19/08/2026
𝐈 𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐞𝐫à
Il margine è stato questo: tre centesimi. Il tempo con cui l'Italia ha vinto l'oro nella 4x400 maschile all'ultima gara degli Europei di Birmingham, scavalcando la Gran Bretagna padrona di casa proprio quando sembrava che il medagliere le sarebbe sfuggito di mano. Scotti, Sito, Soudassi, Benati. Pochi minuti prima, Larissa Iapichino aveva vinto l'oro nel salto in lungo. Due ori, in sequenza, nell'ultima manche della manifestazione, a ribaltare una classifica che fino a quel momento vedeva l'Italia seconda.
Alla fine: 𝟏𝟎 𝐨𝐫𝐢, 𝟔 𝐚𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝟔 𝐛𝐫𝐨𝐧𝐳𝐢. 𝟐𝟐 𝐦𝐞𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞. Primo posto nel medagliere, davanti a tutti.
𝐶𝑖 𝑒𝑟𝑎 𝑔𝑖à 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜, 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎, 𝑛𝑒𝑙 2024. 𝑉𝑒𝑛𝑡𝑖𝑞𝑢𝑎𝑡𝑡𝑟𝑜 𝑚𝑒𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖𝑒, 𝑢𝑛𝑑𝑖𝑐𝑖 𝑜𝑟𝑖, 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎. Ma a Roma eravamo in casa, e a Roma c'era Parigi 2024 alle porte, con diversi big europei che gestivano la condizione in vista delle Olimpiadi. Si poteva pensare, in fondo, che fosse un'occasione, più che una conferma.
A Birmingham no. Fuori casa, senza nessuna competizione più importante a distrarre gli avversari, contro una Gran Bretagna che difendeva il proprio stadio e il proprio pubblico. E abbiamo vinto lo stesso, all'ultimo respiro.
Quindi la domanda vera non è più "𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑖". È 𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 questa forza, e se regge nel tempo o è il picco di una generazione che non si ripeterà.
Perché nello stesso weekend, a Parigi, anche il nuoto azzurro ha chiuso una spedizione straordinaria: 𝟒𝟑 𝐦𝐞𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞, 𝟏𝟑 𝐨𝐫𝐢, secondo posto nel medagliere ma primo per bottino complessivo. Due sport, la stessa settimana, lo stesso segnale: l'Italia sportiva sta vivendo qualcosa che va oltre la singola generazione fortunata.
Della copertura televisiva, va detto, nessuna lamentela. 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐃𝐢 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐚 su Rai, affiancato per il commento tecnico dagli ex velocisti 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐓𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐞 𝐆𝐮𝐢𝐝𝐨 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐢𝐧𝐢; 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐁𝐫𝐚𝐠𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐞 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐁𝐚𝐥𝐝𝐢𝐧𝐢 su Sky: livello altissimo, telecronisti che conoscono la materia e la raccontano con competenza vera, non di circostanza. Tilli in particolare, nella velocità, non lascia nulla al caso. Bragagna resta un'istituzione, con tutti i suoi tic. Baldini pacato e preparato come sempre.
Eppure qualcosa mancava, la sera. Un contenitore, un salotto che tenesse insieme le giornate, che raccontasse con leggerezza e competenza quello che succedeva in pista. Qualcosa come 𝐼𝑙 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑒𝑙𝑙𝑖, il programma che Alessandra De Stefano condusse ogni sera durante Tokyo 2020, con Sara Simeoni e Jury Chechi come opinionisti fissi: due ex campioni che univano la competenza tecnica all'ironia, e che rendevano lo sport una cosa da guardare insieme, non solo da seguire in diretta e poi dimenticare.
Quella sera a Birmingham, la squadra italiana si è ritrovata in pista a esultare per tre centesimi di secondo. In Italia, chi aveva seguito la gara è rimasto solo davanti allo schermo, senza un posto dove tornare a raccontarsela.
Forse è un dettaglio. Forse no:
𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒖𝒑𝒆𝒓𝒑𝒐𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒐 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒕𝒂𝒍𝒆, 𝒍𝒂 𝒔𝒆𝒓𝒂, 𝒊𝒏 𝒖𝒏 𝒔𝒂𝒍𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒐, è 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒖𝒑𝒆𝒓𝒑𝒐𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂, 𝒐 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒖𝒏 𝒔𝒆𝒈𝒓𝒆𝒕𝒐 𝒃𝒆𝒏 𝒄𝒖𝒔𝒕𝒐𝒅𝒊𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒖𝒎𝒂 𝒊𝒏 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒆 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒍ì?
Antonello Collu
Foto di Michael Steele - British Athletics/British Athletics via Getty Images