Boxe etc

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Allenatrice: Denise Pisanu
Attrezzatura richiesta: bende elastiche e guantoni da 10 o 12 oz.

11/09/2025

08/09/2025

Su Instagram

30/08/2025

Costruzione performance, prevenzione infortuni, resistenza, forza, agilità, approccio mentale ⚽️
Settimana 1

04/01/2024

L’ABILITÀ VERA VIENE DAL “SONG”

Molti grandi maestri di arti marziali interne hanno sempre sostenuto che le risposte alla maggior parte dei problemi che per molti anni deve affrontare e risolvere un allievo che vuole raggiungere i più alti livelli della sua disciplina sono legate principalmente alla crescita del suo “Song”.

L’espressione massima dell’abilità marziale raggiungibile da un praticante di Taiji, di Bagua o di Xing Yi, in pratica il suo intero “Kung”, è direttamente proporzionale alla qualità del suo “Song”; ciò vuol dire che dipende – oltre che dalla crescita delle sue capacità fisiche e tecniche – dallo sviluppo delle sue capacità sensoriali ed auto-percettive.

Ma cos’è realmente il “Song”?
Traduzioni come 'rilasciare', 'allentare' o 'sciogliere' ne danno nella nostra lingua sfumature diverse di significato. Non bastano però a indicarne il senso completo.
In cinese l'ideogramma di questo termine evoca l'albero (o il legno): ci suggerisce pertanto l’idea di "cedevolezza” e, allo stesso tempo, quella di “stabilità” in assenza di sforzo, in perfetto accordo col principio taoista del Wu Wei.

Utilizzare il “Song” in chiave marziale, richiede la rinuncia all'idea di "scontro", "lotta" e "contrasto"; implica il mantenimento della propria struttura fisica e soprattutto energetica, pur nell'abbandono di ogni tensione (anche mentale), legata all’idea di "resistere" o di "prevalere" sull’avversario.

Allenare il 'Song' implica il rieducare la mente e il corpo a non reagire in maniera inappropriata agli stimoli esterni, a restare vigili e quieti, a non permettere il nascere di inopportune tensioni e rigidità.
Una maggiore qualità del ’Song’ accresce la consapevolezza di risorse energetiche sconosciute. Tempra il distacco mentale, acuisce la percezione del fluire della propria energia, persino quella che si stabilisce nell'interscambio con eventuale aggressore.

Ma il “Song” non implica solo efficacia marziale. Lo “spirito vigile e rilassato” che esso induce costituisce anche il presupposto indispensabile del Qi Gong e di ogni pratica volta alla coltivazione dell’energia interna. Sulla sua base è anche possibile fondare un più sereno rapporto con la realtà e la quieta accettazione di ciò che succede intorno a noi.

02/01/2024

LA QUALITÀ DI UN MAESTRO

Tutte le discipline – del corpo e della mente – costituiscono un percorso di riscoperta e di autoconoscenza. D'altra parte non esiste disciplina marziale o tecnica meditativa che non comprenda tra i suoi strumenti fondamentali l'ascolto di sé: svuotando la mente, dirigendo l’attenzione sul corpo, sulla sua postura, il tono dei muscoli, il respiro...
Nelle arti marziali tradizionali tutto questo c'è, ed è sempre presente l'attitudine a cogliere la propria presenza fisica, lo spazio che si occupa, il tempo richiesto per realizzare il movimento, da soli o nell'interazione con l'«altro».

Migliorare la propriocezione, ascoltandosi "veramente" e "continuamente" è fondamentale per molti aspetti: in primo luogo perché così possiamo mettere in sintonia mente e corpo; quella mentale e quella fisica sono sfere intimamente connesse che si influenzano e si condizionano vicendevolmente: riuscendo ad armonizzarle, la mente si rasserena e il corpo abbandona tutte quelle tensioni inconsapevoli che disperdono inutilmente molte energie.

Sapersi ascoltare non significa soltanto arrivare a percepire, in maniera distinta e profonda, la propria corporeità fisica; significa anche “mettere un guardiano dinanzi alla porta delle proprie sensazioni”, abbassare il continuo chiacchiericcio della mente superficiale, arrivando a spegnerlo per attivare stati più profondi di autoconsapevolezza.
Da un punto di vista prettamente pratico, maturare questo genere di cosapevolezza significa, nell’ambito di una disciplina marziale, essere nelle condizioni di esprimersi sempre al meglio, da un lato con maggiore efficacia ed armoniosità, dall’altro con una miglior resa e un minor dispendio energetico.
Perché, più del vigore e della tecnica, è il livello di autoconoscenza che distingue un praticante modesto da un marzialista di alto livello.

27/12/2023

Outdoor Boxing training
26 dicembre
☀️

03/12/2023

CONNETTERSI

Nel corso della millenaria tradizione medica e marziale della Cina si è sempre ritenuta fondamentale la “connessione”. Ma chi e che cosa si deve connettere?
Secondo il taoismo occorre fluire con gli eventi, entrare in connessione con la natura e con gli altri esseri viventi; legare in un dissolubile “unicum energetico” la mente, il corpo, le emozioni.
Anche nelle arti marziali è fondamentale connettersi, entrando in sintonia con l’avversario, fluendo con i suoi movimenti pur aggressivi e potenzialmente letali. Trovare la giusta connessione richiede presenza mentale, consapevolezza corporea e persino “empatia”. Il rilassamento profondo, l’ascolto muscolare e la regolazione del respiro, possono poi aiutarci a connetterci sia ‘dentro’ (corpo/mente/spirito ) sia ‘fuori’ (terra/uomo/cielo).

Il movimento lento e consapevole e l’accurato ascolto del corpo nelle posizioni fisse promuovono questo genere di connessione.
Tutti dovrebbero, prima o poi, poterle sperimentare. Sarebbe sufficiente praticare abitualmente il “palo eretto" (in cinese: ‘Zhan Zhuang’).
In Cina si suol dire che questo esercizio valga da solo più di cento altri esercizi. Infatti, esso viene praticato dappertutto: a casa, nei parchi pubblici, nelle scuole, nelle caserme e persino negli ospedali, dove svolge la funzione di “sostegno” o, se vogliamo di "booster", capace cioè di incrementare la risposta immunitaria, aumentando l'efficacia dei trattamenti terapeutici convenzionali.
La modalità più consueta per eseguirlo prevede la postura in piedi; ma esistono molte varianti, alcune delle quali permettono l’esecuzione da seduti (vedi foto) e, in caso di seri problemi di salute, persino da sdraiati.
Secondo i Cinesi, questo esercizio di connessione – interna ed esterna – costituisce inoltre il fondamento imprescindibile per costruire la “Forza unificata”, che è alla base dell'espressione più elevata di tutte le discipline marziali.

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Sassari

Orario di apertura

Lunedì 13:30 - 14:30
Martedì 07:00 - 07:45
19:00 - 20:00
Mercoledì 13:30 - 14:30
Giovedì 07:00 - 07:45
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Venerdì 07:00 - 07:45
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