Istituto Yoga metodo Iyengar

Istituto Yoga metodo Iyengar

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Un luogo dove coltivare autenticità, sensibilità e giusta misura attraverso la pratica dell’IyengarYoga

lezioni collettive per principianti, praticanti avanzati ed insegnanti, yoga in stato interessante,yoga per lo sport, yogaXrunners, lezioni private per casi particolari,

30/05/2026

Restare con ciò che si sente, senza tradurlo subito in giudizio.

Ciò che viene sentito davvero,
alla fine cambia forma da sé

10/05/2026

La Festa della Mamma porta spesso con sé parole come amore, cura, sacrificio, perfezione.

Ma la maternità , come ogni esperienza umana profonda ,non è mai solo questo.

Non è sempre calma.
Non è sempre presenza.
Non è sempre luce.

È anche stanchezza, ambivalenza, distanza, reazioni che non vorremmo avere. È essere pienamente umane, non versioni ideali di noi stesse.

Forse la pratica dello yoga non è renderci “migliori”, ma renderci più vere. Più capaci di stare dentro ciò che siamo, senza doverlo mascherare per essere all’altezza di un’immagine.

E allora oggi, più che celebrare un ideale, si può forse riconoscere questo:
la forza straordinaria di restare umane, anche quando sarebbe più facile fingere di non esserlo.

23/04/2026

B.K.S. Iyengar non è più tra noi dal 2014, e con lui si è chiusa una presenza che ha segnato profondamente il modo di intendere lo yoga nel mondo.

Ogni tradizione, quando passa dalla forma vivente alla struttura istituzionale, attraversa inevitabilmente trasformazioni: si consolidano regole, si definiscono ruoli, emergono dinamiche di potere e di controllo che non sempre riflettono la stessa densità originaria dell’esperienza.

In questo passaggio, qualcosa si raffina, qualcosa si irrigidisce, qualcosa si perde e qualcosa si conserva.

La mia esperienza dentro il mondo Iyengar mi ha insegnato molto, e oggi sento il bisogno di restare fedele a ciò che in quella pratica è stato per me essenziale: la ricerca dell’intelligenza del corpo, la precisione come forma di libertà, e la pratica come spazio di verità, non di appartenenza.

Continuo a studiare con Abhijata Iyengar, e in lei riconosco una freschezza e una vitalità che mi aiutano a mantenere viva la radice della pratica, senza irrigidirla in forme chiuse.

Non sempre le istituzioni riescono a contenere lo spirito che le ha generate. Ma la pratica, quando è autentica, resta più ampia di qualsiasi struttura.

E lì continua a respirare.

14/04/2026

Oggi, nella classe a ritmo leggero, abbiamo fatto qualcosa di semplice e raro:
ci siamo chiesti cosa resta.

Non quanto faccio,
non quanto sono “bravo”,
ma: cosa mi porto a casa?

Le risposte sono arrivate come piccoli semi:

Maria, 75 anni:
“Una grande pace, nonostante gli sconvolgimenti del nervo vago.”

Paolo, 84 anni:
“Soddisfazione di averla fatta… mi sembra di volare.”

Nadia, 80 anni:
“Soddisfatta.”

Gaia, 27 anni:
“Non faccio mai niente… ma sono felice che il mio corpo sia giovane e sano.
Vorrei farlo ogni giorno.”

Quattro età, quattro verità.

La pratica non è mai uguale per tutti:
a qualcuno porta pace dentro il caos,
a qualcuno leggerezza,
a qualcuno una silenziosa completezza,
a qualcuno il desiderio di iniziare davvero.

E forse è proprio questo il punto:
non importa da dove partiamo,
ma cosa, anche di piccolo, resta vivo in noi.

La pratica continua anche quando il tappetino è arrotolato.

Photos from Istituto Yoga metodo Iyengar's post 05/04/2026

Pasqua non arriva da fuori.
Accade dentro.

Quando l’immagine che abbiamo costruito
non ci contiene più.

C’è un punto in cui tutto vacilla:
le certezze cedono,
le forme si incrinano,
e restiamo in uno spazio n**o.

Poi viene il tempo invisibile,
quello in cui non succede nulla in apparenza,
ma qualcosa, in profondità,
sta cambiando forma.

Non si torna come prima.
Si diventa altro.

Più interi, forse.
Più veri.

Buon attraversamento

Daniela 🌿

11/03/2026

🌸 Primavera – Scegliere in quale campo vibrare 🌸

Sabato 21 marzo 2026, ore 20:00–22:00

Esploriamo il cuore
per fiorire nella pace della coscienza.

Quando la mente si unisce al cuore nasce uno spazio più ampio:
uno spazio di chiarezza, gioia e compassione.

In questo seminario Daniela Manente e Amadio Bianchi
vi guideranno in una pratica per ascoltare più profondamente,
sciogliere le narrazioni della mente
e ritrovare la pace della consapevolezza,
una coscienza semplice e nitida capace di generare ed elaborare pensieri e informazioni amorevoli.

Oggi anche alcune visioni della scienza della coscienza,
come quelle di Federico Faggin e del cardiologo dott. Flavio Burgarella
(www.fondazionecasinabriga.org),
riconoscono che la coscienza è il campo originario
da cui emergono esperienza e realtà.

Attraverso la pratica delle asana esploreremo proprio questo:
come entrare in relazione con il cuore
e scegliere consapevolmente in quale campo vibrare.

✨ Ospite speciale
Amadio Bianchi, maestro ayurvedico riconosciuto a livello internazionale,
una presenza rara e preziosa per approfondire
la saggezza del cuore secondo l’Ayurveda.

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05/03/2026

Da quanto tempo la “verità” viene decisa non dal cuore o dalla coscienza, ma da chi ha il potere?

Più di 2000 anni e il meccanismo è sempre lo stesso: le violenze vengono giustificate, le regole piegate, i principi calpestati. Eppure lo yoga ci insegna qualcosa di radicale: la verità non appartiene al potente, appartiene a chi sceglie di restare integro.

💛 Forse la domanda più importante non è “chi ha ragione?”, ma: io sto vivendo e parlando la mia verità? Sto proteggendo la mia integrità senza nuocere?

🌱 Il potere può decidere cosa sembra vero. Ma nessuno può rubare la verità che nasce dal cuore.

24/02/2026

Un aspetto psicologico raramente detto nell’insegnamento dello yoga:

correggere tutti può dare all’insegnante
senso di potere,
centralità nella stanza,
un ruolo indiscutibile.

Soprattutto in ambienti molto gerarchici o tecnici.

Ma la maturità pedagogica non si misura dal numero di correzioni.
Si misura dalla qualità dello sguardo.

C’è una differenza profonda tra:
“io correggo il tuo corpo”
e
“io educo la tua percezione”.

Le insegnanti più evolute, come si vede nella linea contemporanea rappresentata da Abhijata Iyengar, non intervengono per dominare la forma, ma per risvegliare l’intelligenza dell’azione.

Una correzione autentica rende l’allievo più indipendente.
Una correzione compulsiva crea dipendenza.

Chi ha una pratica autentica non ha bisogno di controllare ogni dettaglio.
Sa osservare.
Sa attendere.
Sa intervenire solo quando è essenziale.

E allora accade qualcosa di più sottile:
la classe cresce anche nel silenzio dell’insegnante.

21/02/2026

L’infinita lingua dell’anima

Ciò che sento dentro di me non ha ancora linguaggio per esprimersi.
È una complessità nata in una vita intera, fatta di respiri, cadute, scoperte e silenzi.

Le regole possono ordinare il corpo, organizzare la mente, modellare il comportamento…
Ma non possono contenere l’anima.
Essa vibra, esplora, sbaglia, ama, e cerca la propria espressione unica.

✨ La vera pratica non è conformarsi, ma ascoltare, sentire e dare spazio al non detto.
✨ Ogni gesto, ogni respiro, ogni errore apparente diventa ponte tra il mondo interiore e la realtà.

L’anima parla quando smettiamo di cercare risposte e iniziamo a vivere con meraviglia.

20/02/2026

L’amicizia, quando è vera, è una pratica spirituale profonda.

Non nasce dal bisogno, ma dalla libertà.
Non trattiene, ma accompagna.
Non pretende, ma riconosce.

È lo spazio sacro in cui due esseri umani si incontrano senza voler modificare l’essenza dell’altro, ma solo custodirla.

L’amico autentico desidera il bene dell’altro per l’altro, non per sé.
E questo è già un atto di elevazione interiore.

Nell’amicizia matura impariamo:
a non competere,
a non possedere,
a non giudicare.

Impariamo la presenza.
Quella presenza silenziosa che sostiene senza invadere, che ascolta senza correggere, che resta senza chiedere garanzie.

In questo senso, l’amicizia è yoga del cuore:
unione senza fusione, vicinanza senza dipendenza, verità senza paura.

Coltivarla è una pratica sottile:
richiede verità, lealtà, delicatezza e una grande disciplina dell’anima.

Perché l’amico spirituale non è chi riempie il vuoto,
ma chi rispetta il nostro cammino
e cammina accanto, in luce.

Sono felice e grata ai preziosi amici che mi accompagnano da lungo tempo, incontri semplici, naturali.

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