Puur Lijfzaken

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Pilates - Biomechanica - Melt Method Puur Lijfzaken staat voor BEWEGEN, Gezondheid wordt bepaald door onze lleefwijze. Het anders dan "sporten".

Het is niet genoeg om te zeggen "beweeg meer" het is noodzakelijk om BETER en MEER te bewegen. Bewegen is wat we de hele dag door doen. Bewust worden van je houding tijdens het staan, lopen, eigenlijk al je dagelijkse bezigheden, dat is wat Puur Lijfzaken biedt in de vorm van Pilates Mat, Pilates Total Workout System, Pilates 60+, maar ook Biomechanica lessen en NIEUW MELT METHOD.

10/06/2026

RESPIRAZIONE e POSTURA: come il DIAFRAMMA ti può modificare la SCHIENA

La maggior parte delle persone pensa al respiro come a una cosa che riguarda i polmoni, e basta: entra aria, esce aria, fine della storia. È una di quelle cose che diamo per scontate proprio perché funzionano da sole, senza che dobbiamo pensarci.

Eppure ogni singolo respiro che fai, in questo momento, sta facendo molto più che riempire i polmoni: sta sostenendo la tua colonna vertebrale dall'interno, sta regolando la posizione del tuo bacino, e sta decidendo se stai dritto con facilità oppure se passi la giornata a combattere contro la gravità.....

Sembra esagerato, lo so. Eppure è una delle cose più affascinanti del corpo umano, e oggi te la racconto pezzo per pezzo, perché quando la capisci ti viene quasi automatico guardare la postura con occhi diversi.

Il protagonista di tutto questo è il DIAFRAMMA, la grande cupola muscolare che sta esattamente a metà del tronco, attaccata al giro delle costole basse davanti e alle vertebre lombari dietro. Lo conosci come il muscolo della respirazione, ed è vero, ma è solo metà del suo lavoro: l'altra metà è tenere su la tua schiena.

🔒 IL DIAFRAMMA NON LAVORA DA SOLO: LA "CAMPANA DI PRESSIONE" CHE TI REGGE

La colonna vertebrale, da sola, è una struttura instabile: è una pila di vertebre impilate una sull'altra, e se dovesse reggersi solo con le ossa cadrebbe al primo movimento. Quello che la tiene in piedi è la pressione che le sta intorno, e qui entra in gioco un sistema che pochissimi conoscono.

Immagina il tuo addome come un cilindro chiuso, una specie di campana di vetro: il diaframma fa da tappo sopra, il pavimento pelvico fa da fondo sotto, e gli addominali profondi fanno da pareti laterali tutto intorno. Dentro questo cilindro c'è una pressione, e quella pressione è ciò che sostiene la colonna dal davanti, esattamente come l'aria dentro un pallone lo rende rigido e capace di reggere un peso.

Quando questo sistema funziona, succede una cosa bellissima: ad ogni inspirazione il diaframma scende, la pressione interna si regola da sola, e la colonna viene sostenuta dall'interno senza che tu debba fare nulla. Non devi "tenere la postura", non devi contrarre niente di proposito: il respiro stesso fa il lavoro di stabilizzazione, respiro dopo respiro, migliaia di volte al giorno. È un sostegno automatico, silenzioso, gratuito.

🫁 PERCHÉ IL DIAFRAMMA "IN DIFFICOLTÀ" LO SENTI NELLA SCHIENA E NEL COLLO (E NON NELLA PANCIA)

Il diaframma è un muscolo estremamente reattivo alle emozioni e allo stress: è il primo muscolo a contrarsi quando il cervello percepisce una tensione, e col tempo accumula rigidità strato dopo strato senza che tu te ne accorga.

La cosa strana è che è raro sentire direttamente il diaframma in difficoltà nella zona dove si trova.

A volte succede: ci sono persone che avvertono dolori lungo il costato o una sensazione di oppressione al petto che è puramente muscolare (il diaframma che tira sulle sue inserzioni costali), e spesso si preoccupano pensando a qualcosa di cardiaco quando in realtà è un muscolo rigido che tira su un osso.

Ma nella maggior parte dei casi il diaframma non si fa sentire direttamente: si fa sentire attraverso la schiena, il collo e le spalle, e il motivo è molto logico una volta che lo capisci.

Il diaframma ha un privilegio che nessun altro muscolo del corpo ha: serve per respirare, e il respiro ha la priorità assoluta su tutto.

Il corpo non può permettersi di avere il diaframma in crisi, perché senza respiro non si vive, e quindi quando il diaframma è in difficoltà succede qualcosa di molto interessante: tutti gli altri muscoli della colonna sono disposti a "sacrificarsi" per lasciargli spazio.

Pensa a cosa succede quando finisci una corsa e hai il fiatone: ti pieghi in avanti con le mani sulle ginocchia.

Non lo fai perché sei stanco nelle gambe: lo fai perché in quella posizione il diaframma ha il massimo spazio per muoversi, e il corpo istintivamente si piega per dargli priorità.

La stessa cosa succede in modo cronico e silenzioso quando il diaframma è rigido.

Il corpo si "riorganizza" per lasciarlo lavorare, e la riorganizzazione ha due conseguenze immediate.

La prima: il respiro si sposta verso l'alto.

Il diaframma rigido non scende abbastanza, e il corpo compensa alzando le costole con i muscoli accessori del collo (scaleni, sternocleidomastoideo, muscoli delle prime costole): muscoli che non sono progettati per respirare tutto il giorno ma che si ritrovano a sollevare le costole ad ogni singolo respiro, migliaia di volte al giorno.

Il risultato è un collo cronicamente contratto e una nuca rigida che attribuisci allo stress o al computer, ma che in realtà è il collo che sta respirando al posto del diaframma.

La seconda: le spalle si chiudono in avanti.

Il diaframma rigido tira le costole verso il basso e verso l'interno, il torace si chiude, e le spalle vengono trascinate in avanti dalla chiusura della struttura sotto di loro.

I muscoli tra le scapole (romboidi, trapezio medio) si contraggono per resistere alla trazione e impedire alle spalle di crollare completamente in avanti, e lo fanno 24 ore su 24.

Quella tensione cronica tra le scapole che non passa mai e che dopo il massaggio torna il giorno dopo è molto spesso questo: muscoli che stanno facendo gli straordinari per resistere a un diaframma che chiude il torace dall'interno.

In pratica il diaframma rigido non ti fa male dove sta lui: fa male a tutti i muscoli che si sacrificano per lasciargli fare il suo lavoro, e quei muscoli sono il collo, le spalle e la zona tra le scapole.

Ecco perchè un buon allenamento che abbia come obbiettivo quello di darti una postura migliore, più libera e funzionale, non può assolutamente dimenticare il diaframma.

E non c'entra tanto "fare la respirazione diaframmatica", che è un buon esercizio, ma di base ha impatto zero sulla postura.

Il primo consiglio è questo: durante qualsiasi esercizio di stretching, prova a portarti fino alla massima (ma massima davvero) espirazione, fino a che non hai buttato fuori tutta l'aria.

Espirare allunga il diaframma, e se lo fai mentre altri muscoli sono in allungamento, potenzi al quadrato l'efficacia.

Se però vuoi fare un ottimo lavoro organizzato su questo eccezionale muscolo, non perdere il mio nuovo video-ebook "Riattiva psoas e diaframma", che contiene tutti i miei esercizi e 12 allenamenti interamente filmati.

Link nel primo commento!

05/06/2026

Looking at many videos on the social media I wonder where is the Control... 🤔

05/06/2026

Today I am a Pilates Princess

03/06/2026

Voor diegene die dit interessant vindt. In het Engels

27/05/2026

Why is the tiniest movement imaginable suddenly activating muscles I didn’t even consent to using?

No momentum.
No chaos.
Just slow, controlled suffering.

And the worst part?
The instructor always says:
“Small adjustments make a big difference.”

Yeah.
I noticed.
Unfortunately.

24/05/2026

Too cute

23/05/2026

“Pilates can evolve. It should evolve. But evolution is not the same as dilution.”

In this new article for Pilates Journal, incoming PAA President Kimberley Garlick shares her perspective on the current state of the Pilates industry, the importance of professional identity, and why standards, education, and thoughtful teaching matter more than ever.

The article reflects on:
• the rapid growth of the Pilates industry
• the difference between movement education and fitness trends
• protecting the integrity of the method
• supporting teachers through stronger professional pathways
• the opportunity ahead for Pilates in Australia

As the profession continues to evolve, these conversations are important — not to divide the industry, but to help strengthen it.

Thank you to Pilates Journal for the opportunity to contribute to this broader discussion around the future of Pilates.

If you believe in supporting professional standards, ongoing education, advocacy, and the future growth of Pilates in Australia, we invite you to become part of the PAA community.

→ Learn more about PAA membership at pilates.org.au

Read the full article here:
https://pilatesjournal.com/articles/new-president-paa-message

23/05/2026
27/04/2026

New week, new opportunities - try these simple massage techniques, your feet will love them! 💪

Five game changing moves which proved to be successful for so many in 2025!

Trust us, your feet will feel amazing. Maybe not right away, but stick with it, and you’ll wonder why you didn’t start sooner!

Elevate your daily foot training routine and make it a habit that your feet will celebrate. Bookmark this post as your monthly reminder!

Pro tip: These movements can be mixed up in any order and will only take 5-8 minutes a day with practice.

1. Toe Stretch: Use a band to gently stretch and align your big toe. Feel the tension release as your foot relaxes.

2. Ball Rolling: Roll a ball under your foot from heel to toes. Increase the pressure as you get more comfortable, and for an extra challenge, lift your toes while rolling.

3. Pain Management: Find any sore spots and press with your thumbs for 20-30 seconds while gently moving your toes up and down. It might sting a bit, but it’s part of the healing process.

4. Toe Splay: Use your fingers to spread your toes apart, or focus on separating a few at a time. Marvel at how your feet become more flexible and free from the confines of shoes.

5. Top Foot Massage: Massage the areas between your toe bones with your fingers or thumbs. Start from the top and work down to the joints, encouraging your toes to spread and break free from years of tight footwear.

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