Nicolandra Barca Sail

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10/26/2025

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Un nuovo capitolo sta per iniziare: stile rinnovato, stesso spirito di mare.
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Preparatevi alla sorpresa… il cambiamento è già in rotta! 🌊☀️



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*🇺🇸 ENGLISH*
✨ *Something special is coming…*
⛵ Nicolandra is getting a fresh new look.
A new chapter is about to begin — same passion, renewed style.
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Get ready for the reveal… change is on the horizon! 🌊☀️



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Fammi sapere se vuoi aggiungere una data o il link al profilo per prenotazioni.

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Eruzione alle Tonga: ecco cosa sappiamo finora a livello vulcanologico

Una notizia che sta facendo il giro dei social media quella dell’eruzione del vulcano Hunga Tonga Hunga Haapai, avvenuta il 14 Gennaio nell’arcipelago di Tonga nel Pacifico, con tanto di foto e video con commenti e descrizioni che tendono costantemente ad enfatizzare ulteriormente la potenza distruttiva dell’eruzione rispetto alla dinamica del fenomeno in sé, con nozioni spesso errate.

Sui vari quotidiani e notiziari appare in maniera molto ricorrente il titolo “Eruzione del vulcano sottomarino…” quando di sottomarino ormai ci sia ben poco! Benché l’isola fosse già emersa da alcuni anni, risulta chiaro ed evidente che il fenomeno eruttivo si sia manifestato, seppur poco, al di sopra del livello del mare in ambiente subaereo, con una colonna eruttiva che si ritiene abbia raggiunto la stratosfera, con la produzione di un’onda d’urto (shock wave) che ha fatto il giro del globo.

Ma soffermiamoci ora sulla dinamica eruttiva. Si è osservata una colonna eruttiva alta diversi km, più scura nella porzione centrale, dovuta all’espulsione di ceneri, pomici e frammenti di roccia. Eruzioni con una dinamica simile sono state spesso osservate in diversi vulcani nel mondo. Come ad esempio, la famosa eruzione dell’isola di Surtesy a largo delle coste islandesi nel 1967 da cui è stato successivamente coniato il termine nel gergo tecnico e classificativo di eruzione “surtseyana”; l'eruzione del vulcano Redubt in Alaska nel 1989, con una colonna di ceneri che raggiunse un'altitudine di 14.000 metri e la ricaduta delle stesse che ricoprì una superficie di 20.000 km²; l'eruzione del vulcano Taal nelle Filippine nel Gennaio 2020, avvenuta dopo 42 anni di quiescenza.

Se cercate e successivamente confrontate le foto delle eruzioni precedentemente elencate con quest’ultima avvenuta alle Tonga, vi renderete conto di quanto siano simili per forma della colonna eruttiva e, inoltre, accomunate dalla presenza di un elemento fortemente influente sull’esplosività di un’eruzione - come l’acqua!
L‘interazione acqua-magma può aumentare fortemente l’esplosività di un evento eruttivo, sia in ambiente marino che freatico.

In ambiente marino, come in questo caso, dove avviene il contatto diretto tra il magma caldo e l’acqua fredda, la differenza di temperatura è talmente elevata che all’interfaccia di acqua e magma si forma un 'film di vapore'. Questa interfaccia esercita una pressione sia sull’acqua sovrastante sia sul magma; in altra parole, c’è una spinta sia in alto che in basso, e questo fa si che ci sia del vapore che penetra all’interno del magma. Il magma arriva quindi ad avere un potenziale esplosivo altissimo e a generare violente eruzioni con colonne eruttive alte diversi km, che vengono classificate come idro-magmatiche.

Le colonne magmatiche di tali eruzioni non si presentano spesso omogenee al loro interno e presentano spesso una componente in cui prevale maggiormente la frazione gassosa, la maggior parte costituita da vapore acqueo, rispetto al particellato solido, con la formazione di nubi ad anello di un colore più chiaro chiamate “base surge”. Le eruzioni idro-magmatiche sono eventi del tutto normali negli stadi di emersione degli edifici vulcanici in ambiente subaereo.

Per quanto riguarda invece la formazione dell’onda di tsunami, poiché avvenuta in concomitanza dell’eruzione, si presume inizialmente che sia stata generata dall’eruzione in sé. Tuttavia, dall’osservazione dell’immagine in basso (che ci mostra le differenze tra le precedenti morfologie con quella attuale, in cui si osserva l’assenza della porzione centrale dell’edificio vulcanico) l'ipotesi più accreditata sarebbe quella di un collasso di porzioni emerse e sommerse della struttura vulcanica.
Image Credits: Planet SkySat

Post di Pierfrancesco Calabria via GeoCosmos

Ne parleremo domani sera alle 21:00 in live. Trovate il link per partecipare nel primo commento

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