoscermi.

Cosa ti ha attratto all’inizio?
Ciò che mi ha attratto all’inizio è stato il fascino della forma: il gesto, la tecnica, la potenza incredibile che ne scaturiva. Ma ciò che mi ha trattenuto è stato ciò che stava dietro: il silenzio, la disciplina, la trasformazione invisibile che stava avvenendo dentro di me.

Com’è stato l’incontro con la Thailandia ed il Krabi Krabong nella sua terra d’origine?
L’incontro con la Thailandia e con il Krabi Krabong nella sua terra d’origine non è stato un semplice viaggio geografico, ma uno spostamento interiore. Lì ho compreso che certe arti non nascono per essere praticate… ma per essere vissute.
In Occidente spesso si impara la tecnica e ci si ferma lì; in Oriente si entra in un'altra visione del mondo.

I rituali, i simboli ed il rispetto nelle arti marziali orientali: sono solo forma o trasformano davvero la persona?
I rituali, i simboli, il rispetto: non sono forma vuota. Sono strumenti di trasformazione. Agiscono lentamente, quasi impercettibilmente, ma in profondità. Ti insegnano a stare, prima ancora che a fare. E oggi è proprio questo che manca: la capacità di stare con presenza e consapevolezza. Siamo tutti presi dal fare.

Com’è cambiato il tuo rapporto con il Sud Est Asiatico ed i suoi popoli nel corso di questi anni?
Negli anni il mio rapporto con il Sud Est Asiatico è diventato più sobrio, più reale. All’inizio c’è il fascino, quasi un’idealizzazione. Poi arriva la comprensione: ogni cultura ha luce e ombra. E il vero rispetto nasce quando smetti di giudicare, di proiettare e inizi ad ascoltare.

Com’è avvenuto l’incontro con il mondo del massaggio tradizionale thailandese? Cosa ti ha portato a volerlo imparare e praticare?
Il massaggio tradizionale thailandese è stato un’estensione naturale del percorso. Quando comprendi il corpo come sistema energetico e non solo meccanico, capisci che combattere e curare non sono opposti, ma due facce della stessa conoscenza.

Cosa pensi della recente moda che ha portato molti, nel cosiddetto “Occidente”, ad interessarsi verso l’Oriente? Positivo o negativo? Potresti dire alle persone cosa approfondire, cosa consiglieresti?

Per quanto riguarda la “moda dell’Oriente” in Occidente: è un fenomeno ambivalente. È positivo perché apre, ti schiude delle porte. È negativo quando resta in superficie. Il rischio è consumare culture invece di studiarle.
A chi si avvicina direi: scegli una via e approfondiscila davvero. Non raccogliere frammenti, non accontentarti. Vai in profondità. Studia la storia, i contesti culturali, le radici, la filosofia. E soprattutto: pratica con umiltà e rispetto.

Quando hai deciso che saresti voluto diventare un maestro e perché?
Non si decide davvero di diventare maestri. È qualcosa che accade quando capisci che ciò che hai ricevuto non ti appartiene. In quel momento nasce una responsabilità, quella di mettere al servizio di tutti le cose che hai appreso.

Ti senti più responsabile delle tecniche che insegni o delle persone che formi?
La responsabilità non è verso le tecniche, ma verso le persone. Le tecniche sono strumenti. Le persone sono mondi. Un errore tecnico si può correggere. Un errore umano può segnare una vita intera.

Come si trasmette qualcosa che è anche “spirituale” senza banalizzarlo?
Trasmettere qualcosa di spirituale senza banalizzarlo è forse la sfida più grande. Non si trasmette con le parole, ma con la coerenza. Se ciò che insegni non è incarnato, resta teoria.
L'aspetto spirituale autentico non ha bisogno di essere dichiarato: si percepisce.

Cosa ti ha insegnato questa disciplina su te stesso che nessun’altra esperienza ti avrebbe potuto insegnare?
Ciò che questa disciplina mi ha insegnato, più di ogni altra cosa, è questo:
che la vera forza non è quella dei muscoli o dominare gli altri, ma governare se stessi. E che il combattimento più importante non avviene mai davanti a un avversario… ma avviene dentro di sé. Che disciplina e libertà non sono opposti. Più sei disciplinato, più sei libero. Perché non sei più schiavo delle tue debolezze.

23/03/2026
27/01/2026

Krabi Krabong TARAN DEVAK per le donne:

Nel Krabi Krabong, le donne che si addestrano con le spade non cercano solo equilibrio fisico, ma costruiscono confini interiori solidi e consapevoli.
Ogni gesto è lento, preciso e intenzionale.
Il movimento allena presenza, coordinazione e controllo, trasformando il corpo in uno strumento vigile capace di muoversi nella vita
con chiarezza, fermezza e rispetto.
Il Krabi Krabong è una pratica di forza radicata.
Nasce dal centro, scorre nel corpo
e si manifesta come concentrazione calma, limiti chiari, fiducia tranquilla.
Krabi Krabong insegna alle donne
a muoversi con chiarezza, controllo e slancio.
La forza non viene esasperata,
ma trasformata in qualcosa di fluido, espressivo e funzionale.
Ogni flusso costruisce presenza e fiducia,
dando forma a movimenti potenti
sia nella pratica individuale
sia nel lavoro condiviso.
Nel gesto armato, il corpo impara
a occupare lo spazio con decisione,
a guidare l’energia senza dispersione,
a riconoscere la propria capacità reale.
Il Krabi Krabong non crea rigidità.
Crea direzione, coerenza e stabilità
nel corpo e nella mente.

Presenza · Allineamento · Intenzione
KRABI KRABONG – SCUOLA TARAN DEVAK
สติ · ความสอดคล้อง · เจตนา
กระบี่กระบอง – สำนัก TARAN DEVAK

-Corsi tutti i Lunedì e Mercoledì dalle ore 19.30 alle 21.00 presso la Palestra delle Scuole Medie di Grancona.
-CORSO INTENSIVO ESTIVO 2026 dal 10 al 16 Agosto, numero posti limitato.
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