Il Muro BiancoRosso

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05/02/2023

“Una squadra deve avere prima di tutto un’anima”. Queste le dichiarazioni del d.s. del Venezia Antonelli al termine del mercato di Gennaio, per giustificare la rivoluzione effettuata sul mercato. Prendo in prestito le sue parole per dare una spiegazione a una situazione ingiustificabile come quella che viviamo da 18 mesi a questa parte. Ci hanno convinti che fosse il pessimismo della piazza il problema. Ci hanno convinto che bastava solo essere “confident” e avere il “positive mindset” per raggiungere l’obiettivo. Li abbiamo lasciati lavorare, dando loro fiducia nonostante la stagione peggiore della storia del Lane, e questo è il risultato. Se ad oggi abbiamo meno punti della Pro Patria, e se in testa alla classifica c’è la Pro Sesto che ha preso 10 gol in due partite da noi, la colpa non è dei “tifosi da tastiera destabilizzanti” come il sottoscritto o delle “testate giornalistiche locali destabilizzanti” come Biancorossi.net. Il problema è chi non è capace di gestire una società come il Vicenza perché semplicemente di calcio, dopo 30 anni tra Bassano e Vicenza, non ci capisce ancora nulla, e si circonda di “Yes man” inadeguati mettendoli a capo della direzione sportiva, un po’ perché costano poco e un po’ perché non hanno pretese.
Questa squadra a livello individuale è sicuramente una buona squadra, la migliore del girone, e l’anno prossimo sicuramente tutti i protagonisti del Vicenza che se ne andranno via faranno certamente stagioni di buon livello lontano da qui. Il problema è che questa squadra non è gruppo. I giocatori giocano per sé stessi, non hanno testa per giocare un campionato come la Serie C, dove l’atletismo e le motivazioni valgono di più dell’aspetto tecnico e anche di quello tattico (vedi Sudtirol degli ultimi due anni). Questi giocatori si sentono troppo bravi per la Serie C, e la colpa è di chi fin dal primo momento in cui questa squadra è stata assemblata glielo ha messo in testa, da Renzo Rosso con le sue dichiarazioni mirabolanti del tipo “vinceremo il campionato con 20 punti sulla seconda” a Balzaretti che ha impostato una squadra iperoffensiva che in Serie C semplicemente non può reggere. Bastava fare le cose semplici: quando hai così tanta qualità basta poco per vincere i campionati. Bastava impostare una difesa solida (magari a quattro, con due terzini decenti), degli schemi d’attacco semplici (al posto del tiki-taka dei poveri messo in piedi tanto da Baldini quanto da Modesto), e mettere i giocatori più forti nei loro ruoli naturali. Non serviva chiamare profeti del calcio come Baldini, e nemmeno puntare sul Gasperini dell’Eurospin Modesto. Bastava fare le cose semplici, ma era più figo fare i fenomeni e provare a costruire il Barcellona di provincia. Non era abbastanza cool o abbastanza “brave” vincere i campionati a suon di 1-0, evidentemente…
Ormai questa stagione è andata, irrecuperabile, buttata. Mettiamocela in testa, non c’è più nulla da salvare di questo campionato. Questa squadra non la resuscita neanche la Madonna di Monte Berico, figuriamoci l’ennesimo cambio di allenatore. C’è solo da sperare che in ottica futura, dopo innumerevoli anni di m***a mangiata dicendo “Grazie per averci salvato dagli inglesi” prima e “Grazie per averci salvato dal fallimento” poi, questa tifoseria abbia capito che l’approccio morbido non serve a nulla. Portare pazienza all’infinito sperando che qualcosa miracolosamente accada serve solo a farsi prendere per il c**o. Bisogna pretendere dal primo minuto e non perdonare nulla, né alla società, né a giocatori, staff e dirigenti, altrimenti abituiamoci pure a diventare come la Ferrari, dove l’anno buono è sempre il successivo.

02/10/2022

Pensavo che dopo una stagione come quella appena trascorsa, dove sono stati commessi TUTTI gli errori possibili e immaginabili nella gestione di un club calcistico, il peggio fosse alle spalle, ma evidentemente nel magico mondo di Renzo Rosso e company c'è sempre spazio per scavare ancora un po' di più.
Quest'anno le premesse per fare bene e riscattare il vergognoso torneo dello scorso anno c'erano tutte: girone semplice, squadra tecnicamente forte. Giustamente dovevamo affidare la fuoriserie del campionato all'ennesimo "maestro di calcio" stile Di Francesco/Giampaolo che si crede il nuovo Guardiola.
Baldini ha già fallito: va esonerato oggi stesso, se si vuole sperare di essere ancora in lotta per la vittoria del campionato (anche se essendo l'amichetto del cuore del duo Balzaretti-Vallone ho seri dubbi sul fatto che possa rischiare la panchina).
Siamo lo zimbello del campionato: abbiamo una fase difensiva inesistente, abbiamo più buchi di un colapasta e non abbiamo uno straccio di schema in fase offensiva. Abbiamo meno punti (e meno gioco) dell'Arzignano: DELL'ARZIGNANO, C***O!
Quel che è più grave è che in due settimane di sosta e lavoro dedicato per preparare una sfida delicata come quella di Novara, il Vicenza abbia mostrato le stesse identiche lacune viste contro l'AlbinoLeffe, oltre alle stesse soluzioni tattiche del menga, tipo mettere dentro 5 punte contemporaneamente nel tentativo disperato che qualcuno si inventi qualcosa...
Baldini, cambia mestiere o torna ad allenare le giovanili, che il calcio professionistico non fa per te. E magari portati via anche chi ti ha scelto e ha avallato l'idea di costruire una squadra senza terzini!

31/05/2022

Curiosa questa policy aziendale secondo cui la discriminazione territoriale commessa da un soggetto terzo è il male assoluto e un dito medio del presidente ai propri tifosi in diretta TV è perfettamente normale...

20/05/2022

Nonostante il vittimismo del Cosenza che ha pianto il morto per dieci giorni, alla fine si sono salvati meritatamente sul campo. Noi invece altrettanto meritatamente retrocediamo. Senza orgoglio. Senza idee. Senza nemmeno provare a buttare un pallone della disperazione in area di rigore. L'unica consolazione è che è davvero finita: non ci toccherà più vederli scendere in campo per disonorare sé stessi e la maglia. Non dovremo più sorbirci gli interventi da pallavolista di Brosco, o i clamorosi errori sottoporta di Diaw. Non dovremo più vedere Bruscagin indossare la fascia di capitano.
Questa è l'unica magra consolazione, per il resto solo rabbia e vergogna nei confronti di una società che di fronte a una disfatta del genere ha pensato bene di bloccare i commenti per evitare le critiche, come fatto sempre durante questi quattro anni di gestione Rosso. Si parlava di modello Atalanta, ma l'anno prossimo si giocherà contro l'AlbinoLeffe: possono ignorare i commenti dei tifosi, ma la realtà dei fatti fortunatamente è più forte di ogni censura ed è lì a certificare il fallimento su tutti i fronti di questa società.

La sportività del L.R. Vicenza e la memoria corta di chi ora accusa - Biancorossi.net 17/05/2022

Amen.
Mi permetto pure di aggiungere un paio di considerazioni:
-se l'Alessandria avesse fatto il suo vincendo in casa contro la Reggina senza più obiettivi e col presidente incarcerato adesso staremmo qui a parlare del nulla, altro che del petardo di Contini
-il Cosenza, fulgido esempio di sportività, ha iniziato a perdere tempo al quinto minuto del primo tempo
-sempre a proposito di sportività, sui forum del Cosenza è pieno di tifosi che augurano la morte ai nostri calciatori e auspicano che vengano accolti con una sassaiola
-sempre a proposito di sportività (parte 2), alcuni giornalisti da Cosenza hanno cominciato a inveire contro l'arbitro già dal quarto d'ora del primo tempo, prima del gol annullato a Caso di cui si sta parlando da una settimana a questa parte. Dopo il gol di Caso poi non ne parliamo: una pioggia di insulti nei confronti di arbitro, Var, giocatori biancorossi e lega calcio in generale.

Posso solo augurarmi che questa vicenda si risolva nel modo corretto, ovvero con la nostra salvezza decisa da un gol di mano di Contini con tanto di esultanza polemica sotto la curva Sud del Marulla.

La sportività del L.R. Vicenza e la memoria corta di chi ora accusa - Biancorossi.net E’ dal 30 aprile che il clima attorno a Vicenza è cambiato. E no, non è per il caldo anomalo che in questi giorni avvolge la città, ma per certe insinuazioni e dichiarazioni dal tono provocatorio che hanno segnato il post Lecce e che ora stanno caratterizzando l’avvicinamento al match di rito...

01/05/2022

Ho goduto tantissimo al gol di Ranocchia.
Ho goduto nell'immediato, per quel risultato sportivo impronosticabile fino a 10 giorni fa che ci regala un'insperata ancora di salvezza nella forma di uno spareggio con l'Alessandria. Ho goduto per il ragazzo, perché è stato un raggio di sole nel buio di una stagione pessima e si meritava questa gioia personale dopo esserci arrivato vicino tante volte.
Ho goduto pensando alla faccia dei leccesi convinti di ve**re a festeggiare la Serie A in casa di un popolo che si leccava le ferite dell'ennesima retrocessione in Serie C e invece se ne sono tornati a casa con le pive nel sacco, quegli stessi leccesi che da infiltrati a vario titolo nei settori di casa ci hanno esultato in faccia al gol di Strefezza.
Ma più di tutto sto godendo ora, nel vedere il mare di CAZZATE che certi personaggi che hanno il coraggio di definirsi giornalisti stanno tirando fuori per giustificare l'accaduto, e a giudicare dall'impegno che ci stanno mettendo nel buttare m***a sui nostri colori a quanto pare il c**o deve bruciargli parecchio...
Bisogna avere la faccia come il c**o per far passare da vittime innocenti di un trappolone teso da uno steward con la complicità della società e delle forze dell'ordine presenti allo Stadio una tifoseria che a seguito di una finale playoff persa contro il Carpi ha fatto invasione di campo per menare i propri giocatori scatenando al contempo una guerriglia urbana al di fuori del proprio stadio.
La verità è che la responsabilità di quanto successo è solo e soltanto di quel ristretto gruppo di sottosviluppati leccesi (non ha senso ti**re genericamente in mezzo tutta la tifoseria leccese che colpe non ha) che, nel momento in cui avevano in pugno la partita e la Serie A, hanno ben pensato di festeggiare lanciando diversi petardi e fumogeni in campo, ma evidentemente è più facile inventarsi complotti e vittimismi legati al pericolosissimo razzismo territoriale dei bambini nei Distinti (https://www.illeccese.it/2022/05/01/bambini-di-circa-10-anni-che-gridavano-terroni-africani-laltra-faccia-di-vicenza-lecce/) piuttosto che ammettere le proprie responsabilità.
Potranno andare in Serie A, potranno avere la soddisfazione di vederci retrocedere in Serie C, ma la soddisfazione di averli spettinati a furia di urlargli in faccia il nome del nostro Pippo aizzati dal mitico Andrea Vamerali non ce la toglieranno mai...
Grazie Pippo, grazie di cuore, davvero!

11/04/2022

Sono sempre più convinto che questa stagione calcistica sia un gigantesco esperimento sociale, una sorta di Truman Show collettivo. Deve essere così, perché non c'è una spiegazione alternativa alla follia gestionale di questa società...

I problemi del Vicenza attuale nascono dal famigerato 8 Giugno 2020, giorno in cui siamo stati promossi a tavolino in Serie B con quattro mesi di anticipo sull'inizio della stagione successiva. Da lì in poi solo orrori di gestione, mascherati lo scorso anno dalla compattezza e dagli attributi del gruppo della promozione, oltre che da manifesti limiti strutturali di un manipolo di 4/5 squadre che erano chiaramente inadatte alla categoria.
Esonerare Brocchi è la mossa della disperazione di chi non sa più cosa raccontare ai tifosi in conferenza stampa o nei comunicati post partita, l'ennesimo scaricabarile di non sa dire "Ho sbagliato" e ammettere di non essere capace di fare calcio a questi livelli. In principio fu Di Carlo, poi toccò a Magalini, ora tocca anche al pupillo di Galliani, ultima testa a saltare in questa annata disastrosa senza precedenti.

Brocchi ha dimostrato di essere un allenatore limitato tatticamente e nella capacità di lettura delle partite, ma gli autori dei pesanti errori individuali che ci sono costati fior fior di punti in questa stagione sono ancora tutti al loro posto e scenderanno in campo in queste ultime 4 partite: da quel palo della luce di Grandi, che non azzecca un'uscita dal 15/18 e si tuffa sempre con mezzora di ritardo, al dopolavorista Bruscagin che come unica giocata ha il retropassaggio al portiere, alla banda del buco Brosco-De Maio, sempre abili nel trovare modi creativi di mandare in gol gli avversari, a quel bidone di Diaw che a referto ha più proteste e simulazioni che conclusioni nello specchio, o a bomber Pasini (che a differenza di Diaw la porta la vede eccome, peccato sia la nostra). Come non dimenticare poi quell'accozzaglia di fenomeni da circo che abbiamo sulla trequarti, esperti nel dribblarsi da soli e far partire contropiedi micidiali degli avversari (compreso l'eroe del popolo Giacomelli, 300 e passa partite in biancorosso di cui 250 di nulla cosmico), o dell'irreprensibile Mancini, pompato come se fosse il nuovo fenomeno del calcio italiano e che dopo un anno e mezzo in prima squadra ancora non tiene su un pallone che sia uno.
Se esonero doveva essere, e ci poteva tranquillamente stare vista la mancanza di gioco vista nell'ultimo periodo, perché non farlo prima della sosta, quando c'erano due settimane di tempo per preparare il rush finale? Perché non farlo a Dicembre, prima del mercato di Gennaio? Perché non prendere direttamente un allenatore di livello per la categoria invece di ripiegare su quello che costava meno?
Ma soprattutto, perché non spendere un po' di più in fase di costruzione della rosa ed evitare di ritrovarsi con una squadra che è un misto tra reparto geriatria ed ortopedia?? Non esiste allenatore che non avrebbe trovato difficoltà enormi ad allenare questa squadra, avendo sempre a che fare con infortuni, continue recidive e condizione fisica precaria, a prescindere dalle questioni tecnico-tattiche.

A tutte queste considerazioni non troveremo mai una risposta, ciò che è certo è che se siamo arrivati a questo punto è perché l'unico personaggio che meriterebbe veramente l'esonero è ancora saldo al timone della società: chi ha orecchie per intendere intenda, gli altri continuino pure a dare la colpa ai disfattisti da tastiera come il sottoscritto...

06/03/2022

Negli ultimi mesi ho evitato di commentare le vicende sportive del L.R. Vicenza per pietà nei confronti della situazione sportiva imbarazzante che stiamo vivendo (ed evitare di farmi il fegato grosso a scrivere continuamente resoconti su partite incommentabili). Riemergo momentaneamente dal silenzio stampa autoimposto per fare un commento impopolare sulla questione della maglia ICON:
1) a me la maglia piace. Vista in foto mi ha lasciato perplesso, ma vista oggi in campo la ritengo un esperimento ben riuscito.
2) tutto il disprezzo nei confronti di una terza maglia in edizione limitata sarebbe stato più utile riversarlo in cori contro il calciomercato vergognoso effettuato negli ultimi due anni dalla società, che ci ha portato a vivere quest'annata da incubo. La classifica che abbiamo è colpa di quei bidoni da terza categoria di Grandi, Bruscagin, Crecco, Longo, Jallow e compagnia bella, non certo di una maglietta...
3) abbiamo giocato con una terza maglia verde evidenziatore che sembrava un giubbotto catarifrangente e con la maglia del Pescara: penso si possa sopportare una maglia che quantomeno ha il merito di avere i colori giusti...
Detto questo, maglia ICON o meno, quello che conta sono solo i risultati sul campo. Il resto sono chiacchere da bar (o da tastiera, se preferite).

01/11/2021

9 sconfitte in 11 gare? Non tiriamo in porta manco giocando dal 30' con l'uomo in più? Il 99% dei gol che prendiamo ce lo facciamo da soli?
Deve essere sicuramente colpa di quei maledetti tifosi da social che non capiscono quanto andiamo forte come azienda...

23/10/2021

Per favore, pietà

26/09/2021

Possiamo ufficialmente aggiungere anche il signor Santoro di Messina alla lista dei fenomeni parastatali che ci vogliono tanto bene, assieme a pezzi da novanta dell'arbitraggio all'italiana come Nasca, Maresca e Pairetto...

21/09/2021

SPAL-L.R. Vicenza 3-2

La sconfitta di oggi, la quinta in altrettante partite di campionato , fa particolarmente male. Non tanto perché non ci possa stare perdere sul campo della SPAL, squadra magistralmente allenata da Clotet, quanto più per l'impietoso confronto tra un allenatore che il suo lavoro lo sa fare bene e un mediocre che sa solo lamentarsi in conferenza stampa ma non riesce a mettere in piedi uno schema decente che sia uno.
Sotto il punto di vista del gioco siamo stati trebbiati da una squadra che non solo si mangia l'erba del Mazza dalla voglia che ha, ma che allo stesso tempo ha anche una capacità di sviluppare l'azione in velocità palla a terra che parecchie squadre anche di Serie A se la sognano.
I giocatori della SPAL lo vedi dallo sguardo che andrebbero in guerra per il proprio allenatore: pressano dal primo all'ultimo minuto, in modo coordinato, senza sprecare energie e quando hanno palla tra i piedi non ci pensano due secondi a puntare la porta e a sviluppare l'azione in verticale, perché sanno perfettamente cosa devono fare e hanno degli schemi provati e riprovati alla nausea in allenamento che esaltano le caratteristiche dei singoli, anche quelli che subentrano dalla panchina.
I nostri invece non solo sono spaesati con il pallone tra i piedi, ma quei pochi che provano ad alzare il livello tentando la giocata predicano nel deserto perché la squadra non li segue, un po' perché a tanti è scesa la catena e un po' perché il direttore d'orchestra non sa più che pesci pigliare. Così si corre tanto a vuoto, si buttano via palloni che si sarebbero potuti gestire meglio e si commettono errori nei momenti chiave della partita che costano caro.
Con la Cremonese se non si cambia qualcosa alla svelta sarà la sesta sconfitta: vedano i Rosso se vale la pena risparmiare qualche soldino ora per evitare di cambiare allenatore e ritrovarsi in Serie C già ai primi di Ottobre oppure salvaguardare quel patrimonio che è la Serie B facendo una scelta di livello. C'è ancora tempo per invertire la rotta (l'Ascoli dello scorso anno insegna), ma bisogna agire subito perché 5 sconfitte sono tante e a fine anno pesano sul bilancio di una squadra che si deve salvare...
Allego foto di Padella (rubata a Trivenetogoal) incazzato dopo la sostituzione nella speranza che la sua trombetta torni presto a suonare in spogliatoio.

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