15/09/2026
3 cose da Torino-Roma.
4 su 4. 12 gol fatti, 1 subito, tre clean sheet. E un dato che racconta forse meglio di tutti gli altri la crescita della Roma di Gasperini: alla quarta giornata dello scorso campionato i gol segnati erano 4. Oggi sono 12.
Ma la vittoria di Torino racconta qualcosa che va oltre i numeri. Perché la Roma ha vinto in maniera diversa rispetto alle goleade contro Fiorentina e Lecce e rispetto alla rimonta contro l'Atalanta. Ha vinto una partita sporca, cattiva, difficile. Una partita da squadra.
1. Un gol di chi ha fame di gol
Malen non segnava da due partite. Per uno come lui, un'eternità. E allora si è preso la partita nel modo che conosce meglio: con una fame quasi animalesca.
Prima il colpo di testa, poi il gol annullato, infine quello buono. Un gol da terra, di destro, dopo aver resistito al difensore e superato il portiere. Una frazione di secondo in cui servivano pensiero, istinto e cattiveria.
La palla in rete. La Roma in vantaggio.
2. I capitani
Gasperini lo aveva detto qualche settimana fa: «Abbiamo acquistato due capitani».
A Torino si è capito cosa intendesse.
Balerdi, alla prima da titolare, ha portato velocità, personalità, autorità. De Roon, entrando, ha portato esperienza, muscoli e stabilità.
Due giocatori diversi, ma con una caratteristica comune: la capacità di leggere quello che la partita chiedeva in quel momento.
«Serve giocare più tipi di calcio», ha detto Gasperini.
E questa Roma, quest'anno, sembra poterlo fare.
3. Una squadra unita
L'ultima immagine non è un gol.
È la panchina della Roma negli ultimi minuti: tutti in piedi. Chi è uscito, chi non è entrato, chi ha preparato la partita e ora la sta vivendo fino all'ultimo secondo.
Tutti insieme. Uniti. Compatti.
Una squadra.
La nostra.