Los Angeles Chargers Italia

Los Angeles Chargers Italia Benvenuti nell'unica pagina italiana che parla dei Chargers, la squadra "sfigata" di LA. Benvenuti!!!

Iniziare con una L fa molto male. Soprattutto quando hai tutti i favori del pronostico dalla tua parte. Ma questo è il f...
09/17/2026

Iniziare con una L fa molto male.
Soprattutto quando hai tutti i favori del pronostico dalla tua parte.
Ma questo è il football e questi sono i Chargers, purtroppo per noi.

"Manca sempre un soldo per fare un Lira" torna a farvi compagnia.

Dateci una mano ad essere, di già, meno depressi.

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(qui link alla prima parte, nei commenti link alla seconda)

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Manca sempre un soldo per fare una lira · Episode

La nuova offense dei Chargers, disegnata da Mike McDaniel, è arrivata al debutto accompagnata da un hype che non ricorda...
09/16/2026

La nuova offense dei Chargers, disegnata da Mike McDaniel, è arrivata al debutto accompagnata da un hype che non ricordavamo da anni, ma si è schiantata contro la realtà dei fatti: non erano ancora pronti.

I risultati sono stati sconfortanti: 268 yards totali, 17 pass completati su 27 per 209 yards, solo 81 yards di corsa, per 3.8 di media. 12 yards in media da coprire sui terzi down. Roba da retrocessione in UFL. Il tutto contro una difesa che l’anno scorso era tra le ultime 10 per EPA.

Certamente Week 1 è pazza. Ed è raro vedere una offense basata sul timing e sul gioco d’anticipo, con titolari che non hanno giocato insieme in pre-season, partire forte subito in Week 1.
E in effetti, è andata esattamente così.

Dopo un paio di primi drive incoraggianti, la McDaniel Offense si è inabissata in un turbine esasperante di inefficienza, penalties, la classica pass rush dall’interno e scelte INDIFENDIBILI del quarterback e del coaching staff. E come dimenticare la specialità della casa: gli infortuni dei titolari.

Se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, abbiamo comunque qualcosa a cui aggrapparci:

👍Il primo drive offensivo (composto da schemi già decisi), ci ha fatto vedere il potenziale di questo attacco.
Timing routes su Ladd McConkey, buona protezione per Herbert, misdirection sulle corse.
Stessa cosa nel secondo drive: formazioni creative, OL efficace su corse e pass pro e play design croccantissimi (lo swing pass su Gadsden su 2&8, chiuso per 25 yard).
Ladd mcConkey è già pronto per dominare in questa offense. 60 yards su 3 ricezioni di fila nel primo drive, sempre libero.
Grazie ad un bel lancio da ospedale di Herbert, finisce piegato come una sedia da campeggio ed esce per infortunio con 82 yards. Speriamo in una pronta guarigione.

👍Hampton, in tutte le azioni tranne una.

Tornando, invece, ad essere critici e pessimisti, c’è tanto da lavorare se pensiamo a:

👎Herbert, talento e braccio sempre presenti, ma tre decisioni atroci:
1) la hospital ball sul suo miglior giocatore McConkey che finisce giustiziato dalla safety Mack WIlson e deve uscire (chissà per quanto).
2) bomba in doppia copertura su Derius Davis, che non era libero e che ovviamente finisce intercettato.
3) chiamata sbagliata sul 1&10 nell’ultimo drive, a partita oramai compromessa, ma che ci spezza comunque il cuore e ci dà un bell’amarcord di certe pass protection di Joe Lombardi.

👎La composizione della IOL: Trey Pipkins che cosa diamine ci fa a giocare guardia sinistra su un 4 & goal dalle 5?
Caro Signor Hortiz, in offseason avevi 100 milioni di cap space e una priorità: migliorare la IOL. Arrivare a Week 1 e fare alternare Kayode Awosika e Trey Pipkins (!!!) a LG è da criminali.

👎Running Game: ho capito cosa intendono fare, ma ancora non gli riesce bene.
Troppe outside zone rovinate dalla penetrazione della DL e finite per negative gain.
Distanza media del terzo down: 12 yards.
Insostenibile.

👎Receiver Depth: 8.9 yards per lancio con McConkey in campo vs 3.9 yards per lancio SENZA.
Preghiamo per il suo pronto rientro.

Week 1 è ormai agli archivi.

Ora i Raiders e poi un calendario da suicidio.

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L'esordio stagionale dei Los Angeles Chargers si è trasformato in un incubo inatteso al SoFi Stadium, dove la squadra è ...
09/14/2026

L'esordio stagionale dei Los Angeles Chargers si è trasformato in un incubo inatteso al SoFi Stadium, dove la squadra è caduta rovinosamente per 26 a 14 contro gli Arizona Cardinals, aprendo ufficialmente la terza stagione dell'era Jim Harbaugh con una battuta d'arresto che fa rumore e ridimensiona le ambizioni di un gruppo che sognava in grande.

Le premesse della vigilia parlavano di una sfida alla portata, ma il campo ha emesso un verdetto spietato, smascherando limiti strutturali e amnesie tattiche che pesano come macigni.

La manovra offensiva, affidata alle cure del nuovo coordinatore Mike McDaniel, ha mostrato tutti i limiti di un cantiere ancora apertamente in corso d'opera.

Se il primo drive è stato un capolavoro di esecuzione, chiuso da una marcia trionfale suggellata dal potente touchdown del rookie Omarion Hampton dopo una serie di colpi a rompere i tackle avversari, il resto della partita è stato un calvario di intermittenza e confusione.

L'attacco ha faticato tremendamente a trovare continuità, perdendo la battaglia del possesso palla e sprecando un intero primo tempo in cui la mole di yard prodotte non si è tradotta in punti a causa di sanguinose p***e p***e, tra cui un fumble di Hampton e un arresto a un passo dalla end zone.

Il nervosismo e la scarsa disciplina hanno fatto il resto, trasformando i possessi in un vero e proprio tiro al bersaglio contro le ambizioni della squadra.

La linea offensiva, finita al centro dei dibattiti per la scelta estiva di non investire cifre importanti sul reparto e di puntare su una rotazione rischiosa, ha offerto una prestazione ambigua.
Se in protezione sui passaggi la combinazione tra il talento dei tackle e il sistema rapido di McDaniel ha concesso meno spazio alle irruzioni avversarie rispetto al recente passato, è emerso in tutta la sua drammaticità il problema nel cuore del pacchetto.

Il ballottaggio continuo tra Kayode Awosika e Trey Pipkins per il ruolo di guardia sinistra ha mostrato crepe inaccettabili, con Pipkins protagonista negativo di un blocco completamente fallito su Dante Stills in un quarto down cruciale nei pressi della linea di meta, che ha di fatto spento ogni barlume di rimonta.

A ciò si sono sommate penalità evitabili e infrazioni consecutive prima dello snap che, in un frangente del secondo tempo, hanno ricacciato indietro l'attacco fino a una situazione paradossale di secondo e trenta: un autolesionismo tattico inaccettabile per una franchigia che aspira ai vertici della lega.

In questo contesto di difficoltà generale, anche il quarterback Justin Herbert è finito inevitabilmente sotto i riflettori della critica più severa.
Pur confermando di possedere doti balistiche uniche e un braccio fuori dal comune, il numero dieci non è riuscito a prendere per mano la squadra nei momenti di tempesta, completando appena una frazione dei passaggi dopo la fiammata iniziale e macchiando la sua prova con un lancio profondo sanguinoso in mezzo al doppio raddoppio, indirizzato a Derius Davis e tramutato in un'intercettazione fatale da Andrew Wingard.

Tra le poche note liete capaci di strappare un sorriso in un pomeriggio da dimenticare, spicca lo straordinario impatto di Ladd McConkey, autentico faro del gioco aereo nel primo tempo con ricezioni fulminanti e guadagni importanti dopo la ricezione, prima di dover abbandonare il terreno di gioco per un problema al petto.
A questo si aggiungono la verve mostrata dal già citato Hampton palla in mano e l'esordio solido del tight end David Njoku.

Dall'altra parte del pallone, la difesa, orfana della guida di Jesse Minter e passata nelle mani di Chris O'Leary, ha vissuto un pomeriggio da incubo, concedendo quasi quattrocento yard complessive agli avversari e subendo costantemente l'iniziativa di un attacco guidato da Jacoby Brissett, che ha banchettato sfruttando le falle nei passaggi e l'incapacità di arginare elementi chiave come il tight end avversario.

A completare il quadro di una giornata storta ci si sono messi i vecchi fantasmi dello STi, con un punt bloccato che ha tagliato definitivamente le gambe alla squadra nei momenti decisivi.

I Chargers si ritrovano così a fare i conti con una realtà scomoda e con un calendario delle prossime settimane che definire proibitivo è un eufemismo.

La squadra di Harbaugh avrà bisogno di un immediato e drastico esame di coscienza, di una reazione d'orgoglio e di una risintonizzazione totale di ogni reparto, a partire dal prossimo scontro divisionale contro i Las Vegas Raiders, per evitare che un passo falso inaugurale si trasformi nell'inizio di una spirale negativa senza uscita.

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La nuova stagione dei Los Angeles Chargers prende ufficialmente il via al SoFi Stadium con l'atteso debutto casalingo co...
09/13/2026

La nuova stagione dei Los Angeles Chargers prende ufficialmente il via al SoFi Stadium con l'atteso debutto casalingo contro gli Arizona Cardinals e l'entusiasmo all'interno dell'ambiente è palpabile.

I Bolts si presentano ai nastri di partenza con il favore del pronostico e l'obiettivo chiaro di dare continuità alle ambizioni di vertice, puntando decisi verso un nuovo e solido cammino playoff.
Sotto la guida di Jim Harbaugh, la squadra ha lavorato duramente in questi mesi ed è pronta a calcare nuovamente il terreno di gioco per mostrare il proprio valore.

​I riflettori sono puntati inevitabilmente sul reparto offensivo e sulla primissima prova ufficiale del nuovo coordinatore offensivo Mike McDaniel, accolto con grande entusiasmo e considerato il principale fattore X di questa annata.
C'è enorme curiosità attorno a Justin Herbert, atteso a una stagione da assoluto protagonista e potenzialmente MVP grazie a un sistema di gioco progettato per farlo correre, lanciare in libertà e sfruttare al massimo le sue doti.
Anche il ricevitore Quentin Johnston, reduce da una preseason incoraggiante suggellata da un touchdown profondo da sessantacinque yard contro i Rams, si appresta a vivere un anno chiave in cui il nuovo schema offensivo dovrebbe garantirgli un notevole incremento nelle yard dopo la ricezione, esaltando la sua esplosività.

​Il playbook di McDaniel si arricchisce inoltre di armi fresche e intriganti, con un utilizzo massiccio e variegato dei tight end, tra cui i volti nuovi David Njoku e Charlie Kolar affiancati dal confermato Oronde Gadsden, oltre all'impiego del fullback Alec Ingold e del running back Keaton Mitchell per aumentare le opzioni sulle corse.

Davanti a Herbert si schiererà una linea rinnovata che vede al centro il promettente rookie Jake Slaughter, scelto al secondo turno e subito lodato dai compagni e dallo staff per la sua freddezza e la straordinaria capacità di voltare pagina subito dopo un errore.
Completano il blocco interno Kayode Awosika e Cole Strange, chiamati a proteggere il quarterback e a neutralizzare la pressione avversaria guidata dal pericoloso elemento difensivo Walter Nolen III.

​Dal lato difensivo, la squadra allenata dal coordinatore Chris O'Leary punta a mantenere intatti gli standard di eccellenza visti lo scorso anno, aggiungendo però una dose extra di aggressività e blitz mirati.
La pressione sul quarterback avversario Jacoby Brissett, notoriamente soggetto a subire molti sack e a perdere palloni in carriera, passerà attraverso le giocate dei veterani Khalil Mack, del talento in dubbio ma recuperato Tuli Tuipulotu e dell'attesissimo esordiente scelto al primo giro Akheem Mesidor, reduce da una stagione dominante a Miami.

Nella secondaria, il compito più duro spetterà a Derwin James Jr., incaricato di arginare il pericoloso tight end avversario Trey McBride, autentico fulcro del passing game dei Cardinals e reduce da record storici di ricezioni.

​Il bollettino medico vede la squadra in buone condizioni generali, con Tuli Tuipulotu indicato come unico in dubbio per un problema all'anca dopo aver svolto allenamenti limitati, mentre Deane Leonard è costretto a dare forfait per un infortunio all'addome.
Tutti gli altri elementi precedentemente monitorati sono pienamente disponibili per la contesa.

Per i Chargers l'imperativo categorico è partire forte, evitare cali di tensione e imporre subito il proprio ritmo per iniziare col piede giusto la corsa verso la AFC West.

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Davvero poche cose sono davvero sicure nella vita.Le tasse, la morte e la regolare certezza estiva che questo è il nostr...
09/10/2026

Davvero poche cose sono davvero sicure nella vita.
Le tasse, la morte e la regolare certezza estiva che questo è il nostro anno.
Ci troviamo agli sgoccioli della fase più positiva del calendario di ogni tifoso Chargers: l’offseason.
Quel periodo di speranza e fede incrollabile, fatto di scelte perfette al draft, giovani star che emergono al training camp e nuovi sistemi offensivi che già tra qualche giorno travolgeranno la lega.

Se hai seguito i Chargers nell’ultimo decennio, questo periodo in genere cede spazio agli infortuni senza senso, alle rimonte prese nel quarto quarto e alla specialità della casa: gli Offensive Tackle presi dalla strada.
Ma a questo, penseremo tra qualche settimana.

Oggi si parla delle tante novità di questi nuovi Chargers 2026. Cosa ci ha portato il Draft targato Hortiz?

Dopo due rookie class piuttosto incoraggianti che hanno portato ai Chargers un bel nucleo di giovani a basso costo, “Chef” Hortiz è tornato ai fornelli con otto giovani che hanno fatto finora ben sperare.
Alla vigilia di Week 1, vediamo come si sta comportando questa nuova cucciolata di rookie.

Akheem Mesidor (EDGE, Round 1, Pick 22)
"Giovane" prospetto di 25 anni.
Praticamente un veterano con già la pensione complementare aperta, già pronto per prendere a schiaffoni i Tackle avversari. Viene dal Canada e ha disputato un’ottima pre-season: nessun problema qui.

Jake Slaughter (C, Round 2, Pick 63)
Il suo cognome (Slaughter = “massacro") ci racconta già la triste sorte di ogni OL Chargers.
Il miglior Centro disponibile, draftato per giocare Guardia senza avere mai giocato Guardia in vita sua (vi prego aiutatemi. Io odio questa squadra).
Fortunatamente ci ha pensato il C titolare, Tyler Biadasz, a farsi esplodere i legamenti senza nemmeno giocare una partita, restituendo a Jake la sua posizione naturale.
Centro atletico e sveglio. Sembra perfetto per la nuova offense. Tutto bene fin qui.

Brenen Thompson (WR, Round 4, Pick 105)
Veloce, velocissimo WR con potenziale da ritornatore.
Corre diverse tracce e pur pesando 24kg coi doposci ai piedi è stato finora schierato principalmente all’esterno, con mia grande sorpresa. Ora l'obiettivo è capire 1) se ha le mani montate dritte e 2) quanti minuti durerà prima di ve**re accartocciato come un pacchetto di Lucky Strike morbide.

Travis Burke (OT, Round 4, Pick 117)
Il rookie che ha giocato meglio finora, nonché mio giovane preferito.
Una mostruosità di 2 metri e 09 per quasi 150kg a 22 anni. Attitudine da pazzo squilibrato e poco interesse per il fischio di fine-azione. In pre-season l’abbiamo visto spesso dominare, lanciando svariati uomini adulti direttamente in sideline.
Potrebbe essere lo swing tackle del futuro, se solo Trey Pipkins cancellasse le foto osé di John Spanos che tiene sull’hard disk.

Genesis Smith (S, Round 4, Pick 131)
Il buon Genesis è una Free Safety vecchio stile (vecchio stile Ed Reed, non Rodney Harrison).
In pre-season ci ha mostrato le sua priorità, in ordine:1) intercetto 2) trash talking 3) trash talking 4) trash talking 5) run support. Ad oggi è un prospetto tanto rapace sui lanci quanto inutile sulle corse: Coach Clinkscale i DB li sa sviluppare eccome, ma se Genesis non mi impara a placcare abbiamo un nuovo JT Woods.

Nick Barrett (DT, Round 5, Pick 145)
Non pensavo che in South Carolina facessero blocchi di cemento così grossi.
Dalla pre-season è sembrato un buon soldato in run-support, che inizierà giocando qualche snap sui running downs. Poi vedremo, alla peggio lo usiamo per rifare l’asfalto nuovo della 405.

Logan Taylor (G, Round 6, Pick 202)
Una guardia di Boston College, interessante il fatto che sappia in giocare tutte le posizioni della OL.
L’unico problema è che al momento le gioca estremamente male.

Alex Harkey (OT, Round 6, Pick 206)
Un altro tackle tagliagole, attitudine da criminale. Questo ragazzo compensa la poca abilità tecnica ed atletica con la voglia di rompere dei nasi. Mi piace.

E voi cosa ne pensate? A Voi la parola!!!

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L’offseason 2026 è stata tra le più elettrizzanti degli ultimi anni da Chargers.Motivo  #1: l’arrivo nel Coaching Staff ...
09/08/2026

L’offseason 2026 è stata tra le più elettrizzanti degli ultimi anni da Chargers.

Motivo #1: l’arrivo nel Coaching Staff l’arrivo di due nuovi Coordinator:
l’OC più richiesto del mercato 2026, Mike McDaniel, e il fresco DC Chris O’Leary.
Nessun bisogno di presentazioni per Mike McDaniel: discepolo di Shanahan, maestro del
running game, per 4 anni è riuscito a generare un attacco esplosivo a Miami usando un QB
con l’encefalogramma piatto.
Date a quest’uomo Justin Herbert, e avrete una offense che tutta la NFL seguirà.
Dategli Jim Harbaugh, e avrete la coppia di coach più neurodivergente della lega.
Scherzi a parte: Herbert sembra progettato in laboratorio per giocare in una Shanahan-offense. Aspettiamoci corse a zona e bootleg, pre-snap motion per generare mismatch creativi, e soprattutto – volesse il cielo – basta ai soliti mucchi di ricevitori nella stessa zona.
Già dalla prima partita di preseason abbiamo visto qualcosa che con Roman ci saremmo
solo sognati:
- tre ricevitori liberi in redzone nella stessa azione!!!
- lanci sul RB (come? ah si poteva lanciare al RB?)

Per quanto riguarda la D, il neo-DC Chris O’Leary è un volto noto della difesa Chargers, dove allenava le safety nel 2024. Dopo un anno a Eastern Michigan, torna in NFL a chiamare una difesa dove è più
giovane di almeno 3 o 4 titolari.
Lo schema sarà lo stesso usato con Minter, e dalle poche indicazioni della pre-season, appare un po’ più aggressivo: gli abbiamo visto giocare più blitz, spesso con man coverage dietro.
Ci fidiamo?
Se c’è qualcosa che Jim Harbaugh sa fare come nessun altro, è allevare giovani DC (citofonare McDonald e Minter).
Ci fidiamo.

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Siamo tornati. La stagione è ormai iniziata. Il Draft si è concluso, i training camp anche. Il campo ha cominciato a mos...
09/03/2026

Siamo tornati.
La stagione è ormai iniziata.
Il Draft si è concluso, i training camp anche.
Il campo ha cominciato a mostrarci qualcosa e gli infortuni in OL sono tornati ad essere presenti.
Ma noi siamo i Chargers e ogni anno, almeno secondo gli espertoni, siamo tra i favoriti per arrivare al SB.

Noi del podcast siamo un po' più pessimisti.
Buon ascolto e, mi raccomando, cliccate sul segui o sulla campanella per ascoltarci ogni giovedì

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Manca sempre un soldo per fare una lira · Episode

I Chargers chiudono la preseason con una sconfitta per 20-18 contro i Rams al SoFi Stadium, ma la serata di giovedì lasc...
08/28/2026

I Chargers chiudono la preseason con una sconfitta per 20-18 contro i Rams al SoFi Stadium, ma la serata di giovedì lascia in eredità molto più di un semplice risultato negativo.

A pochi giorni dal taglio decisivo per definire il roster iniziale dei 53 giocatori, previsto per domenica alle 15:00 ora del Pacifico, coach Jim Harbaugh ha ammesso che la prestazione ha offerto spunti importanti e inattesi che potrebbero rimescolare le carte in tavola nelle valutazioni finali dello staff tecnico.

Nonostante il passo falso rispetto alle settimane precedenti, l'allenatore si è detto complessivamente soddisfatto dell'atteggiamento della squadra, sottolineando l'importanza dell'energia messa in campo sia dai titolari sia da chi sta lottando per un posto.

Il momento copertina della serata porta la firma inconfondibile di Justin Herbert e Quentin Johnston, protagonisti di un'azione da manuale nel primo quarto.
Con una protezione perfetta della linea offensiva, Herbert ha scaricato un lancio profondo di 65 yards sul quale Johnston ha bruciato la secondaria dei Rams in un batter d'occhio, firmando un touchdown spettacolare che rappresenta il punto esclamativo perfetto sulla preseason del quarterback titolare.
"Il lancio, la ricezione, la protezione. Un doppio wow", ha commentato entusiasta Harbaugh a fine partita.
Lo stesso ricevitore ha evidenziato come l'intesa con il coordinatore offensivo stia iniziando a produrre frutti concreti, confermando le grandi aspettative riposte sul suo potenziale in vista dell'avvio di stagione.

Anche la difesa dei titolari, schierata per i canonici otto snap di riferimento, ha risposto presente alle richieste del coaching staff.

Sotto la guida del nuovo coordinatore Chris O'Leary, il reparto ha subito costretto i Rams al punt nel drive inaugurale, brillando in particolare con giocate di spessore firmate da Akheem Mesidor, Dalvin Tomlinson ed Elijah Molden.
Un test superato a pieni voti è arrivato anche quando la difesa si è trovata improvvisamente schiacciata nelle proprie venti yards a causa di un fumble di Herbert: in quella circostanza il reparto ha concesso solamente un field goal, limitando i danni e confermando la solidità mostrata durante tutto il mese di preparazione.

La vera nota lieta della serata è però arrivata dal gioco di corsa, capace di riscattare le difficoltà viste contro San Francisco e di chiudere la partita con ben 204 yards complessive guadagnate via terra.

Il grande protagonista della notte è stato l'undrafted rookie Gregory Desrosiers, autore di una prestazione monstre da 118 yards su nove portate e di una spettacolare segnatura da 34 yards nel quarto periodo, in cui ha spezzato diversi placaggi prima di involarsi in end zone.
Le sue parole nel post-partita raccontano lo spirito di chi non ha nulla da perdere: "Ho messo tutto me stesso per andare là fuori e giocare a football. Il mio lavoro era rendere la decisione finale il più difficile possibile per la dirigenza".
Accanto a lui, segnali di risveglio importanti sono arrivati anche da Kimani Vidal, mentre la batteria dei running back riserva decisioni complesse in vista delle scelte definitive di roster.

Sul fronte dei singoli reparti, la situazione legata al kicker Cameron Dicker ha tenuto tutti con il fiato sospeso dopo l'ingresso del giocatore nella tenda medica.
Harbaugh ha comunque voluto smorzare i toni, spiegando che si tratta di un piccolo fastidio fisico gestito per precauzione, tanto che in caso di un ipotetico drive per la vittoria nel finale sarebbe stato il punter JK Scott a occuparsi dei calci piazzati con Dicker nelle vesti di holder.
La serata del kicker era stata del resto altalenante, aperta da un errore da 49 yards ma subito corretta da un centro da 34 yards e da una singola trasformazione tra i pali.

Nelle retrovie del campo, la battaglia per gli ultimi spot disponibili ha regalato conferme e lampi di talento puro.
Derius Davis sembra ormai blindare il proprio ruolo di primo ritornatore e ricevitore di riserva, mentre nel reparto dei linebacker interni la sfida tra Junior Colson e Marlowe Wax si è accesa ulteriormente grazie a una prova maiuscola da sei tackle a testa per entrambi.
Se Wax ha confermato la consueta ferocia nel leggere le corse avversarie, Colson ha mostrato una versatilità in copertura che certifica la bontà del lavoro svolto fin qui.

Qualche grattacapo è emerso invece dalla gestione del finale di gara, dove la terza squadra offensiva ha concesso due sack sanguinosi a DJ Uiagalelei che hanno interrotto il tentativo di rimonta nel finale.
Pur mostrando evidenti margini di miglioramento e la necessità di accumulare esperienza, Uiagalelei ha comunque chiuso con 141 yards completate, confermando una crescita costante nel corso della preseason che lascia intravedere prospettive interessanti per il futuro del reparto quarterback.

Il sipario sulla preseason si chiude dunque senza troppi rimpianti per il tabellone finale, ma con la consapevolezza che le vere battaglie si sposteranno ora negli uffici della dirigenza.

Le prossime ore saranno decisive per comporre il mosaico definitivo dei cinquantatré, in una fase in cui ogni dettaglio visto sotto i riflettori del SoFi Stadium peserà come un macigno sul futuro della stagione dei Chargers.

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I Chargers si trovano ad affrontare gli ultimissimi giorni di preparazione e il conseguente taglio definitivo del roster...
08/27/2026

I Chargers si trovano ad affrontare gli ultimissimi giorni di preparazione e il conseguente taglio definitivo del roster dopo aver archiviato la fase intensa del training camp a The Bolt e le ultime valutazioni emerse dalle prime due sfide di preseason.

La squadra di Jim Harbaugh si presenta all'appuntamento finale contro i Los Angeles Rams con le idee chiare sugli obiettivi da centrare in vista del debutto in regular season, pur dovendo fare i conti con diverse situazioni delicate da monitorare in spogliatoio.

L'attenzione dell'ambiente è inevitabilmente concentrata sulla gestione della linea offensiva e sulla delicata situazione per il C dopo il grave infortunio al ginocchio accorso a Tyler Biadasz.

Con il veterano inserito in lista infortunati, le chiavi della cabina di regia della linea sono state affidate al giovane talento di seconda generazione Jake Slaughter, un prospetto fortemente voluto dalla dirigenza durante il draft e ora chiamato a un impatto immediato con i titolari e con Justin Herbert.

Accanto a questa transizione, lo staff tecnico ha continuato a valutare le rotazioni sugli esterni e nei ruoli di guardia, dove elementi come Kayode Awosika e Trey Pipkins si sono alternati per trovare la quadratura ideale del reparto.

Nel frattempo, la competizione per il ruolo di quarterback di riserva alle sp***e di Herbert rimane uno dei temi più caldi per i tifosi e gli addetti ai lavori.
La lotta tra Trey Lance e DJ Uiagalelei all'interno del sistema offensivo disegnato dal nuovo coordinatore Mike McDaniel ha vissuto alti e bassi, offrendo spunti importanti ma lasciando aperta la porta a valutazioni approfondite sul rendimento delle seconde linee in vista delle scelte definitive.
Anche il reparto RB cerca una gerarchia stabile, con Omarion Hampton designato come punto di riferimento principale e un gruppo di backup, tra cui Keaton Mitchell e Kimani Vidal, impegnato a guadagnare centimetri preziosi e gerarchie stabili nelle rotazioni.

La chiusura della preseason rappresenta anche l'ultima chiamata per i tanti giovani undrafted e le seconde linee che si giocano gli ultimissimi slot disponibili nei cinquantatré del roster.

Reparti come la secondaria, la DL con le risposte positive di elementi come TeRah Edwards e il gruppo dei ricevitori e tight end offrono un quadro estremamente combattuto, in cui ogni singolo snap nella sfida contro i Rams assume un peso specifico enorme.

Coach Harbaugh ha ribadito come la priorità assoluta sia indirizzata alla gestione della salute generale del gruppo in vista della prima di campionato, mantenendo alta la concentrazione per eliminare le sbavature viste nelle scorse uscite e trasformare il lavoro svolto in campo in una solida base di partenza per la stagione ufficiale.

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La seconda uscita della preseason dei Chargers si è chiusa con un pesante ko per 41-17 contro i San Francisco 49ers al S...
08/21/2026

La seconda uscita della preseason dei Chargers si è chiusa con un pesante ko per 41-17 contro i San Francisco 49ers al SoFi Stadium, evidenziando una serata complicata e ricca di spunti di riflessione per coach Jim Harbaugh e il suo staff.
La partita ha offerto un quadro chiaro dei progressi ma soprattutto dei limiti attuali della squadra, tra problemi disciplinari, difficoltà in profondità e infortuni pesanti che rischiano di condizionare l'avvio di stagione.

La serata è iniziata con il programma previsto per i titolari: Justin Herbert e il primo attacco sono rimasti in campo esattamente per una sola serie offensiva, chiusa rapidamente con un three-and-out dopo tre soli snap, frenati da una corsa negativa, un lancio corto per nove yards verso Charlie Kolar e un passaggio incompleto per Ladd McConkey.
Anche la difesa titolare, priva di pezzi da novanta come Khalil Mack e Derwin James Jr., ha faticato a contenere i 49ers nel primo drive prima di registrare un buon recupero con un break-up su terzo down firmato da Elijah Molden.

Il vero problema della serata, tuttavia, è emerso con la seconda unit e con la gestione generale della partita, condizionata da troppi errori evitabili.
L'attacco ha chiuso con appena 229 yards totali, penalizzato in modo severo da ben sette penalità di squadra, di cui quattro pesantissime nel primo tempo che hanno cancellato alcune delle giocate più esplosive della serata, tra cui guadagni importanti su ricezioni e corse di Trey Lance e Keaton Mitchell.
Con Herbert in panchina, la gestione della regia offensiva è stata affidata a Trey Lance e DJ Uiagalelei, ma nessuno dei due ha convinto fino in fondo.
Lance ha mostrato sprazzi di grande atletismo con una spettacolare corsa da 37 yards che ha portato i Chargers in red zone, chiudendo 10 su 16 per 76 yards, mentre Uiagalelei ha faticato notevolmente completando 7 passaggi su 15 per 80 yards, salvando la statistica con un touchdown nel garbage time grazie a una giocata intelligente del rookie non draftato Jerand Bradley, lesto a rialzarsi e colpire dopo una ricezione lungo la linea laterale.

Anche il supporting game terrestre ha mostrato evidenti scricchiolii: escludendo le corse nel finale di gara, i running back dei Chargers hanno faticato enormemente a trovare varchi contro il front seven di San Francisco, totalizzando pochissime yards e palesando una scarsa efficacia del blocco sulle corse.
A questo si sono aggiunti i guai negli special teams, dove è stato concesso un clamoroso ritorno da 83 yards in touchdown a Jacob Cowing, seguito da un fumble sul kickoff successivo che ha regalato un'altra comoda segnatura ai padroni di casa, oltre a un extra point fallito da Cameron Dicker (il secondo in due gare).

La nota più lieta della serata in una difesa in sofferenza porta la firma del linebacker Junior Colson.
Scelto al terzo giro nel 2024 e frenato da enormi problemi fisici tra appendicectomia e un infortunio alla spalla che gli ha fatto saltare l'intera passata stagione, Colson ha illuminato la ripresa intercettando un passaggio di Adrian Martinez e involandosi per sedici yards fino alla end zone, firmando il primo touchdown della serata per i Bolts e candidandosi con forza per un posto nei cinquantatré definitivi in vista del taglio finale.
A livello individuale, buone indicazioni sono arrivate anche da alcuni giovani e rookie in difesa come il cornerback Rodney Shelley, autore di due passaggi deviati pur essendo molto cercato dagli avversari, e dall'edge rusher Andre Carter II, capace di mettersi in luce con qualche pressione interessante nel corso della gara.

Il passivo più duro della serata per Los Angeles, però, non riguarda il tabellone finale ma l'infermeria.
La squadra ha infatti perso pezzi pregiati nel momento peggiore della preparazione.
Già reduce dallo stop shock del centro titolare Tyler Biadasz, fermato in settimana durante gli allenamenti congiunti con i 49ers per un grave infortunio al legamento crociato anteriore che richiederà valutazioni definitive sul prosieguo della sua annata, i Chargers hanno dovuto fare i conti con la tegola del giovane centro titolare designato Jake Slaughter chiamato a sostituirlo e con i ko durante il match del quarto round Brenen Thompson e dell'offensive lineman Branson Taylor, usciti entrambi anzitempo per problemi fisici rispettivamente a una spalla e a un braccio.

Coach Harbaugh ha invitato tutto l'ambiente a ricompattarsi in vista dell'ultima settimana di preseason, sottolineando come la squadra debba urgentemente lavorare sulla disciplina pre-snap e sulla pulizia dell'esecuzione in tutti e tre i reparti per evitare di compromettere il lavoro svolto finora.

L'ultimo test di questa preseason è in programma giovedì prossimo al SoFi Stadium contro i Los Angeles Rams, match in cui i titolari dovrebbero aumentare il minutaggio a due serie offensive prima del fischio d'inizio della regular season.

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