Tuscia Fly Club ASD

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Il Tuscia Fly Club ASD (AICS) si occupa di divulgazione della pesca con la mosca nella provincia di Viterbo e non solo

30/06/2026
20/05/2026

continua da post precedente...

...Detto fatto: mi limitai a sostituire la seta floss (arancio) con il pelo di gatto (grigio medio). Tutto il resto, uguale alla P&O ottenendo così una mosca che sommersa non era ma affondava appena veniva strattonata (la definii bivalente) e di un colore molto simile alle effimere.

Diventò la mia preferita: funzionava sulle rogge di irrigazione, nei riali, nei fiumi tipo Adda e Tirino, nei chalk-stream, sui torrenti alpini… ottima in schiusa su bollata ed anche come sommersa una volta travolta dalla forza della corrente.

Bastava cambiare la misura dell’amo (l’ho usata dal 20 al 12, la difficoltà stava – e sta – nel trovare le piume di pernice della giusta dimensione) per adeguarla alla situazione. Perfetta, secondo me.

Questa la parte storico-costruttiva.

Passiamo alla parte pratica.

Poche settimane dopo iniziai a tenere corsi di lancio, alla fine dei quali il club garantiva l’accompagnamento degli allievi sul fiume.

"Prima ti faccio vedere come affrontare questo tratto di fiume, e tu mi guardi. Poi lo stesso tratto lo fai tu."

Va da sé che io prendevo qualche pesce mentre l’allievo non prendeva nulla. Tutto nella norma.

Sul finale mettevo sempre (ma senza malizia, così, per abitudine e manco ci pensavo) “quella” mosca. Ed ogni volta l’allievo – un po’ inc…to, devo dirlo – mi chiedeva “Ma che mosca usi?”

“Questa”, rispondevo molto ingenuamente.

“Ma che mosca è?” chiedeva non riuscendo ad identificare quell’ammasso di peli sporchi di muco.

“Ah, sì, è l’ “Aquila Fly”

“E com’è fatta?

“Eh… hackle di pernice e corpo in PELO DI AQUILA”

Lui mi guardava sgranando gli occhi stentando a credermi. “Ma l’aquila non ha il pelo!!!”

“Lo dici tu, a casa ne ho un sacco pieno” rispondevo lasciandolo nel dubbio.

Non mi sentivo colpevole perché non stavo mentendo.

Ma da vero bast…do non ho mai rivelato che Aquila era il nome del mio gatto...

19/05/2026

Storia vera di una mosca inventata.

Una quarantina e più di anni fa, ero in pieno “trip” costruttivo e cercavo di diventare il grande “fly tyer” che non sarei mai diventato.

Avevo deciso di esplorare la pesca a mosca a 360° e decisi di dedicarmi per un anno intero esclusivamente alla secca con qualsiasi condizione atmosferica e condizioni dell’acqua. Lo stesso feci per la sommersa, per la ninfa, lo streamer ed il popper (sì: il popper - nelle dovute dimensioni ridotte - funziona anche nei fiumi e nei torrenti alpini…)

Ero al secondo anno, quindi nel periodo “sommersista” con tante Partridge & Orange nella mia scatolina. Le provai tutte, le sommerse classiche, ma per la P&O avevo una certa predilizione sia per la facilità di costruzione sia per la resa un po’ ovunque.

Un giorno, una mia collega ci regalò una gattina che venne accolta a braccia aperte e che lei, la collega, aveva chiamato Aquila. Non so e non le chiesi perché un nome così per un gatto: lo accettammo e fummo tutti felici e contenti.

La trattavamo benissimo e veniva spazzolata un giorno sì e l’altro pure, tanto che in un mese avevo tanto di quel pelo da farci un materasso. La consorte era disperata: pelo ovunque ma, chissà perché mi rifiutavo di buttarlo via: San Pietro (il protettore di tutti noi pescatori…) me lo impediva nel subconscio.

Una sera, durante la ormai solita sessione costruttiva, la seta floss arancio che usavo per il corpo della mia P&O mi diede forfait. Era sabato: impossibile procurarne un’altra il giorno dopo e cominciai a dare i numeri… la seta floss gialla (anche la Partridge & Yellow non è male come mosca…) era finita il giorno prima con una serie di 12 (mai meno di 12 mosche dello stesso modello: il doppio di quello che i costruttori inglesi declamavano dai loro alti scranni…) mosche di maggio. Che faccio?

Per fortuna San Pietro (vedi sopra) mi aveva fatto sposare una santa che nulla aveva da ridire sulla quantità di scarti di piume sparsi sul pavimento (ovviamente! Ero costretto a farne anche per lei!). E che se ne uscì con una idea strepitosa: “Va be’, cambia mosca. Usa il pelo del gatto. Ne hai una montagna…”

Detto fatto: mi limitai a sostituire la seta floss (arancio) con il pelo di gatto (grigio medio).

..continua alla prossima puntata... Mostra meno

23/12/2025

Quest’anno, insieme agli auguri di buone feste abbiamo una novità: la Pagina Facebook del TFC viene sostituita con quella del “Tuscia Fly Club, il Gruppo FB ” aperta a quanti vorranno interagire con noi con l’obbiettivo di ampliare i confini e le reciproche conoscenze.
E’ nostra intenzione continuare lungo la “vecchia strada” e le tradizioni su cui si basa la pesca a mosca pur dando spazio a forme di pensiero diversificate ma sempre nel massimo rispetto delle opinioni altrui.
Abbiamo pochi punti fermi, ma quei pochi sono inamovibili: il rifiuto per le gare di pesca comunque organizzate, il rispetto dell’ambiente, della storia e delle tradizioni della nostra tecnica, il rilascio delle catture, il lancio non spettacolarizzato ma finalizzato alle catture studiando e comprendendo l’ambiente in cui operiamo, lo studio dell’entomologia fluviale, e poco altro.
Non vuole essere un ritorno al passato “tout court”, rifiutando il nuovo. Da quest’ultimo, riteniamo corretto recepire il meglio senza tuttavia imbarbarire una tecnica di pesca che ha le sue radici ben piantate nella tradizione.
Un’apertura a 360° tutti ponderati, tutti consapevoli dunque, convinti di percorrere una strada che ci porterà oltre i confini della conoscenza attuale. Ritenetevi tutti invitati a farne parte: insieme potremo andare lontano.

12/12/2025

A Capranica (VT) ieri si è svolta una serata dedicata alle "Stelle di AICS Viterbo" in occasione della quale ho ricevuto un riconoscimento in rappresentanza del Club che ho l'onore di presiedere. Riconoscimento che si è stato conferito, come si legge nell'attestato, per "la condivisione dei Valori dell'AICS e per l'impegno per lo sport e la cultura,"
Il Tuscia Fly Club non è un club sportivo nel senso classico del termine: non organizza né partecipa a gare di pesca - alle quali è fermamente contrario come da statuto.
Ci ha fatto piacere tuttavia ricevere il riconoscimento per la "cultura", che cerchiamo di divulgare in ambito alieutico convinti che sia importante non dimenticare da dove proveniamo e la necessità di preservare quanto ci è stato tramandato da chi ci ha preceduto.

11/12/2025

Ulteriore posticipazione per la restituzione dei tesserini segnacatture nel Lazio.

"omissis.... DELIBERA
in conformità con le premesse che si intendono integralmente richiamate:
- di differire il termine per la riconsegna dei tesserini segna catture delle stagioni, precedenti al
31 dicembre 2026 nelle more dell’approvazione del tesserino elettronico;
Deliberazione Giunta n. 1174 del 04/12/2025
- di consentire ai pescatori sportivi e ricreativi l’utilizzo dei tesserini segna catture delle stagioni
precedenti, qualora vi siano spazi disponibili per l’annotazione, anche per la stagione
2025/2026, fino al 30 novembre 2026;
La presente deliberazione è pubblicata sul BURL e sul sito istituzionale della Regione Lazio"

Il testo completo della delibera lo trovate nel link qui sotto.

www.regione.lazio.it

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